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sabato 13 dicembre 2025

SANTA LUCÌA, TRA CULTO E ASTRONOMIA

 

Collepietro (L'Aquila),
chiesa parrocchiale di
San Giovanni il Battista:
dipinto raffigurante Santa Lucìa.
• In alto, fuori dal campo della foto, è menzionato l'autore del dipinto, Domenico di Beffi,
ai piedi dell'immagine di una Madonna con Bambino:
《 DOMINICVS • DE • BEFFIO • PINXIT • HOC 》.
• In basso, l'iscrizione dedicatoria del committente del dipinto, Antonio Re[...]i di Acciano, datata 23 novembre 1537:
《 HOC • OPVS • FIERI • FECIT • ANTONIVS /
RE[...]I DE ACCIANO ABITANTE IN COLLE /
PETRO PRO SVA DEVOTIONE AN(N)O D(OMI)NI /
• 1537 • DIE VERO 23 MENSIS 9BRIS [novembre] 》.
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Si ringrazia la Pro Loco di Collepietro.
(Foto: Mauro Rosati, 2025)



Villagrande di Tornimparte (L'Aquila),
chiesa parrocchiale
(già collegiata) di San Pànfilo:
dipinto raffigurante Santa Lucìa.

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Si ringrazia la Pro Loco di Tornimparte.
(Foto: Mauro Rosati, 2025)


Collepietro (L'Aquila),
chiesa parrocchiale di
San Giovanni il Battista:
dipinto raffigurante Santa Lucìa.

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Si ringrazia la Pro Loco di Collepietro.
(Foto: Mauro Rosati, 2025)



13 Dicembre - 

La tradizione di Santa Lucìa,

tra culto e astronomia.


📍Dal punto di vista devozionale e iconografico Santa Lucia è sicuramente tra le sante e i santi più popolari e più immediatamente riconoscibili nelle loro raffigurazioni. 

↪ La figura di Santa Lucia è infatti caratterizzata generalmente da un 《piatto》, o da un calice, sul quale reca due occhi, riferimento iconografico al suo martirio; calice e piatto che sembrano richiamare figurativamente il calice e la patena eucaristici, quasi come a voler legare visivamente il supplizio della Santa con il sacrificio di Gesù stesso.

E, per 《contrappasso》 in positivo, proprio il suo supplizio ha reso Santa Lucia la santa della vista e, per collegamento concettuale, la santa della luce: 

non c'è luce senza vista, 

non c'è vista senza luce.

↪ E Lucìa suona proprio come un nome 《parlante》la cui etimologia è legata appunto alla luce.

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📍Il legame tra Santa Lucia e la luce appare evidente anche dal periodo dell'anno in cui cade la sua ricorrenza, caratterizzato dalle giornate con meno ore di luce in assoluto, nonché dai detti popolari.

↪ Tra questi ne citiamo uno:

《 Santa Lucia, 

il giorno più corto che ci sia 》.


❓ E qui sorge spontanea una domanda:

perché 《il giorno più corto》 se il Solstizio d'Inverno cade invece il 21-22 dicembre?


❗Perché nei giorni compresi tra il 13 dicembre (Santa Lucia) e il 21-22 dicembre (Solstizio d'Inverno), si verifica uno specifico fenomeno astronomico:

a partire dai giorni intorno a Santa Lucia, il sole inizia a tramontare più tardi, ma le giornate continuano ad accorciarsi fino ai giorni intorno al Solstizio d'Inverno.


❓Com'è possibile questo apparente paradosso?


❗Consultando le effemèridi, con gli orari dell'alba e del tramonto, ci accorgiamo che dal 13 dicembre il sole tramonta più tardi il pomeriggio ma in compenso sorge più tardi al mattino, per cui le ore totali di luce continuano a diminuire.

↪ Tuttavia, poiché la maggior parte delle attività umane si svolge durante la giornata, siamo più portati a notare il sole pomeridiano che tramonta più tardi, piuttosto che il sole mattutino, il quale sorge a sua volta più tardi compensando l'allungamento del pomeriggio.

Tra l'altro il sorgere del sole continua a ritardare fino a tutta la prima dècade di gennaio.


📍Si tratta di differenze sull'ordine dei minuti, che magari noi contemporanei percepiamo poco o nulla per via dell'illuminazione artificiale, mentre i nostri nonni e bisnonni, che molto più di noi, per necessità, regolavano le loro attività in funzione della luce naturale, erano più portati a percepire queste piccole differenze di luminosità giorno dopo giorno.



Mauro Rosati

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Sul tema vedi anche: 🌐

https://pianetalaquila.blogspot.com/2022/12/tra-santandrea-esanta-lucia-il-giorno.html?m=1

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sabato 18 novembre 2023

LUMINOSE SUGGESTIONI D'AUTUNNO (...E D'INVERNO)

Suggestioni luminose del primo sole mattutino


《LUMINOSE SUGGESTIONI D'AUTUNNO (...E D'INVERNO)》


"Soleil levant" - Sole nascente


🗓 Personalmente trovo che i mesi da novembre a febbraio siano i più belli per quanto riguarda la luminosità in casa. Il Sole è più basso sull'orizzonte, per cui i suoi raggi entrano ben diretti dalle finestre e inondano le stanze di una luce sorprendentemente bella, con un bagliore diffuso e un colore giallo oro che caratterizza particolarmente questi quattro mesi dell'anno. ☀️

☀️ Raggi di sole dorati e discreti che infondono tepore al corpo e all'ambiente, senza 《bruciare》, nell'aria frizzante del primo mattino. ❄


🕗 In quell'arco orario che va dalle sette alle otto del mattino, l'orizzonte assume rapidamente i diversi colori dell'iride fino a quando i primi raggi 《del pianeta》 (il Sole; cit. dantesca) si diffondono sui crinali, sulle fronde colorate degli alberi d'autunno, sui tetti di case e palazzi, poi sui valloni, sulla brina che riveste un po' tutto come un sottile lenzuolo notturno; cristalli di ghiaccio che luccicano al primo sole e pian piano si sciolgono ed evaporano nel corso della mattinata. 🍁 ❄ 

❄ Se poi il paesaggio è innevato, lo spettacolo assume una magia ancor più particolare e rasserenante.


🌞 In questi mesi dell'anno è un piacere godere dell'albeggiare e poi della levata del Sole che si affaccia da sud-est, così come dei tramonti a sud-ovest. Per me che preferisco le albe, lo sguardo a sud-est va benissimo!

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🌄 La foto in alto, scattata su una parete appena accarezzata dal primo Sole, ha un valore suggestionale e non rende l'idea del bagliore luminoso che la circonda: quella che sembra ombra, intorno al riquadro lucente, in realtà è una marea di luce dorata, e proprio per questo l'obiettivo dello 《smartofono》(smartphone 😉) restringe il diaframma e non cattura la forte luminosità.

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Che dire? Da novembre a febbraio basta avere almeno una finestra sulla traiettoria del Sole per poter godere di tanta semplice e piacevole bellezza.

Certamente, potendo scegliere, apprezzo particolarmente lo spettacolo mattutino. 🍁❄☀️


Non si paga il biglietto, offre la Natura! 🎟 


Mauro

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giovedì 19 ottobre 2023

CARO, GENEROSO ALBICOCCO!

 

(Foto: Mauro Rosati)


CARO, GENEROSO ALBICOCCO!

Breve omaggio all'albicocco


🌳 Che bello l'albicocco!

È uno spettacolo della Natura dall'inizio alla fine del suo ciclo annuale.


🌳 L'albicocco: piccola-grande meraviglia, nella sua semplicità!

Albicocco: Prunus armeniaca per la botanica.


🌸 A fine Inverno dà spettacolo con la sua fioritura che sfuma tra il bianco e il rosa: come il ciliegio, il mandorlo, il pesco, suoi 《parenti》 stretti, famiglia delle Rosacee, genere Prunus.

I suoi rami sottili, ricurvi, a tratti contorti, si vestono di un vello fiorito che anticipa le foglie e annuncia l'avvicinarsi della Primavera.


🌿 Poi giunge la fogliazione, la chioma si fa frondosa e ampia, simile a un ombrello, con le belle foglie larghe e cuoriformi, dai contorni a seghetto, come il suo 《parente》 ciliegio.


🥭 Con l'Estate arrivano quindi i desiderati frutti, le albicocche, anch'esse annuncio del cambio di stagione, il secondo dell'anno. Frutti invitanti, che con il loro colore giallo-arancio, talora rosso tenue, sembrano voler richiamare la nostra attenzione, e già pregustiamo la loro polpa: densa, vellutata, dolce e a tratti aspra, a seconda della maturazione e della varietà.


🍃🍂 Infine ecco l'Autunno, terzo cambio di stagione. 

🎨 Stagione dei colori!

Con le prime vere giornate fredde, il generoso albicocco ci offre il terzo spettacolo dell'anno: la sua chioma si colora come un allegro ombrellone, le ampie foglie cuoriformi s'illuminano di arancio, di giallo, con sfumature equilibrate tra l'uno e l'altro. Sfumature che - forse - soltanto i più abili pittori riuscirebbero a rendere sulla loro tela. 

🎨 Colori che ricordano i succulenti frutti estivi e nel frattempo illuminano allegramente i cieli autunnali, risplendendo ancor più nelle giornate nuvolose, risaltando sulle tonalità più grigie dell'atmosfera.


🌬 E infine, concluso lo spettacolo della chioma cangiante, spogliatosi degli abiti di stagione, il generoso albicocco si va a coricare per il meritato sonno invernale, così come gli altri suoi 《parenti》.

❄ Quarto e ultimo cambio di stagione: l'Inverno, stagione della quiete naturale, che, solo apparentemente priva di vitalità, già porta in sé i semi del nuovo anno e di un nuovo ciclo.

Ultima stagione dell'anno naturale che si conclude, prima stagione di quello nuovo. 

Inverno, il《Giano bifronte》 del ciclico calendario stagionale.


Ogni stagione è figlia della precedente, e la Primavera è figlia dell'Inverno. 

E l'Inverno è madre e padre allo stesso tempo: padre fecondo, madre in gestazione, prima del nuovo parto annuale. 🌱


Mauro Rosati

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martedì 13 dicembre 2022

TRA SANT'ANDREA E...SANTA LUCIA, "IL GIORNO PIÙ CORTO CHE CI SIA"


TRA SANT'ANDREA E...SANTA LUCIA, "IL GIORNO PIÙ CORTO CHE CI SIA"

La percezione del buio invernale nella cultura popolare.

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 ❓ 《SANTA LUCIA, IL GIORNO PIÙ CORTO CHE CI SIA》 - Ma perché oggi e non il 21-22 dicembre? 👇


🔎 Un paio di settimane fa, nel gruppo Facebook 《LA CAMPAGNA APPENA IERI》, leggendo un interessantissimo post sui 《bùr ad Sant'Andrè》(i bui di Sant'Andrea) mi è tornata in mente un'altra espressione, un detto, quello di oggi (13 dicembre):

《Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia》.


👉 I 《BÙR AD SANT'ANDRÈ》 (le notti buie di Sant'Andrea; 28-29-30 novembre) è un'espressione popolare della Romagna che identifica gli ultimi tre giorni di novembre come i più bui dell'anno (Sant'Andrea l'Apostolo, 30 novembre).

🌐 Vedi post in: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid02kmmBThGmEHQe1mx41PWkCgcZanUZ1yA2QXdguVKQh8MkbJnAWXcegb16a52RLMFMl&id=100064845336426

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⁉️ Entrambi i detti pongono la "questione" della percezione del buio "in anticipo"  rispetto al Solstizio d'Inverno.


👉 Così come per 《i bùr ad Sant'Andrè》, anche per 《Santa Lucia》 fin dai tempi della Scuola ho pensato come prima spiegazione proprio alla riforma del calendario di papa Gregorio XIII.

Quindi, poiché Santa Lucia si commemora il 13 dicembre ecco che siamo tra 8 e 10 giorni circa prima del Solstizio d'Inverno; per cui, prima della riforma gregoriana del calendario, il Solstizio era "scivolato" indietro dal 21-22 dicembre fino all'11-13 dicembre, o giù di lì.


👉 Poi, in anni più recenti ho appreso un'ulteriore possibile spiegazione che ho potuto verificare consultando le effemèridi della mia città; e credo ciascuno possa effettuare il medesimo riscontro con le effemèridi della propria località.

📌 Nei giorni intorno al 13 dicembre il tramonto del Sole raggiunge il suo minimo, dopodiché, dalla metà del mese, il Sole inizia a tramontare più tardi, giorno dopo giorno.

Le giornate però continuano ad accorciarsi perché, in compenso, il Sole sorge più tardi al mattino, fino al Solstizio invernale.


👉 Ma, per ovvi motivi dovuti alle attività umane, siamo più portati a percepire il ritardo del tramonto che non quello dell'alba. Ciò può dare l'impressione che le giornate inizino ad allungarsi di nuovo già dal 14-15 dicembre.

Forse noi contemporanei avvertiamo di meno queste piccole variazioni perché siamo abituati all'illuminazione artificiale, ma è molto probabile che i nostri nonni e bisnonni fossero più sensibili a questi piccoli ritardi del tramonto, poiché per necessità erano più avvezzi a regolare i loro ritmi con la luce naturale.

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📌 In conclusione, quindi, il giorno più corto è il 21 o 22 dicembre ma - apparentemente - sembra il 13 dicembre. E forse per questo i nostri avi percepivano come il periodo più buio proprio le settimane tra fine novembre (Sant'Andrea) e metà dicembre (intorno a Santa Lucia, appunto).


Mauro


mercoledì 19 ottobre 2022

《I QUINDICI MINUTI PRIMA DELL'ALBA - IMPRESSIONI DEL MOMENTO》

 L'Aquila, 19 ottobre 2022


🌈 La cromìa del cielo muta rapidamente,

verso Oriente:

rosso tenue... 🔴

...poi rosa...

...poi arancio... 🟠

...poi giallo tenue... 🟡

...quindi giallo intenso... quasi bianco... ⚪


🎨 Una teoria di colori 

che si avvicendano lestamente.

L'aria attende...

tra gli ultimi silenzi del mattino,

la campana di un monastero, 🔔

e i primi suoni di giornata.


Poi... il primo raggio spunta all'orizzonte... 🌄 🌅

...filtra nell'aria cristallina

delle mattine 

d'autunno e d'inverno...

...diretto...deciso!


Tepore color dell'oro! ☀️


E raggiunge ogni cosa...

...passa tra le foglie di una pianta... 🌿

...entra dalle finestre... 🪟

...lo vedi sollevarsi...

...velocemente...

mentre guardi a Oriente. 🧭


Tra le mani una tazza di latte, 🥛

o un buon cappuccino ☕

all'orzo, dal gusto sobrio e persistente.


Che spettacolo!

Senza biglietto... 🎟 

non si paga niente!


Offre la Natura!

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...I QUINDICI MINUTI PRIMA DELL'ALBA...

...IMPRESSIONI DEL MOMENTO.

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Mauro Rosati



lunedì 12 settembre 2022

IL 《BACIO》 DELLA RUGIADA - SECONDA PRIMAVERA

 




IL 《BACIO》 DELLA RUGIADA - SECONDA PRIMAVERA


Il 《bacio》 della rugiada

Grazie alle temperature più moderate, soprattutto di notte, le piante stanno iniziando la loro seconda Primavera annuale: nuove fioriture, nuovi bocci, nuovi getti di foglie. 🌱 🌿

Le fresche nottate riportano quella delicata rugiada che bacia le piante e le risveglia dalla pausa estiva. 💧 💧

📸 Nelle foto in alto: un fiore e un bocciolo di due pelargoni zonali.


Mauro


mercoledì 17 novembre 2021

SBOCCIAMENTI NOVEMBRINI - CONTEMPLAZIONE E RIFLESSIONE

 

Fioritura del pelargonio zonale.

Germogli di evonimo livornese.



17 novembre 2021
Sbocciamenti novembrini
Contemplazione e Riflessione

Delizia per gli occhi, spunti per la mente!

Due belle immagini dal mio 《giardinetto domestico》: 
la fioritura di un pelargonio zonale e una siepe di evonimo che germoglia.

Le piccoli-grandi soddisfazioni che ci regala la Natura attraverso le piante.
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Queste due immagini, nella loro bellezza, insieme alla contemplazione ci invitano però anche a una breve riflessione.
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Le piante, anche quelle in vaso sul balcone, sono, insieme agli animali, importanti indicatori degli stravolgimenti climatici in atto.

Siamo in montagna e tra le montagne, a circa 740 metri di quota.
Oggi, come già da un po' di settimane, si sentono nuovamente i fringuelli cantare, dopo una lunga pausa dovuta al caldo e alla siccità.
Allo stesso modo, le piante stanno facendo ora, a metà novembre, quello che normalmente farebbero tra settembre e inizio ottobre: il secondo ciclo vegetativo, ossia 《la seconda Primavera》 annuale; quella di fine Estate e inizio Autunno.

Dopo il trimestre 《horribilis》, giugno-luglio-agosto, le foglie delle siepi erano letteralmente cotte, pur essendo a mezz'ombra: non solo sotto il forte sole ma anche all'ombra, a causa del caldo anomalo.
Nello stesso periodo, i zonali avevano rallentato la loro germogliatura e le loro fioriture: a causa del caldo anomalo e anche di una piccola farfalla - apparentemente innocua - comparsa da un paio d'anni e proveniente da Paesi più caldi; una farfalla che scava i rami dei zonali trasformandoli nella sua 《casetta-incubatrice》.

Poi è giunto settembre che, dopo l'iniziale calo delle temperature nella prima decade del mese, ha dato il via a una 《seconda Estate》, più mite, durata fino ai primi giorni di ottobre: e così i germogli delle siepi appena aperti appassivano sotto il sole, e la farfalla esotica, che 《lavora》 sopra i 20 °C, continuava a smangiucchiare i pelargoni zonali.

A ottobre il passaggio brusco dall'Estate a un anticipo d'Inverno: e così, le piante hanno bloccato di nuovo il loro ciclo vegetativo.
Dalla seconda metà di ottobre, le temperature sono risalite nuovamente raggiungendo i valori di un mese prima, ossia quelli di settembre.

E così arriviamo ad oggi: da circa 30 giorni, con le temperature minime notturne quasi sempre tra i 5 e i 9 gradi sopra il normale, è iniziata la 《seconda Primavera》 con un mese e mezzo di ritardo. Adesso, con le temperature miti e il sole più basso e meno 《prepotente》, le piante hanno ripreso il ciclo vegetativo.
Le piogge più frequenti stanno certamente aiutando, soprattutto se si ripensa ai quasi 75 giorni di siccità del trimestre 《horribilis》 giugno-luglio-agosto; siccità interrotta solo da qualche breve scroscio.
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Tornando ora alle due immagini di oggi:
certamente è molto bello vedere nuovi germogli e nuove fioriture, e fa molto piacere contemplare la bellezza naturale 《catturata》 in queste immagini.
Allo stesso tempo, fa riflettere che tutto ciò stia avvenendo con 1½-2 mesi di ritardo: uno dei tanti indicatori dei cambiamenti climatici in atto da molti anni.


Mauro



venerdì 29 ottobre 2021

AMITERNUM - SUGGESTIONI 《AGRO-POETICHE》

Uno scorcio dell'agro amiternino, pochi chilometri a ovest della città dell'Aquila
(Foto: Mauro Rosati, 2016)


Anche una visita di gruppo a un'area archeologica, può suscitare suggestioni letterarie e poetiche, offerte dal paesaggio circostante. Non fa eccezione la bellezza del contesto nel quale è immersa l'area archeologica di Amiternum, antico insediamento sabino e poi romano e medievale, insieme al vicino borgo di San Vittorino Amiterno, nel Contado occidentale dell'Aquila.

Ci suggerisce queste suggestioni, ad esempio, Gabriele D'Annunzio, che in prosa e in versi riesce a nobilitare l'arte della semina.

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《Egli avanzava pel campo dirittamente, con una lentezza misurata. 

Gli copriva il capo una berretta di lana verde e nera con due ali che scendevano lungo gli orecchi all'antica foggia frigia. 

Un sàccolo bianco gli pendeva dal collo per una striscia di cuoio, scendendogli davanti alla cintura pieno di grano. Con la manca egli teneva aperto il sàccolo, con la destra prendeva la semenza e la spargeva. 

Il suo gesto era largo, gagliardo e sapiente, moderato da un ritmo eguale. Il grano involandosi dal pugno brillava talvolta nell'aria come faville d'oro, e cadeva su le porche umide egualmente ripartito. 

Il seminatore avanzava con lentezza, affondando i piedi nudi nella terra cedevole, levando il capo nella santità della luce. Il suo gesto era largo, gagliardo e sapiente; tutta la sua persona era semplice, sacra e grandiosa.》

(dal romanzo 《L'innocente》 di G. D'Annunzio, 1892)


Con queste parole, Gabriele D'Annunzio, nobilita e celebra il seminatore, elevandolo a una figura quasi sacra ed epica.


Nota 1. Nel testo troviamo anche un termine tecnico agrario: le 《pòrche》, plurale di 《pòrca》.  

Semplificando, la pòrca (o pròsa) è quella striscia di terra rialzata che si alterna al solco e serve per favorire lo scolo e il drenaggio delle acque. Le pòrche alternate ai solchi danno quell'effetto caratteristico ondulato che vediamo in molti campi arati.


Nota 2. Il berretto 《di foggia frigia》, semplificando, è un copricapo caratteristico formato da un pennacchio in alto che ricade in avanti. L'aggettivo 《frigio》 deriva dai Frigi, un'antica popolazione che, tra il II e il I millennio a.C. si era stanziata e aveva fondato un regno pressappoco al centro dell'Anatolia, nell'odierna Turchia.

Il berretto frigio fu adottato dai Persiani quando conquistarono il Regno di Frigia.

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E sempre per rimanere in tema agricolo e dannunziano, ecco di seguito anche 《I seminatori》, un noto sonetto - appunto - di Gabriele D'Annunzio.

Nota 3. Il sonetto è un breve componimento in versi formato da due quartine (strofe di quattro versi) e due terzine (strofe di tre versi).


《Van per il campo i validi garzoni

guidando i buoi da la pacata faccia;

e, dietro quelli, fumiga la traccia

del ferro aperta alle seminagioni.


Poi, con un largo gesto delle braccia,

spargon gli adulti la semenza; e i buoni

vecchi, levando al ciel le orazioni,

pensan frutti opulenti, se a Dio piaccia.


Quasi una pia riconoscenza umana

oggi onora la Terra. Nel modesto

lume del sole, al vespero, il nivale


tempio dei monti innalzasi: una piana

canzon levano gli uomini, e nel gesto

hanno una maestà sacerdotale.》.


In pochi versi, l'evocazione dell'atmosfera autunnale, quando già si vanno preparando i nuovi frutti del lavoro agricolo, con l'auspicio e la preghiera di un buon raccolto.


Mauro



venerdì 22 ottobre 2021

QUANDO L'AUTUNNO DIVENTA ARTE

 

Albero di noce


Albicocco 



22-23 ottobre 2021

Lì dove la Città e la Campagna si incontrano e si intessono reciprocamente: il giallo vivace di un noce e il rosso-arancio di un albicocco, in una giornata tipicamente autunnale diventano quasi delle fonti di luce propria, risaltando tra le abitazioni e i terreni di contrade un tempo coltivate da coloni. Oggi orti o giardini tra le case. 🌱🌱
Un tempo che arriva fin ancora a 50 anni fa.

La bellezza dell'Autunno: quando i colori delle piante sembrano brillare tanto più vivaci sulla tela dallo sfondo grigio di una normale nuvolosità di stagione. 🎨

Tramite l'Autunno la Natura si fa artista. 🍁🍁


Mauro



mercoledì 22 settembre 2021

AUTUMNI AEQUINOCTIUM

Autumni Aequinoctium

 


Aequinoctium - Aequa Nox

12d - 12n / Iter: E>S>W

 


Oggi inizia l'Autunno astronomico.

 


Nel suo movimento apparente (eclittica), la traiettoria del Sole interseca l’equatore celeste - ossia la proiezione immaginaria dell’Equatore terrestre nel cielo -. Questo punto di intersezione viene chiamato anche Punto della Bilancia (punto òmega Ω), opposto al Punto di Ariete dell'equinozio primaverile (punto gamma γ).



La definizione di Punto della Bilancia deriva dal fatto che quando esso fu studiato (molti secoli fa), l’inizio dell'Autunno astronomico coincideva con l’«ingresso» del Sole nella costellazione della Bilancia.
Oggi, l’inizio dell'Autunno corrisponde invece all’«ingresso» del Sole nella costellazione della Vergine; questo spostamento è dovuto al fenomeno della Precessione degli Equinozi, un fenomeno lento ma costante a causa del quale – semplificando – ogni anno la Terra torna nello stesso punto dell'orbita con circa 50,4 secondi in anticipo rispetto all’anno precedente (quindi l'Equinozio «precede» quello dell’anno prima).

Il passaggio nel Punto della Bilancia segna anche il passaggio del Sole dall’emisfero celeste boreale (nord) all’emisfero celeste australe (sud) - sempre nel suo movimento apparente -.

L’Equinozio d'Autunno può essere considerato come la metà dell’«anno astronomico».



Sole allo "Zenith" sull'Equatore.

Il dì e la notte hanno la stessa durata mentre il Sole percorre un itinerario approssimativo da Est (dove sorge) ad Ovest (W; dove tramonta), passando ovviamente per il Sud (dove raggiunge il punto più alto della giornata).




Nella nostra città dell'Aquila, considerando come riferimento la latitudine approssimativa della Torre di Palazzo, il sole raggiunge oggi un'"altezza" massima di 47° 38' 46".

Nota 1. Sull'altezza del Sole agli Equinozi, nella nostra città, vedi anche:

https://pianetalaquila.blogspot.com/2018/09/bentornato-autunno.html?m=1 
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Estate trascorsa caratterizzata, nel trimestre da giugno ad agosto, da ricorrenti temperature sopra la norma e da circa 75 giorni di siccità intervallati soltanto da 2-3 brevi piovaschi
«di respiro».

Migliore la situazione meteorologica a partire dalla fine di agosto e per tutta la prima decade di settembre (25 agosto-12 settembre 2021), con temperature ritornate nella norma e finalmente un po' di piogge che, alternate a giornate stabili, hanno riportato un certo equilibrio atmosferico: le piante hanno iniziato a cacciare nuovi germogli («getti») e gli uccelli sono tornati a farsi sentire dopo lo stress da caldo dei mesi precedenti.

Meno bene, invece, la metà del mese di settembre, la settimana scorsa, con le temperature che sono salite di nuovo sopra la norma, soprattutto nei valori diurni delle massime, e aria calda fuori stagione con aria calda da Scirocco.

C'è da sperare in una nuova piovosità più costante che restituisca un po' di equilibrio generale, falde acquifere comprese.

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Per chi gradisse, concludo in musica con un breve estratto dell'"Autunno" di Antonio Vivaldi: 
https://youtu.be/WA8EJQOqbdo


Mauro Rosati




mercoledì 24 febbraio 2021

«Italia: periferia del Sahara»

(Fonte immagine: "Frate Indovino", calendario 2019)

 

Direi che possiamo revisionare la geografia climatica!


- Italia: periferia nord del Sahara.



- Italia: piccola India del Mediterraneo, con lunghe siccità alternate a violenti "monsoni" (siamo passati da 4 a 2 stagioni).

 


- Le Alpi: piccolo Himalaya d'Europa, sbarrano i “monsoni mediterranei” che "scaricano" sull'Italia.



- Fiume Po: piccolo Gange italiano.



- Mar Mediterraneo: piccolo Oceano Indiano, con il suo clima "tropicale".



Soltanto una "piccola" differenza:

il Sahara e le Indie sono alle latitudini tropicali; l'Italia invece è alle latitudini medie "temperate".



Causa (una delle cause):

l'Anticiclone delle Azzorre non si espande più regolarmente verso l'Italia.

Questo anticiclone era lo “scudo climatico” del Mediterraneo, un climatizzatore naturale: da un lato teneva a bada l'atroce Anticiclone africano - portandoci estati dal caldo moderato e gradevole -, dall'altro regolava l'afflusso delle correnti artiche e atlantiche. Così avevamo un giusto equilibrio tra sole, piogge e neve; tra caldo e freddo, mitigati fra loro.

Oggi questo scudo non copre quasi più l'Italia e al suo posto si alternano correnti roventi da Sud e correnti gelide da Nord, senza stagione: per cui - tanto in Estate quanto in Inverno - l'Italia è esposta a sbalzi termici violenti nel giro di poche ore.



Risultato.

L'Italia è diventata una linea di “trincea climatica” lungo la quale si scontrano violentemente - e si “coalizzano” - due opposti:

il rovente Anticiclone africano e le fredde - o gelide - correnti atlantiche e artiche.

 

Metaforicamente, immaginate di immergere un ferro rovente nell'acqua fredda.

 

Lo Scirocco e l'Anticiclone africano “spargono benzina” - surriscaldando la nostra atmosfera e i nostri mari -, mentre le correnti fredde Artiche e sub-artiche provocano la “scintilla” che innesca l'«esplosione climatica» - da ondate di calore a ondate di gelo, e viceversa -:

valanghe, piogge violente, trombe d'aria, fiumi che straripano, frane, allagamenti, mareggiate violente, mini-uragani mediterranei, “bombe di neve” e “bombe d'acqua”.

 

È l'energia termica accumulata dai nostri mari che, saturi di calore, la liberano violentemente in atmosfera.


E così, mentre il Texas - zona subtropicale - è stato colpito da neve e gelo estremo, l'Italia - zona "ex temperata" - registra temperature da mese di aprile inoltrato.

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Possiamo quindi riconoscere due stagioni prevalenti: 

- sei mesi di Estate, da aprile a settembre, rispettivamente con qualche intervallo di Primavera e di Autunno;

- sei mesi di Primavera, da ottobre a marzo, con qualche intervallo di Autunno e Inverno.



 

Mauro

venerdì 27 novembre 2020

Foto del giorno - Veduta da San Giuliano

(Foto: Mauro Rosati - 2015)

 

27 novembre 2015


La città dell'Aquila con i suoi monti vestiti di bianco!

Veduta dal convento dei frati Minori di San Giuliano!

 

Da circa una settimana, con un certo ritardo, la neve è tornata finalmente a imbiancare le nostre montagne!

Non è ancora molta e non si è ancora vista in città però offre un bellissimo spettacolo!

martedì 22 settembre 2020

Aequinoctium Autumni

Aequinoctium

 

Aequinoctium - Aequa Nox

12d - 12n / Iter: E>S>W


Oggi inizia l'Autunno astronomico; quest'anno con un "giorno di anticipo" perché anno bisestile.


Sole allo "Zenith" sull'Equatore.

Il dì e la notte hanno la stessa durata mentre il sole percorre un itinerario approssimativo da Est (dove sorge) ad Ovest (W; dove tramonta), passando ovviamente per il Sud (dove raggiunge il punto più alto della giornata).


Nella nostra città dell'Aquila, considerando come riferimento la latitudine approssimativa della Torre di Palazzo, il sole raggiunge oggi un'"altezza" massima di 47° 38' 46" 

(vedi anche https://pianetalaquila.blogspot.com/2018/09/bentornato-autunno.html?m=1 ).


Da alcuni giorni, con le temperature più miti, i passeri hanno ripreso a cantare mentre da qualche settimana le piante hanno iniziato la "seconda primavera" vegetativa, con nuovi "getti", dopo il "rallentamento" estivo e prima del riposo invernale.


Per chi gradisse, concludo in musica con un breve estratto dell'"Autunno" di Antonio Vivaldi: https://youtu.be/WA8EJQOqbdo


Mauro

domenica 7 luglio 2019

Foto della Domenica - San Silvestro, dettagli



Arte, Architettura, Scultura, Luce - Art, Architecture, Sculpture, Light
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Buona Domenica da L'Aquila!
Have a nice Sunday! Greetings from L'Aquila!

Chiesa di San Silvestro, particolare della facciata! Veduta alla luce del sole in un tardo pomeriggio autunnale!

Church of "San Silvestro", facade detail! View in the sunlight during an autumnal late afternoon!

(Ph.: Mauro Rosati, 2018)

Mauro Rosati

venerdì 2 novembre 2018

Colpa della natura? Non proprio

(Fonte immagine: corriere.it)

Tutto secondo copione!

Una certa stampa che 'celebrava' i 30 °C e oltre, fuori stagione, nello scorso mese di settembre, oggi con aria mesta (di circostanza?) stila l'elenco dei danni provocati dal maltempo 'tropicale' che colpisce l'Italia!
Oltre 300000 alberi, sulle Dolomiti, abbattuti da un ciclone tropicale con venti a 190 km/h, frane con porzioni di centri abitati distrutte o semidistrutte, Portofino raggiungibile solo via mare, Venezia quasi permanentemente sott'acqua, le coste tirreniche e ioniche pesantemente danneggiate dai tornado (Terracina, Manduria), le coste delle regioni del Sud sommerse dai fiumi e dal mare; tanto per fare una breve sintesi dei danni!

E poi dicono: «la furia della natura»! 
No, non è colpa della natura, è colpa dell'uomo a tutti i livelli:

- il caldo senza misura che opprime ogni parte del globo, e tutti i suoi danni 'a cascata', è la conseguenza diretta dei nostri stili di vita sopra le righe (abuso dei riscaldamenti, traffico, ciminiere e altro, tutto necessario alla 'religione del consumo superfluo');

- cemento e asfalto che avanzano a tutto spiano: ogni giorno porzioni di aiuole o terreni fanno spazio a, spesso inutili, nuove strade o nuove costruzioni; ormai nel nostro Paese ci sono più case che abitanti;

- gli alberi riducono l'impatto del caldo e delle piogge e migliorano la qualità dell'aria ma i Comuni, le Province e i privati cittadini invece che fanno? Li tagliano!
Ormai sono all'ordine del giorno gli abbattimenti degli alberi nella maggior parte dei Comuni italiani: dalle strade pubbliche agli spazi privati! 
Nonostante i disastri frequenti, il verde e le aiuole arretrano mentre il cemento e l'asfalto avanzano, e i terreni sono sempre più impermeabili!

Continuiamo così! Continuiamo con una stolta politica dell'iperproduzione, dell'ipercementificazione, dell'iperconsumismo! Continuiamo a tenere i riscaldamenti abbondantemente sopra i 21 ℃! Continuiamo ad abbattere alberi e ad eliminare aiuole! Continuiamo a gongolare per il caldo fuori stagione!
La natura continua a rendercene merito!


Mauro Rosati