Visualizzazione post con etichetta Astronomia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Astronomia. Mostra tutti i post

giovedì 16 luglio 2026

《GOBBA A PONENTE...》!

 

(ph. Irene Iovannitti, 2026)



🌓《Gobba a Ponente...》, 

nei giorni del solstizio, il primo quarto della luna di giugno 2026.


🚩 L'Aquila, Piazza del Duomo (Piazza del Mercato), visuale da Pie' di Piazza.


In un tardo pomeriggio d'inizio estate,

un quarto di luna, netto, cristallino, campeggia in alto, incastonato nitido sul fondo di un bel cielo limpido, terso;

a destra, la nostra Cattedrale,

con la sua ricca e importante storia, 

《osserva》 anche lei lo spettacolo celeste, con il campanile sud che per un attimo sembra diventare un osservatorio astronomico.


La Luna è protagonista, la scena è sua, dea Selene di antiche mitologie.


In questo ritratto fotografico, però, è co-protagonista la facciata della nostra Cattedrale, da poco riscoperta, in uno scatto che ne esalta eleganti dettagli e la bicromia tra il registro inferiore, fino al timpano, 

e il registro superiore, dal finestrone fino ai due campanili.


In quest'immagine possiamo apprezzare la sfumatura cromatica fra i due livelli, nonché le sinuose mensole sotto le cornici che impreziosiscono le linee architettoniche di quest'opera dal gradevole gusto neoclassico;

e poi il quadrante di un orologio che s'intravede alla base del campanile: l'orologio e la luna, l'Uomo e gli astri, con la luna che scandisce i tempi dei cicli della Natura e l'orologio che scandisce invece i tempi umani seguendo proprio i ritmi astrali naturali (giorno-notte, luna crescente-luna calante, estate-inverno, e così via discorrendo); è proprio dai cicli astronomici, infatti, che traggono origine le nostre misure del tempo.


Senza aggiungere altro...

...a ciascuno di voi il piacere di apprezzare con gusto i soggetti e i dettagli racchiusi dall'inquadratura di questo suggestivo scatto fotografico!



Mauro Rosati

______________________



lunedì 9 febbraio 2026

《CASTA DIVA》

 

(Foto: Irene Iovannitti, 2025)



🌕 Selene per i Greci antichi...

🎼 la 《Casta Diva》* della celeberrima cavatina nella 《Norma》 di Vicenzo Bellini...

la Luna per i Romani antichi e per noi contemporanei...

...in qualsivoglia modo desideriamo chiamarla non cambia il suo fascino ancestrale. 


🖼 Nella foto una suggestiva 《alba lunare》 ripresa dall'altopiano di Campo Imperatore (L'Aquila).


🎨 A prima vista parrebbe la levata del sole...

...poi, muovendo lo sguardo verso l'alto e osservando quel viraggio di colore verso il blu, con la punteggiatura delle stelle che si fa più netta, 

l'insieme suggerisce qualcosa tra quei toni intensi di un notturno di Van Gogh e un più contemporaneo puzzle di quelli fluorescenti, 

soprattutto per via delle tenui nuvole rischiarate dalla luce lunare come fossero delicate lumeggiature di bianco. 🌕 🌟 


E poi c'è quel riflesso brillante sui prati che rammenta l'effetto di una fresca e delicata rugiada di primo mattino.💧

------------


🎶

*《 Casta Diva, che inargenti

Queste sacre antiche piante,

A noi volgi il bel sembiante

Senza nube e senza vel.

[...] Spargi in terra quella pace

Che regnar tu fai nel ciel. 》

------------------



Mauro Rosati

___________________________



sabato 13 dicembre 2025

SANTA LUCÌA, TRA CULTO E ASTRONOMIA

 

Collepietro (L'Aquila),
chiesa parrocchiale di
San Giovanni il Battista:
dipinto raffigurante Santa Lucìa.
• In alto, fuori dal campo della foto, è menzionato l'autore del dipinto, Domenico di Beffi,
ai piedi dell'immagine di una Madonna con Bambino:
《 DOMINICVS • DE • BEFFIO • PINXIT • HOC 》.
• In basso, l'iscrizione dedicatoria del committente del dipinto, Antonio Re[...]i di Acciano, datata 23 novembre 1537:
《 HOC • OPVS • FIERI • FECIT • ANTONIVS /
RE[...]I DE ACCIANO ABITANTE IN COLLE /
PETRO PRO SVA DEVOTIONE AN(N)O D(OMI)NI /
• 1537 • DIE VERO 23 MENSIS 9BRIS [novembre] 》.
-------------------------

Si ringrazia la Pro Loco di Collepietro.
(Foto: Mauro Rosati, 2025)



Villagrande di Tornimparte (L'Aquila),
chiesa parrocchiale
(già collegiata) di San Pànfilo:
dipinto raffigurante Santa Lucìa.

------------------------------------------------------
Si ringrazia la Pro Loco di Tornimparte.
(Foto: Mauro Rosati, 2025)


Collepietro (L'Aquila),
chiesa parrocchiale di
San Giovanni il Battista:
dipinto raffigurante Santa Lucìa.

------------------------------------------------------
Si ringrazia la Pro Loco di Collepietro.
(Foto: Mauro Rosati, 2025)



13 Dicembre - 

La tradizione di Santa Lucìa,

tra culto e astronomia.


📍Dal punto di vista devozionale e iconografico Santa Lucia è sicuramente tra le sante e i santi più popolari e più immediatamente riconoscibili nelle loro raffigurazioni. 

↪ La figura di Santa Lucia è infatti caratterizzata generalmente da un 《piatto》, o da un calice, sul quale reca due occhi, riferimento iconografico al suo martirio; calice e piatto che sembrano richiamare figurativamente il calice e la patena eucaristici, quasi come a voler legare visivamente il supplizio della Santa con il sacrificio di Gesù stesso.

E, per 《contrappasso》 in positivo, proprio il suo supplizio ha reso Santa Lucia la santa della vista e, per collegamento concettuale, la santa della luce: 

non c'è luce senza vista, 

non c'è vista senza luce.

↪ E Lucìa suona proprio come un nome 《parlante》la cui etimologia è legata appunto alla luce.

--------------


📍Il legame tra Santa Lucia e la luce appare evidente anche dal periodo dell'anno in cui cade la sua ricorrenza, caratterizzato dalle giornate con meno ore di luce in assoluto, nonché dai detti popolari.

↪ Tra questi ne citiamo uno:

《 Santa Lucia, 

il giorno più corto che ci sia 》.


❓ E qui sorge spontanea una domanda:

perché 《il giorno più corto》 se il Solstizio d'Inverno cade invece il 21-22 dicembre?


❗Perché nei giorni compresi tra il 13 dicembre (Santa Lucia) e il 21-22 dicembre (Solstizio d'Inverno), si verifica uno specifico fenomeno astronomico:

a partire dai giorni intorno a Santa Lucia, il sole inizia a tramontare più tardi, ma le giornate continuano ad accorciarsi fino ai giorni intorno al Solstizio d'Inverno.


❓Com'è possibile questo apparente paradosso?


❗Consultando le effemèridi, con gli orari dell'alba e del tramonto, ci accorgiamo che dal 13 dicembre il sole tramonta più tardi il pomeriggio ma in compenso sorge più tardi al mattino, per cui le ore totali di luce continuano a diminuire.

↪ Tuttavia, poiché la maggior parte delle attività umane si svolge durante la giornata, siamo più portati a notare il sole pomeridiano che tramonta più tardi, piuttosto che il sole mattutino, il quale sorge a sua volta più tardi compensando l'allungamento del pomeriggio.

Tra l'altro il sorgere del sole continua a ritardare fino a tutta la prima dècade di gennaio.


📍Si tratta di differenze sull'ordine dei minuti, che magari noi contemporanei percepiamo poco o nulla per via dell'illuminazione artificiale, mentre i nostri nonni e bisnonni, che molto più di noi, per necessità, regolavano le loro attività in funzione della luce naturale, erano più portati a percepire queste piccole differenze di luminosità giorno dopo giorno.



Mauro Rosati

_____________________


Sul tema vedi anche: 🌐

https://pianetalaquila.blogspot.com/2022/12/tra-santandrea-esanta-lucia-il-giorno.html?m=1

_____________________


martedì 24 giugno 2025

24 GIUGNO - UN 《SAN GIOVANNINO》 TRA LE VIE DELL'AQUILA

L'Aquila, ai confini del Quarto di San Giorgio:
immagine di 《San Giovannino》
(il piccolo San Giovanni il Battista).

(Foto: Mauro Rosati, 2025)

 


24 giugno - Natività di San Giovanni il Battista


Tra le vie della nostra Città dell'Aquila, un dettaglio a tema con la giornata odierna (vedi foto).

Una graziosa immaginetta che sembra di fattura contemporanea e arricchisce il piacere dei particolari che possiamo osservare camminando.


Un bel 《San Giovannino》 riconoscibile dagli stessi attributi iconografici di San Giovanni il Battista in versione adulta: 

una veste semplice (generalmente la pelle di cammello), il crocifisso tra le mani, e un agnello, allusione a Gesù, di cui San Giovanni Battista è il Precursore; 《San Giovannino》 è il vezzeggiativo che indica il Battista raffigurato da bambino.


San Giovanni il Battista è l'unico santo di cui si commemora anche la nascita e non soltanto la morte, proprio in virtù della sua vicinanza a Gesù, come Precursore, appunto, e anche per parentela: Elisabetta, madre di Giovanni, è infatti cugina di Maria, madre di Gesù.

La Natività di San Giovanni il Battista, 24 giugno, è una sorta di 《Natale d'Estate》 nell'emisfero boreale; e proprio come il Natale cade in concomitanza di una fase astronomica precisa, ossia a ridosso di un solstizio.

------------------------


Vale la pena riportare anche due citazioni chiave legate alla ricorrenza odierna; in entrambi i casi è Giovanni il Battista che parla, sempre in riferimento a Gesù:

- 《Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali》 (Marco 1, 7); passo evangelico nel quale Giovanni il Battista annuncia la missione di Gesù;

- 《Egli deve crescere e io invece diminuire》 (Giovanni 3, 30); passo evangelico nel quale Giovanni il Battista esprime il suo ruolo di Precursore, per cui egli diverrà sempre più 《piccolo》, in quanto uomo, rispetto a Gesù che verrà glorificato in quanto Dio e uomo allo stesso tempo.

Come osserva la studiosa aquilana Loredana Mariani, questo secondo passo evangelico assume anche un significato astronomico che si lega al momento dell'anno in cui si celebra la Natività di Giovanni il Battista: il 24 giugno è il culmine della luce annua, il periodo più luminoso, al quale seguirà una graduale riduzione delle ore di luce, quindi il passo è leggibile anche simbolicamente come il sole che diminuirà il proprio corso (dalla Natività di San Giovanni, il 24 giugno) fino alla Natività di Gesù (il 25 dicembre) quando aumenterà nuovamente il proprio corso.

---------------------


San Giovanni il Battista è anche il santo epònimo (che dà il nome) del Quarto di San Giovanni a L'Aquila.



Mauro Rosati

_____________________



sabato 18 novembre 2023

LUMINOSE SUGGESTIONI D'AUTUNNO (...E D'INVERNO)

Suggestioni luminose del primo sole mattutino


《LUMINOSE SUGGESTIONI D'AUTUNNO (...E D'INVERNO)》


"Soleil levant" - Sole nascente


🗓 Personalmente trovo che i mesi da novembre a febbraio siano i più belli per quanto riguarda la luminosità in casa. Il Sole è più basso sull'orizzonte, per cui i suoi raggi entrano ben diretti dalle finestre e inondano le stanze di una luce sorprendentemente bella, con un bagliore diffuso e un colore giallo oro che caratterizza particolarmente questi quattro mesi dell'anno. ☀️

☀️ Raggi di sole dorati e discreti che infondono tepore al corpo e all'ambiente, senza 《bruciare》, nell'aria frizzante del primo mattino. ❄


🕗 In quell'arco orario che va dalle sette alle otto del mattino, l'orizzonte assume rapidamente i diversi colori dell'iride fino a quando i primi raggi 《del pianeta》 (il Sole; cit. dantesca) si diffondono sui crinali, sulle fronde colorate degli alberi d'autunno, sui tetti di case e palazzi, poi sui valloni, sulla brina che riveste un po' tutto come un sottile lenzuolo notturno; cristalli di ghiaccio che luccicano al primo sole e pian piano si sciolgono ed evaporano nel corso della mattinata. 🍁 ❄ 

❄ Se poi il paesaggio è innevato, lo spettacolo assume una magia ancor più particolare e rasserenante.


🌞 In questi mesi dell'anno è un piacere godere dell'albeggiare e poi della levata del Sole che si affaccia da sud-est, così come dei tramonti a sud-ovest. Per me che preferisco le albe, lo sguardo a sud-est va benissimo!

-------------------


🌄 La foto in alto, scattata su una parete appena accarezzata dal primo Sole, ha un valore suggestionale e non rende l'idea del bagliore luminoso che la circonda: quella che sembra ombra, intorno al riquadro lucente, in realtà è una marea di luce dorata, e proprio per questo l'obiettivo dello 《smartofono》(smartphone 😉) restringe il diaframma e non cattura la forte luminosità.

-----------------


Che dire? Da novembre a febbraio basta avere almeno una finestra sulla traiettoria del Sole per poter godere di tanta semplice e piacevole bellezza.

Certamente, potendo scegliere, apprezzo particolarmente lo spettacolo mattutino. 🍁❄☀️


Non si paga il biglietto, offre la Natura! 🎟 


Mauro

____________



martedì 13 dicembre 2022

TRA SANT'ANDREA E...SANTA LUCIA, "IL GIORNO PIÙ CORTO CHE CI SIA"


TRA SANT'ANDREA E...SANTA LUCIA, "IL GIORNO PIÙ CORTO CHE CI SIA"

La percezione del buio invernale nella cultura popolare.

----------------------------------------------------


 ❓ 《SANTA LUCIA, IL GIORNO PIÙ CORTO CHE CI SIA》 - Ma perché oggi e non il 21-22 dicembre? 👇


🔎 Un paio di settimane fa, nel gruppo Facebook 《LA CAMPAGNA APPENA IERI》, leggendo un interessantissimo post sui 《bùr ad Sant'Andrè》(i bui di Sant'Andrea) mi è tornata in mente un'altra espressione, un detto, quello di oggi (13 dicembre):

《Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia》.


👉 I 《BÙR AD SANT'ANDRÈ》 (le notti buie di Sant'Andrea; 28-29-30 novembre) è un'espressione popolare della Romagna che identifica gli ultimi tre giorni di novembre come i più bui dell'anno (Sant'Andrea l'Apostolo, 30 novembre).

🌐 Vedi post in: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid02kmmBThGmEHQe1mx41PWkCgcZanUZ1yA2QXdguVKQh8MkbJnAWXcegb16a52RLMFMl&id=100064845336426

----------------------------------------------------


⁉️ Entrambi i detti pongono la "questione" della percezione del buio "in anticipo"  rispetto al Solstizio d'Inverno.


👉 Così come per 《i bùr ad Sant'Andrè》, anche per 《Santa Lucia》 fin dai tempi della Scuola ho pensato come prima spiegazione proprio alla riforma del calendario di papa Gregorio XIII.

Quindi, poiché Santa Lucia si commemora il 13 dicembre ecco che siamo tra 8 e 10 giorni circa prima del Solstizio d'Inverno; per cui, prima della riforma gregoriana del calendario, il Solstizio era "scivolato" indietro dal 21-22 dicembre fino all'11-13 dicembre, o giù di lì.


👉 Poi, in anni più recenti ho appreso un'ulteriore possibile spiegazione che ho potuto verificare consultando le effemèridi della mia città; e credo ciascuno possa effettuare il medesimo riscontro con le effemèridi della propria località.

📌 Nei giorni intorno al 13 dicembre il tramonto del Sole raggiunge il suo minimo, dopodiché, dalla metà del mese, il Sole inizia a tramontare più tardi, giorno dopo giorno.

Le giornate però continuano ad accorciarsi perché, in compenso, il Sole sorge più tardi al mattino, fino al Solstizio invernale.


👉 Ma, per ovvi motivi dovuti alle attività umane, siamo più portati a percepire il ritardo del tramonto che non quello dell'alba. Ciò può dare l'impressione che le giornate inizino ad allungarsi di nuovo già dal 14-15 dicembre.

Forse noi contemporanei avvertiamo di meno queste piccole variazioni perché siamo abituati all'illuminazione artificiale, ma è molto probabile che i nostri nonni e bisnonni fossero più sensibili a questi piccoli ritardi del tramonto, poiché per necessità erano più avvezzi a regolare i loro ritmi con la luce naturale.

----------------------------------------------------


📌 In conclusione, quindi, il giorno più corto è il 21 o 22 dicembre ma - apparentemente - sembra il 13 dicembre. E forse per questo i nostri avi percepivano come il periodo più buio proprio le settimane tra fine novembre (Sant'Andrea) e metà dicembre (intorno a Santa Lucia, appunto).


Mauro


martedì 15 novembre 2022

SISTEMA SOLARE... A MISURA DI BAMBINO

 

Il modellino

Il Sole in dettaglio



SISTEMA SOLARE... A MISURA DI BAMBINO


👉 Un bel modellino didattico del sistema solare realizzato dalle insegnanti e dagli alunni di una delle classi quinte della Primaria "Mariele Ventre".

Materiali semplici, creatività e, in aggiunta, un pizzico di tecnologia per il grande Sole al centro, che sembra una vera stella infuocata. ☀️


Nel modellino, la Terra  🌍 è accompagnata dalla sua Luna 🌕, e i pianeti sono in totale otto poiché il "piccolo" Plutone - scoperto nel 1930 - è stato classificato come 《pianeta nano》 nel 2006 dall'Unione Astronomica Internazionale.

-----------------------------------------------------


📌 Oggi Plutone (più piccolo della Luna) è classificato precisamente come un 《plutòide》.

➡️ Un 《plutòide》 è un "pianeta nano" e "oggetto trans-nettuniano", ossia un oggetto cosmico appartenente al sistema solare e situato all'esterno dell'orbita di Nettuno.


📌 Insieme a Caronte, Plutone costituisce un 《pianeta doppio》, ossia un sistema di due corpi celesti ("sistema binario") che orbitano intorno a un baricentro comune che si trova all'esterno di entrambi.

Quest'ultima è una definizione molto specifica di "pianeta doppio" poiché esistono posizioni diverse nel mondo scientifico internazionale (> vedi sitografia in fondo a questo post).

Sempre secondo questa definizione specifica, anche il sistema Terra-Luna è un "sistema-binario", però - a differenza di Plutone-Caronte - non è un "pianeta doppio", poiché il baricentro cade all'interno del pianeta Terra.

---------------------------------------------------


👉 Un planetario per la nostra Città.

L'Astronomia piace un po' a tutti, a prescindere dall'età, anche a livello amatoriale.

Per questo motivo, da diversi anni, penso che sia necessario un planetario anche nella nostra città: possibilmente in centro città, e possibilmente in un edificio da recuperare e rifunzionalizzare (tipo - ad esempio - l'ex chiesa medievale di San Nicola d'Anza in via dei Merletti, nelle vicinanze dei Salesiani e di Viale Duca degli Abruzzi).

Non servono spazi mastodontici; esistono planetari diffusi anche in molte cittadine. L'importante è l'esistenza di un luogo didattico dove avvicinare gli amatori, grandi e piccini, agli esperti del campo.


Mauro Rosati

___________________________________


🌐 Sitografia di spunto

(URL consultati in data 15/11/2022):


https://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2006/08_Agosto/18/terra_luna.shtml


https://www.treccani.it/enciclopedia/plutoide


https://www.treccani.it/enciclopedia/plutone_(Lessico-del-XXI-Secolo)



martedì 3 maggio 2022

GLI OROLOGI《CONTADINI》E IL QUADRANTE 《A 6 ORE》

Brisighella (Ravenna):
torre dell'orologio con quadrante a sei ore (metà XIX secolo).
(Fonte immagine: Pagina Facebook 《Condifesa Ravenna》
https://www.facebook.com/CondifesaRavenna/ )


Paganica (L'Aquila):
quadrante della tipologia 《a sei ore》
sulla chiesa di Santa Maria al Presepe.

(Foto: Fernando Rossi)


L'Aquila, chiesa di San Francesco in contrada Cianfarano:
campanile con orologio a quadrante di 24 ore (due corone di 12 ore ciascuna).

(Foto: Eleonora Gallo, 2020)




GLI OROLOGI《CONTADINI》E IL QUADRANTE 《A 6 ORE》


Da Paganica a Roma, da Fontecchio a Montereale, a Brisighella, e in tanti altri luoghi: un modo diverso di contare le ore, testimonianza da preservare di una cultura con ritmi differenti rispetto a quelli della nostra età contemporanea; una cultura più sincronizzata, per necessità, con i ritmi naturali.
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~


Per molti secoli in gran parte d'Italia (dal XIII secolo circa), è stato ampiamente vigente il sistema orario all'italiana (anche 《ora italica》), ossia il conteggio delle ore del giorno basato sull'alternanza naturale tra dì e notte: si trattava sempre di 24 ore ma partendo dal tramonto.

Questo orario all'italiana era l'evoluzione dell'orario utilizzato in età romana e fino appunto al XIII secolo circa. 

L'orario più antico (romano) era basato sulle 《ore ineguali》: ogni ora era più o meno lunga a seconda della stagione e della latitudine, poiché le ore di luce e quelle di buio erano divise per la durata effettiva del dì e della notte.
Per questo, come s'intuisce, nel periodo estivo le ore diurne erano più lunghe dei 60 minuti normali, mentre quelle notturne erano inferiori ai 60 minuti. Ovviamente accadeva il contrario nel periodo invernale.

Nel XIII secolo, appunto, con i primi orologi meccanici, si adottarono le 《ore uguali》, di 60 minuti ciascuna.
Il nuovo giorno, però, iniziava sempre al tramonto: più precisamente con il suono dell'Ave Maria dopo il calar del Sole, e i rintocchi delle campane scandivano lo scorrere della giornata.

E partendo dall'Ave Maria, la giornata era divisa in quattro parti da 6 ore ciascuna.


Con l'arrivo di Napoleone Bonaparte in Italia (fine Settecento e inizio Ottocento), ma in alcuni casi già  prima, l'ora italiana antica fu gradualmente sostituita dall'ora francese (detta anche 《ora oltremontana》), che invece prevedeva la divisione del giorno in due parti, da mezzanotte a mezzogiorno (12 ore antimeridiane - AM) e da mezzogiorno a mezzanotte (12 ore postmeridiane, pomeridiane - PM).
Per questo molti orologi furono sostituiti, e dai quadranti a 6 ore si passò a quelli a 12 ore.


Tuttavia, soprattutto nei paesi, dove prevaleva l'attività contadina, l'uso degli orologi a 6 ore e dell'ora italiana antica proseguì almeno per tutto l'Ottocento poiché rappresentava una scansione della giornata più in sincronia con i ritmi della vita contadina, considerando che il lavoro nei campi doveva necessariamente concludersi con il tramonto e considerato anche che le case non erano ancora illuminate dalle luci elettriche.
Per questo era più utile un conteggio delle ore basato sull'alternanza luce-buio.

Un metodo utile, in ogni caso, anche per gli artigiani delle città, fin quando non iniziò a diffondersi l’illuminazione elettrica interna.

Sulla base di questo sistema 《contadino》, molti orologi meccanici installati su torri civiche o campanili, avevano un quadrante che segnava 6 ore, poiché - come già accennato - il giorno era suddiviso in quattro parti da sei ore ciascuna, partendo appunto dall'Ave Maria dopo il tramonto.
A prescindere dalle stagioni, il punto fermo era il mezzogiorno che, sia d'Estate, sia d'Inverno, giungeva sempre nello stesso momento della giornata (con piccoli scarti di alcuni minuti, in più o in meno), quando il sole culminava in direzione Sud.

Gli orologi andavano ovviamente regolati quasi quotidianamente, per adattarli alle variazioni del tramonto, tanto che esistevano delle persone incaricate stabilmente per svolgere questo compito.

Ad esempio, lo studioso Fernando Rossi riferisce che nell'Ottocento a Paganica il tecnico che regolava l'orologio era dipendente fisso del Comune paganichese, oltre al Segretario Comunale, come risulta dai documenti storici dell'allora Intendenza di Provincia (prima dell'Unità d'Italia). Inoltre, sempre a partire dall'Ottocento, diventò importante anche il conteggio dei quarti d'ora, oltre che dell'ora intera.

Ancora oggi, diverse chiese e torri in tutta Italia, scandiscono le ore diurne con suoni brevi ogni 15 minuti e un suono 《maggiore》 ogni ora.


Un sistema del genere può sembrare complicato a noi contemporanei poiché i nostri ritmi sono diversi e per questo usiamo suddividere il giorno in 24 ore da 60 minuti ciascuna, per tutto l'anno, partendo dalla Mezzanotte.
Nella civiltà contadina, invece, l'altro sistema era molto pratico poiché si trattava di una Società in cui il tempo era basato sul lavoro nei campi e sulle preghiere della giornata, un po' come per le ore che scandivano le attività dei monaci, le cui giornate erano suddivise sulla base dei diversi momenti di preghiera tra un'attività e l'altra.


Nel XX secolo si arrivò infine anche al sistema delle 24 ore, che caratterizza più o meno tutti i dispositivi digitali odierni, anche se rimane in uso contemporaneamente il sistema a 12 ore, diviso in AM e PM.
-----------------------------------------------------


A L'Aquila abbiamo un bell'esempio di quadrante a 24 ore sulla torre del campanile di San Francesco in Cianfarano, nota come Cappella Cianfarano, sorta nei primi del Novecento come cappella privata dell'allora villino Camerini: il quadrante di questa bellissima chiesina è formato da una prima corona di 12 ore in numeri romani (da I a XII) e da una seconda corona più esterna in numeri arabi (da 13 a 24).


Sempre a L'Aquila abbiamo anche un esempio dei due sistemi, all'italiana e alla francese.
Sulla bella facciata della chiesa di San Vito alla Rivera, in largo Tornimparte (Borgo Rivera) possiamo distinguere due meridiane: quella a sinistra con il conteggio 《all'italiana》 (o italico), quella a destra con il conteggio 《alla francese》 , basato sull'intervallo mezzanotte-mezzogiorno.
-----------------------------------------------------


Tornando al sistema dell'ora italiana antica, ancor oggi troviamo quadranti di orologi che segnano sei ore, principalmente nei borghi, ossia dove l'industrializzazione di massa della Società arrivò pienamente soltanto dopo la Seconda Guerra Mondiale.


Nel comprensorio aquilano abbiamo, per esempio, quadranti a sei ore sulla torre di Montereale, sulla chiesa di Santa Maria al Presepe (del Castello) a Paganica, sulla torre civica di Fontecchio.

Un orologio a sei ore è presente poi sulla 《Torre del Mascherino》 (o Mascarino) nel Palazzo del Quirinale a Roma, residenza estiva pontificia, poi residenza ufficiale dei Re d'Italia e oggi residenza ufficiale dei Presidenti della Repubblica Italiana.
Un altro esempio di quadrante a sei ore, molto bello, si trova sulla torre dell'orologio di Brisighella (Ravenna), installato nel 1850, e quindi molto dopo rispetto all'introduzione napoleonica del quadrante a 12 ore.



Mauro

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~


Riferimenti sitografici per approfondire (URL consultati in data 03/05/2022):


https://www.imolafaenza.it/luogo/torre-dell-orologio-brisighella/


https://www.treccani.it/enciclopedia/ora_%28Enciclopedia-Italiana%29/


https://www.treccani.it/enciclopedia/ora/


http://www.carnesecchi.eu/tempo.htm


https://www.ilmessaggero.it/primopiano/vaticano/osservatore_romano_giallo_misurazione_ore_passato-573514.html


https://www.gapers.it/2019/10/lantica-ora-italiana-e-i-suoi-vantaggi/


https://www.romasegreta.it/trevi/piazza-del-quirinale.html


https://www.treccani.it/enciclopedia/breviario



giovedì 17 febbraio 2022

«CHE ORE SONO A L'AQUILA?»

 

Il meridiano di Termoli
(in grassetto)
Tra la punta più a Est del Salento e il punto più ad Ovest delle Alpi Cozie, c'è un fuso orario effettivo di circa 48 minuti.


«CHE ORE SONO A L'AQUILA?»


Se il nostro orologio segna le 12:00 ora solare italiana (UTC+1), a L'Aquila che ore sono realmente?
Sono le 11:54 circa, ossia 6 minuti più dietro.

Quando mi riferisco a L'Aquila intendo come riferimento il meridiano che passa per il Palazzo civico e la Torre civica, ossia:
longitudine circa 13° 23' 53" E
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Perché 6 minuti in meno rispetto all'ora nazionale? 

Vediamo insieme.


Come sappiamo, dall'Ottocento la Terra è stata divisa idealmente in 24 《spicchi》, corrispondenti ai 24 fusi orari che si calcolano dal Meridiano Universale (quello passante per Greenwich,  a Londra).

Ogni spicchio, pari a 15° di longitudine, corrisponde a un'ora:
un'ora in meno se si va verso Ovest, un'ora in più se si va verso Est.
In teoria tutto lo spazio all'interno di ciascuno spicchio adotta lo stesso orario, anche se in realtà vi sono diverse eccezioni perché in molti Paesi i confini del fuso orario sono irregolari, in quanto seguono i confini amministrativi dello Stato; oppure per altri motivi.
Nei Paesi molto grandi, poi, ci sono più fusi orari.
Ad oggi, i fusi orari effettivi son più di 24.


Nel caso dell'Italia, l'ora solare ufficiale è quella del quindicesimo meridiano a Est di Londra (longitudine 15° 00' 00" E) passante per Termoli: quindi un'ora in più rispetto a quella universale (UTC+1) e due ore in più quando è in vigore l'ora legale (UTC+2).

>UTC=Universal Time Coordinated (Tempo Coordinato Universale).

Quindi, quando leggiamo gli orologi in Italia è come se leggessimo l'ora di Termoli: per comodità, ovviamente, adottiamo lo stesso orario in tutta Italia.
Ma naturalmente in Italia ci sono località più a est e località più a ovest rispetto a Termoli, che differiscono quindi di alcuni minuti, in più o in meno, rispetto all'orario ufficiale nazionale.
-----------------------------------------------------

Nel caso dell'Aquila, come abbiamo già visto, prendiamo come riferimento il meridiano che approssimativamente passa per il Palazzo civico e per la Torre civica: longitudine 13° 23' 53" E.
Quindi L'Aquila si trova più a Ovest  ( perciò più 《indietro》) rispetto ai 15° del meridiano di Termoli:
precisamente 1° 36' 7" più 《indietro》.


Poiché sappiamo che 15° corrispondono a un'ora (60 minuti), allora 1° (un grado) corrisponde a 4 minuti (60:15=4).
E, poiché 1° (un grado) corrisponde a 4 minuti, allora 15' (15 primi) corrispondono a 1 minuto (infatti 1 grado = 60 primi e 60:4=15).


Torniamo a L'Aquila: abbiamo detto che siamo a 1° 36' 7" più a Ovest del meridiano di Termoli.
Perciò: (1° = 4 minuti) + (36' = 2,4 minuti) + (7" = circa 0,067 secondi).

Per semplicità, se arrotondiamo soltanto ai minuti - e senza i decimali - abbiamo un totale di 6 minuti:
per cui quando leggiamo il nostro orologio a L'Aquila sappiamo che la nostra ora locale è di 6 minuti indietro rispetto a quella ufficiale che leggiamo sull'orologio.

Per esempio: quando l'orologio segna le 12:00, da noi sono le 11:54; quando segna le 12:06, da noi sono le 12:00.
Il discorso vale ovviamente a qualsiasi ora: guardiamo l'orologio e togliamo 6 minuti.


Ciò significa anche che quando adottiamo l'ora legale, se ufficialmente ci portiamo un'ora avanti (è come se ci spostassimo dal meridiano 15° Est di Termoli a quello 30° Est di San Pietroburgo), nella nostra città ci portiamo effettivamente a 1 ora e 6 minuti più avanti rispetto al nostro orario naturale.
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Il 《Mezzogiorno locale》: un'altra cosa ancora.

Il fuso orario locale che abbiamo visto è una curiosità per leggere gli orologi e vale a tutte le ore

Non dobbiamo confonderlo con un'altra cosa ancora: 
il 《mezzogiorno locale》, cioè il momento in cui il Sole passa effettivamente per il meridiano della nostra città e raggiunge il punto più alto della giornata.
Il Sole infatti non passa nello stesso punto ogni 24 ore esatte, ma a volte un po' prima, a volte un po' dopo, perché il giorno naturale non dura 24 ore esatte.
In questo caso bisogna tener conto dell'《equazione del tempo》, una tabella fissa di minuti e secondi da aggiungere o da sottrarre a seconda del periodo del mese e dell'anno.


Quindi, per calcolare il 《mezzogiorno locale》 dell'Aquila dobbiamo fare questo piccolo conto:
ore 12:00 (ufficiale) + / -《l'equazione del tempo》+ i 6 minuti di differenza tra la longitudine dell'Aquila e il meridiano ufficiale dell'Italia.
Ovviamente, quando è in vigore l'ora legale, dobbiamo aggiungere un'ora in più al risultato.


Esempio. Oggi, 17 febbraio, il nostro《mezzogiorno locale》 è stato alle ore 12:20 circa (ora solare ufficiale dell'Italia):
ore 12:00 (ufficiali) + 14 minuti (equazione del tempo di oggi) + 6 minuti (differenza di longitudine).


Mauro

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~


Spunti sitografici (URL consultati in data 17/02/2022).


Tabella dell'equazione del tempo:


Calcolo del mezzogiorno locale:


Ovviamente, quando si va di fretta e/o si vogliono vedere i vari dettagli della giornata, si possono anche consultare le molte effemèridi che si trovano online, selezionando il mese, la località e controllando sotto la voce 《culminare》 (del sole).
Ecco un esempio, fra i tanti siti disponibili:


giovedì 9 dicembre 2021

IMPRESSIONI DICEMBRINE ...E SUGGESTIONI DELL'ALBA

Giuseppe Pelizza da Volpedo, 《Il sole》 (1904).
(Fonte immagine: 
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/80/Giuseppe_Pelizza_-_Il_Sole.jpg/596px-Giuseppe_Pelizza_-_Il_Sole.jpg )


IMPRESSIONI DICEMBRINE 

...E SUGGESTIONI DELL'ALBA


Non lo facevo da diversi anni. Forse a molti potrà sembrare una cosa scontata e banale. Non lo so, ma personalmente è qualcosa che mi affascina oggi così come da bambino e da adolescente.


Sto parlando dell'alba: più precisamente di assistere allo spettacolo dell'alba, e in particolare alla levata del Sole.

Da un po' ho riscoperto questa buona abitudine.


Senza nulla togliere ai tramonti, altrettanto stupendi e suggestivi, l'alba trasmette un fascino e una curiosità particolari. Forse perché, il tramonto avviene sempre in orari in cui siamo vigili, e quindi ci rimane più semplice e quotidiano 《beccarlo》; mentre l'alba, invece, va cercata. In Estate dobbiamo svegliarci presto o andare a dormire molto tardi se vogliamo assistervi, in Inverno ce l'abbiamo quasi su un piatto d'argento poiché coincide con l'ora del risveglio della maggior parte di noi.


Mi affascinano l'alba d'Estate e quella d'Inverno, quella che sorge dalle montagne o tra le montagne - i miei Appennini -, così come quella del 《sole gigante》 che spunta dal mare - il 《mio》 Adriatico -, con le sue sfumature che partono dal rosso-rosa fino all'arancio e al giallo del Sole ormai 《levatosi》 dall'orizzonte.

-----------------------------------------------------------------------------------

Nella casa in cui vivevo da bambino ricordo l'alba delle giornate di giugno, con l'entusiasmo di poterle vedere con tranquillità, con la Scuola ormai finita e quindi senza la sveglia mattutina. Mi alzavo intorno alle 4 del mattino e mi sistemavo sul davanzale della finestra in cucina: posizione ideale, rivolta a nord-est, verso una gola tra due montagne; è proprio in quella direzione che sorge il sole di prima Estate.

Mi godevo tutta la fase del crepuscolo mattutino, con il cielo che si schiariva gradualmente e cominciava a delineare i profili dei monti. Dopo una lunga attesa, quando ormai il cielo era del tutto chiaro ecco alzarsi la nostra stella più vicina: i primi raggi inondavano le vette dei monti, poi i tetti delle case e le cime degli alberi più alti. 

E poi eccolo lì! Il Sole!

Tutto avveniva in poche decine di secondi: il primo raggio spuntava dalla gola tra i due monti e inondava la stanza. 

In questi momenti ci rendiamo conto di quanto ruoti velocemente la Terra: il tramonto e l'alba, infatti, ci danno dei punti di riferimento all'orizzonte, grazie ai quali osserviamo direttamente la velocità con cui si sposta (apparentemente) il Sole.


Una velocità, come sappiamo, che va da 0 km/h ai Poli a circa 1668 km/h all'Equatore.

Alla mia latitudine dell'Aquila (circa 42° 21' N al Municipio) la velocità di rotazione della Terra è di circa 1233 km/h.


Chiusa questa breve parentesi tecnica, mi viene in mente anche l'alba che ho avuto occasione fin da bambino di poter osservare sul Mare Adriatico, da diverse località: un'alba diversa, caratterizzata dal Sole più grande e più rosso perché l'orizzonte apparente corrisponde esattamente alla 《pianura》 del mare. 

In quel caso, insieme al chiarore, spesso si iniziano a intravedere i profili dei piccoli e medi pescherecci con i loro caratteristici 《bracci》 degli àrgani che, con un tocco di fantasia e visti da lontano, mi fanno sempre venire in mente un po' le drakkar (dreki) vichinghe con le loro polène.


E così, di alba in alba, arriviamo a questi giorni più recenti di inizio Inverno.

La casa dove vivo ora è esposta a est-sud-est, la posizione ideale per veder sorgere il Sole nella stagione invernale, e in particolare a dicembre, inizio dell'Inverno meteorologico (al principio del mese) e poi di quello astronomico (poco prima del Natale; o 《della Natale》 aquilanamente parlando).

A dicembre il Sole che sorge raggiunge il massimo del suo azimut a oriente, ossia l'angolo che parte dal nord, in senso orario, fino al punto in cui la nostra stella spunta dall'orizzonte.


In queste mattine dicembrine, quando il cielo è limpido ho l'occasione di gustarmi quei minuti che intercorrono tra quando si vedono le sagome delle case, dei palazzi e degli alberi ancora poco definite fino all'inizio graduale del chiarore, che comincia a definire i tetti e gli alberi esposti sulle parti più alte, nell'alternarsi di creste e valloni del mio quartiere. 

Poi, si inizia a vedere la luce riflessa dalle vetrate dei piani più alti.

A quel punto inizia lo 《sprint》 del Sole che sembra accelerare la sua levata: l'atmosfera nitida si colora di un giallo paglierino con una lieve sfumatura di arancio, sempre più diffuso con il passare dei minuti. Si iniziano a vedere distintamente gli alberi, le case, i palazzi, la distesa bianca della brina o della neve al suolo, sui tetti, sulle piante.

Poi, nell'arco di qualche decina di secondi, un bagliore luminoso inizia a traboccare dalle finestre fin dentro casa, finché vedo la nostra stella spuntare e alzarsi rapidamente nel cielo: le pareti e i mobili alle mie spalle si illuminano come avessi acceso una luce domestica; anzi …molto di più!

Lo spettacolo si compie e il nuovo giorno è ormai avviato: i bassi raggi del periodo invernale permettono di godere a lungo, durante la mattinata, del riverbero di luce che fa brillare ogni ambiente di casa.


E anche quando capita che le nebbie di primo mattino sembrano avvolgerci in un batuffolo d'aria ovattata che restringe il nostro orizzonte visivo, in una suggestiva atmosfera sospesa, ecco che i raggi del Sole pian piano iniziano a diradare questo sipario di vapore acqueo che lentamente si colora di un giallino sempre più oro, lo diffonde e, proprio come alla levata del Sole, ci svela gradualmente il paesaggio con le case, i palazzi, i prati, i terreni, i monti, gli alberi, e la brina o la neve che ricoprono i tetti, le piante e il suolo. Alla fine restiamo estasiati quando, discioltosi questa sorta di batuffolo di zucchero a velo, si apre ai nostri occhi quel cielo limpido tipico soprattutto delle mattinate più fredde che vanno dall'Autunno alle prime settimane di Primavera.


E che dire anche di quelle mattine quando nubi alte, sottili e «lucide», quasi lenticolari, fanno da corte d’accoglienza al Sole nascente? Ne diffondono il chiarore prima ancora che esso sorga e si aprono a sipario quando spunta dall’orizzonte. Altro suggestivo spettacolo mattutino!

-----------------------------------------------------------------------------------


Insomma, quante impressioni ci regala l'alba così come il tramonto; e forse non per caso questi fenomeni sono spesso oggetto della fotografia artistica, e della fotografia in generale, così come di tanti pittori: ricordiamo ad esempio il celebre Impression, soleil levant di Claude Monet o il Sole rappresentato da Giuseppe Pelizza da Volpedo, giusto per citare due tra i molti esempi possibili.


Personalmente, come mi piace fare di tanto in tanto, ho cercato di 《dipingere a parole》, o almeno di tratteggiare, le impressioni-emozioni di questo momento della giornata.

Ho cercato di descrivere alcune delle sensazioni, forse ancestrali, che ci suscita questo fenomeno: un fenomeno quotidiano e sempre  accattivante.


Le parole non sono mai sufficienti per descrivere a tutto tondo queste gradevoli emozioni.


Sul mare come tra i monti, tra città e campagna: il mio suggerimento è quello di godere sempre a pieno, quando possibile, di questi tanti piccoli-grandi spettacoli che la Natura ci offre; il piacere di assaporare o ri-assaporare il gusto di queste emozioni quotidiane.

Ritrovare una maggiore sintonia con i ritmi naturali: normale per le generazioni passate, meno per la nostra epoca.

Una sintonia che possiamo ritrovare anche nei nostri ecosistemi urbani se sappiamo riconoscerla e apprezzarla. 


Mauro



mercoledì 22 settembre 2021

AUTUMNI AEQUINOCTIUM

Autumni Aequinoctium

 


Aequinoctium - Aequa Nox

12d - 12n / Iter: E>S>W

 


Oggi inizia l'Autunno astronomico.

 


Nel suo movimento apparente (eclittica), la traiettoria del Sole interseca l’equatore celeste - ossia la proiezione immaginaria dell’Equatore terrestre nel cielo -. Questo punto di intersezione viene chiamato anche Punto della Bilancia (punto òmega Ω), opposto al Punto di Ariete dell'equinozio primaverile (punto gamma γ).



La definizione di Punto della Bilancia deriva dal fatto che quando esso fu studiato (molti secoli fa), l’inizio dell'Autunno astronomico coincideva con l’«ingresso» del Sole nella costellazione della Bilancia.
Oggi, l’inizio dell'Autunno corrisponde invece all’«ingresso» del Sole nella costellazione della Vergine; questo spostamento è dovuto al fenomeno della Precessione degli Equinozi, un fenomeno lento ma costante a causa del quale – semplificando – ogni anno la Terra torna nello stesso punto dell'orbita con circa 50,4 secondi in anticipo rispetto all’anno precedente (quindi l'Equinozio «precede» quello dell’anno prima).

Il passaggio nel Punto della Bilancia segna anche il passaggio del Sole dall’emisfero celeste boreale (nord) all’emisfero celeste australe (sud) - sempre nel suo movimento apparente -.

L’Equinozio d'Autunno può essere considerato come la metà dell’«anno astronomico».



Sole allo "Zenith" sull'Equatore.

Il dì e la notte hanno la stessa durata mentre il Sole percorre un itinerario approssimativo da Est (dove sorge) ad Ovest (W; dove tramonta), passando ovviamente per il Sud (dove raggiunge il punto più alto della giornata).




Nella nostra città dell'Aquila, considerando come riferimento la latitudine approssimativa della Torre di Palazzo, il sole raggiunge oggi un'"altezza" massima di 47° 38' 46".

Nota 1. Sull'altezza del Sole agli Equinozi, nella nostra città, vedi anche:

https://pianetalaquila.blogspot.com/2018/09/bentornato-autunno.html?m=1 
-----------------------------------------------------------------------------------

Estate trascorsa caratterizzata, nel trimestre da giugno ad agosto, da ricorrenti temperature sopra la norma e da circa 75 giorni di siccità intervallati soltanto da 2-3 brevi piovaschi
«di respiro».

Migliore la situazione meteorologica a partire dalla fine di agosto e per tutta la prima decade di settembre (25 agosto-12 settembre 2021), con temperature ritornate nella norma e finalmente un po' di piogge che, alternate a giornate stabili, hanno riportato un certo equilibrio atmosferico: le piante hanno iniziato a cacciare nuovi germogli («getti») e gli uccelli sono tornati a farsi sentire dopo lo stress da caldo dei mesi precedenti.

Meno bene, invece, la metà del mese di settembre, la settimana scorsa, con le temperature che sono salite di nuovo sopra la norma, soprattutto nei valori diurni delle massime, e aria calda fuori stagione con aria calda da Scirocco.

C'è da sperare in una nuova piovosità più costante che restituisca un po' di equilibrio generale, falde acquifere comprese.

-----------------------------------------------------------------------------------


Per chi gradisse, concludo in musica con un breve estratto dell'"Autunno" di Antonio Vivaldi: 
https://youtu.be/WA8EJQOqbdo


Mauro Rosati