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giovedì 16 luglio 2026

《GOBBA A PONENTE...》!

 

(ph. Irene Iovannitti, 2026)



🌓《Gobba a Ponente...》, 

nei giorni del solstizio, il primo quarto della luna di giugno 2026.


🚩 L'Aquila, Piazza del Duomo (Piazza del Mercato), visuale da Pie' di Piazza.


In un tardo pomeriggio d'inizio estate,

un quarto di luna, netto, cristallino, campeggia in alto, incastonato nitido sul fondo di un bel cielo limpido, terso;

a destra, la nostra Cattedrale,

con la sua ricca e importante storia, 

《osserva》 anche lei lo spettacolo celeste, con il campanile sud che per un attimo sembra diventare un osservatorio astronomico.


La Luna è protagonista, la scena è sua, dea Selene di antiche mitologie.


In questo ritratto fotografico, però, è co-protagonista la facciata della nostra Cattedrale, da poco riscoperta, in uno scatto che ne esalta eleganti dettagli e la bicromia tra il registro inferiore, fino al timpano, 

e il registro superiore, dal finestrone fino ai due campanili.


In quest'immagine possiamo apprezzare la sfumatura cromatica fra i due livelli, nonché le sinuose mensole sotto le cornici che impreziosiscono le linee architettoniche di quest'opera dal gradevole gusto neoclassico;

e poi il quadrante di un orologio che s'intravede alla base del campanile: l'orologio e la luna, l'Uomo e gli astri, con la luna che scandisce i tempi dei cicli della Natura e l'orologio che scandisce invece i tempi umani seguendo proprio i ritmi astrali naturali (giorno-notte, luna crescente-luna calante, estate-inverno, e così via discorrendo); è proprio dai cicli astronomici, infatti, che traggono origine le nostre misure del tempo.


Senza aggiungere altro...

...a ciascuno di voi il piacere di apprezzare con gusto i soggetti e i dettagli racchiusi dall'inquadratura di questo suggestivo scatto fotografico!



Mauro Rosati

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domenica 21 giugno 2026

L'AQUILA, 1796-2026 -《IN TEMPI DIFFICILISSIMI...》, 230 ANNI FA UNA VISITA PARTICOLARE

 

L'Aquila, Piazza del Duomo (Piazza del Mercato): facciata del palazzo arcivescovile, a Pie' di Piazza; particolare (fonte immagine: Maps).



L'Aquila, 1796-2026 -《In tempi difficilissimi...》, 230 anni fa una visita particolare.


Sulla facciata del palazzo arcivescovile dell'Aquila, a pie' della Piazza del Duomo (Piazza del Mercato), si legge in alto un'epigrafe che ci racconta un periodo particolare della storia europea che, sia in positivo, sia in negativo, è stata anche storia della Città dell'Aquila.


L'epigrafe.
《 FERDINANDO • IIII • REGI • P(IO) • F(ELICI) • A(VGVSTO) /
PVBLICAE • SECVRITATE • CONSERVATORI /
QVOD • ANNO • M D CC LXXXXVI /
DIFFICILLIMIS • TEMPORIBVS • EXERCITV • IN • PELIGNOS • DVCTO /
AQVILAM • VRBEM • [ante diem] VII • KAL(ENDAS) • QVINCTIL(ES) • DIVERTENS /
EPISCOPALIBVS • AEDIBVS • SVCCESSERIT /
ET • CIVES • PRAESENTIA • SVA • SVI • QVE • ORIS • SERENITATE /
AD • BIDVVM • BEAVERIT /
FRANCISCVS • XAVERIVS • GVALTERIVS • AQVILANORVM • ANTISTES /
D(EVOTVS) N(VMINI) M(AIESTATI) Q(VE) E(IVS)**** /
LAPIDEM • TANTAE • DIGNATIONIS • TESTEM • PONENDVM • CURAVIT 》 

Segue la traduzione non interamente letterale, per meglio rendere la comprensione del contenuto.
《 A re Ferdinando IIII [4°] pio, felice, augusto,
difensore dell'incolumità pubblica
che nell'anno 1796, in tempi difficilissimi, condotto l'esercito in Terra Peligna
deviando verso la Città dell'Aquila, nel settimo giorno prima delle calende di Quintile [25 giugno]*
entrò nel Palazzo Vescovile [il Vescovado]**
e con la sua presenza, unita alla serenità delle sue parole,
per due giorni avrebbe rincuorato i Cittadini.
Francesco Saverio Gualtieri***, vescovo degli Aquilani,
devoto alla sua autorità e alla sua maestà****,
fece apporre questa epigrafe a testimonianza di tanto riguardo 》 

Nota 1.
*《Quintile》è la forma più antica utilizzata in epoca romana per indicare il quinto mese dell'anno, quando l'anno iniziava a marzo (calendario di re Numa Pompilio); successivamente, nel calendario giuliano (di Gaio Giulio Cesare), con l'inizio dell'anno a gennaio, divenne il settimo mese e venne intitolato proprio a Giulio Cesare, 《Iulius》, da cui l'odierno 《Luglio》.

Nota 2.
** All'epoca L'Aquila era sede vescovile, pertanto nel 1796 si deve parlare di 《vescovado》, in riferimento al palazzo vescovile.
Successivamente, nel 1876, durante l'incarico vescovile del francescano mons. Luigi Filippi (O.F.M. Ref. - Ordine dei Frati Minori Riformati), L'Aquila venne elevata a sede metropolitana (capoluogo di provincia ecclesiastica) e il 《vescovado》 divenne 《arcivescovado》, con mons. Filippi che da vescovo divenne arcivescovo metropolita: ultimo vescovo e primo arcivescovo dell'Aquila.
Da qui l'odierna denominazione dell'adiacente Via dell'Arcivescovado, la quale collega Piazza del Duomo (Piazza del Mercato) con Piazza della Repubblica.

Nota 3.
*** Francesco Saverio Gualtieri (1740-1831), nativo di Lucoli, Quarto di San Giovanni, fu vescovo dell'Aquila dal 26/03/1792 fino al 1817, quando venne poi nominato vescovo di Caserta
( fonte: chiesadilaquila.it , cronotassi dei vescovi e arcivescovi dell'Aquila ).

Nota 4.
****Nella traduzione di cui sopra, si scioglie e si traduce una delle possibili varianti dell'abbreviatura 《 D. N. M. Q. E. 》. 
Un'altra possibile lettura di questa abbreviatura è D(OMINO) N(OSTRO) M(AIESTATI)-Q(UE) E(IUS), ossìa 《Al Signore Nostro e alla sua Maestà》.
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Il contesto storico - Brevi cenni.
I 《tempi difficilissimi》 di cui parla l'epigrafe di Piazza del Duomo sono gli anni della 《Prima Campagna d'Italia》dell'armata di Napoleone Bonaparte, 1796-1797. 
Si forma di conseguenza la 《prima coalizione》 antinapoleonica, della quale faceva parte anche il Regno di Napoli, governato all'epoca dalla dinastia dei Borbone.
Quando passò per gli Abruzzi in quei giorni di giugno del 1796, Ferdinando IV re di Napoli stava quindi conducendo le sue truppe nell'ambito della campagna militare per fronteggiare l'avanzata napoleonica insieme agli alleati della coalizione.
La Prima Campagna d'Italia si concluse con la vittoria di Napoleone Bonaparte: cadde la Repubblica di Venezia, della quale egli depose l'ultimo doge e, con il Trattato di Campoformido (o Campoformio), i territori veneziani vennero concessi all'Impero Austriaco.
Seguì un periodo complesso nel quale s'inquadra l'eccidio del convento di San Bernardino del Sabato Santo 23/03/1799, con il relativo saccheggio e profanazione del corpo di San Bernardino da Siena, perpetrato dalle truppe napoleoniche entrate a L'Aquila da Porta Barete dopo la cattura dei soldati di un loro presidio. I saccheggi interessarono anche altri luoghi della nostra città, religiosi e civili, tra i quali le abitazioni nelle vicinanze del convento di San Bernardino.
Intanto in Italia nascevano le Repubbliche giacobine, tra le quali la Republica Partenopea, o Repubblica Napoletana (gennaio-giugno 1799), nella quale svolse un ruolo importante il giurista aquilano illustre concittadino Giacinto Dragonetti, già presidente della Gran Corte della Vicaria; la Repubblica Partenopea comportò il primo esilio di Ferdinando IV e una successiva sanguinosa repressione dei filo-francesi dopo il ritorno del re e la caduta della Repubblica nel giugno del 1799.
Nel 1800, la Seconda Campagna d'Italia decretò una nuova vittoria napoleonica.
Gli anni successivi furono caratterizzati dalla nascita dell'Impero Francese a seguito dell'incoronazione di Napoleone (1804) e le varie ex repubbliche giacobine divennero regni.
Dal 1806 al 1815 seguì il 《decennio napoleonico》 che vide prima Giuseppe Bonaparte (Giuseppe I ) e poi Gioacchino Murat alla guida del Regno di Napoli: fu un periodo di riforme politico-amministrative, alcune delle quali conservate anche dopo la Restaurazione, ma anche epoca di una prima ondata di soppressioni degli ordini religiosi, con il conseguente incameramento demaniale dei beni ecclesiastici e la dispersione o ricollocazione di una parte del patrimonio storico di molti conventi e monasteri.
A L'Aquila le soppressioni degli ordini religiosi comportarono, ad esempio, la cacciata dei Frati Francescani Conventuali (O.F.M. Conv.) dallo storico convento di San Francesco a Palazzo, per origine tra i più antichi della città, e dalla relativa omonima chiesa demolita poi nel 1878.

I 《difficilissimi tempi》 di cui ci parla l'epigrafe sul palazzo arcivescovile nella nostra Piazza del Duomo (Piazza del Mercato) furono effettivamente tali e anche molto complessi, fatti di luci e di ombre: - da un lato - saccheggi, eccidi di civili laici e religiosi, repressioni antirivoluzionarie e - dall'altro - riforme che ammodernarono i territori interessati dalla presenza francese, nonché le esperienze di Repubbliche basate sulla sperimentazione di nuove forme di governo.
Difficile quindi poter dare un giudizio univoco sui decenni che videro la presenza napoleonica in Italia, suddivisa nei suoi vari Stati dell'epoca.

Intanto Ferdinando IV di Borbone di Napoli, che aveva anche il titolo di re Ferdinando III di Sicilia, tornò per la seconda volta sul trono di Napoli nel 1815 e l'anno successivo riunificò i regni di Sicilia e di Napoli nell'unico Regno delle Due Sicilie, divenendo Ferdinando I delle Due Sicilie.


Mauro Rosati
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martedì 3 febbraio 2026

C'ERA UNA VOLTA UN RE...

 

(Foto: Mauro Rosati, 2018)



✍ Favoletta della buonanotte (e del buongiorno), per grandi e piccini.

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📖 C'era una volta...


👑 C'era una volta un Re

che si chiamava Ladislao,

poco più di seicento anni fa.


🏰 Un bel giorno re Ladislao decise di costruire un fortino in una città del suo Reame che si chiama Aquila (per gli amici 《L'Aquila》).

🦅 Aquila, città fiera e intraprendente, 

costruita nel cuore degli Appennini per volere del popolo, 

sorge su un'altura, protetta dall'abbraccio dei suoi monti ammantati di neve.


🎪 Nel cuore dell'Aquila c'era una grande Piazza dove si svolgevano il Mercato, le Fiere, le Feste, le Processioni, e tante altre cose di tutti i giorni:

gli Aquilani la chiamavano Piazza Maggiore, o Piazza del Mercato,

 o più semplicemente anche 《la Piazza》, 

come si usa ancor adesso.

Gli Aquilani di oggi la chiamano anche Piazza del Duomo.


👑 👉 Un bel giorno re Ladislao ordinò di costruire la Castellina, un piccolo fortino, proprio su questa grande Piazza.

Ai tempi di re Ladislao non c'era ancora la Fortezza spagnola, che fu invece costruita più di un secolo dopo.


🦅 Gli Aquilani erano autonomi, operosi e intraprendenti,

orgogliosi della loro Libertà.

👀 Per questo re Ladislao voleva tenerli d'occhio, forse un po' timoroso del loro carattere fiero e indipendente.

🏰 E così la Castellina di re Ladislao fu costruita a Capopiazza, la parte più alta della grande Piazza Maggiore;

il Re mandò alcuni dei suoi soldati a presidiare questo nuovo fortino.


🤨😠 Gli Aquilani, però, non apprezzarono molto e la Castellina non durò a lungo:

🖐 un giorno gli Aquilani cacciarono via i soldati del Re e poi smantellarono la Castellina, che aveva occupato un pezzo della loro grande e amata Piazza, fatta di tante botteghe e di tanta vita quotidiana.


🦅 E così Capopiazza, e la Piazza, tornarono ad essere libere, il cuore pulsante dell'Aquila.


📖 Accadeva poco più di seicento anni fa.


...c'era una volta una Piazza...

...c'era una volta Capopiazza...


❓ E oggi?

🤔 Oggi da Pie' di Piazza (la parte più bassa) non si vede più Capopiazza,

🤔 e da Capopiazza (la parte più alta) non si vede più Pie' di Piazza;

❗😮 semplicemente non si vede più la Piazza, 

anche se esiste ancora.


❗Oggi le due statue delle Fontane di Piazza, 

i due Diòscuri, si sentono smarrite:

- la statua più in basso guarda verso la Cattedrale per non guardare Capopiazza;

- la statua più in alto guarda invece verso Capopiazza, però non vede più nulla, perché un gigantesco sipario le copre la vista... .



Mauro Rosati

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venerdì 26 settembre 2025

《CAPOPIAZZA》 VS. 《PIE' DI PIAZZA》


In apertura di un atto notarile di fine Quattrocento, estratto:

《[...] IN CIVITATE AQUILE, IN PEDE PLATEE FORI, ANTE DOMUM MAIORIS ECCLESIE AQUILANE.[...]》;

per grandi linee il passo, facendo seguito alla datazione, specifica che l'atto viene rogato nella città di Aquila, ai piedi della piazza del 《foro》(inteso innanzitutto come 《mercato》), davanti al Duomo, sede della Chiesa aquilana.


Da questo breve passo, indicante il luogo di redazione dell'atto, deduciamo alcuni importanti aspetti.


- Il foro. 

Il riferimento, come s'intuisce, è a Piazza del Duomo (Piazza del Mercato), qualificata come 《foro》, ossìa uno spazio multifunzionale dove si svolgono molteplici attività pubbliche quotidiane: commerciali (il mercato, appunto), giuridiche (es. redazioni di atti notarili), religiose, ecc..

Si tratta della Piazza Maggiore della nostra città, la 《Piazza》 per antonomàsia, senza neanche la necessità di specificarne l'intitolazione.

Piazza Maggiore per dimensioni e per importanza, imprescindibile cuore pulsante della nostra città, Ieri come Oggi;

piazza e zona franca appartenente a tutta la Città e a nessun Quarto.


- Topografia e relativa toponomastica.

Già la conformazione della Piazza ci suggerisce che:

Capopiazza è la parte più alta, oggi occupata e visualmente isolata per via della nuova pensilina, 

mentre Pie' di Piazza (《a pèe alla Piazza》) è la parte più bassa in quota, quindi quella davanti al sagrato del Duomo.


Il criterio basato sull'altimetria è lo stesso di altri toponimi che troviamo a cominciare proprio dal nostro territorio: 

《Capu la Terra》(Capo la Terra), parte alta di un centro abitato in dislivello,

e Piedi la terra, la parte bassa;

Pie' la Costa/Piedi la Costa, centro abitato situato alle falde di una costa, di un pendìo;

Pie' la Villa/Piedi la Villa, centro abitato più a valle rispetto ad altri dello stesso comprensorio.


Il passaggio sopracitato dell'atto notarile supporta in modo cristallino e inequivocabile la validità della lettura altimetrica, poiché cita esplicitamente 《Pie' di Piazza》 con riferimento all'ubicazione del Duomo (domus=casa, intesa in questo caso spiritualmente come Casa di Dio, e materialmente come Casa del Vescovo, dal 1876 Arcivescovo, costituendo un unico complesso con l'adiacente Vescovado, dal 1876 Arcivescovado),

spiegando che 《Pie' di Piazza》 (pede platee) è davanti al Duomo, la chiesa maggiore, la Cattedrale (in quanto sede della Cattedra, il seggio del Vescovo, dal 1876 Arcivescovo).

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Nota a parte.

Nel breve passo citato molti avranno notato che il dittongo latino classico 《ae》 è semplificato in 《e》, poiché il Latino, lingua viva (non 《lingua morta》) è in costante evoluzione nel corso del tempo e anche nello spazio (aree geografiche) come qualsiasi altra 《lingua viva》, e quindi un Latino di fine Quattrocento differisce rispetto al Latino classico-letterario di un Cicerone, di un Sallustio, di un Seneca.

Il Latino è vivo nelle correnti lingue romanze odierne come l'Italiano, nonché nei molteplici dialetti e lingue locali che caratterizzano le varie zone d'Italia e dell'Europa romanza.

Il Latino è vivo come lingua degli atti ufficiali della Santa Sede, rappresentante lo Stato del Vaticano.

Il Latino è vivo in molteplici detti e nel lessico della nostra quotidianità quando utilizziamo parole correnti come: bonus, iunior (junior), iuventus (juventus), media (mezzi di comunicazione), alter ego, alias, lapsus, versus (abbreviato in vs.), tutor, vademecum, amen, curriculum, ecc..



Mauro Rosati

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mercoledì 10 settembre 2025

UNA "SEMPLICE" FONTANA... TANTE CURIOSITÀ

 

L'Aquila, Piazza del Duomo (Piazza del Mercato):
fontana di Pie' di Piazza in una foto del 1900.

(Fonte immagine: Calendario 《Zampilli di Storia》,
a cura del Gruppo Aquilano di Azione Civica "Jemo 'nnanzi",
One Group Edizioni - settembre 2025).



🚩 L'Aquila, Piazza del Duomo (Piazza del Mercato): la storica Fontana di Pie' di Piazza in una foto datata al 1900. 

📍Sullo sfondo, partendo dalla destra, riconosciamo il Palazzo dell'Arcivescovado (da cui il nome della vicina "Via dell'Arcivescovado"), sede dell'Arcidiocesi Metropolitana dell'Aquila e quindi dell'Arcivescovo Metropolita. 

↪ Più a valle, a sinistra della foto, intravediamo un laro del complesso di Palazzo de Nardis, che risvolta poi su Via San Marciano.


Nota complementare.

La Diocesi dell'Aquila nasce ufficialmente nel 1257 (regnante  papa Alessandro IV) per traslazione della Diocesi di Forcona dentro le Mura della Città, al tempo di Berardo da Padula, ultimo vescovo di Forcona e primo vescovo dell'Aquila. Nel 1876 (regnante papa Pio IX) la Diocesi aquilana viene elevata ad Arcidiocesi, al tempo del vescovo, poi arcivescovo, mons. Luigi Filippi, francescano.

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Torniamo alla foto.

📍 Un'immagine d'epoca ricca di spunti di osservazione.

Iniziamo dal basso.


📍 La pavimentazione.

↪ A terra, in primo piano, riconosciamo il caratteristico selciato aquilano "a cubetti" (《trovanti》) in pietra calcarea, caratterizzante ampiamente la pavimentazione storica della nostra Città dell'Aquila, insieme ai grandi lastroni (sempre in calcare) che pavimentavano le principali strade carrabili e che tutt'oggi possiamo ancora osservare in diversi spazi del centro cittadino.


📍 La fontana.

↪ La storica fontana si presenta già in gran parte nella veste che conosciamo oggi ma con due importanti differenze:

- alla base della fontana non c'è ancora la grande vasca circolare che vediamo ora poiché la vasca superiore aveva varie funzioni tra le quali l'abbeveramento degli animali, come vediamo in questa foto storica, per cui, se vi fosse stato l'odierno vascone basso, le persone e il bestiame non avrebbero potuto avvicinarsi alla vasca principale situata ad altezza piu comoda;

- alla sommità della fontana vediamo la vasca minore dalla quale zampilla l'acqua; su quella stessa vasca oggi è posizionata la statua bronzea opera di Nicola D'Antino la quale fa coppia con quella della fontana di Capopiazza, raffiguranti insieme i Diòscuri, ossìa i mitologici gemelli Càstore e Pollùce, e che sarebbero state installate soltanto a partire dagli anni '20 del Novecento.


📍 Le Cancelle.

↪ Spostiamo ora il nostro sguardo sulla sinistra, dove intravediamo il tetto di un basso fabbricato:

si tratta dell'aggregato che comprendeva le ben note e storiche botteghe dette 《le Cancelle》; dopo la Prima Guerra Mondiale al posto di quell'aggregato sarebbe stato costruito il Palazzo delle Poste e Telegrafi, l'edificio classicheggiante che vediamo oggi da quella stessa posizione, ad angolo tra Piazza del Duomo e Via dell'Arcivescovado. 

Il prospetto delle 《Cancelle》 venne quindi smontato e ricollocato nella retrostante via Simeonibus, dove oggi tutti noi identifichiamo la posizione delle 《Cancelle》.


Nota integrativa.

📍 Infine una breve nota su ciò che non vediamo in questa fotografia: sulla destra, fuori dal campo dell'immagine, c'è la facciata della nostra Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio, che però riconosceremmo solo in parte. All'epoca di questo scatto, infatti, la facciata odierna del Duomo era incompleta poiché mancavano la parte alta e i due campanili, i quali sarebbero stati completati soltanto nel 1928 sulla base del progetto ottocentesco che presenta, nell'impostazione, stringenti somiglianze con il prospetto della chiesa di Trinità dei Monti in Roma. La data di completamento della facciata della nostra Cattedrale Metropolitana è riportata in numeri romani sulla sommità, lungo la balaustra tra i due campanili: A(NNO) D(OMINI) MCMXXVIII .

Come attestano altre foto d'epoca, ai tempi di questa immagine avremmo quindi visto solo la parte inferiore del prospetto della Cattedrale e un piccolo campanile provvisorio sul lato destro.



Mauro Rosati

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sabato 27 febbraio 2021

La città «below zero»

27 febbraio 2018

Godersi la Città «below zero», con contorno di neve! 😉

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A Capopiazza! 

(Piazza del Duomo - Piazza del Mercato)

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In piazza della Repubblica (Quarto di San Giorgio)! 

Elegante palazzo d'angolo ristrutturato tra via dell'Arcivescovado (a destra) e via degli Alemanni (a sinistra)!

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Sotto i portici di San Bernardino (Quarto di San Giorgio)!
Palazzetto d'angolo (già Case Pica) tra via Fortebraccio (a sinistra) e via San Crisante (a destra)!

sabato 17 agosto 2019

《L'Aquila explorer》

Turisti nella propria città con 《L'Aquila explorer》!
Un piacevole giro di circa un'ora tra alcuni dei luoghi e dei monumenti significativi dell'Aquila, riportati a nuovo splendore dai lavori di ricostruzione. Un trenino a due carrozze per adulti e bambini, turisti e residenti, che, a velocità di trotto, parte da Capopiazza (Piazza Duomo) per un bellissimo giro da San Bernardino  alla Fontana Luminosa, da Collemaggio all'Emiciclo fino alle 《99 Cannelle》 (Fontana della Rivera) con sosta per ammirare da vicino la stupenda fontana monumentale. Dalle 《99 cannelle》si riparte risalendo verso il centro città fino al ritorno a Capopiazza dove si scende mmirati e soddisfatti del bel giro.

Di seguito qualche immagine da un giro serale. (Foto: Mauro Rosati, 2019)

Mauro Rosati


Partenza da Capopiazza (Piazza Duomo).

Partenza da Capopiazza (Piazza Duomo).

Ai 《Quattro Cantoni》, svoltando per via di San Bernardino.

Arrivando a Collemaggio.

Alla Villa Comunale, in velocità.

Arrivando all'Emiciclo, in velocità.

L'Emiciclo in notturno.



Le mura meridionali e il MuNDA, in velocità.

Le 《99 cannelle》al chiaro di luna.



Le 《99 cannelle》 al chiaro di luna.

San Vito alla Rivera, in notturno; si riparte per tornare in Piazza Duomo.

domenica 26 maggio 2019

Foto della Domenica - La facciata di Santa Maria del Suffragio

(Foto: Mauro Rosati, 2019)

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Camminando in Piazza del Duomo (Piazza del Mercato)! La facciata (1775) della chiesa di Santa Maria del Suffragio; veduta di scorcio!


Walking through Piazza del Duomo (Market Square)! The facade (1775) of the "Santa Maria del Suffragio" church; a foreshortening view!

(Ph.: Mauro Rosati, 2019)

Mauro Rosati

domenica 24 marzo 2019

Foto della Domenica - Piazza del Duomo nell'«ora blu»


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Buona Domenica da L'Aquila!
Have a nice Sunday! Greetings from L'Aquila!

Piazza del Duomo (Piazza del Mercato) nell'«ora blu»! 
Veduta da «pie' di Piazza», uscendo da via Sassa! Sulla piazza illuminata e animata dalla gente, si staglia meravigliosa la chiesa di Santa Maria del Suffragio (comunemente nota come «Chiesa delle Anime Sante»)!
VISITA L'AQUILA! CONOSCI L'AQUILA!


"Piazza del Duomo" (Market Square) in the «Blu Hour»! 
Walking up from via Sassa, a view from the lower part of the square (commonly known as «piè di Piazza»)! On the square lighted up and animates by people, the church of "Santa Maria del Suffragio" stands out marvelously!
VISIT L'AQUILA! EXPERIENCE L'AQUILA!

(Ph.: Mauro Rosati, 2019)

Mauro Rosati

domenica 9 dicembre 2018

Foto della Domenica - Dalla Piazza del Duomo


Architettura, Ricostruzione, Riapertura, Evento - Architecture, Reconstruction, Reopening, Event
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Buona Domenica da L'Aquila!
Have a nice Sunday! Greetings from L'Aquila!

Cielo aquilano sulla Piazza del Duomo (Piazza del Mercato)!
Un momento della cerimonia di riapertura della chiesa di Santa Maria del Suffragio (le "Anime Sante"), il 06 dicembre 2018!

The sky of L'Aquila over the "Piazza del Duomo" (Market Square)!
A moment of the reopening ceremony of the church of "Santa Maria del Suffragio" (commonly known as "Anime Sante" church), on December the 6th 2018!

(Ph.: Eleonora Gallo, 2018)

domenica 18 novembre 2018

Foto della Domenica - La facciata rinata di Santa Maria del Suffragio


Arte, Architettura, Barocco, Luci, Restauro, Ricostruzione - Art, Architecture, Baroque, Lights, Restoration, Reconstruction
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Buona Domenica da L'Aquila!
Have a nice Sunday! Greetings from L'Aquila!

Chiesa di Santa Maria del Suffragio (o "delle Anime Sante") in Piazza del Duomo (Piazza del Mercato)!
La nuova illuminazione della facciata (XVIII secolo) dopo i lavori di restauro e ricostruzione!
Cantiere ultimato, la chiesa è pronta per la riapertura!

View of the church of "Santa Maria del Suffragio" (commonly known as church of "Anime Sante") at the Piazza del Duomo (Market Square)!
The new lighting of the façade (18th century) after the restoration and reconstruction works!
Now the reconstruction has been completed and the church is ready for reopening!

(Ph.: Fabio Bascarin, 2018 / Fonte:  Pagina Facebook del Segretariato Regionale dell'Abruzzo)

Mauro Rosati