lunedì 30 marzo 2026

AQUILE A CONFRONTO - ARTE SACRA E ARALDICA CIVICA

 

Madonna con Bambino in trono e angeli》, particolare.
L'Aquila, MuNDA - Museo Nazionale D'Abruzzo

( https://museonazionaledabruzzo.it/opere/madonna-con-bambino-in-trono-e-angeli/ )



✍ Arte sacra e Araldica civica - Aquile a confronto

Un altro tassello nell'evoluzione della nostra arme civica aquilana.


🚩 L'Aquila - Particolare dell'opera 《Madonna con Bambino in trono e angeli》attribuita a Saturnino Gatti, datata al 1505-1506, oggi esposta presso il MuNDA - Museo Nazionale D'Abruzzo

( https://museonazionaledabruzzo.it/opere/madonna-con-bambino-in-trono-e-angeli/ ).


📍 La Madonna con il Bambino è seduta su di un trono coperto da un baldacchino di cui vediamo i lembi semicircolari che pendono a cornice.

🛡 Nei lembi riconosciamo subito l'alternanza del bianco e del rosso, tradizionalmente i colori più antichi identificativi della Città dell'Aquila (con il bianco sempre preferibilmente da associare a un delicato metallo argento).

🦅 Sui lembi bianchi osserviamo nitidamente la nostra aquila civica in maestà, nella sua versione più antica e stilizzata, 《sveva》, che è attestata in questa forma almeno fino alla metà del Cinquecento.


↪ In questo caso le aquile centrali sono disposte in posizione affrontata, speculare, probabilmente per evidenziare il centro del dipinto attaverso il quale passa la linea di fuga prospettica (normalmente la nostra aquila civica è infatti vòlta, ossia con la testa che guarda verso la destra araldica, corrispondente alla sinistra per noi che osserviamo). 


↪ Osservando ancor più attentamente l'immagine possiamo cogliere un altro aspetto che si lega strettamente alla storia del nostro stemma civico: sui lembi rossi, aguzzando la vista, riconosciamo il compendio bernardiniano, ossìa il trigramma del Nome di Gesù che qui sembra intravedersi nella versione latinizzata 《IHS》, con la 《H》 crocettata. Il trigramma è disegnato con smalto oro (metallo) correttamente alternato al rosso (colore) di fondo, secondo la regola del 《metallo non tocca metallo, colore non tocca colore》.


❓ Ma perché troviamo i colori, l'arme e gli altri attributi civici in un'opera d'arte sacra?

❗ Perché, come spiega la relativa scheda dell'opera a cura del MuNDA, il dipinto venne commissionato dalla Magnifica Camera Aquilana, lo storico organo di governo cittadino, e si trovava originariamente collocata nella cappella della Torre Civica di Palazzo.



Mauro Rosati

🌱 🖼 OMNIA PULCRA SITIO

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mercoledì 18 marzo 2026

L'AQUILA NELL'ARTE: VIA ROCCA DI CORNO

 

Immagine n. 2 - L'Aquila, via Rocca di Corno
in un dipinto di Teofilo Masulli.


Immagine n. 1 - L'Aquila, via Rocca di Corno
in una fotografia d'epoca.

(Fonte immagine: Calendario 2025 《Zampilli di Storia》, a cura dell'associazione "Jemo 'nnanzi", Edizioni One Group).


Immagine n. 3 - L'Aquila,
via Rocca di Corno
in una ceramica figurata.



🚩 L'Aquila, tre vedute di Via Rocca di Corno (Quarto di San Giovanni) interpretate da tre differenti espressioni d'arte: la fotografia, la pittura, la ceramica.


📍 Via Rocco di Corno è una di quelle caratteristiche vie 《minori》 aquilane, di quelle che quando le attraversi trovi una diversa espressione della città: dalla città più alto-locata, fatta di splendidi palazzi signorili, alla città più popolare, fatta di altrettanto splendide casette attraverso le quali si ha l'impressione di trovarsi all'interno di un piccolo borgo, così come accade similmente tra le viuzze di Borgo Rivera e tra le Coste e gli sdruccioli che da Capopiazza scendono verso via Fortebraccio. 

↪ Sono due anime della città solo apparentemente distanti, diverse, ma in realtà complementari: due anime senza stonature reciproche, che convivono e si amàlgamano armoniosamente in un contesto urbanistico storico sapientemente disegnato dalla perizia dei nostri antenati.


🏰 Siamo nel Quarto di San Giovanni, quello che guarda verso i castelli, le ville e le terre di sud-ovest nel Contado Aquilano. Via Rocca di Corno, nella sua denominazione, richiama quella parte di Contado che gravita intorno al diruto castello di Corno, aggregato al 《Comitatus》 aquilano già nel corso del Quattrocento, secondo quanto riporta Carlo Blasetti.


📍 Come le altre vie storiche dell'Aquila, che hanno saputo adattarsi efficacemente ai dislivelli altimetrici, ai saliscendi lungo il loro percorso, anche Via Rocca di Corno ha una veduta particolarmente suggestiva da offrirci:

da Via XX Settembre fermiamoci subito all'imbocco di Via Rocca di Corno; guardando verso l'alto scorgiamo i due campanili della Cattedrale metropolitana dei Santi Massimo e Giorgio, in particolare ne vediamo le porzioni più in alto con i rispettivi cupolini.

↪ Prima di addentrarci nella stradina facciamo qualche passo a destra e siamo subito all'ingresso di Via delle Bone Novelle (la storica《Valle di Rojo》di cui ci parla il prof. Colapietra): da qui un'altra veduta ci colpisce e ci affascina; guardiamo verso l'alto e vediamo la suggestiva cupola a tamburo, tipologia alla 《lombarda》, della chiesa di Santa Maria del Suffragio (le 《Anime Sante》), resa ancora più slanciata dalla sua posizione situata in maggiore altura rispetto a Via XX Settembre.


📍 Ora possiamo entrare in Via Rocca di Corno percorrendola in direzione del cuore della città, accompagnati da queste tre immagini allegate.


🖼 1- L'immagine n. 1 ci mostra l'inizio di Via Rocca di Corno in direzione nord, mediante una foto d'epoca (anni '30 del Novecento) che ne ritrae un momento di vita quotidiana attorno alla sua famosa fontanella con il palazzetto d'angolo smussato che possiamo vedere tutt'oggi sulla sinistra entrando da via XX Settembre

(la foto è tratta dal Calendario 2025 《Zampilli di Storia》, a cura dell'associazione "Jemo 'nnanzi", Edizioni One Group).


🖼 2 - L'immagine n. 2 è un dipinto di Teofilo Masulli, il cui linguaggio riesce a rendere con vivace verità le scene di genere popolate da personaggi di estrazioni sociali differenti, ben rese dal diverso abbigliamento nonché dalle differenti posture e atteggiamenti, scene normalmente ambientate in spazi più o meno noti della nostra Città ma sempre vivi grazie alla 《calda》 scelta di colori e alla vivacità dei personaggi che sembrano statuine viventi le quali animano la scena di tanti bei presepi artistici.

Nella scena rappresentata dal Masulli riconosciamo lo stesso palazzetto d'angolo che avevamo già intravisto sulla sinistra della foto nell'immagine n. 1.

Davanti a quel palazzetto possiamo prendere due direzioni: 

- a destra proseguiamo lungo Via Rocco di Corno, salendo, fino a giungere a Piazza Rocca di Corno caratterizzata da una forma triangolare che la rende facilmente riconoscibile;

- a sinistra invece possiamo salire lungo una scalinata-cordonata dai bassi gradoni, che assecondano la pendenza, e raggiungiamo Via del Cardinale da dove poi possiamo proseguire in salita fino a Piazza del Cardinale (Amico Agnìfili) continuando quindi a camminare verso Piazza Santa Maria di Rojo, dove ritroviamo la città nobile con Palazzo Rivera, o verso Piazza San Marciano dove ritroviamo la città nobile con Palazzo Rustici.


🖼 3 - L'immagine n. 3 è invece una ceramica figurata fatta realizzare dalla storica compagnia teatrale 《Il Gruppo》 dell'Aquila nel settembre del 2009, in occasione del 30° anniversario dalla fondazione grazie alla passione e all'impegno dei coniugi Rossana Crisi e Franco Villani, che hanno cresciuto artisticamente generazioni di giovani studenti che si avvicinavano al teatro amatoriale dialettale. Proprio lì, in una delle casette di via Rocca di Corno, 《Il Gruppo》 aveva una sede di riferimento fino al sisma del 2009. Oggi, a 47 anni dalla fondazione, la compagnia teatrale prosegue la sua attività meritoria nella coltivazione del dialetto aquilano.

La ceramica figurata che vediamo nella terza immagine inquadra Via Rocco di Corno in visuale perfettamente frontale, con la vista in profondità che parte proprio accanto alla famosa fontanella.


❓Che altro dire? 

❗Molto altro, teoricamente! 

↪ Fermiamoci però qui e andiamo a percorrere e a contemplare le vedute prospettiche e l'atmosfera di questa stradina aquilana che, insieme a tante altre, impreziosisce la percezione d'insieme della nostra città.



Mauro Rosati

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P.S. Nel dipinto di Teofilo Masulli vediamo un caratteristico bel balcone-ballatoio in legno, uno 《jafu》(o 《glifo》) come in passato se ne trovavano tanti anche nel nostro territorio, con alcuni che sono stati meritevolmente recuperati; nel corso del tempo, forse già dal secolo scorso, il balcone in legno del dipinto è stato purtroppo sostituito da un più comune e anonimo balcone in cemento. Ciò nonostante la suggestione di quell'angolo di città rimane ugualmente viva grazie al suo disegno d'insieme rimasto fedele alla sua conformazione storico-urbanistica.

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lunedì 9 marzo 2026

AQUILA NERA, AQUILA ROSSA

 

Aquila: 《Arme della Città
Immagine 2 - Policromìa


Aquila: 《Arme della Città
Immagine 1 - Monocromìa



🦅 🛡 Una versione dell'arme civica della Città dell'Aquila così come rappresentata nella pianta della città di Johannes Blaeu e Pierre Mortier (stampa 1680; ristampa 1704).

📍Nella versione in monocromìa (immagine 1) si distingue bene la scritta in basso 《Arme della Città》.


📍L'impostazione d'insieme è quella consueta dell'aquila in maestà (posta frontalmente), coronata d'oro.


📍Due dettagli risaltano invece riguardo alla cromìa e alle ali:

- ↪ si tratta di un'aquila dal volo alzato (ossìa con le punte delle ali rivolte verso l'alto), a differenza del più frequente volo abbassato;

- ↪ la versione in policromìa (immagine 2), poi, ci restituisce un'aquila rossa su campo argento che si può blasonare in bozza come 《D'argento, all'aquila rossa in maestà, dal volo alzato e coronata d'oro》; lo scudo è classificabile come 《accartocciato》, tipologia diffusa già a partire dal Cinquecento, le cui pieghe intendono imitare l'accartocciamento (le pieghe) di un foglio in pergamena.



Mauro Rosati

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mercoledì 4 marzo 2026

2ª parte - 《...CHE NE SAI DELLA NOSTRA FERROVIA, CHE NE SAI?》

 

2ª parte

《...Che ne sai della nostra ferrovia, che ne sai?》 

(L. Battisti, 《Pensieri e parole》)

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Immagine 1 - Basamento gru ex ferrovia
Aquila-Capitignano (2026).


🏗 A prima vista sembra un'enorme ruota, quasi come quella di un mulino. Il diametro e lo spessore del ferro sono impressionanti (immagine 1).


🔤 Accanto c'è un pannello informativo con una foto d'epoca (immagine 2): 

in pratica è la grande base di una gru di servizio in prossimità dell'ex stazione di partenza da L'Aquila per Capitignano.

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Immagine 2 - Pannello informativo: foto d'epoca (ottobre 1921) del piazzale della stazione dell'ex ferrovia Aquila-Capitignano (in servizio anni 1920/1922 - 1933/1935).


🔤 Nel pannello informativo c'è una foto d'epoca (immagine 2) dove si riconoscono l'ex stazione, più in fondo, il piazzale con i binari in primo piano, e un magazzino con dei capannoni non più esistenti.

🏗 La gru sembra una giraffa di metallo.

↪ Sulla sinistra si vede anche un grosso serbatoio di quelli che rifornivano d'acqua le caldaie delle locomotive a vapore.


↪ Allineati con il magazzino della foto, forse demolito in passato, e con i binari, ci sono dal lato opposto (fuori dalla foto) gli altri magazzini ferroviari tutt'oggi esistenti, in pratica quelli che adesso ospitano attività ristorative e locali in generale.

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Immagine 3 - Ex piazzale della stazione Aquila-Capitignano.
Foto comparativa (2026) pressappoco dalla medesima posizione della foto d'epoca precedente (v. immagine 2).


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Da questa visuale (immagine 3), confrontando con l'immagine d'epoca, si osserva che:

• il magazzino non più esistente (situato più avanti) si trovava quasi allineato alla bella ex stazione, che vediamo a destra anche nella foto contemporanea (immagine 3), più o meno a ridosso del parcheggio odierno, già piazzale della stazione e poi ex mercato ortofrutticolo;

• la gru-giraffa, il serbatoio d'acqua e alcuni capannoni di servizio (immagine 2), erano invece situati a sinistra, dove adesso c'è l'edificio contemporaneo semicircolare;

• i binari passavano in primo piano sulla destra (cfr. immagine 2 con immagine 3), ovviamente in linea con la stazione.



Mauro Rosati

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Sulla ferrovia Aquila-Capitignano vedi anche la 1ª parte: 🌐

https://pianetalaquila.blogspot.com/2025/10/che-ne-sai-della-nostra-ferrovia-che-ne.html?m=1

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