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martedì 28 luglio 2026

《 MORBIDE VISIONI 》

 



✍ Morbide visioni


🚩 L'Aquila, Primavera 2026: sguardo dalla città verso le propaggini nord-occidentali del Sirente-Velino.


Nel cielo un batuffolo di cotone? Un cumulo di soffice lana appena tosata? Dello zucchero filato?

☁️ Di sicuro è una spessa nube cumuliforme modellata dalle correnti atmosferiche ed esaltata pittoricamente dalle sfumature d'oro del sole serale che si appresta a coricarsi dietro all'orizzonte. ☀️

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🌦 Le nuvole, uno tra i fenomeni più velocemente mutevoli ed effimeri che possiamo osservare nel cielo, eppure così ricche di fascino e così capaci di stimolare la nostra fantasia: spesso le guardiamo cercandovi figure, similitudini, e altri giochi visivi nelle loro numerose forme e nelle loro indirette sfumature di colore, altrettanto istantanee e mutevoli.


🎨 Forse proprio per questo, da secoli, le nuvole hanno ispirato e ispirano artisti che ne hanno fatto una vera e propria espressione iconografica, soprattutto leggendovi una forma di mediazione visiva fra la realtà terrena e la spiritualità celeste: visibili come le cose materiali, inafferrabili come quelle celesti.


E così le nuvole sono diventate protagoniste di dipinti, di sculture, di stupendi apparati iconografici barocchi e non solo: le vediamo ad esempio stuccate sul dosso di un altare, o scolpite ed estratte da una pietra, oppure dipinte sulle tele, sulle volte, sulle pareti di tanti edifici religiosi e civili mentre sorreggono personaggi sacri in sospensione, o talora creando delle cornici, dei diaframmi di vapore tra il mondo umano e il mondo divino, spesso anche come evoluzione delle più antiche mandorle mistiche che racchiudono i personaggi ultraterreni. 

Le vediamo quindi protagoniste nelle 《glorie》 trionfali di santi o di personaggi divini, così come le osserviamo a imitazione naturale nei cieli di quelle pitture illusionistiche 《trompe-l'œil》.


Con il colore, con la pietra, con gli stucchi, l'Arte è riuscita idealmente ad 《afferrare》e a rendere solide e tangibili queste manifestazioni atmosferiche così comuni e quotidiane eppure così sfuggevoli e 《inafferrabili》 nel loro continuo movimento. 


❓ Forse è proprio per questo loro carattere sfuggente e indefinito che tanto hanno stimolato l'immaginario umano al punto da essere associate a manifestazioni di mezzo tra il naturale e il soprannaturale?

❗Possibile! 

Quel che è certo è il loro fascino ancestrale ben vivo in tutti noi: tutt'oggi le nuvole ci attraggono e stuzzicano il nostro immaginario, spesso anche inconsapevolmente, così come probabilmente già accadeva per i nostri antenati primitivi.


Sicuramente non è l'unico caso, né il primo, in cui la Natura diventa nobile e fertile Musa ispiratrice per le Arti umane.



Mauro Rosati

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mercoledì 21 gennaio 2026

LA 《CULTURA》: UNO STILE DI VITA

 

《Fiori di Zafferano》
(Crocus sativus), ricchezza storica
della nostra Città-Territorio
e una delle nostre immagini iconiche.
🖌🎨 Dipinto di Mirella Liberatore; anno 2024.



La 《Cultura》 non è soltanto un Sapere fine a se stesso, bensì uno stile di vita che traduce quel Sapere in concretezza e amore per la propria terra.


📍 Il riconoscimento di Capitale Italiana della Cultura 2026 è un'onorificenza prestigiosa per la nostra Città-Territorio, e proprio per questo comporta responsabilità ancor più grandi e importanti per tutti noi, privati cittadini e amministratori pubblici.


↪ Per essere pienamente Città di Cultura, infatti, non bastano soltanto conferenze, mostre, concerti, pubblicazioni, spettacoli e altri specifici eventi, che certamente sono importanti.

📍Per essere pienamente Città di Cultura e per continuare ad esserlo, dobbiamo prenderci seriamente cura anche del nostro Paesaggio: 

🖼 il Paesaggio, infatti, esprime le qualità e il livello culturali delle popolazioni che vivono in un certo territorio.


📍 Il Paesaggio è Cultura esso stesso.


↪ Per questo, accanto ai singoli, lodevoli e numerosi eventi da programma, dobbiamo ragionare anche in termini di tutela tutti i giorni:

↪ - tutela del decoro urbano e territoriale 

(pulizia, ordine pubblico, rispetto delle regole civili, dignità delle bandiere esposte davanti a scuole e uffici, cura e rispetto dei simboli civici);

↪ - manutenzione programmata e costante del patrimonio artistico, architettonico e culturale in generale, soprattutto di quello meno conosciuto;

↪ - manutenzione e pulizia di parchi e giardini (《pulizia》 significa anche 《non sporcare》), incremento del verde pubblico;

↪ - contrasto agli abusi edilizi, superando la logica dei 《condoni》;

↪ - urbanistica a 《volume zero》, frenando l'espansione edilizia non necessaria, sostituendo o riutilizzando le costruzioni già esistenti, senza consumare nuovi terreni (l'edilizia lavora ugualmente senza ulteriore consumo di suolo);

↪ - risanamento paesaggistico, curando le sbavature e le ferite causate nel tempo dagli interventi urbanistici più impattanti;

↪ - tutela del paesaggio agrario, salvaguardia dei terreni coltivabili e recupero delle architetture rurali (case coloniche, casali, e simili).


E così via discorrendo!


📍Insomma, ben vengano gli eventi culturali se accompagnati da una Cultura quotidiana e concreta del Paesaggio: una bella 《cornice》 valorizza un bel dipinto, un bel Paesaggio valorizza un territorio intero!

Facciamo in modo che la Cultura diventi uno stile di vita quotidiano, al di là dei singoli eventi!


Auguri Città nostra! 🦅 👏

Non solo per questo riconoscimento così importante, bensì per ogni giorno:

che ciascuno di noi possa rispettarti come meriti e renderti più bella, 

a partire dai piccoli gesti e dal modo di ragionare!

🌱 Che la Cultura diventi il nostro stile di vita quotidiano e collettivo!

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Nella foto in alto: 

《Fiori di Zafferano》

(Crocus sativus), ricchezza storica della nostra Città-Territorio e una tra le nostre immagini più iconiche.

🖌🎨 Il dipinto è opera di Mirella Liberatore; anno 2024.



Mauro Rosati

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mercoledì 17 settembre 2025

TEMPI CHE CAMBIANO - LIBERE RIFLESSIONI

 

✍ Tempi che cambiano - Libere riflessioni 📖

(riflessioni per chi non si appìsola prima di arrivare in fondo a questo post 😄)


📍 Quando andavo in vacanza da bambino e da ragazzino ricordo che nello spazio di meno di 1 km da dove alloggiavo c'erano almeno 2-3 librerie, nonostante si trattasse di località a prevalente vocazione turistica stagionale e quindi con relativa movida e relativi locali a tema: pub, discoteche, ristoranti, bar-gelaterie, sale giochi, giostre ecc.., legittimamente ovviamente, per carità; io tra l'altro preferivo (e preferisco) in particolare sale giochi e gelaterie! 😄

↪ In queste almeno 2-3 librerie (e/o bancarelle) si trovava un po' di tutto: 

da libri freschi di pubblicazione a libri usati spesso in ottime condizioni, e con soddisfacente varietà di scelta tematica (narrativa, saggi, letture per bimbi, giusto per citare qualche esempio).

↪ E così, la prima sera di vacanza la dedicavo al 《tour》 delle librerie più vicine, a curiosare fra gli scaffali, e non ne uscivo quasi mai a mani vuote: tante cosine interessanti a prezzi più che accessibili.

↪ Poi, dal secondo giorno, mi tuffavo anch'io nei divertimenti come tutti gli altri bimbi e ragazzini... e... tra una pausa e l'altra... anche in qualche lettura.

In spiaggia, negli alberghi, talora anche nei bar, notavo che la gente leggeva... magari anche cose leggere, per rilassarsi, ma comunque leggeva.

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📍 Poi, a un certo punto, pressappoco intorno alla metà degli anni 2000, le cose sono iniziate a cambiare: ogni volta che tornavo in vacanza trovavo sempre meno librerie, e allora mi allontanavo sempre un po' di più a caccia di 《risorse cartacee》.

↪ Al posto delle librerie comparivano altri locali: da quelli della movida a quelli di souvenir commerciali, e anche negozi di abbigliamento a prezzi stracciati.


📍 E così, pian piano, sono arrivato ad anni relativamente più recenti a constatare l'《estinzione》 di massa delle librerie vere e proprie, quantomeno nelle località di villeggiatura, e non solo. 

↪ Un po' come quando ci troviamo davanti a un 《menu》 con sempre meno scelta.

Per compensare quell'appetito di curiosità cartacea mi addentro oggi nelle ultime 《oasi di carta》: carto-librerie, edicole un po' più fornite, qualche bancarella quando capita (anche nei mercati e nei mercatini le bancarelle librarie sono sempre più rare).

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Per concludere: 

❓come siamo arrivati a questo?

❗Non saprei, le opinioni e le ipotesi che leggo e che ascolto sono tante e differenti.


❓Forse, come sostengono alcuni, la diffusione degli e-book e degli audio-libri?

🤔 Non saprei! E non ne sono del tutto convinto! Personalmente credo soltanto in minima parte che sia questa la causa, perché ho notato che tutt'ora la gente che ama leggere, a prescindere dall'età, continua a prediligere in prevalenza il cartaceo (io stesso utilizzo sia e-book sia cartaceo, in base all'importanza e alla qualità di contenuto del libro che vado ad acquistare).


↪ Potremmo formulare molte altre ipotesi: i cambiamenti sociali sono sempre complessi, frutto di tante dinamiche concomitanti.


📍 Per quanto mi riguarda mi limito a riportare soltanto qualche mia impressione, ben lontano dal voler essere esaustivo.

↪ Negli ultimi due decenni circa, e soprattutto nei dieci anni più recenti, sono indubbiamente aumentate le 《distrazioni》 molto più allettanti e rapide: nuove tecnologie digitali, ampia scelta di canali TV, e tanto altro. 

↪ Ovviamente non intendo demonizzare i progressi e le nuove acquisizioni tecnologiche che sono entrate nella nostra quotidianità (e che io stesso utilizzo); leggere un libro però richiede un minimo di concentrazione e tempi più 《lenti》, che non reggono il confronto con i tempi ultra-rapidi a cui siamo ormai assuefatti e al calo della durata della soglia di attenzione.


📍 Già da alcuni decenni nel nostro Paese non si leggeva moltissimo... ora non si legge quasi più (in proporzione): 

quando da bambino mi guardavo intorno, in una spiaggia o in un'area pic-nic, vedevo qua e là persone con un libro tra le mani, o quantomeno con una rivista... 

...oggi, negli stessi luoghi mi giro intorno e vedo persone di tutte le età, dai bambini agli anziani, affondati nei loro smartphone in preda a una specie di《bulimìa》 di notizie, di gossip, di previsioni meteo (queste ultime divenute argomento e tormento quotidiano).

↪ E poi penso anche ad altro: mentre le librerie vanno decadendo, da almeno 25 anni nuovi format televisivi come i 《reality show》, non solo non vanno decadendo ma rimangono tra i programmi più seguiti in TV e sui social, senza perdere un colpo... 

...quasi quotidianamente i《reality show》 sono sempre ai primi posti tra le tendenze sui motori di ricerca!

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📍 Ho buttato giù giusto qualche spunto di riflessione dal mio personale punto di vista ma l'argomento è vasto e complesso: ciascuno ovviamente potrà avere le sue ipotesi, le sue personali opinioni sull'argomento, che non si può certo esaurire in un semplice post.


Ah...se siete arrivati fin qui vuol dire che forse avete ancora voglia di leggere! 😄



Mauro

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domenica 13 luglio 2025

《UNA CONSTATAZIONE SENZA TEMPO》

 

(Fonte immagine: 《Nobili Napoletani》)


Una constatazione senza tempo.

L'asservimento è causato innanzitutto proprio dal popolo, quando esso lascia fare, ed è quindi più colpa dei molti 《servi》 che lo permettono piuttosto che dei padroni-tiranni, i quali sono numericamente una minoranza rispetto al popolo 

( 《 ...il servaggio è male volontario di popolo / ed è colpa de' servi più che dei padroni. 》 ).


Questa è sostanzialmente la morale di un'epigrafe del 1871 (《 MDCCCLXXI 》), situata presso la Certosa di San Martino a Napoli, che ricorda un episodio particolarmente significativo nella storia della città partenopea.

Luglio 1547: dopo settimane di tensione Napoli insorge contro la decisione del viceré spagnolo Pedro di Toledo di introdurre in città l'Inquisizione. La rivolta fu trasversale, dai ceti popolari a quelli più 《alti》, e spinse gli Spagnoli occupanti sulla difensiva.

La rivolta ritardò di sei anni l'introduzione dell'Inquisizione, che venne instaurata a Napoli soltanto nel 1553, ma è significativa dal punto di vista della reazione massiccia della popolazione contro un'imposizione repressiva che arrivava dall'alto, dai 《padroni》 occupanti.


Di seguito il testo integrale dell'epigrafe:

《 AI POPOLANI DI NAPOLI / CHE NELLE TRE ONESTE GIORNATE DI LUGLIO MDXLVII / LACERI MALE ARMATI E SOLI D'ITALIA / FRANCAMENTE PUGNANDO NELLE VIE DALLE CASE / CONTRA LE MIGLIORI BANDE DI EUROPA / TENNERO DA SE LONTANO L'OBBROBRIO / DELLA INQUISIZIONE SPAGNUOLA / IMPOSTA DA UN IMPERADORE FIAMMINGO E DA UN PAPA ITALIANO / E PROVARONO ANCHE UNA VOLTA / CHE IL SERVAGGIO È MALE VOLONTARIO DI POPOLO / ED È COLPA DE' SERVI PIÙ CHE DE' PADRONI 》.


Note a margine dell'epigrafe.

-《PUGNANDO》(latinismo) = combattendo.

- L'《IMPERADORE FIAMMINGO》 è Carlo V.

- Il 《PAPA ITALIANO》 è papa Paolo III Farnese (regnante 1534-1549).

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Anche oggi, seppur diversamente, i cittadini diventano a volte 《sudditi》 di importanti decisioni imposte dall'alto senza tener conto dell'opinione pubblica.

E a differenza di ieri esistono molti strumenti di democrazia che, con mezzi diversi, consentono al popolo di manifestare la propria opinione e il proprio dissenso, se necessario.

Se questi mezzi democratici non vengono però utilizzati non ci si può poi lamentare delle imposizioni.



Mauro

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venerdì 17 gennaio 2025

LA CONOSCENZA COME "INTERSEZIONE DI SAPERI"

 

LA CONOSCENZA COME "INTERSEZIONE DI SAPERI"


Una decina di giorni fa leggevo un estratto dagli atti di un Forum dal titolo 《Il progetto di architettura come "intersezione di saperi"》(Atti dell'VIII Forum ProArch; Napoli, 21-23 novembre 2019).


Quell'《intersezione di saperi》, espressione evidenziata cromaticamente nel titolo del Forum, mi ha rammentato una consapevolezza acquisita nel corso delle mie esperienze di studio, lavorative e associative.

La consapevolezza che i tanti Saperi umani (manuali e intellettuali) non sono compartimenti stagni, separati e isolati, bensì un patrimonio di discipline che - appunto - funzionano se si "intersecano" e dialogano fra loro.


Una consapevolezza che - forse - per molti è anche scontata, quasi banale, ma che è bene sempre tener presente.


La Conoscenza è una conquista quotidiana che si arricchisce costantemente proprio grazie all'interazione di tanti "Saperi", differenti ma complementari, talora anche apparentemente molto distanti.

I migliori risultati, in ogni campo, si ottengono dalla cooperazione tra professionalità diverse che si completano a vicenda.


Personalmente credo sia difficile, se non addirittura impossibile, trovare un'abilità, un'esperienza, una disciplina che non abbia bisogno di altre abilità, esperienze, discipline.

Le tante forme del Sapere umano - le Scienze (=conoscenze) in senso ampio - rischierebbero probabilmente di arenarsi se non si intrecciassero in maniera armonica, come una tessitura in costante divenire.


Mauro

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venerdì 12 gennaio 2024

MENS NOVA IN CORDE ANTIQUO

 

✒ MENS NOVA IN CORDE ANTIQUO

      =

(Pensiero moderno in animo "antico")


...ossia...

...pensare in modo innovativo ma con spirito "antico", con le radici ben salde a estrarre il meglio dal "terreno" della Storia.


Una "pianta" con radici sane e robuste è ben vivace nel Presente, carica di nuovi getti e nuove gemme; anche metaforicamente.


Mauro Rosati

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sabato 30 dicembre 2023

L'ALBA...《...ORA DEL SILENZIO...MOMENTO MAGICO...》

 

L'ALBA...
《...ORA DEL SILENZIO...
MOMENTO MAGICO...》


    L'alba è un momento meraviglioso, forse il più suggestivo di tutta la giornata. 

     La notte che si dissipa gradualmente, 

⭐ le ultime stelle che riluccicano prima di dissolversi apparentemente nei bagliori del sole nascente (l'ultima in assoluto è il pianeta Venere - "finta" stella - "stella della sera" e "stella del mattino", o "stella di giorno"),  

🐓 il canto di un gallo che risuona nel quartiere, da una contrada non lontana.

     Una tranquillità da assaporare pienamente, il silenzio che precede il trambusto antropico che si scatena di lì a poco, mentre il sole spunta all'orizzonte e dà ufficialmente il via al nuovo giorno. ☀️

     I primi raggi che sollevano il velo della bianca brina da terra e dai tetti, come fosse un sottile e fragile lenzuolo notturno che, al risveglio, si dissolve per sublimazione. ❄


Mauro Rosati

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Nota

La riflessione trae spunto dalla seguente citazione pubblicata nel gruppo Facebook "La Campagna appena Ieri":

《...L'alba è il momento in cui nulla respira, l'ora del silenzio, momento magico in ogni stagione...》 

(Leonora Carrington)


🌐 

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid02c9aPK1Yb9UVP8d6AtDrKk73QFwFUZUFH5jk3mrz33X9pf76widcSXWrphsmz4GrCl&id=100064845336426

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sabato 18 novembre 2023

LUMINOSE SUGGESTIONI D'AUTUNNO (...E D'INVERNO)

Suggestioni luminose del primo sole mattutino


《LUMINOSE SUGGESTIONI D'AUTUNNO (...E D'INVERNO)》


"Soleil levant" - Sole nascente


🗓 Personalmente trovo che i mesi da novembre a febbraio siano i più belli per quanto riguarda la luminosità in casa. Il Sole è più basso sull'orizzonte, per cui i suoi raggi entrano ben diretti dalle finestre e inondano le stanze di una luce sorprendentemente bella, con un bagliore diffuso e un colore giallo oro che caratterizza particolarmente questi quattro mesi dell'anno. ☀️

☀️ Raggi di sole dorati e discreti che infondono tepore al corpo e all'ambiente, senza 《bruciare》, nell'aria frizzante del primo mattino. ❄


🕗 In quell'arco orario che va dalle sette alle otto del mattino, l'orizzonte assume rapidamente i diversi colori dell'iride fino a quando i primi raggi 《del pianeta》 (il Sole; cit. dantesca) si diffondono sui crinali, sulle fronde colorate degli alberi d'autunno, sui tetti di case e palazzi, poi sui valloni, sulla brina che riveste un po' tutto come un sottile lenzuolo notturno; cristalli di ghiaccio che luccicano al primo sole e pian piano si sciolgono ed evaporano nel corso della mattinata. 🍁 ❄ 

❄ Se poi il paesaggio è innevato, lo spettacolo assume una magia ancor più particolare e rasserenante.


🌞 In questi mesi dell'anno è un piacere godere dell'albeggiare e poi della levata del Sole che si affaccia da sud-est, così come dei tramonti a sud-ovest. Per me che preferisco le albe, lo sguardo a sud-est va benissimo!

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🌄 La foto in alto, scattata su una parete appena accarezzata dal primo Sole, ha un valore suggestionale e non rende l'idea del bagliore luminoso che la circonda: quella che sembra ombra, intorno al riquadro lucente, in realtà è una marea di luce dorata, e proprio per questo l'obiettivo dello 《smartofono》(smartphone 😉) restringe il diaframma e non cattura la forte luminosità.

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Che dire? Da novembre a febbraio basta avere almeno una finestra sulla traiettoria del Sole per poter godere di tanta semplice e piacevole bellezza.

Certamente, potendo scegliere, apprezzo particolarmente lo spettacolo mattutino. 🍁❄☀️


Non si paga il biglietto, offre la Natura! 🎟 


Mauro

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giovedì 3 novembre 2022

L'《OZIO》 È IL PADRE...DELLE VIRTÙ


L'《OZIO》 È IL PADRE...DELLE VIRTÙ


➡️ L'《ozio》 è il padre...delle virtù!

Parafrasando un noto e diffuso detto.


📍 Non si tratta dell'《ozio》 come lo intendiamo noi Oggi, bensì dell'《ozio》 (otium) com'era concepito dagli Antichi: un tempo di riposo, libero e lontano dal 《negozio》(negotium), da impiegare in modo auto-costruttivo nella coltivazione dell'intelletto e del corpo, mediante attività di vario tipo.


📍 Tale era l'importanza dell'《otium》 nell'Antichità al punto che esso diveniva centrale nella scansione del tempo quotidiano. 

I《negotia》 (plurale di《negotium》), ossia gli affari e le incombenze quotidiane, erano "negazione dell'ozio", come suggerisce la parola stessa (neg-otium): quindi, vale a dire, delle pause tra un momento e l'altro di ozio.


📍 Recuperare questa accezione positiva di 《ozio》 anche nella nostra epoca, significa investire al meglio il nostro tempo libero, impiegandolo in una proficua e attiva coltivazione dei nostri interessi, delle nostre passioni.

L'ozio, quindi, come momento di accrescimento interiore e non solo, e non come tempo di inerzia improduttiva o, peggio ancora, di bagordi.


➡️ Un《ozio》 di questo genere non sarà portatore del vizio, bensì di molte virtù.

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📖《[...] otium era il tempo libero dalle occupazioni della vita politica e dagli affari pubblici (cioè dai negotia), che poteva esser dedicato alle cure della casa, del podere, oppure agli studî (donde la parola passò a indicare gli studî stessi, l’attività letteraria) [...]》

 (《Ozio》 in Vocabolario Treccani, significato n. 2).


Mauro



lunedì 24 ottobre 2022

《BEL TEMPO》 O《MAL-TEMPO》?  QUESTIONE DI EQUILIBRI

 《BEL TEMPO》 O《MAL-TEMPO》? 

QUESTIONE DI EQUILIBRI


Personalmente non amo molto l'espressione 《mal-tempo》 riferita a una normale pioggia 🌧  o a una normale nevicata 🌨 , o semplicemente a una giornata fresca e nuvolosa.

Nell'equilibrio meteorologico è fondamentale una regolare alternanza tra le diverse condizioni atmosferiche. Poi, ciascuno di noi potrà preferire l'una piuttosto che l'altra.

È necessario il sole ☀️ così come sono necessari la pioggia🌧 , il vento 🌬 , la neve 🌨 , la brina ❄ , la rugiada 💧.


➡️ Il《Mal-tempo》, invece, è la rottura di questo equilibrio: 

si ha 《mal-tempo》 quando una di queste condizioni meteo diventa eccessiva e prevalente rispetto alle altre e rispetto alla normalità di un certo luogo e di una certa stagione.


🌧 Una buona pioggia diventa 《mal-tempo》 se eccede provocando allagamenti o inondazioni.

🌨 Una buona nevicata diventa 《mal-tempo》 se eccede in una 《bomba di neve》 che sfonda i tetti e seppellisce le strade.

💧 Una buona rugiada notturna rinfresca terra e aria, e dà respiro ad animali e piante.

❄ Una buona brinata cristallizza l'umidità a terra, de-umidificando l'aria e garantendo il necessario riposo alla terra e alle piante. 🌱 Diventa 《mal-tempo》 se eccede in ondata di gelo estremo.

🌬 Un normale vento di brezza ricambia l'aria, al mare 🌊 come in montagna ⛰ . Diventa 《mal-tempo》 se si trasforma in burrasca o in tromba d'aria 🌪.

☀️ Così anche il tempo soleggiato diventa 《mal-tempo》 quando si protrae per settimane o mesi interi provocando siccità, e/o quando le temperature salgono a lungo sopra la norma (ondate di calore). 🌡


➡️ In questa epoca di lunghe siccità alternate a brevi e violente 《bombe d'acqua》, in quest'epoca di terreni induriti e di inondazioni, è forse più evidente l'importanza di una equilibrata alternanza fra sole, pioggia, neve, e tutti gli altri fenomeni che caratterizzano normalmente il nostro clima.

📍Il concetto di 《cambiamento cimatico》 è tutto lì: 

mancanza di equilibrio, estremizzazione dei fenomeni atmosferici.


➡️ Di recente, anche diversi climatologi hanno iniziato ad affermare che un eccesso di 《bel tempo》 non è più 《bel tempo》 , ma diventa esso stesso 《mal-tempo》 per le conseguenze dannose che comporta agli ecosistemi (Uomo compreso).


Mauro



lunedì 18 luglio 2022

PASSERI, GRILLI, GALLI...SUONI E 《STRUMENTI》 DELLA NATURA

PASSERI, GRILLI, GALLI...SUONI E 《STRUMENTI》 DELLA NATURA


Se i passeri 🐦 sono il mio orologio naturale - iniziano infatti a cinguettare con cadenza regolare circa 40-50 minuti prima dell'alba -,

e sono anche un po' il mio termometro 《a spanne》 - generalmente non 《twittano》 quando la temperatura massima si avvicina ai 30 °C o li supera -...

( https://pianetalaquila.blogspot.com/2021/03/gli-orologi-della-natura.html?m=1 )


...allo stesso modo, i grilli 🪳 sono il mio termometro🌡di precisione:

per la terza estate consecutiva sto osservando che iniziano a frinire quando la temperatura scende dai 25 °C in giù.

Per chi li studia di professione sarà quasi certamente una cosa scontata, ma per me è stata un'importante osservazione.

Nonostante fossi abituato ad ascoltarli fin dall'infanzia, in genere li associavo soltanto al calare della sera. Forse quando le estati erano meno calde di adesso.

Ora che le estati italiane sono diventate più calde e difficili, mi sono accorto che non iniziano allo stesso orario ogni sera, ma solo quando il calore si dissipa a sufficienza.

Per questo sono ancora più attratto dal loro frinire, perché è come se dicessero: 

- anche per oggi il caldo è passato, a quest'ora si sta bene! -.


Mauro

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P.S. Da una settimana circa, poi, un altro canto 🎶 si è aggiunto al bel repertorio del mondo animale: 

pressappoco a metà notte, un'ora circa prima del crepuscolo mattutino, un gallo 🐓 fa sentire la sua voce.

Nel silenzio notturno il suo canto si sente nitido, dai dintorni del mio quartiere.


P.P.S. A scandire il ritmo delle ore, invece, c'è il suono di quella bella campana 🔔 discreta e decisa, alla quale ho accennato altre volte.

È molto probabile che provenga da un monastero, perché alcuni segnali orari coincidono con la scansione monastica della giornata, dì e notte.

( https://pianetalaquila.blogspot.com/2022/06/tranquillita-della-sera.html?m=1 ).




martedì 1 febbraio 2022

CAMOMILLA DI GENNAIO

CAMOMILLA DI GENNAIO

Si sono conclusi i tre 《giorni della merla》 (29-30-31 gennaio).


La merla è rimasta bianca (al massimo un po' grigia). 

Di freddo (quello vero) neanche l'ombra.


E gennaio è rimasto (quasi) a secco: 

solo 1 giorno di neve e 3 giorni di pioggia stentata.

Complessivamente è piovuto e nevicato l'87% in meno rispetto al normale.


Ancora una volta, un gennaio 《alla camomilla》 con pochissime giornate veramente invernali; 

temperatura media pari a 1 grado sopra il normale (come se la nostra temperatura corporea fosse di 37,5 °C).


E oggi raffiche di vento > causa: 

il contrasto tra le normali correnti d'aria fredda e quelle troppo calde rispetto alla stagione.


Mauro



lunedì 24 gennaio 2022

IL PRESEPE: «VANGELO IN DIALETTO»

 

L'Aquila; Basilica di San Bernardino da Siena, navata sinistra;
il Presepe allestito nella Cappella del Rosario.
(Foto: Mauro Rosati, 2016)


IL PRESEPE: «VANGELO IN DIALETTO»


Il tempo natalizio si conclude pienamente con la «Candelora», la ricorrenza che cade 40 giorni dopo il Natale e celebra la Presentazione di Gesù al Tempio. Per cui «possiamo» ancora parlare di presepi, fermo restando che il Presepe è anche forma d'arte che va oltre il periodo strettamente natalizio.

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«Il Presepe napoletano è il Vangelo in dialetto partenopeo», è una delle definizioni più belle che abbia letto e ascoltato sul Presepe.

 

E solo a Napoli avrei potuta «sentirla»!


Essa è infatti attribuita al napoletano Michele Cuciniello, architetto, commediografo, collezionista, che nell'Ottocento donò a Napoli e al mondo intero lo stupendo e scenografico presepe (
«Presepe Cuciniello») situato nell'altrettanto stupenda cornice della Certosa di San Martino.


Fatta questa necessaria premessa, possiamo generalizzare la definizione così:
«Il Presepe è Vangelo in dialetto», una versione della Natività che ogni cultura ha fatto propria, rendendola somigliante al proprio mondo e alla propria epoca.



Ha ragione Michele Cuciniello. È proprio così!


 

Un racconto uguale per tutti ma tradotto da ognuno nella propria «lingua» figurativa locale. Una rappresentazione sacra calata e rielaborata nella cultura popolare.


In ogni angolo del Mondo.


La stessa narrazione per tutti ma interpretata e raccontata in modo diverso da culture diverse. Ogni cultura trasferisce in quella rappresentazione ciò che le è più familiare: i propri costumi, i propri paesaggi. Ed ecco un presepe andino, uno africano, un altro dal lontano Oriente asiatico, oppure tra le Alpi, sull'Appennino con i suoi borghi, nell'Italia mediterranea dei litorali dalla Liguria alla Sicilia, in Europa centro-settentrionale, Lapponia, Siberia, e così via.


Ne abbiamo molteplici testimonianze; ad esempio visitando anche la collezione permanente esposta presso il convento francescano della vicina Greccio (Valle Santa, Rieti), appartenente alla Provincia romano-abruzzese di San Bonaventura dei Frati Minori.



Il Presepe: sempre uguale e sempre diverso allo stesso tempo, sempre tradizionale e sempre al passo con i tempi, senza perdere la sua classicità.


E probabilmente non esiste più attualità nell'arte presepiale di quella che vediamo nelle botteghe artigiane di Via San Gregorio Armeno a Napoli, dove personaggi della tradizione presepiale convivono con statuine di personaggi del nostro mondo contemporaneo.

 


Mauro



P.S. A margine di questa riflessione, ci tengo anche a ricordare un bel Presepe nella Basilica di San Bernardino a L’Aquila, allestito nella Cappella del Rosario, navata di sinistra (vedi foto in alto, 2016) .

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Spunti di sitografia sul presepe di San Martino a Napoli (Presepe Cuciniello), sulla figura di Michele Cuciniello e sull’arte presepiale napoletana (URL consultati in data 24/01/2022):

 

https://www.artigianatopresepiale.com/blog/il-presepe-cuciniello/

https://www.facciamoilpresepe.it/presepe-cuciniello/

 

https://www.morosofi.it/il-presepe-napoletano-unarte-tutta-napoletana/




giovedì 9 dicembre 2021

IMPRESSIONI DICEMBRINE ...E SUGGESTIONI DELL'ALBA

Giuseppe Pelizza da Volpedo, 《Il sole》 (1904).
(Fonte immagine: 
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/80/Giuseppe_Pelizza_-_Il_Sole.jpg/596px-Giuseppe_Pelizza_-_Il_Sole.jpg )


IMPRESSIONI DICEMBRINE 

...E SUGGESTIONI DELL'ALBA


Non lo facevo da diversi anni. Forse a molti potrà sembrare una cosa scontata e banale. Non lo so, ma personalmente è qualcosa che mi affascina oggi così come da bambino e da adolescente.


Sto parlando dell'alba: più precisamente di assistere allo spettacolo dell'alba, e in particolare alla levata del Sole.

Da un po' ho riscoperto questa buona abitudine.


Senza nulla togliere ai tramonti, altrettanto stupendi e suggestivi, l'alba trasmette un fascino e una curiosità particolari. Forse perché, il tramonto avviene sempre in orari in cui siamo vigili, e quindi ci rimane più semplice e quotidiano 《beccarlo》; mentre l'alba, invece, va cercata. In Estate dobbiamo svegliarci presto o andare a dormire molto tardi se vogliamo assistervi, in Inverno ce l'abbiamo quasi su un piatto d'argento poiché coincide con l'ora del risveglio della maggior parte di noi.


Mi affascinano l'alba d'Estate e quella d'Inverno, quella che sorge dalle montagne o tra le montagne - i miei Appennini -, così come quella del 《sole gigante》 che spunta dal mare - il 《mio》 Adriatico -, con le sue sfumature che partono dal rosso-rosa fino all'arancio e al giallo del Sole ormai 《levatosi》 dall'orizzonte.

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Nella casa in cui vivevo da bambino ricordo l'alba delle giornate di giugno, con l'entusiasmo di poterle vedere con tranquillità, con la Scuola ormai finita e quindi senza la sveglia mattutina. Mi alzavo intorno alle 4 del mattino e mi sistemavo sul davanzale della finestra in cucina: posizione ideale, rivolta a nord-est, verso una gola tra due montagne; è proprio in quella direzione che sorge il sole di prima Estate.

Mi godevo tutta la fase del crepuscolo mattutino, con il cielo che si schiariva gradualmente e cominciava a delineare i profili dei monti. Dopo una lunga attesa, quando ormai il cielo era del tutto chiaro ecco alzarsi la nostra stella più vicina: i primi raggi inondavano le vette dei monti, poi i tetti delle case e le cime degli alberi più alti. 

E poi eccolo lì! Il Sole!

Tutto avveniva in poche decine di secondi: il primo raggio spuntava dalla gola tra i due monti e inondava la stanza. 

In questi momenti ci rendiamo conto di quanto ruoti velocemente la Terra: il tramonto e l'alba, infatti, ci danno dei punti di riferimento all'orizzonte, grazie ai quali osserviamo direttamente la velocità con cui si sposta (apparentemente) il Sole.


Una velocità, come sappiamo, che va da 0 km/h ai Poli a circa 1668 km/h all'Equatore.

Alla mia latitudine dell'Aquila (circa 42° 21' N al Municipio) la velocità di rotazione della Terra è di circa 1233 km/h.


Chiusa questa breve parentesi tecnica, mi viene in mente anche l'alba che ho avuto occasione fin da bambino di poter osservare sul Mare Adriatico, da diverse località: un'alba diversa, caratterizzata dal Sole più grande e più rosso perché l'orizzonte apparente corrisponde esattamente alla 《pianura》 del mare. 

In quel caso, insieme al chiarore, spesso si iniziano a intravedere i profili dei piccoli e medi pescherecci con i loro caratteristici 《bracci》 degli àrgani che, con un tocco di fantasia e visti da lontano, mi fanno sempre venire in mente un po' le drakkar (dreki) vichinghe con le loro polène.


E così, di alba in alba, arriviamo a questi giorni più recenti di inizio Inverno.

La casa dove vivo ora è esposta a est-sud-est, la posizione ideale per veder sorgere il Sole nella stagione invernale, e in particolare a dicembre, inizio dell'Inverno meteorologico (al principio del mese) e poi di quello astronomico (poco prima del Natale; o 《della Natale》 aquilanamente parlando).

A dicembre il Sole che sorge raggiunge il massimo del suo azimut a oriente, ossia l'angolo che parte dal nord, in senso orario, fino al punto in cui la nostra stella spunta dall'orizzonte.


In queste mattine dicembrine, quando il cielo è limpido ho l'occasione di gustarmi quei minuti che intercorrono tra quando si vedono le sagome delle case, dei palazzi e degli alberi ancora poco definite fino all'inizio graduale del chiarore, che comincia a definire i tetti e gli alberi esposti sulle parti più alte, nell'alternarsi di creste e valloni del mio quartiere. 

Poi, si inizia a vedere la luce riflessa dalle vetrate dei piani più alti.

A quel punto inizia lo 《sprint》 del Sole che sembra accelerare la sua levata: l'atmosfera nitida si colora di un giallo paglierino con una lieve sfumatura di arancio, sempre più diffuso con il passare dei minuti. Si iniziano a vedere distintamente gli alberi, le case, i palazzi, la distesa bianca della brina o della neve al suolo, sui tetti, sulle piante.

Poi, nell'arco di qualche decina di secondi, un bagliore luminoso inizia a traboccare dalle finestre fin dentro casa, finché vedo la nostra stella spuntare e alzarsi rapidamente nel cielo: le pareti e i mobili alle mie spalle si illuminano come avessi acceso una luce domestica; anzi …molto di più!

Lo spettacolo si compie e il nuovo giorno è ormai avviato: i bassi raggi del periodo invernale permettono di godere a lungo, durante la mattinata, del riverbero di luce che fa brillare ogni ambiente di casa.


E anche quando capita che le nebbie di primo mattino sembrano avvolgerci in un batuffolo d'aria ovattata che restringe il nostro orizzonte visivo, in una suggestiva atmosfera sospesa, ecco che i raggi del Sole pian piano iniziano a diradare questo sipario di vapore acqueo che lentamente si colora di un giallino sempre più oro, lo diffonde e, proprio come alla levata del Sole, ci svela gradualmente il paesaggio con le case, i palazzi, i prati, i terreni, i monti, gli alberi, e la brina o la neve che ricoprono i tetti, le piante e il suolo. Alla fine restiamo estasiati quando, discioltosi questa sorta di batuffolo di zucchero a velo, si apre ai nostri occhi quel cielo limpido tipico soprattutto delle mattinate più fredde che vanno dall'Autunno alle prime settimane di Primavera.


E che dire anche di quelle mattine quando nubi alte, sottili e «lucide», quasi lenticolari, fanno da corte d’accoglienza al Sole nascente? Ne diffondono il chiarore prima ancora che esso sorga e si aprono a sipario quando spunta dall’orizzonte. Altro suggestivo spettacolo mattutino!

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Insomma, quante impressioni ci regala l'alba così come il tramonto; e forse non per caso questi fenomeni sono spesso oggetto della fotografia artistica, e della fotografia in generale, così come di tanti pittori: ricordiamo ad esempio il celebre Impression, soleil levant di Claude Monet o il Sole rappresentato da Giuseppe Pelizza da Volpedo, giusto per citare due tra i molti esempi possibili.


Personalmente, come mi piace fare di tanto in tanto, ho cercato di 《dipingere a parole》, o almeno di tratteggiare, le impressioni-emozioni di questo momento della giornata.

Ho cercato di descrivere alcune delle sensazioni, forse ancestrali, che ci suscita questo fenomeno: un fenomeno quotidiano e sempre  accattivante.


Le parole non sono mai sufficienti per descrivere a tutto tondo queste gradevoli emozioni.


Sul mare come tra i monti, tra città e campagna: il mio suggerimento è quello di godere sempre a pieno, quando possibile, di questi tanti piccoli-grandi spettacoli che la Natura ci offre; il piacere di assaporare o ri-assaporare il gusto di queste emozioni quotidiane.

Ritrovare una maggiore sintonia con i ritmi naturali: normale per le generazioni passate, meno per la nostra epoca.

Una sintonia che possiamo ritrovare anche nei nostri ecosistemi urbani se sappiamo riconoscerla e apprezzarla. 


Mauro



martedì 7 dicembre 2021

«POLITICAMENTE CORRETTO» o «IPOCRITAMENTE CORRETTO»?

 

«POLITICAMENTE CORRETTO»

 o «IPOCRITAMENTE CORRETTO»?

 

 

Con la ricorrenza di San Nicola vescovo, ieri, siamo entrati nel mese pienamente natalizio.

 


Su un noto motore di ricerca da alcuni giorni è comparso un doodle ovviamente a carattere natalizio.

Se si scorre sopra il doodle con il cursore, però, compare un generico e quasi burocratico «Festività stagionali 2021», come se si volesse evitare l'aggettivo «natalizie», neanche fosse una bestemmia.

 

È un dato di fatto che da molti decenni esistono «due Natale»: quello religioso e quello commerciale, una sorta di Natale «laico» che convive con quello spirituale; come d'altra parte accade da tempo anche nella maggior parte delle feste patronali, e non solo, di tanti paesi è città.

Ciò nonostante, rimangono pur sempre festività confessionali che nascono da un fattore religioso imprescindibile, a meno che non si voglia cadere nel «non-senso».

 

Quale «non-senso»?

 

Il «non-senso» di festeggiare il Natale ma senza nominarlo, di festeggiare la Pasqua ma guai a pronunciare l'aggettivo «Santa» e/o il complemento «di Resurrezione».

In sintesi: Buon Natale purché non si usi il «blasfemo» aggettivo «Santo», né si facciano riferimenti a Gesù Bambino; per carità!

In sintesi: Buona Pasqua ma purché non sia «Santa» né si accenni alla Resurrezione di Cristo.

 

Insomma, un po' come celebrare un matrimonio ma senza sposi - religioso o civile che sia -.

E magari anziché «matrimonio» meglio dire «ratifica dell'unione coniugale».

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Sinceramente non capisco la necessità di questo «pudore» - esasperazione del «politicamente corretto» - che sfocia in un paradosso che potremmo definire «ipocritamente corretto».

 

Un po' comodo sfruttare l'atmosfera delle Festività natalizie perché muovono un bel po' di flusso commerciale però - allo stesso tempo - ignorare o censurare il fulcro intorno al quale ruotano queste Festività.

 

Due piedi in due scarpe diverse.

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Ognuno è libero di vivere questo periodo dell'anno come meglio crede e nessuno è obbligato a celebrare il Natale o la Pasqua se lo ritiene opportuno e/o non li sente propri.

 


Tra l'altro, poi, il periodo natalizio si stratifica su festività più antiche ma sempre a carattere religioso.


Vogliamo celebrare i Saturnali? Facciamo pure, ma per coerenza non dobbiamo mettere addobbi natalizi.


Vogliamo celebrare la festa del Sole Invitto? Facciamo pure, ma dovremo ricorrere ad altri ornamenti.

 


Tutte le Culture, dal villaggio più recondito tra gli Oceani alle megalopoli mondiali, tramandano e celebrano tradizioni di tipo religioso legate a periodi particolari e significativi dell'anno: perché dovremmo negarle?

 


Per cui, usiamo tranquillamente l'aggettivo «natalizio»; non è un reato penale.

Per cui, quando ci scambiamo gli Auguri sentiamoci liberi di farlo:

chi dirà «Buon Natale», chi dirà «Auguri per un Santo Natale», ma non dimentichiamo perché pronunciamo la parola «Natale».

Così come liberamente nessuno dovrà sentirsi obbligato a farlo se non lo sente.

 

Penso che quasi nessuno direbbe «Buona Festa di stagione».

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Personalmente preferirei quindi leggere un onesto «Festività natalizie», altrimenti penso sia più coerente togliere del tutto quel doodle.

 

 

Mauro Rosati


P.S.. Se poi esistono altre Festività di stagione che ignoro, sono pronto a imparare, purché mi venga insegnato.

Ma il Natale rimane un dato di fatto oggettivo.