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| Manoppello: monumento alle vittime di Marcinelle (fonte immagine: Città di Manoppello, pagina istituzionale). |
✍《Quando la vita valeva meno del carbone》
08/08/1956 - 08/08/2026
70 anni fa il disastro minerario di Marcinelle.
Ho 《rubato》 la frase iniziale dal sottotitolo di 《Marcinelle, 1956》, saggio di Toni Ricciardi èdito nel 2016 da Donzelli editore (vedi riferimenti in fondo al post).
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Il luogo.
🚩 Marcinelle è un sobborgo, ex polo minerario, nel territorio comunale di Charleroi, città belga di oltre 200mila abitanti nella regione della Vallonia.
Le miniere di Marcinelle sono ormai chiuse da molto tempo e il sito minerario è divenuto patrimonio UNESCO.
📍 Esattamente 70 anni fa, la mattina dell'08/08/1956, un incendio scoppiato nella miniera di carbone del 《Bois du Cazier》causò un'ecatombe di lavoratori, un disastro di portata internazionale:
- 262 vittime di 12 nazionalità differenti.
↪ A pagare il prezzo più alto fu l'Italia, con 136 minatori caduti, più della metà sul bilancio totale dei morti.
↪ Tra i caduti italiani, 60 minatori erano abruzzesi, e di questi ben 22 erano originari della Città di Manoppello, la comunità che contò il maggior numero relativo di vittime, e per questo Manoppello viene definita 《città martire di Marcinelle》 sul sito istituzionale.
Perché così tante vittime?
E perché così tante vittime italiane?
📍 Le miniere di carbone belghe della Vallonia erano operative già ben prima della Seconda Guerra Mondiale e, dopo la fine del conflitto, gli impianti erano obsoleti e avrebbero richiesto molti e necessari adeguamenti che gli industriali del carbone dell'epoca non effettuarono, interessati al massimo sfruttamento degli impianti minerari già esistenti (questo il senso della citazione iniziale - la Vita che vale meno del carbone - ).
📍 L'alto numero di caduti italiani non fu casuale: nel 1946, nell'ambito di un'《emigrazione programmata》 post-bellica, l'Italia aveva stipulato un trattato con il Belgio in base al quale per ogni minatore italiano che arrivava in Belgio l'Italia otteneva un certo corrispettivo in quantità di carbone: al Belgio necessitava la manodopera, all'Italia necessitava la materia prima, pertanto ciascun minatore diveniva di fatto 《merce》di scambio alla stregua del carbone, come osserva un contributo sul portale di studi storici《Novecento》(vedi biblio-sitografia in fondo al post).
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📍 Nell'immagine in alto (fonte: Città di Manoppello), il monumento commemorativo opera di Pietro Cascella, situato in Piazza Marcinelle a Manoppello.
🚩 Manoppello è città nota per il Santuario del Volto Santo, per la splendida Badìa di Santa Maria Arabona e per altri luoghi di storia e di bellezza. Allo stesso tempo può essere considerata una delle città simbolo degli innumerevoli emigrati italiani che un po' da tutto il nostro Paese furono costretti ad andare a vivere e a lavorare in contesti ostili e in condizioni di vita al di sotto dei requisiti minimi accettabili: il sacrificio e le sofferenze di quegli emigranti hanno risollevato l'Italia uscita devastata dalla Seconda Guerra Mondiale e quindi tanto dobbiamo alla loro Memoria.
🇧🇪🤝🇮🇹 Oggi la Città di Charleroi è gemellata con la Città di Manoppello, nella condivisione del ricordo di quella tragedia comune.
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Di seguito alcuni riferimenti biblio-sitografici di base:
- 📖《Pane e carbone. L'emigrazione italiana in Belgio nel decennio 1946-1956》,
di: Giuseppe Cipriani, 29/10/2018;
un corposo contributo con finalità anche didattiche, un inquadramento più ampio del contesto storico e sociale in cui maturò il disastro di Marcinelle
(Città di Manoppello, sito istituzionale; pagina dedicata al programma delle commemorazioni per il 70° anniversario del disastro di Marcinelle);
- 📖 Toni RICCIARDI, 《Marcinelle, 1956. Quando la vita valeva meno del carbone》, Donzelli editore, Roma 2016.
Mauro
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