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venerdì 25 settembre 2026

UNA 《STELLA》 CADUTA - IL NOME CHE ROMPE DRAMMATICAMENTE GLI SCHEMI

 

(Ph. Mauro Rosati, 2026)


Una 《Stella》 caduta - 

Il nome che rompe drammaticamente gli schemi.

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Rimini, Piazza Tre Martiri:

la grande epigrafe (vedi foto) collocata nel 1946 alla base della Torre dell'Orologio, con incisi i nomi dei Caduti riminesi della Resistenza del 1943-1945.


Per via di un retaggio quasi inconscio e di lunga data si è portati generalmente ad associare agli uomini il concetto del combattimento in guerra , nonostante sia storicamente noto il ruolo non secondario delle donne, che però vengono spesso associate soprattutto a figure di 《supporto》, complementari, subordinate, rispetto ai combattenti uomini, come ad esempio le 《staffette》partigiane, tra l'altro ruolo non meno delicato e che talora poteva anche confluire nell'attività in prima linea (in questo senso viene ad esempio in mente il noto romanzo 《L'Agnese va a morire》, di Renata Viganò).


Eppure l'immaginario collettivo fatica sempre a concepire la figura della donna che imbraccia il fucile in prima linea: 

forse perché viene percepita come qualcosa di 《innaturale》 rispetto alla visione della donna come generatrice di vita? E quindi in antitesi con l'immagine della donna con fucile in combattimento?

Forse, probabile, non lo si può affermare con certezza;

tralasciando ovviamente la visione della donna come 《sesso debole》, luogo comune ancora diffuso, anche se forse in maniera meno evidente che in passato.


Al di là delle molte possibili ipotesi psicologiche e/o sociologiche, sta di fatto che questo rifiuto più o meno inconscio della figura della donna che combatte in prima linea viene drammaticamente contrastato da fatti storici come quello narrato da questa grande epigrafe (vedi foto): 

a prima vista tutti nomi maschili, probabilmente di tante età diverse; 

quando invece si va a scorrere l'elenco più attentamente ecco che compare un nome declinato al femminile che materializza il fenomeno 《innaturale》, che mette in crisi le coscienze.


Il fatto più auspicabile per le coscienze sarebbe forse quello di non vedere più uomini né donne imbracciare un fucile e, peggio ancora, cadere in combattimento.


Cliccate sulla foto in alto per ingrandirla:

leggete tutti quei nomi, cercate e troverete anche quella 《stella》 caduta.



Mauro

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lunedì 24 marzo 2025

ASSERGI, QUELL'EDICOLA ALLA MEMORIA IN PIAZZA SAN FRANCO

Assergi (L'Aquila):
edicola commemorativa dei Caduti
della Prima Guerra Mondiale.

(Foto: Mauro Rosati, 2025)

 

《Monumento》: dal latino 《monere》, ossìa ricordare, anche nell'accezione di ammonire.

Assergi (L'Aquila) la storia, e le foto d'epoca, del monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale: https://www.assergi.it/2021/04/un-monumento-da-riscoprire-e.html?m=1
(di Ivana Fiordigigli, 15/04/2021).
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Lo vediamo sulla sinistra, di fronte alla chiesa parrocchiale, entrando in piazza San Franco dopo una breve ma importante salita verso il borgo-fortezza.
È un'edicola dalle forme classiche che, mediante pochi efficaci simboli, ci comunica tutto il senso dell'opera: in alto l'arme civica di Assergi (nella versione con sei monti, tre su tre, e la spiga di grano al naturale) affiancata da due foglie di palma (Sacrificio); in basso due rami (quercia e ulivo, Forza e Pace) che s'incrociano all'altezza di un trìpode con lampada votiva, il tutto sorretto simbolicamente da due zampe di uccello rapace (probabilmente un'aquila). Al centro, però, nessuna epigrafe, nessun nome, bensì una croce in ferro.

Perché?

Il monumento, sobrio ma efficacemente comunicativo, venne realizzato nel 1922 per onorare la Memoria dei soldati caduti nel corso della Prima Guerra Mondiale (all'epoca semplicemente 《la Grande Guerra》), e al centro fu appósta la targa commemorativa.
Poi, meno di vent'anni dopo, arrivò una nuova guerra, ancor peggiore della prima: la Seconda Guerra Mondiale, con altri Caduti.
Nel 1975 fu così realizzato un secondo monumento ai Caduti, la targa commemorativa del primo monumento (quello del 1922) venne rimossa mentre i nomi dei Caduti furono portati nel luogo del secondo: i nomi della Prima Guerra Mondiale andarono ad affiancare quelli della Seconda.

In un solo borgo ben due 《monumenti》, quindi ben due 《ammonizioni》.


Il primo monumento, quello in Piazza San Franco, va rivalutato, affinché non se ne perda il valore di Memoria e di Cultura che esso rappresenta.

L'edicola commemorativa in Piazza San Franco è infatti testimonianza di una cultura raffinata che sapeva ben comunicare anche con i simboli.


Mauro Rosati

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Vedi anche il monumento ai Caduti di  Fontecchio (L'Aquila): 🌐 https://pianetalaquila.blogspot.com/2025/05/torneremo-navigare-il-vasto-mare.html?m=1

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sabato 23 aprile 2022

LA 《NAVE DA GUERRA》 CHE GETTA ACQUA PER SPEGNERE IL FUOCO

(Fonte immagine a risoluzione originale:
https://commons.m.wikimedia.org/wiki/File:Giardini_vaticani,_fontana_della_galea_02.JPG#mw-jump-to-license )

 

LA 《NAVE DA GUERRA》 CHE GETTA ACQUA PER SPEGNERE IL FUOCO


Da una fontana 《romana》, un messaggio universale e senza tempo.

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《Bellica pontificum non fundit machina flammas,
sed dulcem belli qua perit ignis aquam》
(=La macchina da guerra dei pontefici non getta fiamme,
ma dolce acqua con cui estingue il fuoco della guerra).

Con questo stupendo distico del 1644, il cardinale Maffeo Barberini presentava e celebrava la splendida 《Fontana della Galera》 con gli stupendi giochi d'acqua del suo vascello (una galera, o galea appunto).

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La 《Fontana della Galera》: dove una galea - nave da guerra del passato - getta l'acqua dalle sue cannoniere.


Nei Giardini Vaticani, tra le molte meraviglie, ve n'è infatti una che si chiama 《Fontana della Galera》 (o 《Galea》) .


📌 Nata come peschiera sotto il pontificato di papa Giulio III Ciocchi del Monte, venne massicciamente rielaborata nel primo Seicento sotto il pontificato di papa Paolo V Borghese. Il progetto prevedeva anche una galea in metallo che fu collocata nella vasca nel 1621, all'inizio del pontificato di papa Gregorio XV Ludovisi.
Da questa galea, la nuova fontana prese il nome con il quale è nota tutt'oggi, 《Fontana della Galera》 appunto.


📌 La versione odierna della Fontana è frutto di un ulteriore importante rifacimento architettonico risalente al pontificato di papa Pio VI Braschi, durante il quale, inglobando e integrando la struttura preesistente, fu realizzata l'odierna mostra (facciata) di gusto classico con al centro la statua-personificazione del fiume Po, legata alla leggenda delle Eliadi, raffigurata nella nicchia centrale. La vecchia galera venne sostituita con una nuova, realizzata sul modello di quella precedente.

Per questo, nella Fontana odierna la galera è sormontata dalle tre stelle Braschi, il casato del romagnolo papa Pio VI, collocate rispettivamente una su ciascuno dei tre alberi della nave.
Le tre stelle compaiono anche sugli architravi delle nicchie laterali.
Sotto l'arme, un'epigrafe ricorda il rifacimento realizzato durante il pontificato di Pio VI, specificando che la Fontana originale fu edificata su commissione di papa Paolo V.


Restaurata nel 2007-2011, questo capolavoro si esprime in tutto il suo splendore, con la meravigliosa galea che getta l'acqua sul fuoco della guerra.


Mauro

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Per approfondire nei dettagli la storia della Fontana si consiglia la lettura di questo estratto:
(URL consultato in data 23/04/2022)

Vedi anche:
(URL consultato in data 23/04/2022)


Sull'arme di papa Pio VI, vedi ad esempio:
(URL consultato in data 23/04/2022)

Cronotassi dei Papi:
(URL consultato in data 23/04/2022)



domenica 10 aprile 2022

GERNIKA - STORIA E MEMORIA IN UNA MEDAGLIA

 

Fig. 1. 《Gernika 1937-1987》


Fig. 2. 《Bonbaketaren - 50 Urteurrena》


Fig. 3. 《Gernika-Lumoko Udala》


《GERNIKA - STORIA E MEMORIA IN UNA MEDAGLIA》


Un dono ricevuto da bambino, del quale, crescendo, ho compreso il pieno significato storico e simbolico.

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Un medaglione commemorativo per il 50° anniversario del bombardamento di Gernika (Guernica in lingua spagnola), avvenuto il 26/04/1937, durante la guerra civile spagnola.

Il bombardamento venne effettuato dall'aviazione tedesca (Luftwaffe), in appoggio alla fazione franchista, e distrusse in gran parte la cittadina dei Paesi Baschi. Si salvarono alcuni edifici, tra cui la Casa comunale, dal forte valore simbolico per la storia del Popolo basco.

Questo evento tragico colpì particolarmente in molti per la sua violenza, anche da un punto di vista emotivo, compreso il celebre Pablo Picasso che sull'onda emozionale realizzò in soli due mesi il suo 《Guernìca》, opera pittorica fortemente drammatica che immortalò l'accaduto, rendendo nota la cittadina basca in tutto il Mondo e divenendo una sorta di 《manifesto》 figurativo contro la violenza delle guerre.

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Su un lato del medaglione (Fig. 1) si vede una colomba in volo recante un ramoscello d'ulivo, tradizionale simbolo di Pace.

In basso si leggono il nome della cittadina, Gernika, e le date del bombardamento e del cinquantenario (1937-1987).


Dietro la colomba l'immagine è bipartita: 

- nella metà sinistra è raffigurato un palazzo distrutto dal bombardamento;

- nella metà destra si riconosce il Gernikako Arbola (l'Albero di Gernika), situato accanto alla Casa comunale, dietro al quale si intravede il portico neoclassico che si apre sul giardino.


L'Albero di Gernika ha un forte valore per le popolazioni biscagline poiché, fin dal XIV secolo, sotto di esso si riuniva l'assemblea generale dei sovrani di Biscaglia che vi prestavano giuramento (vedi anche《fueros》 https://www.treccani.it/enciclopedia/fueros/ ).

Si tratta di una quercia che dal Trecento in poi campeggia nel giardino della Batzarretxea (Casa dell'Assemblea). Oggi se ne vede il quinto esemplare, nato nel 2000 e piantato nel 2015. Del secondo esemplare, vissuto tra Settecento e Ottocento, rimane il grande tronco custodito accuratamente sotto un alto tempietto circolare neoclassico, situato nelle vicinanze.

In segno di continuità, la quercia odierna è 《figlia biologica》 della terzultima in ordine cronologico, poiché nata da una sua ghianda.

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Torniamo al medaglione commemorativo.

Sull'altro lato (Fig. 2) sono raffigurate due grandi foglie di quercia che richiamano appunto l'Albero-simbolo situato accanto alla Casa comunale (《Casa de Juntas》 in lingua spagnola).

In alto si leggono due parole in lingua basca:

-BONBAKETAREN (bombardamento);

-URTEURRENA (anniversario), preceduta dal numero 50.

Quindi: 《50° anniversario del bombardamento 》.

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Infine (Fig. 3), alla base del medaglione si legge:

《GERNIKA-LUMOKO UDALA》, ossia 《Municipio di Gernika-Lumo》 (Guernica y Luno in lingua spagnola).

A destra è collocato uno stemma della cittadina, raffigurante al centro l'Albero di Gernika (Gernikako Arbola / Árbol de Gernika) e, sotto di esso, la denominazione municipale che abbiamo letto poc'anzi: 

Gernika-Lumoko Udala, appunto (Municipio di Gernika-Lumo).



Mauro

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Qualche spunto sitografico 

(URL consultati in data 10/04/2022):


https://www.barcelo.com/guia-turismo/it/spagna/bilbao/cosa-vedere/gernika-bombardamento-pace/


https://www.unadonnaconlavaligia.com/destinazioni/spagna/guernica-la-citta-santa-dei-baschi/


https://www.treccani.it/enciclopedia/guernica-y-luno


https://it.m.wikipedia.org/wiki/Gernikako_Arbola


https://www.treccani.it/enciclopedia/fueros/