Visualizzazione post con etichetta L'Aquila - Vedute. Mostra tutti i post
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martedì 28 luglio 2026

《 MORBIDE VISIONI 》

 



✍ Morbide visioni


🚩 L'Aquila, Primavera 2026: sguardo dalla città verso le propaggini nord-occidentali del Sirente-Velino.


Nel cielo un batuffolo di cotone? Un cumulo di soffice lana appena tosata? Dello zucchero filato?

☁️ Di sicuro è una spessa nube cumuliforme modellata dalle correnti atmosferiche ed esaltata pittoricamente dalle sfumature d'oro del sole serale che si appresta a coricarsi dietro all'orizzonte. ☀️

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🌦 Le nuvole, uno tra i fenomeni più velocemente mutevoli ed effimeri che possiamo osservare nel cielo, eppure così ricche di fascino e così capaci di stimolare la nostra fantasia: spesso le guardiamo cercandovi figure, similitudini, e altri giochi visivi nelle loro numerose forme e nelle loro indirette sfumature di colore, altrettanto istantanee e mutevoli.


🎨 Forse proprio per questo, da secoli, le nuvole hanno ispirato e ispirano artisti che ne hanno fatto una vera e propria espressione iconografica, soprattutto leggendovi una forma di mediazione visiva fra la realtà terrena e la spiritualità celeste: visibili come le cose materiali, inafferrabili come quelle celesti.


E così le nuvole sono diventate protagoniste di dipinti, di sculture, di stupendi apparati iconografici barocchi e non solo: le vediamo ad esempio stuccate sul dosso di un altare, o scolpite ed estratte da una pietra, oppure dipinte sulle tele, sulle volte, sulle pareti di tanti edifici religiosi e civili mentre sorreggono personaggi sacri in sospensione, o talora creando delle cornici, dei diaframmi di vapore tra il mondo umano e il mondo divino, spesso anche come evoluzione delle più antiche mandorle mistiche che racchiudono i personaggi ultraterreni. 

Le vediamo quindi protagoniste nelle 《glorie》 trionfali di santi o di personaggi divini, così come le osserviamo a imitazione naturale nei cieli di quelle pitture illusionistiche 《trompe-l'œil》.


Con il colore, con la pietra, con gli stucchi, l'Arte è riuscita idealmente ad 《afferrare》e a rendere solide e tangibili queste manifestazioni atmosferiche così comuni e quotidiane eppure così sfuggevoli e 《inafferrabili》 nel loro continuo movimento. 


❓ Forse è proprio per questo loro carattere sfuggente e indefinito che tanto hanno stimolato l'immaginario umano al punto da essere associate a manifestazioni di mezzo tra il naturale e il soprannaturale?

❗Possibile! 

Quel che è certo è il loro fascino ancestrale ben vivo in tutti noi: tutt'oggi le nuvole ci attraggono e stuzzicano il nostro immaginario, spesso anche inconsapevolmente, così come probabilmente già accadeva per i nostri antenati primitivi.


Sicuramente non è l'unico caso, né il primo, in cui la Natura diventa nobile e fertile Musa ispiratrice per le Arti umane.



Mauro Rosati

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mercoledì 18 marzo 2026

L'AQUILA NELL'ARTE: VIA ROCCA DI CORNO

 

Immagine n. 2 - L'Aquila, via Rocca di Corno
in un dipinto di Teofilo Masulli.


Immagine n. 1 - L'Aquila, via Rocca di Corno
in una fotografia d'epoca.

(Fonte immagine: Calendario 2025 《Zampilli di Storia》, a cura dell'associazione "Jemo 'nnanzi", Edizioni One Group).


Immagine n. 3 - L'Aquila,
via Rocca di Corno
in una ceramica figurata.



🚩 L'Aquila, tre vedute di Via Rocca di Corno (Quarto di San Giovanni) interpretate da tre differenti espressioni d'arte: la fotografia, la pittura, la ceramica.


📍 Via Rocco di Corno è una di quelle caratteristiche vie 《minori》 aquilane, di quelle che quando le attraversi trovi una diversa espressione della città: dalla città più alto-locata, fatta di splendidi palazzi signorili, alla città più popolare, fatta di altrettanto splendide casette attraverso le quali si ha l'impressione di trovarsi all'interno di un piccolo borgo, così come accade similmente tra le viuzze di Borgo Rivera e tra le Coste e gli sdruccioli che da Capopiazza scendono verso via Fortebraccio. 

↪ Sono due anime della città solo apparentemente distanti, diverse, ma in realtà complementari: due anime senza stonature reciproche, che convivono e si amàlgamano armoniosamente in un contesto urbanistico storico sapientemente disegnato dalla perizia dei nostri antenati.


🏰 Siamo nel Quarto di San Giovanni, quello che guarda verso i castelli, le ville e le terre di sud-ovest nel Contado Aquilano. Via Rocca di Corno, nella sua denominazione, richiama quella parte di Contado che gravita intorno al diruto castello di Corno, aggregato al 《Comitatus》 aquilano già nel corso del Quattrocento, secondo quanto riporta Carlo Blasetti.


📍 Come le altre vie storiche dell'Aquila, che hanno saputo adattarsi efficacemente ai dislivelli altimetrici, ai saliscendi lungo il loro percorso, anche Via Rocca di Corno ha una veduta particolarmente suggestiva da offrirci:

da Via XX Settembre fermiamoci subito all'imbocco di Via Rocca di Corno; guardando verso l'alto scorgiamo i due campanili della Cattedrale metropolitana dei Santi Massimo e Giorgio, in particolare ne vediamo le porzioni più in alto con i rispettivi cupolini.

↪ Prima di addentrarci nella stradina facciamo qualche passo a destra e siamo subito all'ingresso di Via delle Bone Novelle (la storica《Valle di Rojo》di cui ci parla il prof. Colapietra): da qui un'altra veduta ci colpisce e ci affascina; guardiamo verso l'alto e vediamo la suggestiva cupola a tamburo, tipologia alla 《lombarda》, della chiesa di Santa Maria del Suffragio (le 《Anime Sante》), resa ancora più slanciata dalla sua posizione situata in maggiore altura rispetto a Via XX Settembre.


📍 Ora possiamo entrare in Via Rocca di Corno percorrendola in direzione del cuore della città, accompagnati da queste tre immagini allegate.


🖼 1- L'immagine n. 1 ci mostra l'inizio di Via Rocca di Corno in direzione nord, mediante una foto d'epoca (anni '30 del Novecento) che ne ritrae un momento di vita quotidiana attorno alla sua famosa fontanella con il palazzetto d'angolo smussato che possiamo vedere tutt'oggi sulla sinistra entrando da via XX Settembre

(la foto è tratta dal Calendario 2025 《Zampilli di Storia》, a cura dell'associazione "Jemo 'nnanzi", Edizioni One Group).


🖼 2 - L'immagine n. 2 è un dipinto di Teofilo Masulli, il cui linguaggio riesce a rendere con vivace verità le scene di genere popolate da personaggi di estrazioni sociali differenti, ben rese dal diverso abbigliamento nonché dalle differenti posture e atteggiamenti, scene normalmente ambientate in spazi più o meno noti della nostra Città ma sempre vivi grazie alla 《calda》 scelta di colori e alla vivacità dei personaggi che sembrano statuine viventi le quali animano la scena di tanti bei presepi artistici.

Nella scena rappresentata dal Masulli riconosciamo lo stesso palazzetto d'angolo che avevamo già intravisto sulla sinistra della foto nell'immagine n. 1.

Davanti a quel palazzetto possiamo prendere due direzioni: 

- a destra proseguiamo lungo Via Rocco di Corno, salendo, fino a giungere a Piazza Rocca di Corno caratterizzata da una forma triangolare che la rende facilmente riconoscibile;

- a sinistra invece possiamo salire lungo una scalinata-cordonata dai bassi gradoni, che assecondano la pendenza, e raggiungiamo Via del Cardinale da dove poi possiamo proseguire in salita fino a Piazza del Cardinale (Amico Agnìfili) continuando quindi a camminare verso Piazza Santa Maria di Rojo, dove ritroviamo la città nobile con Palazzo Rivera, o verso Piazza San Marciano dove ritroviamo la città nobile con Palazzo Rustici.


🖼 3 - L'immagine n. 3 è invece una ceramica figurata fatta realizzare dalla storica compagnia teatrale 《Il Gruppo》 dell'Aquila nel settembre del 2009, in occasione del 30° anniversario dalla fondazione grazie alla passione e all'impegno dei coniugi Rossana Crisi e Franco Villani, che hanno cresciuto artisticamente generazioni di giovani studenti che si avvicinavano al teatro amatoriale dialettale. Proprio lì, in una delle casette di via Rocca di Corno, 《Il Gruppo》 aveva una sede di riferimento fino al sisma del 2009. Oggi, a 47 anni dalla fondazione, la compagnia teatrale prosegue la sua attività meritoria nella coltivazione del dialetto aquilano.

La ceramica figurata che vediamo nella terza immagine inquadra Via Rocco di Corno in visuale perfettamente frontale, con la vista in profondità che parte proprio accanto alla famosa fontanella.


❓Che altro dire? 

❗Molto altro, teoricamente! 

↪ Fermiamoci però qui e andiamo a percorrere e a contemplare le vedute prospettiche e l'atmosfera di questa stradina aquilana che, insieme a tante altre, impreziosisce la percezione d'insieme della nostra città.



Mauro Rosati

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P.S. Nel dipinto di Teofilo Masulli vediamo un caratteristico bel balcone-ballatoio in legno, uno 《jafu》(o 《glifo》) come in passato se ne trovavano tanti anche nel nostro territorio, con alcuni che sono stati meritevolmente recuperati; nel corso del tempo, forse già dal secolo scorso, il balcone in legno del dipinto è stato purtroppo sostituito da un più comune e anonimo balcone in cemento. Ciò nonostante la suggestione di quell'angolo di città rimane ugualmente viva grazie al suo disegno d'insieme rimasto fedele alla sua conformazione storico-urbanistica.

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domenica 14 settembre 2025

IMMAGINARIAMENTE... REALI!

 

L'Aquila, Quarto di San Giorgio:
facciata con porte-finestre dipinte.

(Foto: Mauro Rosati, 2025)


L'Aquila, Quarto di San Giorgio:
porte-finestre dipinte,
veduta d'insieme
del contesto architettonico
e paesaggistico.

(Foto: Mauro Rosati, 2025)


IMMAGINARIAMENTE... REALI!
(Un ossìmoro voluto).


🚩 L'Aquila, semplici e raffinati dettagli illusionistici nel Quarto di San Giorgio, ai confini con il Quarto di Santa Maria.

📍 A volte nascevano già così, fin dalla costruzione di un edificio, come quando si realizzava una facciata integrale per uniformare fabbricati diversi;
altre volte, invece, andavano a camuffare e a simulare un'apertura che veniva murata, tamponata:
in entrambi i casi parliamo delle finte finestre e porte-finestre dipinte sulle facciate di molte case e palazzi.
↪ Talvolta vengono disegnate anche spalancate oppure socchiuse, con una grata, con un'anta parzialmente aperta, quasi come se qualcuno stesse per affacciarsi, quindi anche con un pizzico di intenzione giocosa oltre che artistico-estetica.

📍 Porte e finestre dipinte: un uso in voga fino a tempi storicamente non troppo lontani (e talora anche al giorno d'oggi), quando il buon gusto e la funzionalità andavano di pari passo, e l'immaginazione diventava complemento della realtà.
Un po' come quelle pitture illusionistiche, molto realistiche grazie alla prospettiva, realizzate oggi da artisti autorizzati sulla superficie di alcune strade/piazze o su freddi muri in cemento da rendere più gradevoli alla vista.

📍 Siamo tornati quindi sul concetto di 《trompe-l'œil》(=inganna l'occhio) che abbiamo già analizzato una prima volta nei mesi scorsi.

📍 Lo scopo primario di queste porte e finestre dipinte era, ed è, sempre lo stesso:
conservare l'equilibrio estetico, la simmetria di una facciata, in modo che la visione d'insieme, la percezione ottica, sia sempre gradevole e armonica, già da lontano, per chi passa lungo una strada, Ieri come Oggi.

🔎 Camminando con sguardo attento tra le vie e le piazze della nostra città ne troviamo molte, soprattutto finestre o porte-finestre, come in queste immagini.
↪ Tra i molti esempi possiamo citarne altri due, giusto a titolo di spunto:
la bellissima facciata di Palazzo Zuzi lungo via delle Bone Novelle, 
e quella altrettanto mirabile di Palazzo Rivera in piazza Santa Maria di Rojo,
entrambe nel Quarto di San Giovanni.
↪ Ma ne troviamo anche su palazzetti e case più piccoli: basta prenderci un po' di tempo libero, quando ne abbiamo la possibilità, e passeggiare con 《lentezza》, intesa nell'accezione positiva di ritmi più tranquilli. E anche quando andiamo più spediti, per i nostri impegni, possiamo cogliere ugualmente questi particolari semplicemente alzando lo sguardo e spaziando da un lato all'altro di una strada o di una piazza.


Mauro Rosati
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venerdì 1 agosto 2025

VEDUTE DAL QUARTO DI SAN PIETRO

 

Fig. 1 - L'Aquila, veduta dal Quarto di San Pietro
verso ovest.

(Foto: Mauro Rosati, 2025)

Fig. 2 - L'Aquila, veduta dal Quarto di San Pietro
verso nord-ovest.

(Foto: Mauro Rosati, 2025)



Dal cuore del Quarto di San Pietro, una panoramica verso l'altopiano aquilano, versante ovest della Città dell'Aquila, in direzione dei Quarti di San Giovanni e di San Pietro dentro e fuori le Mura. 

Lo sguardo parte dal centro cittadino e si estende verso la prima periferia occidentale, Santanza, Pile, Pettino, poi il borgo-castello di Coppito, l'agro amiternino, fino alle maggiori cime che coronano il panorama occidentale della nostra Città-Territorio, direzione Terminillo (visibile distintamente a circa 37 km di distanza ma coperto dalle nuvole in queste foto): Monte Calvo, Monte Pettino, Monte Castelvecchio (o Monte di Cascio, anche Montagna di Santanza).

Veduta dall'altura di San Domenico, uno dei più antichi conventi aquilani, e più precisamente da quello che il prof. Raffaele Colapietra definisce《Colle di Sassa》, o 《Colle dell'Addolorata》, ossìa una delle tre alture che si diramano dal colle sul quale sorge la nostra città:
- 《Colle di Sassa》, dalla presenza in passato della diruta chiesa di San Pietro di Sassa dentro le Mura, poi unita alla vicina chiesa di San Quinziano dopo il terremoto del 1703;
- 《Colle dell'Addolorata》 dalla chiesa dell'Addolorata, prospettante sulla piazza omonima; si tratta della Madonna dell'Addolorata di dentro le Mura, distinta dalla più conosciuta Madonna Addolorata fuori le Mura... o meglio... 《fore》 le Mura, da cui la più nota denominazione di 《Madonna fore》.
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Fig. 1 - Un pomeriggio nel Quarto di San Pietro.
In primo piano si distinguono alcune frondose alberature di Viale Giovanni XXIII, prosecuzione di Viale Duca degli Abruzzi. Più avanti scorgiamo alcune palazzine del Quartiere Banca d'Italia (il 《Quartiere Italico》), il Palazzo di Giustizia, la nuova sede ANAS dall'inconfondibile profilo ellittico, quindi il colle di Coppito e Madonna delle Grazie, più in fondo Monte Calvo (la cima centrale più alta, che delimita a ovest l'altopiano aquilano), e dietro le nubi di fondo si cela la vetta del Monte Terminillo, antico confine tra Abruzzi (Regno di Napoli) e Stato Pontificio.


Fig. 2 - Un pomeriggio nel Quarto di San Pietro.
Altra veduta, interamente sul Quarto di San Pietro.
In primo piano le fronde degli alberi in Viale Giovanni XXIII, prosecuzione di Viale Duca degli Abruzzi, subito dopo i caseggiati intorno a Via Roma bassa con la chiesa di San Paolo di Barete intra moenia che s'intravede al centro sulla sinistra,
poi Piazza d'Arme, Santa Barbara, San Sisto, l'autostrada A24 Roma-L'Aquila-Teramo, la valle di Madonna Fore, quindi il convento dei Frati Minori di San Giuliano, Monte Castelvecchio (Monte Cascio) e Monte Pettino.


Mauro Rosati
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giovedì 24 luglio 2025

VEDUTE IRIDATE

 

(Foto: Mauro Rosati, 2025)

(Foto: Mauro Rosati, 2025)


🚩 L'Aquila, periferia occidentale nell'Agro Amiternino (Quarto di San Pietro fuori le Mura):

veduta verso est dopo un veloce passaggio di qualche nube piovana. 🌈 


✍ I colori dell'iride, il fondo celeste, le pennellate bianche delle nuvole:

di fronte alla bruttezza morale e alla pochezza d'animo di tanti esseri umani, la Natura ci offre questi piccoli grandi regali che ci donano sollievo e non finiscono mai d'incantarci, nonostante le tante offese arrecate dagli umani sia ai propri simili, sia alla Natura stessa.


🌳💧 Madre Natura:

《Madre severa》 che ogni tanto assesta sonori ceffoni, ma anche e ancor di più 《Madre benevola》 che, nonostante gli esecrabili comportamenti umani, ci regala carezze come quella che vediamo in foto.

Il tutto reso ancor più bello dalla genuina espressione di meraviglia di alcuni bambini piccoli che passavano in quel momento e si accorgevano di questo colorato regalo.



Mauro Rosati

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martedì 15 luglio 2025

L'AQUILA, UN'AFFACCIATA SU VIA ACCURSIO

 



🚩 L'Aquila, affacciata pomeridiana su via Accursio (Quarto di Santa Maria);《via Accurzio》 per gli Aquilani aquilofoni 😀 :

📍 una finestra dai caratteri gotici maturi e 《francesizzanti》, caratterizzata da due arcatelle a sesto acuto e da un tondo centrale lavorati con caratteristici motivi polilobati, dal profilo definito mediante una fine cornice a piccole bugne diamantate.


🖼 La luce del primo pomeriggio impreziosisce l'insieme della veduta.


↪ Oggi murata con materiale misto come mattoni e pietre (talvolta si usavano anche frammenti di coppi, i《pinci》), non si può escludere che la finestra fosse in origine una bìfora con pilastrino centrale tra le due arcatelle; la tamponatura potrebbe risalire agli ultimi due-tre secoli, dovuta a un probabile rimaneggiamento della struttura: ad avvalorare questa ipotesi la presenza in basso di una《stanghetta》 (chiavarda) di ferro verticale che fissa un anello capochiave, elementi evidentemente successivi alla chiusura della finestra poiché ne attraversano la tamponatura; si tratta di rinforzi antisismici formati da travi in legno immerse nella muratura alle quali veniva applicato un capochiave in metallo che sporgeva all'esterno e veniva fissato da un paletto verticale.

Queste tecniche creavano un'armatura muraria che garantiva maggiore compattezza e resistenza alle murature, in particolare sotto l'effetto di movimenti sismici ma anche, più in generale, a maggiore garanzia della stabilità dell'edificio anche in condizioni ordinarie.

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📍 Abbiamo detto 《Via Accursio》, la bella stradina che da Corso Principe Umberto-Piazza del Palazzo sale verso la piazza capoquarto di Santa Maria Paganica dal lato dell'abside dell'omonima chiesa capoquarto, incrociando anche il caratteristico e grazioso Chiassetto del Campanaro


❓ Ma 《Accursio》 chi? O... 《Accursio》 che cosa?


📍 Parliamo di Mariangelo Accursio (1489-1546), rilevante figura di umanista aquilano. 

Un umanista a tutto tondo, una personalità poliedrica: 

filologo, epigrafista, genealogista, conoscitore di più lingue, scrittore, personalità pubblica in ambito civico, e altro ancora.



Mauro Rosati

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《ARTE&MOTORI》

 

Fig. 1
(Foto: Mauro Rosati, 2025)

Fig. 2
(Foto: Mauro Rosati, 2025)

Fig. 3
(Foto: Mauro Rosati, 2025)


🚩 L'Aquila, cortile rinascimentale di Palazzo Cipolloni-Cannella (Quarto di San Giorgio): 

un posteggio di classe, tra architetture e volte dipinte. 🚗


🖼 Di profilo (fig. 1).

Un po' auto un po' carrozza, una tappa di trasformazione nella 《staffetta》 storica tra i due mezzi. 

Posto guida sulla destra e sedili posteriori.


🔎 Particolari tecnologici (fig. 2).

Manometro segnalatore della temperatura del motore, più precisamente del liquido di raffreddamento; praticamente come quelli che abbiamo anche oggi sui cruscotti delle nostre auto in versione analogica o digitale.

Partendo dal basso, in senso orario:

-  ⚪《FREEZING》(=congelamento), indicatore bianco;

-  ⚪《COOL》(=freddo), indicatore bianco;

-  🟢《NORMAL》, indicatore verde;

-  🔴《BOILING》(ebollizione), indicatore rosso.


🖼 Infine, una meritata ripresa di fronte (fig. 3), con le eleganti architetture del cortile che risaltano in chiaroscuro tra ombreggiature e luce pomeridiana.



Mauro Rosati

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giovedì 3 luglio 2025

L'AQUILA, VEDUTA FORCONESE

 

L'Aquila, veduta serale dalle
campagne forconesi

(Foto: Irene Iovannitti, 2025)



🚩 L'Aquila, una suggestiva veduta serale della città dalle campagne forconesi, sul versante orientale. (Foto: Irene Iovannitti, 2025)

📍 Siamo nell'ora vespertina, in quel momento della giornata in cui il giorno e la notte si incontrano, si abbracciano e si danno il cambio, salutandosi e dandosi appuntamento per l'alba del giorno successivo.

I bagliori del sole appena tramontato, con le loro sfumature rosso-arancio, mettono in risalto il profilo della nostra città, in un effetto di controluce che ci consente di distinguere le forme degli edifici più dominanti: tra questi risalta, inconfondibile, la splendida e maestosa basilica di San Bernardino da Siena con la sua grande cupola e il suo bel campanile che le fa compagnia.

🖌🎨 Un romantico e suggestivo amalgama di colori e profili, arricchito da leggere pennellate di nuvole: una percezione d'insieme che guida i nostri occhi dalla campagna in primo piano fino alla città sul colle, sullo sfondo di un cielo che ci offre tutte le armoniche sfumature dell'Iride.

Quelle stesse suggestioni che, dal versante opposto, ci regalano le prime luci dell'alba.


🌈 Non perdiamo l'abitudine di emozionarci davanti a queste atmosfere e conserviamo sempre quella sana e spontanea meraviglia che ci portiamo dentro fin da bambini!



Mauro Rosati

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sabato 24 dicembre 2022

CARTOLINA AQUILANA - AUGURI DALL'EMICICLO!

 



CARTOLINA AQUILANA

AUGURI DALL'EMICICLO!



Con una cartolina aquilana, i miei auguri di Buone Feste! 🎄

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➡️ Nella foto:

il Palazzo dell'Esposizione, detto l'Emiciclo dal portico a esèdra che si apre sulla facciata e guarda alla Villa Comunale (Quarto di San Giorgio).


📌 Fondato nel 1610 come Ospizio di San Michele dei Frati Minori Cappuccini, convento dei Cappuccini dentro le Mura, nel 1656 fu importante punto di riferimento durante la grande pestilenza di quell'anno.


📌 Dopo l'Unità d'Italia (1861) passò al demanio comunale a seguito della soppressione giuridica degli Ordini religiosi (《Leggi eversive》, 1866-1867).


📌 Tra il 1883 e il 1888 venne ampliato in occasione dell'Esposizione agricola regionale, ad opera dell'architetto Carlo Waldis che progettò il portico a esèdra da cui deriva il nome di "Emiciclo".


📌 Dopo l'Esposizione del 1888, tra Ottocento e Novecento il complesso svolse varie funzioni, tra le quali: sede della Scuola di Arti e Mestieri fondata dal pittore Teofilo Patini, parte del manicomio prima dell'apertura del vicino Ospedale psichiatrico di Collemaggio nel 1915, quindi Scuole Industriali. 

➡️ Nello spazio a nord del complesso si trovavano anche i campi da tennis della Città dell'Aquila, prima della costruzione (anni '30 del Novecento) dell'odierno complesso polisportivo comprendente lo Stadio "Tommaso Fattori", la Piscina Comunale "Ondina Valla" (con solarium esterno), il Circolo Tennis, il Palazzetto dello Sport (con pista di pattinaggio) e campetti minori.

(Ringrazio il signor Gianni, classe 1940, per questa testimonianza storica indiretta sui campi da tennis all'Emiciclo)


📌 Oggi l'Emiciclo è sede del Consiglio Regionale d'Abruzzo e, dopo i lavori di ricostruzione e restauro post-sisma 2009, sono stati valorizzati gli ambienti dell'ex convento, tra cui la chiesa e il chiostro annesso.

➡️ L'ex chiesa di San Michele è stata liberata da uno scalone in cemento posticcio e oggi, recuperata la sua spazialità, è un grande spazio di passaggio per i vari ambienti del complesso ma anche luogo di cultura con frequenti mostre/esposizioni. Il fondo dell'antico coro della chiesa, rimosso lo scalone in cemento, è stato arricchito da una gradevole e rispettosa vetrata policroma dell'artista abruzzese Franco Summa. 

➡️ Le cappelle laterali (lato nord) dell'ex chiesa fungono oggi da locali di servizio con varie funzioni, mentre è stato riportato in evidenza il volume del chiostro, con la riapertura dello spazio quadrato centrale (ex Sala Michetti) ora coperto da una luminosa vetrata e valorizzato da un piccolo giardino interno (giardino d'inverno), dal quale si accede agli ambienti sotterranei riscoperti durante i lavori (2015-2018) e rifunzionalizzati a uso biblioteca e sale lettura.

➡️ Infine, sotto il piazzale esterno è stata ricavata una grande sala convegni sotterranea, la "Sala Ipogea", di 250 posti a sedere e tecnologicamente attrezzata. Il piazzale superiore si apre invece di nuovo verso la Villa Comunale, come in origine, dopo l'abbattimento della recinzione in ferro e cemento e la pedonalizzazione dell'antistante Via Michele Jacobucci.



Mauro Rosati

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mercoledì 19 ottobre 2022

《I QUINDICI MINUTI PRIMA DELL'ALBA - IMPRESSIONI DEL MOMENTO》

 L'Aquila, 19 ottobre 2022


🌈 La cromìa del cielo muta rapidamente,

verso Oriente:

rosso tenue... 🔴

...poi rosa...

...poi arancio... 🟠

...poi giallo tenue... 🟡

...quindi giallo intenso... quasi bianco... ⚪


🎨 Una teoria di colori 

che si avvicendano lestamente.

L'aria attende...

tra gli ultimi silenzi del mattino,

la campana di un monastero, 🔔

e i primi suoni di giornata.


Poi... il primo raggio spunta all'orizzonte... 🌄 🌅

...filtra nell'aria cristallina

delle mattine 

d'autunno e d'inverno...

...diretto...deciso!


Tepore color dell'oro! ☀️


E raggiunge ogni cosa...

...passa tra le foglie di una pianta... 🌿

...entra dalle finestre... 🪟

...lo vedi sollevarsi...

...velocemente...

mentre guardi a Oriente. 🧭


Tra le mani una tazza di latte, 🥛

o un buon cappuccino ☕

all'orzo, dal gusto sobrio e persistente.


Che spettacolo!

Senza biglietto... 🎟 

non si paga niente!


Offre la Natura!

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...I QUINDICI MINUTI PRIMA DELL'ALBA...

...IMPRESSIONI DEL MOMENTO.

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Mauro Rosati



venerdì 22 ottobre 2021

QUANDO L'AUTUNNO DIVENTA ARTE

 

Albero di noce


Albicocco 



22-23 ottobre 2021

Lì dove la Città e la Campagna si incontrano e si intessono reciprocamente: il giallo vivace di un noce e il rosso-arancio di un albicocco, in una giornata tipicamente autunnale diventano quasi delle fonti di luce propria, risaltando tra le abitazioni e i terreni di contrade un tempo coltivate da coloni. Oggi orti o giardini tra le case. 🌱🌱
Un tempo che arriva fin ancora a 50 anni fa.

La bellezza dell'Autunno: quando i colori delle piante sembrano brillare tanto più vivaci sulla tela dallo sfondo grigio di una normale nuvolosità di stagione. 🎨

Tramite l'Autunno la Natura si fa artista. 🍁🍁


Mauro



venerdì 6 agosto 2021

QUELL'ISOLA GRIGIA DAVANTI ALLA FONTANA

L'isola di asfalto davanti alla monumentale Fontana Luminosa (1934),
opera dello scultore abruzzese Nicola D'Antino.

(Fonte immagine: GoogleMaps)



È da qualche annetto che ci penso, e di recente sono tornato spesso a rifletterci.


Davanti alla Fontana Luminosa, salendo da Viale Gran Sasso - a piedi o in auto - ci troviamo davanti un'isola di asfalto che 《si è formata》 diversi anni fa (vedi la foto in alto).


Diciamocela tutta - anche se è ovvio -: 

questa isola di asfalto non rende onore alla bellezza della nostra Fontana Luminosa, soprattutto perché si trova in un punto particolarmente panoramico, e all'ingresso del cuore della nostra città.

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E allora continuo a chiedermi: perché non togliamo l'asfalto da quell'isola e creiamo una bella aiuola a prato naturale?

Per esempio, due siepi basse ai lati - destro e sinistro - e al centro qualcosa di semplice e di significativo: ad esempio lo stemma della nostra città.

Le due siepi basse ai lati, che inquadrano la Fontana per chi sale da Viale Gran Sasso o da Viale Nizza, e un prato naturale calpestabile che si potrebbe percorrere per raggiungere il salvagente pedonale della Fontana.


Niente di difficile, niente di costoso: due piccoli filari di siepi, un prato naturale di qualche decina di metri quadrati e uno stemma al centro, con magari una piccola targa con l'autore del monumento e l'anno di realizzazione.


Niente di più! 

Forse ci avranno pensato già in tanti ma desidero lo stesso condividere la mia riflessione: mi rivolgo ai miei concittadini e all'Amministrazione comunale.

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A volte basta veramente poco per cambiare, in meglio, il volto di un luogo.

E quell'isola davanti alla Fontana, se sistemata, farebbe un 《figurone》.

Penso anche a svariati esempi in tante città italiane


Se invece ci sono già idee, scusate l'intervento! 😊

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E, infine, riflettevo su un altro fatto importante: nella nostra città mi pare non ci sia nessuno spazio intitolato allo scultore Nicola D'Antino.


Questo spazio chiuso davanti alla Fontana Luminosa, sistemato degnamente ad aiuola potrebbe essere intitolato proprio all'artista Nicola D'Antino, che tante opere ha realizzato nella nostra città.

E la Fontana Luminosa è sicuramente la sua opera più celebre popolarmente.


Mauro Rosati



venerdì 30 aprile 2021

L'Aquila - Fuori Porta Rivera


 


14 aprile 2013

L'Aquila, fuori Porta Rivera: l'Aterno dal Ponte per Rojo! 

(Foto: Mauro Rosati)

sabato 6 marzo 2021

Le Cattedrali della Terra

05 gennaio 2019
Le propaggini nord-occidentali innevate del massiccio del Velino-Sirente.
Veduta dalle alture subito a nord delle mura cittadine.
Cime imbiancate e città imbiancata, in una vera giornata di gennaio: cielo cristallino, temperature basse e neve 《scrocchiarella》! (Foto: Mauro Rosati; 2019)

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《Le montagne sono le grandi cattedrali della terra, con i loro portali di roccia, i mosaici di nubi, i cori dei torrenti, gli altari di neve, le volte di porpora scintillanti di stelle.》


Con queste parole John Ruskin - critico d'arte, scrittore, filantropo, osservatore e studioso eclettico - definiva le montagne: 

ossia allo stesso modo di come avrebbe potuto descrivere un'opera d'arte, e in particolare - in questo caso - una maestosa architettura.

Un esempio di come discipline diverse - e solo apparentemente distanti - possano suscitare lo stesso interesse se motivate da una curiosità di conoscenza 《a 360 gradi》.


In questo caso conoscenza delle arti umane e osservazione naturalistica.


Mauro Rosati

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04 marzo 2016
Le propaggini nord-occidentali innevate del massiccio del Velino-Sirente.
Stessa posizione di veduta ma nell'anomalo inverno 2015-2016, in cui la neve si fece vedere molto di rado.
Quell'anno solo due volte in città: l'11 febbraio e il 25 aprile 2016.
(Foto: Mauro Rosati; 2016)


05 gennaio 2019
Qui torniamo alla veduta di inizio 2019, ma con un 《cristallo》di luce rosa che 《si stacca》dal sole.
Le propaggini nord-occidentali innevate del massiccio del Velino-Sirente.
Veduta dalle alture subito a nord delle mura cittadine.
Cime imbiancate e città imbiancata, in una vera giornata di gennaio: cielo cristallino, temperature basse e neve 《scrocchiarella》!
(Foto: Mauro Rosati; 2019)

domenica 10 gennaio 2021

L'Aquila - 《Let it snow!》

 Piazza del Duomo (Piazza del Mercato).
La fontana di Capopiazza e la facciata della chiesa di Santa Maria del Suffragio (le "Anime Sante").
(Foto: Cesare Ianni; 2021)


L'Aquila
Immagini serali tra le vie e le luci della città, durante una leggera nevicat di inizio gennaio. Una 《'ncaciata》(spolverata di cacio): così si definisce una spolverata di neve nel dialetto aquilano. ☺

(Foto: Cesare Ianni; 2021)


Mauro
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Piazzale Caduti del Soccorso (presso la Villa Comunale).
Il Monumento ai Caduti della guerra e, sullo sfondo, il Palazzo dell'Esposizione (l'Emiciclo).
(Foto: Cesare Ianni; 2021)


La Villa Comunale.
Il Monumento ai Caduti della guerra.
(Foto: Cesare Ianni; 2021)


Piazza del Duomo (Piazza del Mercato).
Veduta da Capopiazza.
(Foto: Cesare Ianni; 2021)


Via Giuseppe Verdi.
Da Palazzo Galeota, sguardo verso la Basilica di San Bernardino da Siena.
(Foto: Cesare Ianni; 2021)


Dalle mura sud-orientali. Veduta verso le "Coste" e, in alto, la Basilica di San Bernardino da Siena.
(Foto: Cesare Ianni; 2021)


Piazza Duomo (Piazza del Mercato). 
L'albero di Natale al centro della Piazza; sullo sfondo la facciata neoclassica della Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio.
(Foto: Cesare Ianni; 2021)


Piazza IX Martiri.
La fontana della "Montanina". Veduta verso via Simonetto.
(Foto: Cesare Ianni; 2021)


Via delle Tre Marie, veduta verso Via Cavour (in fondo).
(Foto: Cesare Ianni; 2021)


Via Dragonetti, veduta da Corso Federico II.
(Foto: Cesare Ianni; 2021)


Corso Vittorio Emanuele, veduta da Palazzo Cipolloni-Cannella (a destra) e Palazzo Federici (a sinistra).
(Foto: Cesare Ianni; 2021)

venerdì 27 novembre 2020

Foto del giorno - Veduta da San Giuliano

(Foto: Mauro Rosati - 2015)

 

27 novembre 2015


La città dell'Aquila con i suoi monti vestiti di bianco!

Veduta dal convento dei frati Minori di San Giuliano!

 

Da circa una settimana, con un certo ritardo, la neve è tornata finalmente a imbiancare le nostre montagne!

Non è ancora molta e non si è ancora vista in città però offre un bellissimo spettacolo!

domenica 22 novembre 2020

《Gobba a ponente, Luna crescente》

 

( Fonte immagine:  
https://www.istockphoto.com/it )



22 novembre 2020

《Gobba a ponente, Luna crescente》. 🌛 Impressioni pomeridiane.


Tra le vedute che mi hanno sempre trasmesso serenità e suscitato ammirazione, c'è anche quella della Luna alta nel cielo nei pomeriggi d'Autunno e d'Inverno.


L'Aquila

Dalle siepi del mio balcone, lo sguardo sale, dai palazzi vicini fino in alto. 

Sul cielo limpido aquilano si staglia la Luna quasi al "primo quarto". 

E poi, i raggi dorati del Sole che solo queste stagioni riescono a regalare. 

Sullo sfondo, all'orizzonte, montagne vicine e lontane: "spruzzate" da una leggera neve (la 'ncaciata), e definite dai contrasti di luci ed ombre, già nascoste da un lato, e dall'altro "bagnate" dalla luce "oro" del Sole calante.


Mauro

lunedì 5 ottobre 2020

«Aquila», di Emanuel Mandell

 

Veduta dell'Aquila dal lato sud


30 gennaio 2018


«Aquila solitaria sull'altura,

cinta dai venti rudi, incoronata

dall’alte nubi e dalle grigie mura,

come un rapace sul suo picco guata.


Fiera città dall’ombre vigilata,

chiusa nel manto di tua gloria pura,

che suggerisci all'anima malata

un ascetico sogno di clausura,


se potessi fuggire il turbinoso

vivere nostro, splendido e dannato,

in devota umiltà di pellegrino


a te verrei, cercando il mio riposo,

per levare lo spirito placato

al cielo che qui sembra più vicino.


(Aquila, di Emanuel Mandell; da: Aquila in cartolina, L’Aquila 2010)»

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30 gennaio 2018

Dopo una breve e improvvisata escursione di gruppo dal Santuario della Madonna di Rojo (Poggio di Rojo), la passeggiata è stata ampiamente ripagata da questa splendida veduta dell’Aquila.

E ogni volta che mi trovo davanti a queste vedute, dall'alto o dal basso, mi viene sempre in mente questo bellissimo sonetto. La mia città descritta come un luogo di ascetismo e di clausura; “clausura” non nel senso di “prigione” ma - al contrario - come luogo di serenità, dove effettivamente ritrovo nuova energia, leggerezza e pace dell’animo.

Anche questo e la mia città.


Mauro Rosati