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sabato 13 dicembre 2025

SANTA LUCÌA, TRA CULTO E ASTRONOMIA

 

Collepietro (L'Aquila),
chiesa parrocchiale di
San Giovanni il Battista:
dipinto raffigurante Santa Lucìa.
• In alto, fuori dal campo della foto, è menzionato l'autore del dipinto, Domenico di Beffi,
ai piedi dell'immagine di una Madonna con Bambino:
《 DOMINICVS • DE • BEFFIO • PINXIT • HOC 》.
• In basso, l'iscrizione dedicatoria del committente del dipinto, Antonio Re[...]i di Acciano, datata 23 novembre 1537:
《 HOC • OPVS • FIERI • FECIT • ANTONIVS /
RE[...]I DE ACCIANO ABITANTE IN COLLE /
PETRO PRO SVA DEVOTIONE AN(N)O D(OMI)NI /
• 1537 • DIE VERO 23 MENSIS 9BRIS [novembre] 》.
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Si ringrazia la Pro Loco di Collepietro.
(Foto: Mauro Rosati, 2025)



Villagrande di Tornimparte (L'Aquila),
chiesa parrocchiale
(già collegiata) di San Pànfilo:
dipinto raffigurante Santa Lucìa.

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Si ringrazia la Pro Loco di Tornimparte.
(Foto: Mauro Rosati, 2025)


Collepietro (L'Aquila),
chiesa parrocchiale di
San Giovanni il Battista:
dipinto raffigurante Santa Lucìa.

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Si ringrazia la Pro Loco di Collepietro.
(Foto: Mauro Rosati, 2025)



13 Dicembre - 

La tradizione di Santa Lucìa,

tra culto e astronomia.


📍Dal punto di vista devozionale e iconografico Santa Lucia è sicuramente tra le sante e i santi più popolari e più immediatamente riconoscibili nelle loro raffigurazioni. 

↪ La figura di Santa Lucia è infatti caratterizzata generalmente da un 《piatto》, o da un calice, sul quale reca due occhi, riferimento iconografico al suo martirio; calice e piatto che sembrano richiamare figurativamente il calice e la patena eucaristici, quasi come a voler legare visivamente il supplizio della Santa con il sacrificio di Gesù stesso.

E, per 《contrappasso》 in positivo, proprio il suo supplizio ha reso Santa Lucia la santa della vista e, per collegamento concettuale, la santa della luce: 

non c'è luce senza vista, 

non c'è vista senza luce.

↪ E Lucìa suona proprio come un nome 《parlante》la cui etimologia è legata appunto alla luce.

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📍Il legame tra Santa Lucia e la luce appare evidente anche dal periodo dell'anno in cui cade la sua ricorrenza, caratterizzato dalle giornate con meno ore di luce in assoluto, nonché dai detti popolari.

↪ Tra questi ne citiamo uno:

《 Santa Lucia, 

il giorno più corto che ci sia 》.


❓ E qui sorge spontanea una domanda:

perché 《il giorno più corto》 se il Solstizio d'Inverno cade invece il 21-22 dicembre?


❗Perché nei giorni compresi tra il 13 dicembre (Santa Lucia) e il 21-22 dicembre (Solstizio d'Inverno), si verifica uno specifico fenomeno astronomico:

a partire dai giorni intorno a Santa Lucia, il sole inizia a tramontare più tardi, ma le giornate continuano ad accorciarsi fino ai giorni intorno al Solstizio d'Inverno.


❓Com'è possibile questo apparente paradosso?


❗Consultando le effemèridi, con gli orari dell'alba e del tramonto, ci accorgiamo che dal 13 dicembre il sole tramonta più tardi il pomeriggio ma in compenso sorge più tardi al mattino, per cui le ore totali di luce continuano a diminuire.

↪ Tuttavia, poiché la maggior parte delle attività umane si svolge durante la giornata, siamo più portati a notare il sole pomeridiano che tramonta più tardi, piuttosto che il sole mattutino, il quale sorge a sua volta più tardi compensando l'allungamento del pomeriggio.

Tra l'altro il sorgere del sole continua a ritardare fino a tutta la prima dècade di gennaio.


📍Si tratta di differenze sull'ordine dei minuti, che magari noi contemporanei percepiamo poco o nulla per via dell'illuminazione artificiale, mentre i nostri nonni e bisnonni, che molto più di noi, per necessità, regolavano le loro attività in funzione della luce naturale, erano più portati a percepire queste piccole differenze di luminosità giorno dopo giorno.



Mauro Rosati

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Sul tema vedi anche: 🌐

https://pianetalaquila.blogspot.com/2022/12/tra-santandrea-esanta-lucia-il-giorno.html?m=1

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domenica 27 luglio 2025

《UN CALENDARIO DA... CORTILE》

 

Fig. 1 - L'Aquila, palazzo Cipolloni-Cannella
(Quarto di San Giorgio):
cortile rinascimentale;
particolare pittorico raffigurante l'Inverno.

(Foto: Mauro Rosati, 2025)

Fig. 2 - L'Aquila, palazzo Cipolloni-Cannella
(Quarto di San Giorgio):
cortile rinascimentale;
particolare pittorico raffigurante la Primavera.

(Foto: Mauro Rosati, 2025)


Fig. 3 - L'Aquila, palazzo Cipolloni-Cannella
(Quarto di San Giorgio):
cortile rinascimentale;
particolare pittorico raffigurante l'Estate.

(Foto: Mauro Rosati, 2025)


Fig. 4 - L'Aquila, palazzo Cipolloni-Cannella
(Quarto di San Giorgio):
cortile rinascimentale;
particolare pittorico raffigurante l'Autunno.

(Foto: Mauro Rosati, 2025)



🚩 L'Aquila, cortile rinascimentale di Palazzo Cipolloni-Cannella (Quarto di San Giorgio): particolari pittorici con allegorie delle Quattro Stagioni tradizionali e dei rispettivi Mesi.


📍 Ciascuna stagione inizia con il mese in cui cade l'inizio della corrispondente stagione astronomica: tutt'oggi, l'inizio della 《stagione meteorologica》 cade convenzionalmente il primo giorno del mese in cui inizia anche quella astronomica (ad es.: l'estate meteorologica inizia il 1° giugno).

↪ Con buona probabilità le lettura delle quattro immagini inizia con l'Inverno, e più precisamente con il mese di Dicembre quando il solstizio conclude l'annuale ciclo apparente del Sole nel cielo e inaugura il nuovo anno con la rinascita simbolica della luce diurna: e infatti il Natale, festa della Natività e della Luce astronomica e divina, si celebra proprio nei giorni del solstizio invernale.

E forse non a caso l'ovale dell'Inverno si trova in prossimità della porta d'ingresso al cortile, come a voler suggerire ulteriormente che la lettura inizia da quel lato.

↪ L'Inverno non è infatti 《stagione morta》 bensì è stagione di gestazione, quando la terra fecondata dalla semina autunnale riposa prima del parto primaverile.

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🔎 Ora leggiamo in dettaglio i quattro ovali dipinti inquadrati da splendidi motivi 《a grottesca》 di pieno Rinascimento, i quali richiamano linguaggi della pittura di età Romana antica.


1 - L'Inverno (Fig. 1). ❄

📍 Tre figure maschili recano in mano rispettivamente delle insegne con i nomi dei tre mesi invernali. 

Da destra a sinistra leggiamo: 《DECEMBER》 > 《IANVARIVS》 > 《FEBRVARIVS》.

↪ Le personificazioni dei mesi e altri uomini in abiti pesanti, raffigurati in secondo piano, sembrano essere tutte gravitanti attorno a una fiamma situata quasi al centro dell'ovale.

📍 In primo piano osserviamo una figura maschile su di un carro, raffigurata con indumenti adatti alla stagione, in postura china verso la fiamma e con le mani raccolte nell'atto di scaldarsi: dovrebbe trattarsi della personificazione dell'Inverno raffigurato come un uomo coperto da calde vesti, e spesso anche di età anziana con allusione alla transizione tra il vecchio anno e quello nuovo.


2 - La Primavera (Fig. 2). 🌱

📍 In un'atmosfera festosa immersa nel verde vediamo tre insegne con i nomi dei mesi primaverili, ossìa, da sinistra a destra:《MARS》> 《APRILIS》>《MAIVS》.

📍 Al centro, in primo piano, una giovane donna vestita di verde, coronata da un serto (ghirlanda) verde, danza su un prato mentre reca tra le mani un altro serto verde, con la destra, e una pianta - sempre verde - nell'altra mano: in questo caso dovremmo essere davanti alla personificazione della Primavera.

↪ In secondo piano, sulla sinistra, osserviamo delle figure maschili e femminili che suonano vari strumenti musicali: riconosciamo in particolare uno strumento a corde suonato con un archetto, un triangolo, un corno, quest'ultimo allegoria di giùbilo.

📖 Di seguito una citazione che dalla Primavera ci introduce alla stagione successiva:《 La tradizione mitologica greca tramanda che, in occasione dell’equinozio di primavera, la dea Persefone, sposa del Re degli Inferi Ade, ritorni sulla terra per generare bellezza, prosperità e luce. [...]》(Fonte: https://cultura.gov.it/evento/persefone-il-ritorno-incanto-di-primavera ; URL consultato in data 27/07/2025).


3 - L'Estate (Fig. 3).🌾

📍 Siamo nella stagione dell'apice del sole, della maturazione e della raccolta, e non a caso prevalgono i colori sulle sfumature del giallo. 

📍 Notiamo subito le tre consuete insegne con i nomi dei mesi corrispondenti; da destra a sinistra: 《IVNEVS》(probabile evoluzione del più classico e antico《IVNIVS》) > 《IVLIVS》> 《AVGVSTV[S]》.

📍 Al centro della scena una donna dal petto nudo, con un fascio di messi sotto il braccio destro e un mazzo di spighe di grano nella mano sinistra, troneggia su un carro di cui vediamo distintamente le ruote: l'iconografia fa pensare con buona probabilità alla dea greca Demetra (associata all'italica Cerere dai Romani), dea legata alla terra e a tutti i suoi frutti, madre della primaverile Persèfone, e ritratta quindi generalmente con sembianze più mature, alludenti anche all'estate intesa come stagione di maturazine, appunto.

📖 Una citazione integrativa:《Nell'iconografia Demetra/Cerere è tradizionalmente raffigurata con una corona di spighe sul capo e un mazzo di spighe in mano. [...]》(Treccani - Enciclopedìa dei ragazzi, 2005).

↪ In questi contesti iconografici la nudità, anche parziale, è innanzitutto indice di sacrale purezza e quindi di divinità; inoltre i seni, come anche i fianchi ampi, sono tradizionalmente associati al concetto di prosperità, similmente alla cornucòpia che, non a caso, appare talvolta nelle raffigurazioni di Demetra/Cerere.

📍 Alzando lo sguardo verso l'alto osserviamo poi un'altra immagine significativa, nel cielo: due cavalli e una figura ritratta nell'atto di guidarli con il braccio alzato, sullo sfondo di un bagliore giallo; anche in questo caso non mancano i richiami iconografici e potrebbe trattarsi del leggendario Carro del Sole che ogni mattina spunta dall'orizzonte per compiere il suo tragitto celeste quotidiano, secondo l'arco apparente percorso dal sole ogni giorno.

↪ L'estate è la stagione culminante del sole nel cielo e la posizione centrale del Carro sembra celebrarne il 《trionfo》 annuale che si compie contestualmente al trionfo della terra fruttifera rappresentata dalla dea Demetra/Cerere.


4 - L'Autunno (Fig. 4). 🍇 

📍 Si chiude il ciclo dell'anno agricolo e meteorologico, prima con la vendemmia e poi con le arature e le sémine. 

📍 Nell'ovale autunnale leggiamo i consueti segnàcoli con i nomi dei mesi che identificano la stagione; da destra a sinistra: 《SETEMB[ER]》o《SETEMB[RE]》 (probabile volgarizzazione del classico 《SEPTEMBER》, con la caduta della 《P》) > 《OCTOBER》 >《NOVEMBER》.

📍 Anche in questo caso l'atmosfera è festosa e anche in questo caso ci viene in aiuto l'iconografia: al centro della scena una pingue (grassa) figura maschile viene trasportata in trionfo su un carro mentre con la mano destra solleva un grande calice. Possiamo pensare con buona probabilità che si tratti del trionfo di Bacco il quale celebra la vendemmia e il nettare che ne deriva, in quel percorso che dal mosto estratto dalla pigiatura dell'uva conduce infine al vino (ricordiamo in proposito anche il detto popolare 《Per San Martino ogni mosto è vino》).

📍 A sinistra, in secondo piano, due donne danzanti (baccanti?) sembrano incoronare una figura maschile che ricorda un po' quella di un dotto (filosofo? poeta?) che si caratterizza per abiti e postura solenni i quali appaiono a prima vista quasi in contrasto con l'atmosfera gaudiosa dell'insieme.

A sinistra una figura maschile suona una tromba di fattura antica, ben distinguibile.

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📍 Dopo aver completato questo rapido circuito annuale, prima di concludere desidero ringraziare restauratrici e restauratori e, in generale, tutti coloro che con il proprio lavoro ci hanno donato la possibilità di godere di tanta cólta bellezza, con relativa dovizia di particolari.



Mauro Rosati

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martedì 24 giugno 2025

24 GIUGNO - UN 《SAN GIOVANNINO》 TRA LE VIE DELL'AQUILA

L'Aquila, ai confini del Quarto di San Giorgio:
immagine di 《San Giovannino》
(il piccolo San Giovanni il Battista).

(Foto: Mauro Rosati, 2025)

 


24 giugno - Natività di San Giovanni il Battista


Tra le vie della nostra Città dell'Aquila, un dettaglio a tema con la giornata odierna (vedi foto).

Una graziosa immaginetta che sembra di fattura contemporanea e arricchisce il piacere dei particolari che possiamo osservare camminando.


Un bel 《San Giovannino》 riconoscibile dagli stessi attributi iconografici di San Giovanni il Battista in versione adulta: 

una veste semplice (generalmente la pelle di cammello), il crocifisso tra le mani, e un agnello, allusione a Gesù, di cui San Giovanni Battista è il Precursore; 《San Giovannino》 è il vezzeggiativo che indica il Battista raffigurato da bambino.


San Giovanni il Battista è l'unico santo di cui si commemora anche la nascita e non soltanto la morte, proprio in virtù della sua vicinanza a Gesù, come Precursore, appunto, e anche per parentela: Elisabetta, madre di Giovanni, è infatti cugina di Maria, madre di Gesù.

La Natività di San Giovanni il Battista, 24 giugno, è una sorta di 《Natale d'Estate》 nell'emisfero boreale; e proprio come il Natale cade in concomitanza di una fase astronomica precisa, ossia a ridosso di un solstizio.

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Vale la pena riportare anche due citazioni chiave legate alla ricorrenza odierna; in entrambi i casi è Giovanni il Battista che parla, sempre in riferimento a Gesù:

- 《Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali》 (Marco 1, 7); passo evangelico nel quale Giovanni il Battista annuncia la missione di Gesù;

- 《Egli deve crescere e io invece diminuire》 (Giovanni 3, 30); passo evangelico nel quale Giovanni il Battista esprime il suo ruolo di Precursore, per cui egli diverrà sempre più 《piccolo》, in quanto uomo, rispetto a Gesù che verrà glorificato in quanto Dio e uomo allo stesso tempo.

Come osserva la studiosa aquilana Loredana Mariani, questo secondo passo evangelico assume anche un significato astronomico che si lega al momento dell'anno in cui si celebra la Natività di Giovanni il Battista: il 24 giugno è il culmine della luce annua, il periodo più luminoso, al quale seguirà una graduale riduzione delle ore di luce, quindi il passo è leggibile anche simbolicamente come il sole che diminuirà il proprio corso (dalla Natività di San Giovanni, il 24 giugno) fino alla Natività di Gesù (il 25 dicembre) quando aumenterà nuovamente il proprio corso.

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San Giovanni il Battista è anche il santo epònimo (che dà il nome) del Quarto di San Giovanni a L'Aquila.



Mauro Rosati

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sabato 30 dicembre 2023

L'ALBA...《...ORA DEL SILENZIO...MOMENTO MAGICO...》

 

L'ALBA...
《...ORA DEL SILENZIO...
MOMENTO MAGICO...》


    L'alba è un momento meraviglioso, forse il più suggestivo di tutta la giornata. 

     La notte che si dissipa gradualmente, 

⭐ le ultime stelle che riluccicano prima di dissolversi apparentemente nei bagliori del sole nascente (l'ultima in assoluto è il pianeta Venere - "finta" stella - "stella della sera" e "stella del mattino", o "stella di giorno"),  

🐓 il canto di un gallo che risuona nel quartiere, da una contrada non lontana.

     Una tranquillità da assaporare pienamente, il silenzio che precede il trambusto antropico che si scatena di lì a poco, mentre il sole spunta all'orizzonte e dà ufficialmente il via al nuovo giorno. ☀️

     I primi raggi che sollevano il velo della bianca brina da terra e dai tetti, come fosse un sottile e fragile lenzuolo notturno che, al risveglio, si dissolve per sublimazione. ❄


Mauro Rosati

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Nota

La riflessione trae spunto dalla seguente citazione pubblicata nel gruppo Facebook "La Campagna appena Ieri":

《...L'alba è il momento in cui nulla respira, l'ora del silenzio, momento magico in ogni stagione...》 

(Leonora Carrington)


🌐 

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid02c9aPK1Yb9UVP8d6AtDrKk73QFwFUZUFH5jk3mrz33X9pf76widcSXWrphsmz4GrCl&id=100064845336426

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giovedì 21 dicembre 2023

IL SOLE D'INVERNO (...in liberi versi)


Il Sole d'Inverno...elogio in liberi versi...
...senza pretese poetiche...

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Il Sole d'Inverno...

...non brucia,

riscalda...

...non picchia,

accarezza...

...non urla,

sussurra...

...fa luce, 

non abbaglia...

...brilla,

non acceca...

...abbraccia,

ma con dolcezza...


Il Sole d'Inverno...

...è pioggia d'oro...

...è colore...

...è pennello...

...è pittore...

...è anelato tepore...


Il Sole d'Inverno 

è gentile...

Il Sole d'Inverno

è discreto...

Il Sole d'Inverno

è educato...

Il Sole d'Inverno 

è delicato...


Il Sole d'Inverno...

...rende le brine diamanti...

...rende oro il mare...

...rende la neve argento...


Il Sole d'Inverno

è magia reale...

Il Sole d'Inverno

è naturale incanto...


...Il Sole d'Inverno...



Mauro Rosati

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sabato 18 novembre 2023

LUMINOSE SUGGESTIONI D'AUTUNNO (...E D'INVERNO)

Suggestioni luminose del primo sole mattutino


《LUMINOSE SUGGESTIONI D'AUTUNNO (...E D'INVERNO)》


"Soleil levant" - Sole nascente


🗓 Personalmente trovo che i mesi da novembre a febbraio siano i più belli per quanto riguarda la luminosità in casa. Il Sole è più basso sull'orizzonte, per cui i suoi raggi entrano ben diretti dalle finestre e inondano le stanze di una luce sorprendentemente bella, con un bagliore diffuso e un colore giallo oro che caratterizza particolarmente questi quattro mesi dell'anno. ☀️

☀️ Raggi di sole dorati e discreti che infondono tepore al corpo e all'ambiente, senza 《bruciare》, nell'aria frizzante del primo mattino. ❄


🕗 In quell'arco orario che va dalle sette alle otto del mattino, l'orizzonte assume rapidamente i diversi colori dell'iride fino a quando i primi raggi 《del pianeta》 (il Sole; cit. dantesca) si diffondono sui crinali, sulle fronde colorate degli alberi d'autunno, sui tetti di case e palazzi, poi sui valloni, sulla brina che riveste un po' tutto come un sottile lenzuolo notturno; cristalli di ghiaccio che luccicano al primo sole e pian piano si sciolgono ed evaporano nel corso della mattinata. 🍁 ❄ 

❄ Se poi il paesaggio è innevato, lo spettacolo assume una magia ancor più particolare e rasserenante.


🌞 In questi mesi dell'anno è un piacere godere dell'albeggiare e poi della levata del Sole che si affaccia da sud-est, così come dei tramonti a sud-ovest. Per me che preferisco le albe, lo sguardo a sud-est va benissimo!

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🌄 La foto in alto, scattata su una parete appena accarezzata dal primo Sole, ha un valore suggestionale e non rende l'idea del bagliore luminoso che la circonda: quella che sembra ombra, intorno al riquadro lucente, in realtà è una marea di luce dorata, e proprio per questo l'obiettivo dello 《smartofono》(smartphone 😉) restringe il diaframma e non cattura la forte luminosità.

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Che dire? Da novembre a febbraio basta avere almeno una finestra sulla traiettoria del Sole per poter godere di tanta semplice e piacevole bellezza.

Certamente, potendo scegliere, apprezzo particolarmente lo spettacolo mattutino. 🍁❄☀️


Non si paga il biglietto, offre la Natura! 🎟 


Mauro

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giovedì 19 ottobre 2023

CARO, GENEROSO ALBICOCCO!

 

(Foto: Mauro Rosati)


CARO, GENEROSO ALBICOCCO!

Breve omaggio all'albicocco


🌳 Che bello l'albicocco!

È uno spettacolo della Natura dall'inizio alla fine del suo ciclo annuale.


🌳 L'albicocco: piccola-grande meraviglia, nella sua semplicità!

Albicocco: Prunus armeniaca per la botanica.


🌸 A fine Inverno dà spettacolo con la sua fioritura che sfuma tra il bianco e il rosa: come il ciliegio, il mandorlo, il pesco, suoi 《parenti》 stretti, famiglia delle Rosacee, genere Prunus.

I suoi rami sottili, ricurvi, a tratti contorti, si vestono di un vello fiorito che anticipa le foglie e annuncia l'avvicinarsi della Primavera.


🌿 Poi giunge la fogliazione, la chioma si fa frondosa e ampia, simile a un ombrello, con le belle foglie larghe e cuoriformi, dai contorni a seghetto, come il suo 《parente》 ciliegio.


🥭 Con l'Estate arrivano quindi i desiderati frutti, le albicocche, anch'esse annuncio del cambio di stagione, il secondo dell'anno. Frutti invitanti, che con il loro colore giallo-arancio, talora rosso tenue, sembrano voler richiamare la nostra attenzione, e già pregustiamo la loro polpa: densa, vellutata, dolce e a tratti aspra, a seconda della maturazione e della varietà.


🍃🍂 Infine ecco l'Autunno, terzo cambio di stagione. 

🎨 Stagione dei colori!

Con le prime vere giornate fredde, il generoso albicocco ci offre il terzo spettacolo dell'anno: la sua chioma si colora come un allegro ombrellone, le ampie foglie cuoriformi s'illuminano di arancio, di giallo, con sfumature equilibrate tra l'uno e l'altro. Sfumature che - forse - soltanto i più abili pittori riuscirebbero a rendere sulla loro tela. 

🎨 Colori che ricordano i succulenti frutti estivi e nel frattempo illuminano allegramente i cieli autunnali, risplendendo ancor più nelle giornate nuvolose, risaltando sulle tonalità più grigie dell'atmosfera.


🌬 E infine, concluso lo spettacolo della chioma cangiante, spogliatosi degli abiti di stagione, il generoso albicocco si va a coricare per il meritato sonno invernale, così come gli altri suoi 《parenti》.

❄ Quarto e ultimo cambio di stagione: l'Inverno, stagione della quiete naturale, che, solo apparentemente priva di vitalità, già porta in sé i semi del nuovo anno e di un nuovo ciclo.

Ultima stagione dell'anno naturale che si conclude, prima stagione di quello nuovo. 

Inverno, il《Giano bifronte》 del ciclico calendario stagionale.


Ogni stagione è figlia della precedente, e la Primavera è figlia dell'Inverno. 

E l'Inverno è madre e padre allo stesso tempo: padre fecondo, madre in gestazione, prima del nuovo parto annuale. 🌱


Mauro Rosati

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mercoledì 17 maggio 2023

ITALIA, PAESE 《MONSONICO》

 ITALIA, PAESE 《MONSONICO》


Molti osservano le piogge di queste settimane, ma pochi ricordano:

- la siccità di febbraio-marzo; 

- il caldo anomalo di marzo;

- l'Inverno breve;

- le premature grandinate già a fine inverno;

- le premature trombe marine (sintomo di mari già caldi); 

- le continue risalite d'aria caldo-umida subtropicale, che alimentano le precipitazioni più intense.

Si aggiunga poi lo scioglimento rapido della neve a causa delle temperature anomale.


Proprio il caldo - che molti spesso invocano - è la causa primaria di quanto sta accadendo.

Complice l'abbondante cementificazione-asfaltizzazione dell'Italia, che prosegue senza tregua.


L'Italia è divenuta un Paese dal clima 《monsonico》: 

siccità lunghe e caldo anomalo, alternati a piogge intense e concentrate.

Torrenti e fiumi che sembrano 《uadi》 del deserto, alvei secchi per lungo tempo che poi straripano impetuosi in poche ore;

costoni e pendii che si sciolgono come burro sotto l'impeto violento di piogge concentratissime;

《uragani》 mediterranei e tornado sempre più frequenti.


E chi più ne ha, più ne metta.


Mauro

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Tra le varie riflessioni sull'argomento 《clima》 vedi anche, ad esempio:

https://pianetalaquila.blogspot.com/2022/10/bel-tempo-omal-tempo-questione-di.html?m=1

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martedì 13 dicembre 2022

TRA SANT'ANDREA E...SANTA LUCIA, "IL GIORNO PIÙ CORTO CHE CI SIA"


TRA SANT'ANDREA E...SANTA LUCIA, "IL GIORNO PIÙ CORTO CHE CI SIA"

La percezione del buio invernale nella cultura popolare.

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 ❓ 《SANTA LUCIA, IL GIORNO PIÙ CORTO CHE CI SIA》 - Ma perché oggi e non il 21-22 dicembre? 👇


🔎 Un paio di settimane fa, nel gruppo Facebook 《LA CAMPAGNA APPENA IERI》, leggendo un interessantissimo post sui 《bùr ad Sant'Andrè》(i bui di Sant'Andrea) mi è tornata in mente un'altra espressione, un detto, quello di oggi (13 dicembre):

《Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia》.


👉 I 《BÙR AD SANT'ANDRÈ》 (le notti buie di Sant'Andrea; 28-29-30 novembre) è un'espressione popolare della Romagna che identifica gli ultimi tre giorni di novembre come i più bui dell'anno (Sant'Andrea l'Apostolo, 30 novembre).

🌐 Vedi post in: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid02kmmBThGmEHQe1mx41PWkCgcZanUZ1yA2QXdguVKQh8MkbJnAWXcegb16a52RLMFMl&id=100064845336426

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⁉️ Entrambi i detti pongono la "questione" della percezione del buio "in anticipo"  rispetto al Solstizio d'Inverno.


👉 Così come per 《i bùr ad Sant'Andrè》, anche per 《Santa Lucia》 fin dai tempi della Scuola ho pensato come prima spiegazione proprio alla riforma del calendario di papa Gregorio XIII.

Quindi, poiché Santa Lucia si commemora il 13 dicembre ecco che siamo tra 8 e 10 giorni circa prima del Solstizio d'Inverno; per cui, prima della riforma gregoriana del calendario, il Solstizio era "scivolato" indietro dal 21-22 dicembre fino all'11-13 dicembre, o giù di lì.


👉 Poi, in anni più recenti ho appreso un'ulteriore possibile spiegazione che ho potuto verificare consultando le effemèridi della mia città; e credo ciascuno possa effettuare il medesimo riscontro con le effemèridi della propria località.

📌 Nei giorni intorno al 13 dicembre il tramonto del Sole raggiunge il suo minimo, dopodiché, dalla metà del mese, il Sole inizia a tramontare più tardi, giorno dopo giorno.

Le giornate però continuano ad accorciarsi perché, in compenso, il Sole sorge più tardi al mattino, fino al Solstizio invernale.


👉 Ma, per ovvi motivi dovuti alle attività umane, siamo più portati a percepire il ritardo del tramonto che non quello dell'alba. Ciò può dare l'impressione che le giornate inizino ad allungarsi di nuovo già dal 14-15 dicembre.

Forse noi contemporanei avvertiamo di meno queste piccole variazioni perché siamo abituati all'illuminazione artificiale, ma è molto probabile che i nostri nonni e bisnonni fossero più sensibili a questi piccoli ritardi del tramonto, poiché per necessità erano più avvezzi a regolare i loro ritmi con la luce naturale.

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📌 In conclusione, quindi, il giorno più corto è il 21 o 22 dicembre ma - apparentemente - sembra il 13 dicembre. E forse per questo i nostri avi percepivano come il periodo più buio proprio le settimane tra fine novembre (Sant'Andrea) e metà dicembre (intorno a Santa Lucia, appunto).


Mauro


domenica 13 novembre 2022

R.A.G.V.A.I.V. - I SETTE 《CAVALIERI DELL'IRIDE》

 

Doppio arcobaleno
(Foto: Mauro Rosati, 2021)


R.A.G.V.A.I.V. - I SETTE 《CAVALIERI DELL'IRIDE》


L'Aquila, 13 novembre 2021

Ore 16,00-16,10


R.A.G.V.A.I.V. - I sette 《Cavalieri dell'Iride》!


Non ci si può distrarre un attimo che la Natura offre continuamente spettacolo, anzi...un doppio spettacolo!


Durante un breve acquazzone da 《Estate di San Martino》, ecco che vedo verso Est uno stupendo arcobaleno, nitido e risaltante sullo sfondo grigio delle nuvole. Mentre scatto le prime foto, però, ne appare un secondo, a destra, più tenue: potete riconsocerlo aguzzando lo sguardo.


Tutto in soli 10 minuti - una breve pausa dalle faccende di casa - direi che ne è valsa la pena! 🌦🌈


Un detto popolare recita che quando piove con il Sole 《si sposa la volpe》: in questo caso auguri alla nuova coppia volpina! 🦊😊


Mauro Rosati


P.s.: come molti di voi già sapranno, R.A.G.V.A.I.V. è un acronimo che sta per Rosso - Arancione - Giallo - Verde - Azzurro - Indaco - Violetto; i sette colori della luce visibile. Con questo semplice 《trucchetto》, dalla scuola in poi ho imparato a ricordare i colori dell'iride. 🌈



mercoledì 19 ottobre 2022

《I QUINDICI MINUTI PRIMA DELL'ALBA - IMPRESSIONI DEL MOMENTO》

 L'Aquila, 19 ottobre 2022


🌈 La cromìa del cielo muta rapidamente,

verso Oriente:

rosso tenue... 🔴

...poi rosa...

...poi arancio... 🟠

...poi giallo tenue... 🟡

...quindi giallo intenso... quasi bianco... ⚪


🎨 Una teoria di colori 

che si avvicendano lestamente.

L'aria attende...

tra gli ultimi silenzi del mattino,

la campana di un monastero, 🔔

e i primi suoni di giornata.


Poi... il primo raggio spunta all'orizzonte... 🌄 🌅

...filtra nell'aria cristallina

delle mattine 

d'autunno e d'inverno...

...diretto...deciso!


Tepore color dell'oro! ☀️


E raggiunge ogni cosa...

...passa tra le foglie di una pianta... 🌿

...entra dalle finestre... 🪟

...lo vedi sollevarsi...

...velocemente...

mentre guardi a Oriente. 🧭


Tra le mani una tazza di latte, 🥛

o un buon cappuccino ☕

all'orzo, dal gusto sobrio e persistente.


Che spettacolo!

Senza biglietto... 🎟 

non si paga niente!


Offre la Natura!

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...I QUINDICI MINUTI PRIMA DELL'ALBA...

...IMPRESSIONI DEL MOMENTO.

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Mauro Rosati



lunedì 12 settembre 2022

IL 《BACIO》 DELLA RUGIADA - SECONDA PRIMAVERA

 




IL 《BACIO》 DELLA RUGIADA - SECONDA PRIMAVERA


Il 《bacio》 della rugiada

Grazie alle temperature più moderate, soprattutto di notte, le piante stanno iniziando la loro seconda Primavera annuale: nuove fioriture, nuovi bocci, nuovi getti di foglie. 🌱 🌿

Le fresche nottate riportano quella delicata rugiada che bacia le piante e le risveglia dalla pausa estiva. 💧 💧

📸 Nelle foto in alto: un fiore e un bocciolo di due pelargoni zonali.


Mauro


domenica 20 febbraio 2022

《MANDORLO....! MANDORLO...!》

Fiori di ciliegio (tipologia Prunus avium).
Cosa ha a che fare il ciliegio con il mandorlo?
Lo vediamo più avanti in questo post! :-)

(Foto: Mauro Rosati; fine marzo 2021)

 

《MANDORLO....! MANDORLO...!》


Febbraio e il mandorlo: i proverbi climatici di stagione, ereditati dalla cultura contadina e utili ancora oggi.

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1 - I proverbi climatici dei nostri contadini


《Se febbraru non febbrarea,

marzu e abbrile lo reparea!》


(Se febbraio non fa il febbraio, 

ci pensano marzo e aprile a rimediare)


Traduco adattando perché non esiste quasi mai una corrispondenza alla lettera tra una lingua e l'altra (es. in lingua italiana ufficiale non esiste il verbo 《febbraiare》, ossia 《fare il febbraio》, inteso come neve e freddo invernale).


Il proverbio, in uso ancora oggi, ha origini contadine ed esprime preoccupazione quando febbraio è troppo mite con le temperature.

Temperature troppo 《generose》 a febbraio, infatti, provocano un risveglio anticipato della Natura, compresi alberi da frutto e varie colture che poi vengono 《cotti》dalle successive gelate, ancora possibili fino ad aprile, soprattutto qui nelle zone montane.

La conseguenza è una carenza di prodotti da molte di queste colture.

Quindi il 《riparare》 di marzo e aprile è inteso come il danno provocato da nuove e normali gelate dopo un mese di febbraio troppo mite, considerato che siamo ancora nel pieno dell'Inverno.


(Area linguistica: Appennino centrale reatino-aquilano)

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2 - I proverbi climatici dei nostri contadini


Al proverbio di febbraio se ne collega concettualmente un altro, sempre di origine contadina:


《Mandorlo, mandorlo, non fiorire,

che arriva marzo e te n'hai da pentire.》


In questo caso si immagina un 《appello》 metaforico al mandorlo affinché non anticipi la fioritura.

Nelle nostre zone montane il mandorlo fiorisce generalmente intorno alla metà di marzo, qualche volta un po' prima, altre volte un po' dopo, a seconda delle annate.

Quindi, se il mandorlo fiorisce troppo in anticipo (prima di marzo), magari proprio a causa di un febbraio mite, il rischio concreto è quello di gelate successive che 《cuociono》(《'ncotte》) le fioriture.

Un altro albero da frutto molto esposto al rischio di fioriture precoci è, per esempio, l'albicocco.

D'altra parte il mandorlo e l'albicocco appartengono alla stessa famiglia, quella del 《Prunus》, che comprende diverse altre piante da frutto come il ciliegio, il susino, il pesco.


(Area geografico-linguistica: Appennino centrale reatino-aquilano)


Mauro




martedì 1 febbraio 2022

CAMOMILLA DI GENNAIO

CAMOMILLA DI GENNAIO

Si sono conclusi i tre 《giorni della merla》 (29-30-31 gennaio).


La merla è rimasta bianca (al massimo un po' grigia). 

Di freddo (quello vero) neanche l'ombra.


E gennaio è rimasto (quasi) a secco: 

solo 1 giorno di neve e 3 giorni di pioggia stentata.

Complessivamente è piovuto e nevicato l'87% in meno rispetto al normale.


Ancora una volta, un gennaio 《alla camomilla》 con pochissime giornate veramente invernali; 

temperatura media pari a 1 grado sopra il normale (come se la nostra temperatura corporea fosse di 37,5 °C).


E oggi raffiche di vento > causa: 

il contrasto tra le normali correnti d'aria fredda e quelle troppo calde rispetto alla stagione.


Mauro



venerdì 14 gennaio 2022

IL MATTONE...SCALDAPIEDI


IL MATTONE...SCALDAPIEDI

ovvero

Lo friddu: quarche rammèdiu de 'na 'ote
(Il freddo: alcuni rimedi di una volta)


Riguardo all'importanza del fuoco, elemento particolarmente indispensabile nelle case contadine ancora qualche decennio fa, riporto un uso che ho appreso da racconti diretti: il 《mattone scaldapiedi》.


Il fuoco, come sappiamo, era il 《motore》 di tutte le attività domestiche nelle case di un tempo: 24 h su 24, 7 giorni su 7 (《24/7》 diremmo oggi).

Valeva ancor di più nei paesi ma anche per le case più modeste dentro le città o ai margini tra città e campagna (come ad esempio le belle case coloniche fuori le mura, ancora abitate dai contadini fino a poco più di mezzo secolo fa e che oggi possiamo trovare colpevolmente in abbandono, seppur abbastanza solide, oppure recuperate a regola d'arte e divenute delle belle casette nuovamente abitate, con in più le comodità della nostra epoca).


Il fuoco identificava la casa e quindi il nucleo familiare. Non a caso nei censimenti dei secoli passati (principalmente nel Medioevo ma anche oltre), la popolazione veniva conteggiata per 《fuochi》, un vocabolo riferito a un nucleo familiare che condivideva lo stesso 《focolare》 e quindi la stessa dimora.


Tra i molti usi indispensabili del fuoco: nelle fredde case di non molti decenni fa, si usava ancora scaldare i letti con la brace prima di coricarvisi. Da Nord a Sud. 

Si utilizzava il famoso scaldaletto, una specie di pentolino (detto 《suora》 o 《monaca》) con il coperchio forato, di forme variabili da zona a zona.

Un 《pentolino》 che veniva riempito di brace così come si faceva con i ferri da stiro di un tempo.

Alcuni lo mettevano dentro il 《prete》, un oggetto dal telaio in legno che sembra una sorta di 《slittino a dondolo》 (o altre forme, come quello siciliano 《ad arco》) e serviva a distanziare lo scaldaletto dalle coperte: in questi casi, però, era sempre molto alto il rischio di incendi, soprattutto se il calore emesso era eccessivo o se il contenitore della brace era aperto.

Altri, anche per sicurezza, passavano lo scaldaletto direttamente sulle lenzuola, come fosse un ferro da stiro, poco prima di coricarsi.


Quando il freddo si faceva sentire particolarmente, esisteva anche un antenato delle nostre borse calde.

Si prendeva un mattone in cotto (pianella o altri tipi) e si lasciava qualche oretta nel camino, a poca distanza dal fuoco che ardeva. Al momento di andare a letto, si prendeva il mattone riscaldato, lo si avvolgeva in un panno di lana (fibra naturale a minor rischio di incendio) e si metteva sotto le coperte per scaldare i piedi durante la notte.

Il mattone, come tutti gli oggetti in cotto, ha la proprietà di rilasciare lentamente il calore; un calore che la lana (isolante termico) contribuiva a conservare nel corso della notte.

Questo metodo era ancora in uso fino a circa 55-60 anni fa, soprattutto nei paesi, lì dove i riscaldamenti - talora anche la corrente elettrica - non erano ancora arrivati nelle case.


Infine, al mattino, prima di indossare i robusti scarponi 《di vacchetta》 (in cuoio da pelle di vacca), si prendeva qualche carbone tra le braci 《stemperate》 e si metteva dentro le scarpe; poi si smuoveva velocemente lo scarpone con i carboni per riscaldarlo senza bruciarlo, quindi si buttavano fuori i carboni e lo si indossava ben caldo.

Ovviamente sconsiglio di farlo con le scarpe o scarponi che indossiamo oggi, realizzati con altri materiali e altre procedure: rischieremmo di trovarci la suola 《fusa》 e la tomaia bucata!


Mauro



giovedì 9 dicembre 2021

IMPRESSIONI DICEMBRINE ...E SUGGESTIONI DELL'ALBA

Giuseppe Pelizza da Volpedo, 《Il sole》 (1904).
(Fonte immagine: 
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/80/Giuseppe_Pelizza_-_Il_Sole.jpg/596px-Giuseppe_Pelizza_-_Il_Sole.jpg )


IMPRESSIONI DICEMBRINE 

...E SUGGESTIONI DELL'ALBA


Non lo facevo da diversi anni. Forse a molti potrà sembrare una cosa scontata e banale. Non lo so, ma personalmente è qualcosa che mi affascina oggi così come da bambino e da adolescente.


Sto parlando dell'alba: più precisamente di assistere allo spettacolo dell'alba, e in particolare alla levata del Sole.

Da un po' ho riscoperto questa buona abitudine.


Senza nulla togliere ai tramonti, altrettanto stupendi e suggestivi, l'alba trasmette un fascino e una curiosità particolari. Forse perché, il tramonto avviene sempre in orari in cui siamo vigili, e quindi ci rimane più semplice e quotidiano 《beccarlo》; mentre l'alba, invece, va cercata. In Estate dobbiamo svegliarci presto o andare a dormire molto tardi se vogliamo assistervi, in Inverno ce l'abbiamo quasi su un piatto d'argento poiché coincide con l'ora del risveglio della maggior parte di noi.


Mi affascinano l'alba d'Estate e quella d'Inverno, quella che sorge dalle montagne o tra le montagne - i miei Appennini -, così come quella del 《sole gigante》 che spunta dal mare - il 《mio》 Adriatico -, con le sue sfumature che partono dal rosso-rosa fino all'arancio e al giallo del Sole ormai 《levatosi》 dall'orizzonte.

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Nella casa in cui vivevo da bambino ricordo l'alba delle giornate di giugno, con l'entusiasmo di poterle vedere con tranquillità, con la Scuola ormai finita e quindi senza la sveglia mattutina. Mi alzavo intorno alle 4 del mattino e mi sistemavo sul davanzale della finestra in cucina: posizione ideale, rivolta a nord-est, verso una gola tra due montagne; è proprio in quella direzione che sorge il sole di prima Estate.

Mi godevo tutta la fase del crepuscolo mattutino, con il cielo che si schiariva gradualmente e cominciava a delineare i profili dei monti. Dopo una lunga attesa, quando ormai il cielo era del tutto chiaro ecco alzarsi la nostra stella più vicina: i primi raggi inondavano le vette dei monti, poi i tetti delle case e le cime degli alberi più alti. 

E poi eccolo lì! Il Sole!

Tutto avveniva in poche decine di secondi: il primo raggio spuntava dalla gola tra i due monti e inondava la stanza. 

In questi momenti ci rendiamo conto di quanto ruoti velocemente la Terra: il tramonto e l'alba, infatti, ci danno dei punti di riferimento all'orizzonte, grazie ai quali osserviamo direttamente la velocità con cui si sposta (apparentemente) il Sole.


Una velocità, come sappiamo, che va da 0 km/h ai Poli a circa 1668 km/h all'Equatore.

Alla mia latitudine dell'Aquila (circa 42° 21' N al Municipio) la velocità di rotazione della Terra è di circa 1233 km/h.


Chiusa questa breve parentesi tecnica, mi viene in mente anche l'alba che ho avuto occasione fin da bambino di poter osservare sul Mare Adriatico, da diverse località: un'alba diversa, caratterizzata dal Sole più grande e più rosso perché l'orizzonte apparente corrisponde esattamente alla 《pianura》 del mare. 

In quel caso, insieme al chiarore, spesso si iniziano a intravedere i profili dei piccoli e medi pescherecci con i loro caratteristici 《bracci》 degli àrgani che, con un tocco di fantasia e visti da lontano, mi fanno sempre venire in mente un po' le drakkar (dreki) vichinghe con le loro polène.


E così, di alba in alba, arriviamo a questi giorni più recenti di inizio Inverno.

La casa dove vivo ora è esposta a est-sud-est, la posizione ideale per veder sorgere il Sole nella stagione invernale, e in particolare a dicembre, inizio dell'Inverno meteorologico (al principio del mese) e poi di quello astronomico (poco prima del Natale; o 《della Natale》 aquilanamente parlando).

A dicembre il Sole che sorge raggiunge il massimo del suo azimut a oriente, ossia l'angolo che parte dal nord, in senso orario, fino al punto in cui la nostra stella spunta dall'orizzonte.


In queste mattine dicembrine, quando il cielo è limpido ho l'occasione di gustarmi quei minuti che intercorrono tra quando si vedono le sagome delle case, dei palazzi e degli alberi ancora poco definite fino all'inizio graduale del chiarore, che comincia a definire i tetti e gli alberi esposti sulle parti più alte, nell'alternarsi di creste e valloni del mio quartiere. 

Poi, si inizia a vedere la luce riflessa dalle vetrate dei piani più alti.

A quel punto inizia lo 《sprint》 del Sole che sembra accelerare la sua levata: l'atmosfera nitida si colora di un giallo paglierino con una lieve sfumatura di arancio, sempre più diffuso con il passare dei minuti. Si iniziano a vedere distintamente gli alberi, le case, i palazzi, la distesa bianca della brina o della neve al suolo, sui tetti, sulle piante.

Poi, nell'arco di qualche decina di secondi, un bagliore luminoso inizia a traboccare dalle finestre fin dentro casa, finché vedo la nostra stella spuntare e alzarsi rapidamente nel cielo: le pareti e i mobili alle mie spalle si illuminano come avessi acceso una luce domestica; anzi …molto di più!

Lo spettacolo si compie e il nuovo giorno è ormai avviato: i bassi raggi del periodo invernale permettono di godere a lungo, durante la mattinata, del riverbero di luce che fa brillare ogni ambiente di casa.


E anche quando capita che le nebbie di primo mattino sembrano avvolgerci in un batuffolo d'aria ovattata che restringe il nostro orizzonte visivo, in una suggestiva atmosfera sospesa, ecco che i raggi del Sole pian piano iniziano a diradare questo sipario di vapore acqueo che lentamente si colora di un giallino sempre più oro, lo diffonde e, proprio come alla levata del Sole, ci svela gradualmente il paesaggio con le case, i palazzi, i prati, i terreni, i monti, gli alberi, e la brina o la neve che ricoprono i tetti, le piante e il suolo. Alla fine restiamo estasiati quando, discioltosi questa sorta di batuffolo di zucchero a velo, si apre ai nostri occhi quel cielo limpido tipico soprattutto delle mattinate più fredde che vanno dall'Autunno alle prime settimane di Primavera.


E che dire anche di quelle mattine quando nubi alte, sottili e «lucide», quasi lenticolari, fanno da corte d’accoglienza al Sole nascente? Ne diffondono il chiarore prima ancora che esso sorga e si aprono a sipario quando spunta dall’orizzonte. Altro suggestivo spettacolo mattutino!

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Insomma, quante impressioni ci regala l'alba così come il tramonto; e forse non per caso questi fenomeni sono spesso oggetto della fotografia artistica, e della fotografia in generale, così come di tanti pittori: ricordiamo ad esempio il celebre Impression, soleil levant di Claude Monet o il Sole rappresentato da Giuseppe Pelizza da Volpedo, giusto per citare due tra i molti esempi possibili.


Personalmente, come mi piace fare di tanto in tanto, ho cercato di 《dipingere a parole》, o almeno di tratteggiare, le impressioni-emozioni di questo momento della giornata.

Ho cercato di descrivere alcune delle sensazioni, forse ancestrali, che ci suscita questo fenomeno: un fenomeno quotidiano e sempre  accattivante.


Le parole non sono mai sufficienti per descrivere a tutto tondo queste gradevoli emozioni.


Sul mare come tra i monti, tra città e campagna: il mio suggerimento è quello di godere sempre a pieno, quando possibile, di questi tanti piccoli-grandi spettacoli che la Natura ci offre; il piacere di assaporare o ri-assaporare il gusto di queste emozioni quotidiane.

Ritrovare una maggiore sintonia con i ritmi naturali: normale per le generazioni passate, meno per la nostra epoca.

Una sintonia che possiamo ritrovare anche nei nostri ecosistemi urbani se sappiamo riconoscerla e apprezzarla. 


Mauro



sabato 20 novembre 2021

ODORI 《PRIMITIVI》



ODORI 《PRIMITIVI》

Per la prima volta dall'inizio del mese, ieri sera ho finalmente 《annusato》 nell'aria l'《odore》di novembre, o quantomeno dell'Autunno pieno, anche se solo per qualche istante. 

Un'aria dal 《profumo》 più leggero e limpido rispetto ai giorni e alle settimane scorse.


Ogni mese, ogni stagione, ogni clima, ogni fenomeno atmosferico, ogni luogo, emana degli 《odori》 caratteristici, talora in combinazione fra loro, che impariamo a 《fiutare》 e a riconoscere fin dall'Infanzia, più o meno consapevolmente.


Odori, essenze, che spesso non è facile descrivere in poche parole.

Forse perché appartengono alla parte più primitiva e più istintiva della nostra Mente, quella che ci avvicina di più agli altri animali.


Se poi questi odori possano suscitare sensazioni gradevoli o sgradevoli, ciò dipende da una sfera emotiva e sentimentale strettamente individuale, che ci distingue gli uni dagli altri.



Mauro