Visualizzazione post con etichetta Onna (L'Aquila). Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Onna (L'Aquila). Mostra tutti i post

domenica 22 giugno 2025

ONNA: 《MEMORIA, CULTURA, RINASCITA》

 

Onna (L'Aquila),
chiesa parrocchiale di San Pietro l'Apostolo.

(Foto: Mauro Rosati, 2025)


(Mauro Rosati, 《Il Centro》, 21/06/2025;
pp. 38-39).



Onna:《Memoria, Cultura, Rinascita》


15 giugno 2025

《Memoria, Cultura, Rinascita》- Ho scelto queste tre parole per sintetizzare i miei sentimenti e le mie impressioni durante e dopo la bellissima visita di questa mattina ad Onna (L'Aquila), accompagnati dalla guida turistica dottoressa Loredana Eusanio, sempre preparata e professionale.

Un evento a cura di Archeoclub L'Aquila in collaborazione con Onna ONLUS e con la Parrocchia di San Pietro Apostolo in Onna, in occasione delle GEA-Giornate Europee dell'Archeologia 2025.

------------------------


Rispetto e delicatezza:

è questo innanzitutto l'approccio doveroso con il quale bisogna entrare ad Onna e con cui relazionarsi con i suoi cittadini.


Sono stato ad Onna per la prima volta nel 2013-2014, per un incontro a Casa Onna: fu un impatto forte perché ero consapevole di entrare in un luogo 《delicato》, nel centro abitato che durante il sisma del 06/04/2009 ha subito il più alto numero di perdite umane in proporzione alla popolazione, 40 vittime su circa 350 abitanti, più del 10% della popolazione di questo antico paese al centro della Piana di Bazzano, pochissimi chilometri a est della Città dell'Aquila.

All'epoca (2013-2014), quando entrai ad Onna, si vedevano soltanto monconi di muri sopravvissuti ai crolli: solo la bella chiesa parrocchiale e Casa Onna erano lì a ricordare che in quel luogo c'era un paese, e che doveva tornare ad esserci.


Poi sono tornato ad Onna nel maggio del 2017, con la studiosa dottoressa Loredana Mariani e le allieve del Liceo Linguistico dell'Aquila impegnate nel progetto scuola-lavoro con Archeoclub L'Aquila, per Chiese aperte 2017. In quell'occasione coglievo finalmente i primi segni materiali della rinascita: la chiesa parrocchiale ricostruita e riaperta al culto e una casa appena riedificata sulla stessa piazza, oltre alla Casa della Cultura, con il suo vario e cospicuo patrimonio di archeologia del territorio e di memoria del paese, a partire dalla campana all'ingresso, recuperata dal crollo del campanile della chiesa parrocchiale, una campana che a sua volta commemorava le vittime dell'eccidio nazista dell'11/06/1944.


Oggi sono tornato e ho provato forti emozioni.


Da un lato la commozione per i dolorosi racconti personali dei paesani che ci hanno accolto, con la ferita viva di una tragedia che non si può dimenticare, 40 vittime, alle quali è dedicata un'opera efficacemente comunicativa proprio per la sua immediata semplicità: davanti alla Casa della Cultura un cuore disegnato nel prato con 40 cubetti in pietra calcarea, e al centro del cuore un orologio appositamente realizzato con le lancette fissate sulle ore 3.32, orario del sisma del 06/04/2009; un'opera per la Memoria creata dal signor Paolo Paolucci.

A pochi metri di distanza un'altra installazione, 《la Coperta》, di Lorenzo Guzzini, commemora le 309 vittime del terremoto del 2009.

Osservando le due realizzazioni si comprende pienamente l'entità dell'impatto del terremoto sulle comunità colpite.


Dall'altro lato, contemporaneamente, ho provato un senso di sollievo, di entusiasmo, nel vedere il paese che rinasce, le case che hanno ripreso forma e altre che la stanno riprendendo, i panni stesi a un balcone, l'attenzione e la sensibilità dei cittadini di Onna nella conservazione del loro patrimonio materiale e immateriale: il rispetto dell'impianto urbanistico storico, il recupero e la ricollocazione di pietre e di oggetti-simbolo di una comunità come le tradizionali croci in ferro, una nicchietta votiva nel muro di una casa, il restauro e la ricollocazione dell'epigrafe che ricorda le vittime della strage nazista dell'11/06/1944, la biblioteca e la sala della Memoria nella Casa della Cultura, il museo degli oggetti della Civiltà contadina (gioghi per i buoi, aratri, lanterne a olio, le bici del lattaio, del barbiere, dell'arrotino, munite di cassettine e accessori necessari ai rispettivi mestieri) curato con passione dal signor Paolo Paolucci.


In tutto ciò, fin dalla prima volta che sono entrato ad Onna più di undici anni fa, ho percepito una comunità accogliente, orgogliosa, che non si è sfaldata davanti all'urto pesante del 2009: una comunità che proprio ripartendo dalla cultura del territorio e del suo passato ha gettato da subito i semi che ora stanno diventando alberi.

La ricostruzione di Onna, inoltre, è stata anche un patto di riappacificazione tra la Germania e la Comunità onnese dopo la strage del 1944, con la Repubblica Federale di Germania che si è posta attivamente come capofila in una serie di progetti che hanno avviato e affiancato la ricostruzione sociale e materiale di Onna, iniziando con Casa Onna, primo luogo di aggregazione nel paese distrutto, subito dopo il terremoto del 2009.

-------------------


Desidero tornare nuovamente ad Onna e studiarla ulteriormente, desidero vedere 《ju pinnero'》(=il pennerone), grande pietra cilindrica che in passato, attaccata a un braccio verticale di legno veniva utilizzata per pressare e torcere l'uva, le vinacce e/o le olive, a seconda delle zone, affinché se ne ricavasse il maggior estratto possibile; quando non venne più usata, questa pietra fu collocata nel cuore di Onna, accanto alla cantina da cui proveniva, e per generazioni è stata punto di riferimento e di ritrovo per la comunità onnese, come mi ha raccontato il giornalista Giustino Parisse. 《Ju pinnero'》 è stato recuperato per essere riportato a nuova vita, nella nuova Onna che sta rinascendo.

--------------------


Un invito.

Ve lo suggerisco con entusiasmo ed emozione, dopo essere andato via con un groppo in gola da un lato, e con il cuore risollevato dall'altro:

portate ad Onna i vostri figli e nipoti, portate i vostri amici e parenti che vengono a trovarvi, portate le scolaresche!

Onna sta diventando sempre più l'esempio di un luogo che dalla distruzione di vite umane e di case è riuscita a riprendere un suo percorso, ripartendo dalla sua storia e dall'ammirevole, commovente e tenace volontà e compattezza dei suoi abitanti.

---------------------


Ringraziamenti.

Desidero ringraziare la nostra guida Loredana Eusanio, la signora Margherita Nardecchia Marzolo (presidente Onna ONLUS), la signora Piera Nardecchia Marzolo, i signori Paolo Paolucci e Giustino Parisse per i loro racconti e aneddoti sul paese, e tutti gli Onnesi che oggi, come le volte precedenti, ci hanno accolto con la consueta gentilezza e con vivo orgoglio.

Un grazie al prof. Giulio Pacifico, consigliere Archeoclub L'Aquila, coordinatore e referente Archeoclub per questa intensa mattinata ad Onna.



Mauro Rosati

_______________________________




martedì 16 agosto 2022

IL PENNERONE - Vocaboli e toponimi agrari

La nostra storia agraria, vocaboli e toponimi - Il PENNERONE


🟢 Il PENNERONE / Il PINNERONE / Ju PINNERO'


📌 Si tratta di una pietra cilindrica, più o meno grande, che serviva per la spremitura (torcitura) dell'uva/vinacce o delle olive, a seconda dei casi e delle zone.
Al centro di questa pietra veniva fissato un asse verticale, spesso in legno, dotato di 《manici》 sporgenti che servivano per far ruotare il palo insieme al pinnerone.
La rotazione poteva essere a trazione umana o animale (ad esempio un asino).


➡️ Talora, per estensione, questo vocabolo può essere anche topònimo indicante il luogo/località in cui si trovava il 《pennerone》.
___________________________________


📌 Una nuova parola, quindi, dalla nostra storia agraria, sempre da un post pubblicato nel gruppo Facebook 《Paganica de 'na vote》:


Nel post è citato un passo estratto da un documento d'archivio del 1807: 

《[...] dove posa la pietra del torcitore, o sia il pennerone [...]》.
Nello stesso post è presente anche una foto, del signor Francesco de Paulis, che ritrae un pennerone ancorato all'asse verticale di legno, sito a Paganica nelle campagne del Contado a est di L'Aquila.


📌 Un'altra attestazione del 《pennerone》, è testimoniata dalla signora Antonella Pezzopane che racconta del 《PINNERONE》 di Onna, a poca distanza da Paganica, sempre nella campagna aquilana:
《A Onna  c'era il pinnerone!   Era il posto di ritrovo per  fare due chiacchiere. Sempre pieno di  giovani  la sera.》.

📌 《Ju PINNERO'》 di Onna, di cui parla anche la signora Marzia Masiello in questo post del 2020 su "Radio L'Aquila 1":

Nel caso di Onna sarebbe bello e importante ricollocarne un esemplare nel luogo in cui si trovava, per coltivarne attivamente il significato sociale negli usi e nella memoria storica del paese.
-----------------------------------------------------


📌 Un'altra testimonianza dei 《pinneroni》 si ritrova, ad esempio, anche nella Bassa Valle dell'Aterno, come ad Acciano (L'Aquila):
《[...] Acciano è famosa per le sue cantine scavate nella roccia calcarea, dove, non in tutte, si trova una grossa pietra cilindrica chiamata “pinnerone” che serviva a spremere le vinacce [...]》
(Da:
___________________________________


📌 Il pinnerone per la spremitura delle olive è invece narrato in questo post del 2005:

Il meccanismo descritto è sostanzialmente sempre lo stesso, come abbiamo visto, a prescindere che si tratti di uva/vinacce o di olive:
《[...] Quanta fatica per farlo,per trasportarlo al "montano"dove veniva appeso ad un asse come pressa e dove un asino paziente e rassegnato iniziava,come un rito,a girare intorno al palo,muovendo le grosse pietre circolari [...]》.
___________________________________


Un ringraziamento, per gli spunti, alla signora Antonella Pezzopane per la sua testimonianza diretta del 《pinnerone》 di Onna e al signor Fernando Rossi, studioso e amministratore del gruppo Facebook 《Paganica de 'na vote》, autore dell'interessante post.


Mauro



mercoledì 10 agosto 2022

LA NOSTRA STORIA AGRARIA - TOPONIMI E VOCABOLI

La nostra Storia - Toponimi e vocaboli agrari


🟢 le MASSALE, lo CANNO, SPAONA'


Partendo da un post pubblicato nel gruppo Facebook 《Paganica de na vote》 :

https://www.facebook.com/groups/509542385852575/permalink/2447546365385491/


📌 《Le MASSALE》: località con pozzo o fosso per la purgatura della canapa. 

Toponimo attestato in alcune aree delle campagne intorno a L'Aquila, dove le caratteristiche dei terreni erano più favorevoli alla coltivazione della Canapa comune (Cannabis sativa) - 《lo CANNO》 - fibra vegetale molto utilizzata in passato e talora, più sporadicamente, ancor oggi, ad esempio nella impermeabilizzazione dei giunti delle tubature idrauliche, anche se generalmente sostituita da fibre artificiali.


📌 In particolare nella campagna ad est dell'Aquila è presente una 《Via delle Massale》- importante odonimo agrario - nella frazione di Onna e la località 《le Massale》 nella vicina frazione di Tempèra, entrambe situate in aree dove la maggior presenza d'acqua favoriva la coltivazione della Canapa comune.


📌 Come riferisce il signor Vincenzo Rossi, riguardo alla frazione aquilana di Tèmpera, 《le MASSALE》 è la località dove si metteva 《a cura' lo CANNO》 (a curare la canapa) dentro dei fossi appositi.


📌 Sempre il signor Vincenzo Rossi:

《[...] ricordo da ragazzo che i vecchi agricoltori, dopo aver seminato la canapa, prima di raccoglierla, dicevano che dovevano andare a "SPAONA' ". Significava  di estirpare le piante infestanti, questo lavoro si faceva rigorosamente al mattino, altrimenti se scaldava il sole, un odore strano ti dava fastidio. Dopo anni mi sono reso conto di quel fastidio, era il fiore e che oggi é droga, mentre con lo stelo si faceva la rinomata canapa, che lavorata particolarmente, si usava in tanti modi.》


Ringrazio il signor Vincenzo Rossi per la testimonianza toponomastica e dialettale, e il signor Fernando Rossi, studioso e amministratore del gruppo 《Paganica de na vote》, per il post da cui ho tratto spunto per questo brevissimo excursus.

___________________________________


📌 Nota. Nel dialetto aquilano, e sue varianti, è presente il genere neutro che al maschile è distinguibile dall'uso dell'articolo 《lo》 al posto di 《ju / lu》. Entrambi si traducono come 《il》 con la differenza che 《lo》 indica sostanze, oggetti, concetti astratti, espressi appunto nel genere neutro (lo cacio = il cacio, il formaggio; lo stupidu = il futile; lo canno = la canapa).


___________________________________


📌 Sulla canapa, più in generale.

I vari passaggi della Canapa coltivata (Cannabis sativa):

da quella grezza a quella lavorata, fino a quella tinta:

- Canapa in erba;

- Canapa greggia, ossia macerata e battuta;

- Canapa graffiata o spinata;

graffiata o spinata in gargiolo;

- Canapa, e stoppa di canapa filata greggia;

imbiancata;

filata e tinta.


📖 ( Fonte《Tariffa generale per l'esazione dei dazj d'introduzione, uscita e transito nel territorio degli Stati Estensi》, 1816.

https://www.google.it/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://www.icar.beniculturali.it/biblio/pdf/LexEsten/vIIIc33/02_T3_1816c33.pdf&ved=2ahUKEwikkfvtubz5AhXTXfEDHZjHBeoQFnoECC8QAQ&usg=AOvVaw1U24iL2DYw6EceqwmqYG8Z )

-----------------------------------------------------


📖 Il lemma 《Canapa》 nel Grande dizionario della lingua italiana UTET:

pag. 614

https://www.gdli.it/pdf_viewer/Scripts/pdf.js/web/viewer.asp?file=/PDF/GDLI02/GDLI_02_ocr_619.pdf&parola=c%C3%A0napa


pag. 615

https://www.gdli.it/pdf_viewer/Scripts/pdf.js/web/viewer.asp?file=/PDF/GDLI02/GDLI_02_ocr_620.pdf&parola=canapa

-----------------------------------------------------


📖 A. Buonopane,《La Canapa nel Veneto romano: testimonianze epigrafiche》:

https://www.google.it/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://www.academia.edu/2110317/La_canapa_nel_Veneto_romano&ved=2ahUKEwikkfvtubz5AhXTXfEDHZjHBeoQFnoECDcQAQ&usg=AOvVaw30OaGB_KA2kwZJVSPaVBWl

___________________________________


Mauro



giovedì 5 agosto 2021

Sant'Emidio vescovo (Santu Middiu)

 

Sant'Emidio nell'Annunciazione del veneziano Carlo Crivelli.
Il Santo vescovo è visibile a sinistra, accanto all'arcangelo Gabriele.

( Fonte immagine: http://www.santiebeati.it/immagini/?mode=view&album=65250&pic=65250B.JPG )
 


Articolo inviato alle redazioni locali in data 03/08/2021 e pubblicato sulla stampa locale.


Sant'Emidio (Santu Middiu), o Sant'Emigdio (Emygdius), originario di Trèviri (Trier, odierna Germania - Land di Renania-Palatinato), è considerato il primo Vescovo di Ascoli Piceno, città in cui gode di particolare venerazione ancor di più dopo che il capoluogo piceno uscì sostanzialmente indenne dalla forte sequenza sismica che sconvolse Umbria, Marche e Abruzzi tra il 1702 e il 1703. 

Sant'Emidio è contitolare della Cattedrale di Ascoli Piceno, intitolata a Maria "Madre di Dio" .


Patrono di Ascoli e della sua Diocesi, compatrono di Napoli, patrono di Città di Castello e di tante altre località, in un Paese, come l'Italia, che è in gran parte sismico.
Soltanto negli Abruzzi, il culto di Sant'Emidio è attestato in almeno 161 tra città e borghi ( Fonte: «Sant'Emidio nel mondo» 
).


Proprio dopo il grave terremoto del 02/02/1703, il culto di Sant'Emidio si diffuse anche ad Aquila e nel suo Contado provenendo dalla vicina Ascoli Piceno.
Una tradizione popolare riportata da Quirino Bernardi nel suo studio sulla toponomastica storica aquilana (1961), narra che tutti gli Ascolani che si trovavano ad Aquila durante il terremoto del 1703 rimasero illesi, e per tale motivo furono essi stessi tra i promotori del culto come ex voto. Gli Aquilani stessi si recarono in pellegrinaggio ad Ascoli Piceno presso la tomba del Santo. 
Il culto di Sant'Emidio divenne molto popolare nella nostra città e nel nostro territorio, tanto che la città di Aquila gli dedicò un altare civico all'interno della Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio (oggi Cattedrale metropolitana dei Santi Massimo e Giorgio): l'altare fu realizzato in un posto di particolare importanza, ossia sul lato (testata) nord del transetto del Duomo, dove l'altare si trova tutt'oggi; lato del transetto rimasto in piedi anche dopo il crollo avvenuto a seguito del sisma del 2009, 

Almeno fino alla prima metà del Novecento, la ricorrenza di Sant'Emidio veniva celebrata ad Aquila con una processione, come attestato anche da fotografie d'epoca.
Il culto di Sant'Emidio si diffuse anche nel Contado aquilano: raffigurazioni del Santo si trovano, ad esempio, nelle chiese parrocchiali di Onna e di Coppito, entrambe intitolate a San Pietro Apostolo.


Sant'Emidio è presente anche nell'onomastica stradale aquilana.
A L'Aquila - infatti - è intitolata a Sant'Emidio una piazza nel cuore del quartiere di Santanza (Sant'Anza), appena fuori le Mura, a poca distanza dalla Rotonda e dall'adiacente Largo Salvo D'Acquisto. Il quartiere fa parte della storica località di Sant'Anza, la quale comprende un territorio che raggiunge a nord i confini con Collebrincioni e che fu tra i castelli fondatori di Aquila, e la cui parrocchia intra moenia (dentro le Mura) divenne la chiesa di San Nicola d'Anza, oggi in abbandono e bisognosa di recupero e di rifunzionalizzazione.


Mauro Rosati

-----------------------------------------------------------------------------------

Una biografia del Santo: 

http://www.santiebeati.it/Detailed/65250.html


Stampa locale, collegamenti alle pubblicazioni:

https://www.ilcapoluogo.it/2021/08/05/santemidio-il-santo-vescovo-protettore-contro-i-terremoti/amp/