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giovedì 17 febbraio 2022

«CHE ORE SONO A L'AQUILA?»

 

Il meridiano di Termoli
(in grassetto)
Tra la punta più a Est del Salento e il punto più ad Ovest delle Alpi Cozie, c'è un fuso orario effettivo di circa 48 minuti.


«CHE ORE SONO A L'AQUILA?»


Se il nostro orologio segna le 12:00 ora solare italiana (UTC+1), a L'Aquila che ore sono realmente?
Sono le 11:54 circa, ossia 6 minuti più dietro.

Quando mi riferisco a L'Aquila intendo come riferimento il meridiano che passa per il Palazzo civico e la Torre civica, ossia:
longitudine circa 13° 23' 53" E
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Perché 6 minuti in meno rispetto all'ora nazionale? 

Vediamo insieme.


Come sappiamo, dall'Ottocento la Terra è stata divisa idealmente in 24 《spicchi》, corrispondenti ai 24 fusi orari che si calcolano dal Meridiano Universale (quello passante per Greenwich,  a Londra).

Ogni spicchio, pari a 15° di longitudine, corrisponde a un'ora:
un'ora in meno se si va verso Ovest, un'ora in più se si va verso Est.
In teoria tutto lo spazio all'interno di ciascuno spicchio adotta lo stesso orario, anche se in realtà vi sono diverse eccezioni perché in molti Paesi i confini del fuso orario sono irregolari, in quanto seguono i confini amministrativi dello Stato; oppure per altri motivi.
Nei Paesi molto grandi, poi, ci sono più fusi orari.
Ad oggi, i fusi orari effettivi son più di 24.


Nel caso dell'Italia, l'ora solare ufficiale è quella del quindicesimo meridiano a Est di Londra (longitudine 15° 00' 00" E) passante per Termoli: quindi un'ora in più rispetto a quella universale (UTC+1) e due ore in più quando è in vigore l'ora legale (UTC+2).

>UTC=Universal Time Coordinated (Tempo Coordinato Universale).

Quindi, quando leggiamo gli orologi in Italia è come se leggessimo l'ora di Termoli: per comodità, ovviamente, adottiamo lo stesso orario in tutta Italia.
Ma naturalmente in Italia ci sono località più a est e località più a ovest rispetto a Termoli, che differiscono quindi di alcuni minuti, in più o in meno, rispetto all'orario ufficiale nazionale.
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Nel caso dell'Aquila, come abbiamo già visto, prendiamo come riferimento il meridiano che approssimativamente passa per il Palazzo civico e per la Torre civica: longitudine 13° 23' 53" E.
Quindi L'Aquila si trova più a Ovest  ( perciò più 《indietro》) rispetto ai 15° del meridiano di Termoli:
precisamente 1° 36' 7" più 《indietro》.


Poiché sappiamo che 15° corrispondono a un'ora (60 minuti), allora 1° (un grado) corrisponde a 4 minuti (60:15=4).
E, poiché 1° (un grado) corrisponde a 4 minuti, allora 15' (15 primi) corrispondono a 1 minuto (infatti 1 grado = 60 primi e 60:4=15).


Torniamo a L'Aquila: abbiamo detto che siamo a 1° 36' 7" più a Ovest del meridiano di Termoli.
Perciò: (1° = 4 minuti) + (36' = 2,4 minuti) + (7" = circa 0,067 secondi).

Per semplicità, se arrotondiamo soltanto ai minuti - e senza i decimali - abbiamo un totale di 6 minuti:
per cui quando leggiamo il nostro orologio a L'Aquila sappiamo che la nostra ora locale è di 6 minuti indietro rispetto a quella ufficiale che leggiamo sull'orologio.

Per esempio: quando l'orologio segna le 12:00, da noi sono le 11:54; quando segna le 12:06, da noi sono le 12:00.
Il discorso vale ovviamente a qualsiasi ora: guardiamo l'orologio e togliamo 6 minuti.


Ciò significa anche che quando adottiamo l'ora legale, se ufficialmente ci portiamo un'ora avanti (è come se ci spostassimo dal meridiano 15° Est di Termoli a quello 30° Est di San Pietroburgo), nella nostra città ci portiamo effettivamente a 1 ora e 6 minuti più avanti rispetto al nostro orario naturale.
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Il 《Mezzogiorno locale》: un'altra cosa ancora.

Il fuso orario locale che abbiamo visto è una curiosità per leggere gli orologi e vale a tutte le ore

Non dobbiamo confonderlo con un'altra cosa ancora: 
il 《mezzogiorno locale》, cioè il momento in cui il Sole passa effettivamente per il meridiano della nostra città e raggiunge il punto più alto della giornata.
Il Sole infatti non passa nello stesso punto ogni 24 ore esatte, ma a volte un po' prima, a volte un po' dopo, perché il giorno naturale non dura 24 ore esatte.
In questo caso bisogna tener conto dell'《equazione del tempo》, una tabella fissa di minuti e secondi da aggiungere o da sottrarre a seconda del periodo del mese e dell'anno.


Quindi, per calcolare il 《mezzogiorno locale》 dell'Aquila dobbiamo fare questo piccolo conto:
ore 12:00 (ufficiale) + / -《l'equazione del tempo》+ i 6 minuti di differenza tra la longitudine dell'Aquila e il meridiano ufficiale dell'Italia.
Ovviamente, quando è in vigore l'ora legale, dobbiamo aggiungere un'ora in più al risultato.


Esempio. Oggi, 17 febbraio, il nostro《mezzogiorno locale》 è stato alle ore 12:20 circa (ora solare ufficiale dell'Italia):
ore 12:00 (ufficiali) + 14 minuti (equazione del tempo di oggi) + 6 minuti (differenza di longitudine).


Mauro

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Spunti sitografici (URL consultati in data 17/02/2022).


Tabella dell'equazione del tempo:


Calcolo del mezzogiorno locale:


Ovviamente, quando si va di fretta e/o si vogliono vedere i vari dettagli della giornata, si possono anche consultare le molte effemèridi che si trovano online, selezionando il mese, la località e controllando sotto la voce 《culminare》 (del sole).
Ecco un esempio, fra i tanti siti disponibili:


domenica 28 marzo 2021

Da CET a CEST

 

Da CET a CEST



E così, con un giro di lancette a 360° in avanti, ci troviamo nuovamente e artificialmente «catapultati» sul fuso orario solare di Atene, Bucarest, Helsinki e tanti altri luoghi sulla stessa fascia di longitudine.


 

Da CET a CEST, appunto.



CET sta per Central European Time, ossia Orario del Centro Europa:

il nostro fuso orario naturale che condividiamo con Berlino, Copenaghen, e altre località.


CEST sta per Central European Summer Time, ossia Orario Estivo del Centro Europa:

un orario che, dal punto di vista pratico, corrisponde al fuso orario EET (Eastern European Time; Orario dell’Europa Orientale).

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Questo
«salto» forzato è chiamato «ora legale».


Un «salto» che in Italia viene percepito di meno da chi vive in Salento - molto a est - e di più da chi vive per esempio ad Aosta e Alpi italo-francesi - molto a ovest -: 

per queste ultime zone è un «salto» un pochino più lungo di un'ora effettiva.

Molto più lungo, invece, per Parigi e per la maggior parte della Francia.



Un «salto» che costringe il nostro orologio biologico ad adattarsi a un piccolo jet lag (sfasamento), come se avessimo viaggiato in aereo in direzione ovest-est.

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Un «salto» di cui - a conti fatti - beneficiamo principalmente nei mesi di aprile e settembre, quando quell'ora in avanti fa la differenza nel tardo pomeriggio.


Nei mesi estivi - invece - già da metà maggio praticamente non ce ne accorgiamo, perché le giornate sono talmente lunghe che - ora più, ora meno - la notte arriva ben oltre l'orario di cena.


A ottobre, poi, si ottiene addirittura l'effetto inverso, in generale e soprattutto nel nord-ovest d'Italia:
per esperienza diretta nella mia zona, e per racconti di chi vive nel Nord-Ovest, l'ora legale ad ottobre comporta che alle 07:15-07:45 del mattino sia ancora buio - soprattutto se è una giornata nuvolosa.


A metà ottobre l’Estate è finita da un pezzo però adottiamo ancora l’ora estiva?!

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Quindi - tolti una quarantina di giorni tra fine marzo e inizio maggio, e un'altra quarantina di giorni tra fine agosto e inizio ottobre - dov'è tutto questo beneficio socio-economico dell'ora legale?


Personalmente - dopo 25 anni - non l'ho ancora visto né capito.


Con 25 anni faccio riferimento al 1996, quando l'ora legale fu estesa fino a ottobre.


 

Mauro

sabato 20 ottobre 2018

Ora solare o legale? Forse è meglio la prima - Ecco i miei 'perché'

L'ora solare (Fonte immagine: pisatoday.it)

Domenica 28 ottobre 2018, il giorno che «dura 25 ore»!
Finalmente si torna al nostro orario 'naturale', quello del nostro fuso orario.
Purtroppo però pare che la politica voglia 'costringerci' a passare all'ora legale tutto l'anno: ma a quel punto che senso avrebbe chiamarla «legale»? In pratica sarebbe come cambiare definitivamente il nostro fuso orario portandolo a un'ora in più.
Forse, invece, la decisione più saggia sarebbe quella di abolire del tutto l'ora legale, inutile d'estate (per un motivo) e inutile d'inverno (per un altro). 
Perché non torniamo stabilmente all'ora solare? L'ora solare è il nostro normale fuso orario 'calibrato' sulla nostra longitudine e quindi sui nostri ritmi fisiologici naturali. L'«ora legale permamente» sarebbe solo una forzatura alla normalità di tutti.



Si parla con sempre più frequenza, a livello istituzionale, di abolire il cambio d'ora; e in particolare di passare esclusivamente a quella legale!


Personalmente, però, sono invece favorevole ad abolire l'ora legale e tornare esclusivamente all'ora solare, per vari motivi:

- l'ora legale tutto l'anno sarebbe come adottare permanentemente un nuovo fuso orario; ma che senso ha se abbiamo già il nostro fuso orario calibrato su ritmi quotidiani consolidati?

- secondo i dati sui consumi elettrici, il presunto risparmio energetico si registra prevalentemente nei mesi di aprile e di ottobre, ossia nei passaggi in cui il giorno e la notte diventano reciprocamente uno più lungo dell'altro; nel periodo estivo il risparmio è abbastanza trascurabile perché le giornate sono già molto lunghe di loro; (Fonte dati: TerNa);

- appunto, nei mesi estivi (giugno-luglio-agosto) le giornate sono già lunghe di norma (circa 16-17 ore di luce) quindi un'ora in più la sera fa poca differenza perché già per natura non fa buio prima delle 20,30; quindi di quale risparmio parliamo?

- Al contrario, e per esperienza personale, già nella seconda metà di ottobre con l'ora legale è ancora buio alle 07,00 e, in caso di giornate nuvolose o nebbiose, a volte fa giorno quasi alle 08,00; quindi quale risparmio se la mattina ci mangiamo i consumi che risparmiamo nel pomeriggio?

- Nei mesi autunnali e invernali le giornate sono già molto corte di loro (circa 9 ore in pieno inverno), quindi un'ora in più il pomeriggio fa poca differenza (farebbe buio alle 17,20 anziché alle 16,20); considerato che alle 17,20 siamo ancora in pieno orario lavorativo, di quale risparmio parliamo?

- Sempre nei mesi autunnali e invernali, in caso di ora legale permanente, alle 08,00-08,30 del mattino sarebbe ancora buio, quindi ci mangeremmo il presunto risparmio (irrisorio) del pomeriggio;

- infine aggiungiamo l'effetto 'jet lag', cioè lo sballamento dei ritmi naturali del corpo, provocato dal cambio d'ora a fine marzo, senza dettagliare sui numerosi studi scientifici che evidenziano gli effetti negativi sulla salute!

Nota a parte: l'ora legale era stata introdotta stabilmente nel 1966, epoca in cui i consumi energetici aumentavano vertiginosamente a seguito del boom industriale! Oggi la tendenza è al risparmio energetico che le nuove tecnologie ci consentono di contenere grazie a illuminazione a basso consumo, talora coadiuvate da fonti di energia alternative! E anche questo l'ho potuto verificare personalmente in bolletta!

Per questa ed altre ragioni, già da anni sono personalmente sono favorevole all'abolizione dell'ora legale e al ritorno esclusivo all'ora solare!

La domanda è: chi deciderà farà prevalere il buonsenso dei fatti o il romanticismo di un'illusorio prolungamento della giornata?
Personalmente sono favorevole ad abolire l'ora legale e tornare esclusivamente all'ora solare, per vari motivi:

- l'ora legale tutto l'anno sarebbe come adottare permanentemente un nuovo fuso orario; ma che senso ha se abbiamo già il nostro fuso orario calibrato su ritmi quotidiani consolidati?

- secondo i dati sui consumi elettrici, il presunto risparmio energetico si registra prevalentemente nei mesi di aprile e di ottobre, ossia nei passaggi in cui il giorno e la notte diventano reciprocamente uno più lungo dell'altro; nel periodo estivo il risparmio è abbastanza trascurabile perché le giornate sono già molto lunghe di loro; (Fonte dati: TerNa);

- appunto, nei mesi estivi (giugno-luglio-agosto) le giornate sono già lunghe di norma (circa 16-17 ore di luce) quindi un'ora in più la sera fa poca differenza perché già per natura non fa buio prima delle 20,30; quindi di quale risparmio parliamo?

- Al contrario, e per esperienza personale, già nella seconda metà di ottobre con l'ora legale è ancora buio alle 07,00 e, in caso di giornate nuvolose o nebbiose, a volte fa giorno quasi alle 08,00; quindi quale risparmio se la mattina ci mangiamo i consumi che risparmiamo nel pomeriggio?

- Nei mesi autunnali e invernali le giornate sono già molto corte di loro (circa 9 ore in pieno inverno), quindi un'ora in più il pomeriggio fa poca differenza (farebbe buio alle 17,20 anziché alle 16,20); considerato che alle 17,20 siamo ancora in pieno orario lavorativo, di quale risparmio parliamo?

- Sempre nei mesi autunnali e invernali, in caso di ora legale permanente, alle 08,00-08,30 del mattino sarebbe ancora buio, quindi ci mangeremmo il presunto risparmio (irrisorio) del pomeriggio;

- infine aggiungiamo l'effetto 'jet lag', cioè lo sballamento dei ritmi naturali del corpo, provocato dal cambio d'ora a fine marzo, senza dettagliare sui numerosi studi scientifici che evidenziano gli effetti negativi sulla salute!

Nota a parte: l'ora legale era stata introdotta stabilmente nel 1966, epoca in cui i consumi energetici aumentavano vertiginosamente a seguito del boom industriale! Oggi la tendenza è al risparmio energetico che le nuove tecnologie ci consentono di contenere grazie a illuminazione a basso consumo, talora coadiuvate da fonti di energia alternative! E anche questo l'ho potuto verificare personalmente in bolletta!

Per questa ed altre ragioni, già da anni sono personalmente sono favorevole all'abolizione dell'ora legale e al ritorno esclusivo all'ora solare!

La domanda è: chi deciderà, farà prevalere il buonsenso dei fatti o il romanticismo di un illusorio prolungamento della giornata?


Mauro Rosati