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lunedì 30 marzo 2026

AQUILE A CONFRONTO - ARTE SACRA E ARALDICA CIVICA

 

《Madonna con Bambino in trono e angeli》, particolare.
L'Aquila, MuNDA - Museo Nazionale D'Abruzzo

( https://museonazionaledabruzzo.it/opere/madonna-con-bambino-in-trono-e-angeli/ )



✍ Arte sacra e Araldica civica - Aquile a confronto

Un altro tassello nell'evoluzione della nostra arme civica aquilana.


🚩 L'Aquila - Particolare dell'opera 《Madonna con Bambino in trono e angeli》attribuita a Saturnino Gatti, datata al 1505-1506, oggi esposta presso il MuNDA - Museo Nazionale D'Abruzzo

( https://museonazionaledabruzzo.it/opere/madonna-con-bambino-in-trono-e-angeli/ ).


📍 La Madonna con il Bambino è seduta su di un trono coperto da un baldacchino di cui vediamo i lembi semicircolari che pendono a cornice.

🛡 Nei lembi riconosciamo subito l'alternanza del bianco e del rosso, tradizionalmente i colori più antichi identificativi della Città dell'Aquila (con il bianco sempre preferibilmente da associare a un delicato metallo argento).

🦅 Sui lembi bianchi osserviamo nitidamente la nostra aquila civica in maestà, nella sua versione più antica e stilizzata, 《sveva》, che è attestata in questa forma almeno fino alla metà del Cinquecento.


↪ In questo caso le aquile centrali sono disposte in posizione affrontata, speculare, probabilmente per evidenziare il centro del dipinto attaverso il quale passa la linea di fuga prospettica (normalmente la nostra aquila civica è infatti vòlta, ossia con la testa che guarda verso la destra araldica, corrispondente alla sinistra per noi che osserviamo). 


↪ Osservando ancor più attentamente l'immagine possiamo cogliere un altro aspetto che si lega strettamente alla storia del nostro stemma civico: sui lembi rossi, aguzzando la vista, riconosciamo il compendio bernardiniano, ossìa il trigramma del Nome di Gesù che qui sembra intravedersi nella versione latinizzata 《IHS》, con la 《H》 crocettata. Il trigramma è disegnato con smalto oro (metallo) correttamente alternato al rosso (colore) di fondo, secondo la regola del 《metallo non tocca metallo, colore non tocca colore》.


❓ Ma perché troviamo i colori, l'arme e gli altri attributi civici in un'opera d'arte sacra?

❗ Perché, come spiega la relativa scheda dell'opera a cura del MuNDA, il dipinto venne commissionato dalla Magnifica Camera Aquilana, lo storico organo di governo cittadino, e si trovava originariamente collocata nella cappella della Torre Civica di Palazzo.



Mauro Rosati

🌱 🖼 OMNIA PULCRA SITIO

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lunedì 19 maggio 2025

CONTEMPLANDO UN DIPINTO - CURIOSITÀ

 


CONTEMPLANDO UN DIPINTO - 

CURIOSITÀ


L'Aquila, veduta pittorica d'epoca dell'odierna Via Cavour verso la Torre Civica di Palazzo.


Siamo all'altezza dell'ex chiesa degli Oratoriani, oggi teatro, di San Filippo Neri, che riconosciamo in primo piano sulla sinistra dalle bugne che sporgono dalla facciata grezza; di fronte alla chiesa si apre la piccola e accogliente piazzetta di impronta barocca, la quale richiama per impostazione la piazza dinanzi alla chiesa di Sant'Ignazio di Loyola a Roma.


Osservando i personaggi nel dipinto notiamo in primo piano un prelato che indossa il caratteristico galèro, copricapo ecclesiastico circolare a tesa larga, oggi in disuso come abbigliamento ma ancora presente negli stemmi araldici ecclesiastici, importante per qualificare il grado gerarchico di un prelato in base al colore e al numero dei fiocchi (oggi principalmente per vescovi, arcivescovi, cardinali).

Più avanti intravediamo figure femminili con le caratteristiche ampie gonne ancora in uso nella prima parte del Novecento, e con mantelline sulle spalle.


Siamo nel periodo antecedente allo sventramento del 《Vicolaccio》 per l'apertura di 《Via Italo Balbo》, poi 《Via Sallustio》: ce ne accorgiamo osservando quel palazzetto con pilastro d'angolo al primo piano e con tendoni rossi di probabili attività commerciali al pianterreno. Si tratta di uno dei fabbricati demoliti in due momenti: nei primi anni '40, quando lo sventramento, partendo in discesa dal lato di Corso Vittorio Emanuele, si fermò all'incrocio con Via Cavour, per poi riprendere dopo la Seconda Guerra Mondiale, negli anni '50 e '60, quando le demolizioni raggiunsero Piazza Fontesecco.

Come ricorda il signor Gianni, aquilano classe 1940, alla fine degli anni' 40 gli sventramenti erano fermi all'altezza dei 《Protestanti》, ossìa dell'ex Oratorio dei Filippini (Oratoriani) ad angolo tra Via Cavour e via Sallustio, che ospitava la comunità della Chiesa Cristiana Evangelica fino al terremoto del 2009 (da cui la denominazione popolare di chiesa dei 《Protestanti》). Alla fine degli anni '40, racconta sempre il signor Gianni, il 《Vicolaccio》 presentava un piano stradale dissestato, caratterizzato da dossi e avvallamenti nei quali i bambini dell'epoca si dilettavano a giocare.

Lo sventramento novecentesco di Via Sallustio provocò la scomparsa di una serie rettilinea di vicoli, tra i quali 《Via del Real Liceo》 e 《Via San Vittorino》, nonché la Cappella Signorini-Corsi e un lato del chiostro del monastero femminile della Beata Antonia (monastero dell'Eucarestia).


A parte i danni provocati dall'apertura di Via Sallustio, fortunatamente lo scorcio è rimasto in gran parte apprezzabile tutt'oggi, soprattutto con i lavori di ricostruzione post-sisma 2009, con la cima svettante della Torre di Palazzo e con le caratteristiche piccole case lungo il vicolo, risparmiate dagli sventramenti novecenteschi.

Per poter apprezzare al meglio la veduta della Torre, però, oggi dobbiamo avvicinarci di più verso Piazza del Palazzo poiché, dall'altezza di San Filippo, una palazzina del secondo Novecento su via Sallustio permette di vedere soltanto la punta e un parte del fianco della Torre, che invece possiamo apprezzare meglio superando quella palazzina.


Una curiosità odonomastica.

L'odierna via Cavour, almeno per il tratto più vicino a Piazza del Palazzo, era menzionata in passato come 《Via Santa Maria ad Civitatem》, come attestano ad esempio pubblicità dei primi del Novecento. La via prendeva il suo nome dalla chiesa di Santa Maria ad Civitatem, che si trovava all'angolo tra l'odierna Via Cavour e Piazza del Palazzo; la chiesa è stata inglobata nel palazzo che prima del sisma del 2009 ospitava il noto 《Ristorante Ernesto》.

È quindi molto probabile che il palazzo storico conservi le strutture di questa antica ex chiesa.

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Che la percorriate verso Piazza del Duomo oppure verso Piazza del Palazzo, una bella passeggiata lungo via Cavour è sempre un piacere!


Mauro

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mercoledì 22 settembre 2021

AUTUMNI AEQUINOCTIUM

Autumni Aequinoctium

 


Aequinoctium - Aequa Nox

12d - 12n / Iter: E>S>W

 


Oggi inizia l'Autunno astronomico.

 


Nel suo movimento apparente (eclittica), la traiettoria del Sole interseca l’equatore celeste - ossia la proiezione immaginaria dell’Equatore terrestre nel cielo -. Questo punto di intersezione viene chiamato anche Punto della Bilancia (punto òmega Ω), opposto al Punto di Ariete dell'equinozio primaverile (punto gamma γ).



La definizione di Punto della Bilancia deriva dal fatto che quando esso fu studiato (molti secoli fa), l’inizio dell'Autunno astronomico coincideva con l’«ingresso» del Sole nella costellazione della Bilancia.
Oggi, l’inizio dell'Autunno corrisponde invece all’«ingresso» del Sole nella costellazione della Vergine; questo spostamento è dovuto al fenomeno della Precessione degli Equinozi, un fenomeno lento ma costante a causa del quale – semplificando – ogni anno la Terra torna nello stesso punto dell'orbita con circa 50,4 secondi in anticipo rispetto all’anno precedente (quindi l'Equinozio «precede» quello dell’anno prima).

Il passaggio nel Punto della Bilancia segna anche il passaggio del Sole dall’emisfero celeste boreale (nord) all’emisfero celeste australe (sud) - sempre nel suo movimento apparente -.

L’Equinozio d'Autunno può essere considerato come la metà dell’«anno astronomico».



Sole allo "Zenith" sull'Equatore.

Il dì e la notte hanno la stessa durata mentre il Sole percorre un itinerario approssimativo da Est (dove sorge) ad Ovest (W; dove tramonta), passando ovviamente per il Sud (dove raggiunge il punto più alto della giornata).




Nella nostra città dell'Aquila, considerando come riferimento la latitudine approssimativa della Torre di Palazzo, il sole raggiunge oggi un'"altezza" massima di 47° 38' 46".

Nota 1. Sull'altezza del Sole agli Equinozi, nella nostra città, vedi anche:

https://pianetalaquila.blogspot.com/2018/09/bentornato-autunno.html?m=1 
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Estate trascorsa caratterizzata, nel trimestre da giugno ad agosto, da ricorrenti temperature sopra la norma e da circa 75 giorni di siccità intervallati soltanto da 2-3 brevi piovaschi
«di respiro».

Migliore la situazione meteorologica a partire dalla fine di agosto e per tutta la prima decade di settembre (25 agosto-12 settembre 2021), con temperature ritornate nella norma e finalmente un po' di piogge che, alternate a giornate stabili, hanno riportato un certo equilibrio atmosferico: le piante hanno iniziato a cacciare nuovi germogli («getti») e gli uccelli sono tornati a farsi sentire dopo lo stress da caldo dei mesi precedenti.

Meno bene, invece, la metà del mese di settembre, la settimana scorsa, con le temperature che sono salite di nuovo sopra la norma, soprattutto nei valori diurni delle massime, e aria calda fuori stagione con aria calda da Scirocco.

C'è da sperare in una nuova piovosità più costante che restituisca un po' di equilibrio generale, falde acquifere comprese.

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Per chi gradisse, concludo in musica con un breve estratto dell'"Autunno" di Antonio Vivaldi: 
https://youtu.be/WA8EJQOqbdo


Mauro Rosati




lunedì 21 giugno 2021

Aestatis Solstitium

Aestatis Solstitium

 


Solstitium - Sol stat

15½d – 8½n / Iter: NE>S>NW

 

Oggi inizia l'Estate astronomica nell'emisfero boreale.

 

Sole allo "Zenith" sul Tropico del Cancro.

Nel nostro emisfero boreale, la notte raggiunge la durata massima rispetto al dì, mentre il Sole percorre un itinerario approssimativo da Nord-Est (dove sorge) a Nord-Ovest (NW; dove tramonta), passando ovviamente per il Sud (dove raggiunge il punto più alto della giornata).

A nord del Circolo Polare Artico il Solstizio d'Estate è il giorno in cui il dì dura 24 ore; ovviamente a sud del Circolo Polare Antartico accade il contrario.

 

Nella nostra città dell'Aquila, considerando come riferimento la latitudine approssimativa della Torre di Palazzo, il sole raggiunge oggi un'"altezza" massima di 71° 05' 46".

Il risultato si ottiene sommando l'inclinazione dell'asse terrestre (che al momento è di circa 23° 27' 00") all'altezza del Sole agli Equinozi (che nella nostra città è di circa 47° 38' 46", sempre con riferimento alla Torre di Palazzo); quindi 47° 38' 46" + 23° 27' 00" = 71° 05' 46".

 

Nota 1. Sull'altezza del Sole agli Equinozi, nella nostra città, vedi anche:

https://pianetalaquila.blogspot.com/2018/09/bentornato-autunno.html?m=1

 

Nota 2. L'inclinazione dell'asse terrestre cambia nel corso dei millenni, oscillando tra un massimo di 24° 20' e un minimo di 21° 55'.

Al giorno d’oggi è, appunto, di 23° 27'.

 

(Fonte:

https://www.treccani.it/enciclopedia/terra_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/ )

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La Primavera trascorsa è stata complessivamente soddisfacente, sia per le temperature sia per le precipitazioni.

Hanno fatto eccezione un’ondata di calore tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, e qualche «bolla africana» umida a intermittenza, dal mese di maggio.

Per il resto le precipitazioni sono state più che buone rispetto all’anno scorso, con neve in città fino ad aprile, temperature fresche più simili alla normalità della nostra zona, e piogge costanti. Queste precipitazioni hanno un pochino alleggerito il «peso» della siccità quasi costante che ha caratterizzato il periodo tra giugno 2019 e agosto 2020, la quale ha pesantemente alleggerito le falde acquifere e quindi anche le sorgenti, i fiumi e i laghi, come un po’ in tutta Italia.

Grazie a questa Primavera fresca, piovosa e nevosa, dai 2000 metri in su i lembi di neve dell’Inverno trascorso hanno superato la metà di giugno: un traguardo importante in questi tempi di riscaldamento globale; la normalità fino a 15-20 anni fa.

In questi giorni più recenti - invece - la cappa di una nuova «bolla» africana si sta facendo più pesante e insistente, con il cielo lattiginoso e un’aria biancastra e carica di foschia umida anomala per le nostre zone.

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Per chi gradisse, concludo in musica con un breve estratto dell'"Estate" di Antonio Vivaldi:

https://youtu.be/s8O7kR6O9Vg

 

 

Mauro Rosati



sabato 20 marzo 2021

Veris Aequinoctium

Aequinoctium

 

Aequinoctium - Aequa Nox

12d - 12n / Iter: E>S>W


 

Oggi inizia la Primavera astronomica.


Nel suo movimento apparente (eclittica), la traiettoria del Sole interseca l’equatore celeste - ossia la proiezione immaginaria dell’Equatore terrestre nel cielo - . Questo punto di intersezione viene chiamato anche Punto di Ariete o Punto vernale (dall’aggettivo latino vernalis, che vuol dire «primaverile»).


La definizione Punto di Ariete deriva dal fatto che quando esso fu studiato (molti secoli fa), l’inizio della Primavera astronomica coincideva con l’«ingresso» del Sole nella costellazione dell’Ariete.

Oggi, l’inizio della Primavera corrisponde invece all’«ingresso» del Sole nella costellazione dei Pesci; questo spostamento è dovuto al fenomeno della Precessione degli Equinozi, un fenomeno lento ma costante a causa del quale – semplificando – la Primavera astronomica inizia ogni anno con circa 50,4 secondi di anticipo rispetto all’anno precedente (quindi l'Equinozio «precede» quello dell’anno prima).

Il passaggio nel Punto d’Ariete segna anche il passaggio del Sole dall’emisfero celeste australe all’emisfero celeste boreale - sempre nel suo movimento apparente -.

L’Equinozio di Primavera può essere considerato come l’inizio dell’«anno astronomico».



Sole allo "Zenith" sull'Equatore.

Il dì e la notte hanno la stessa durata mentre il Sole percorre un itinerario approssimativo da Est (dove sorge) ad Ovest (W; dove tramonta), passando ovviamente per il Sud (dove raggiunge il punto più alto della giornata).



 

Nella nostra città dell'Aquila, considerando come riferimento la latitudine approssimativa della Torre di Palazzo, il sole raggiunge oggi un'"altezza" massima di 47° 38' 46".


Nota 1. Sull'altezza del Sole agli Equinozi, nella nostra città, vedi anche:

https://pianetalaquila.blogspot.com/2018/09/bentornato-autunno.html?m=1 .

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Dal punto di vista climatico, invece, nella nostra zona la Primavera meteorologica inizia non prima della metà di aprile.

 

L’Inverno in corso è stato sicuramente più soddisfacente del disastroso inverno 2019-2020, che si era rivelato siccitoso, con temperature costantemente sopra il normale e fioriture troppo anticipate (già a febbraio) che sono state «bruciate» dalle gelate e dalla leggera neve di fine marzo.


Questo inverno 2020-2021 è stato finora più ricco di acqua e di neve, già da novembre e fino a tutto gennaio - anche se con molti alti e bassi termici -.

Febbraio invece si è rivelato più caldo del normale per il sesto Inverno consecutivo: ad eccezione di pochi giorni veramente invernali, la prima settimana e l’ultima decade di febbraio 2021 sono state caratterizzate da temperature massime fino a 11 gradi sopra il normale. I mandorli sono fioriti con un paio di settimane di anticipo: meglio comunque rispetto alla situazione di febbraio 2020 quando erano fiorite in largo anticipo anche altre piante da frutto.

Fortunatamente le precipitazioni di neve e di acqua di febbraio 2021 sono state lo stesso soddisfacenti e, insieme ai mesi precedenti, hanno contribuito a rimpinguare le falde acquifere che erano state «stressate» da 15 mesi di siccità – con precipitazioni scarse – da giugno 2019 ad agosto 2020 compresi.

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Per chi gradisse, concludo in musica con un breve estratto della “Primavera” di Antonio Vivaldi: https://www.youtube.com/watch?v=5Eaxcioiy2w

 


 

Mauro

giovedì 18 marzo 2021

Orologi! Che meraviglia!

Nell'immagine in alto: un orologio in materiale plastico a imitazione di cornice in legno e quadrante in vetro.
In questo caso, l'orologio riporta i numeri romani «moderni».

Nota. Numeri romani «antichi» e numeri romani «moderni».

- Semplificando molto il discorso - per «moderni» si intendono quei numeri romani che ci sono giunti in eredità dagli umanisti del tardo Medioevo e del primo Rinascimento: sono simili ai numeri romani «antichi» ma con qualche differenza.

Per esempio: il numero 4 viene rappresentato come «IIII» per i Romani antichi (quattro volte uno), mentre diventa «IV» nella forma moderna (cinque meno uno). Entrambe le versioni sono corrette.

Lo stesso vale per il 9, che possiamo trovare come «VIIII» (cinque più quattro) per i Romani antichi, oppure come «IX» (dieci meno uno) nella forma «moderna».

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Paese che vai...orologio che trovi!

Un velocissimo tour riassuntivo - e non esaustivo - tra alcuni degli orologi pubblici della nostra città e dintorni.

E allo stesso tempo uno spunto per tornare ad apprezzarli e a guardarli con più attenzione.

Infine, per i lettori più curiosi, anche un invito a segnalare il loro orologio pubblico: quello preferito; quello che conoscono meglio.



Orologi! Li ho sempre amati, fin da bambino.

Dalla semplice e affascinante meridiana agli orologi digitali, passando per i «classici» meccanici a lancette!
Ricordo sempre con piacere una meridiana artigianale che realizzai a 15 anni su una tavoletta di masonite
«povera» (ritagliata dal fondo di una cassetta della frutta), applicando al centro un lungo chiodo che funzionava come gnomone.

Ce l'ho ancora.

I numeri delle ore sono rigorosamente romani! E anche l’anno di realizzazione è scritto in numeri romani.


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Gli orologi, dicevamo!

Mi piacciono tutti, anche se - appunto - ho una particolare predilezione per quelli con i numeri romani.


E non mi piacciono solo quelli da appartamento: amo vedere gli orologi pubblici funzionanti, nelle strade, sulle torri civiche, sui campanili delle chiese!

(Per «pubblici» intendo genericamente tutti quei grandi orologi visibili alla collettività.)

Per questo sono molto contento che con la ricostruzione della nostra città si stiano riattivando anche vecchi orologi pubblici che non funzionavano già prima del terremoto del 2009:

- che gioia veder funzionare l'orologio del Palazzo dell’Esposizione (Emiciclo) alla Villa Comunale, illuminato di notte;

- che gioia vedere il nuovo orologio sul campanile della chiesa Capoquarto di San Pietro a Coppito, ripristinato dall'impresa Marinelli di Agnone, che ha «colato» le nuove campane della torre ricostruita.

E poi, che bello veder funzionare di nuovo il famoso orologio
«Omega» sotto i Portici di Palazzo Federici, punto di riferimento per tanti Aquilani a partire dal periodo a cavallo tra gli anni '30 e i primi anni '40 del Novecento.

«Ci vediamo all'Omega!»: così si usava dire, come ricordava il prof. Alessandro Clementi in un incontro pubblico poco più di 10 anni fa, narrando un episodio della sua infanzia.

Oggi, già da molti anni, al posto della scritta «Omega» è riportato il nome della nostra città.

E dall'anno scorso l'orologio è tornato a scandire i ritmi di chi passa da lì.



E ancora, che belle le due meridiane di San Vito alla Rivera, ricomposte pietra su pietra negli anni scorsi, durante la ricostruzione di chiesa e facciata.



E infine - non dimentichiamo - ci sono «gli orologi» della Cattedrale (da riparare) e quello - celeberrimo - della Torre civica di Piazza del Palazzo: «l'orologio degli orologi», l’orologio pubblico per eccellenza!

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Probabilmente ce ne saranno anche altri che in questo momento mi sfuggono.

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Uscendo poi dalla città, incontriamo - per esempio - l'orologio sul campanile della Cappella Camerini 
(o «Chiesa di San Francesco in Cianfarano»), piccola chiesa e gioiellino architettonico in stile «eclettico», situata appunto in contrada Cianfarano, lungo via Colle Pretara.

Tra l'altro, questo orologio ha una doppia corona di ore, una specie di formato «24h»:

- la prima corona, in numeri romani, segna le ore fino a mezzogiorno (ante-meridiane);

- la seconda corona, più esterna, segna le ore dalle 13 alle 24 (post-meridiane), in numeri arabi, quelli che usiamo comunemente oggi.


Spingendoci più a ovest, fino ai piedi del borgo di Coppito, possiamo ammirare l'orologio del campanile della chiesa parrocchiale di San Pietro, la chiesa fuori le mura della città (extra moenia) che ha donato il nome alla sua
«sorella» (intra moenia) dentro le mura dell'Aquila.




Mi fermo qui, perché l'elenco sarebbe plausibilmente più lungo: 
pensiamo soltanto, nel nostro Contado, allo stupendo orologio sulla torre che si innalza sopra uno degli ingressi al borgo medievale di Fontecchio.

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Una cosa è certa:

gli orologi pubblici sono utili oggi così come in passato!


- Oltre che suggestivi e spesso di grande bellezza -, gli orologi pubblici sono una parte attiva e funzionale dell’arredo urbano - sia nelle nostre città, sia nei nostri borghi -.

Insieme alle campane, scandiscono i ritmi della giornata tra le vie e le piazze pubbliche, e ci possono tornare utili se non abbiamo a portata di mano lo smartphone o un orologio da polso.



Mentre si cammina - infatti - è più semplice e istintivo alzare lo sguardo verso un grande orologio a vista, piuttosto che frugare tra le tasche di una giacca o di una borsa - o borsello - che siano.


Soprattutto se abbiamo le mani occupate da un buon panino o da un gustoso gelato!
😊

 

 

Mauro Rosati
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SEGNALA IL TUO OROLOGIO PUBBLICO!
Se la materia vi incuriosisce, segnalate pure gli orologi pubblici funzionanti nella nostra città, nei suoi dintorni e anche oltre - senza limiti di confine, né provinciali né regionali -.


Potete segnalare il vostro orologio pubblico qui: 
https://forms.gle/PWEpeN9iJoafpwnh9


Per «orologi» si intendono - nel senso più ampio - dalla meridiana più semplice, all’orologio meccanico a lancette, fino a quelli digitali.



lunedì 21 dicembre 2020

Hiemis Solstitium

 

Solstitium


Solstitium - Sol stat

9d - 15n / Iter: SE>S>SW


Oggi inizia l'Inverno astronomico nell'emisfero boreale; quest'anno con un "giorno di anticipo" perché anno bisestile.


Sole allo "Zenith" sul Tropico del Capricorno.

Nel nostro emisfero boreale, la notte raggiunge la durata massima rispetto al dì, mentre il Sole percorre un itinerario approssimativo da Sud-Est (dove sorge) a Sud-Ovest (SW; dove tramonta), passando ovviamente per il Sud (dove raggiunge il punto più alto della giornata).
A nord del Circolo Polare Artico il Solstizio d'Inverno è il giorno in cui la notte dura 24 ore; ovviamente a sud del Circolo Polare Antartico accade il contrario.


Nella nostra città dell'Aquila, considerando come riferimento la latitudine approssimativa della Torre di Palazzo, il sole raggiunge oggi un'"altezza" massima di 24° 11' 46".

Il risultato si ottiene sottraendo l'inclinazione dell'asse terrestre (che al momento è di circa 23° 27' 00") all'altezza del Sole agli Equinozi (che nella nostra città è di circa 47° 38' 46", sempre con riferimento alla Torre di Palazzo); quindi 47° 38' 46" - 23° 27' 00" = 24° 11' 46".

                                         
Nota 1. Sull'altezza del Sole agli Equinozi, nella nostra città, vedi anche: 

https://pianetalaquila.blogspot.com/2018/09/bentornato-autunno.html?m=1 .

Nota 2. L'inclinazione dell'asse terrestre cambia nel corso dei millenni, oscillando tra un massimo di 24° 20' e un minimo di 21° 55'.

Al giorno d’oggi è, appunto, di 23° 27'.

( Fonte: https://www.treccani.it/enciclopedia/terra_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/ )


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L'Inverno meteorologico, invece, dovrebbe essere iniziato già da diverse settimane. Fortunatamente è caduta una discreta quantità di pioggia a inizio mese, ma le temperature non sono basse come ci si aspetterebbe nella nostra zona normalmente: fa friddu ma non è la “strina” dicembrina!

Sulle montagne circostanti si susseguono spolverate di neve ('ncaciate) che però vengono in parte sciolte da temperature che ogni tanto salgono sopra la media del periodo.

La neve in città è già in ritardo di almeno un mese, mentre sui monti la situazione è quella della seconda metà di ottobre circa.

La scarsità della neve e delle gelate notturne non permette alla terra, alle piante e agli animali, il giusto riposo invernale.

Inoltre, la scarsità della neve rappresenta anche un problema per le riserve d'acqua estive; le montagne, infatti, sono i "serbatoi" delle rispettive Regioni.

Tutto ciò – ovviamente - dipende molto dalle alterazioni del clima provocate da noi esseri umani.
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Per chi gradisse, concludo in musica con un breve estratto dell'"Inverno" di Antonio Vivaldi: https://youtu.be/-ohnlvlGYmo

 


 

Mauro


martedì 22 settembre 2020

Aequinoctium Autumni

Aequinoctium

 

Aequinoctium - Aequa Nox

12d - 12n / Iter: E>S>W


Oggi inizia l'Autunno astronomico; quest'anno con un "giorno di anticipo" perché anno bisestile.


Sole allo "Zenith" sull'Equatore.

Il dì e la notte hanno la stessa durata mentre il sole percorre un itinerario approssimativo da Est (dove sorge) ad Ovest (W; dove tramonta), passando ovviamente per il Sud (dove raggiunge il punto più alto della giornata).


Nella nostra città dell'Aquila, considerando come riferimento la latitudine approssimativa della Torre di Palazzo, il sole raggiunge oggi un'"altezza" massima di 47° 38' 46" 

(vedi anche https://pianetalaquila.blogspot.com/2018/09/bentornato-autunno.html?m=1 ).


Da alcuni giorni, con le temperature più miti, i passeri hanno ripreso a cantare mentre da qualche settimana le piante hanno iniziato la "seconda primavera" vegetativa, con nuovi "getti", dopo il "rallentamento" estivo e prima del riposo invernale.


Per chi gradisse, concludo in musica con un breve estratto dell'"Autunno" di Antonio Vivaldi: https://youtu.be/WA8EJQOqbdo


Mauro