Visualizzazione post con etichetta Francia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Francia. Mostra tutti i post

domenica 21 giugno 2026

L'AQUILA, 1796-2026 -《IN TEMPI DIFFICILISSIMI...》, 230 ANNI FA UNA VISITA PARTICOLARE

 

L'Aquila, Piazza del Duomo (Piazza del Mercato): facciata del palazzo arcivescovile, a Pie' di Piazza; particolare (fonte immagine: Maps).



L'Aquila, 1796-2026 -《In tempi difficilissimi...》, 230 anni fa una visita particolare.


Sulla facciata del palazzo arcivescovile dell'Aquila, a pie' della Piazza del Duomo (Piazza del Mercato), si legge in alto un'epigrafe che ci racconta un periodo particolare della storia europea che, sia in positivo, sia in negativo, è stata anche storia della Città dell'Aquila.


L'epigrafe.
《 FERDINANDO • IIII • REGI • P(IO) • F(ELICI) • A(VGVSTO) /
PVBLICAE • SECVRITATE • CONSERVATORI /
QVOD • ANNO • M D CC LXXXXVI /
DIFFICILLIMIS • TEMPORIBVS • EXERCITV • IN • PELIGNOS • DVCTO /
AQVILAM • VRBEM • [ante diem] VII • KAL(ENDAS) • QVINCTIL(ES) • DIVERTENS /
EPISCOPALIBVS • AEDIBVS • SVCCESSERIT /
ET • CIVES • PRAESENTIA • SVA • SVI • QVE • ORIS • SERENITATE /
AD • BIDVVM • BEAVERIT /
FRANCISCVS • XAVERIVS • GVALTERIVS • AQVILANORVM • ANTISTES /
D(EVOTVS) N(VMINI) M(AIESTATI) Q(VE) E(IVS)**** /
LAPIDEM • TANTAE • DIGNATIONIS • TESTEM • PONENDVM • CURAVIT 》 

Segue la traduzione non interamente letterale, per meglio rendere la comprensione del contenuto.
《 A re Ferdinando IIII [4°] pio, felice, augusto,
difensore dell'incolumità pubblica
che nell'anno 1796, in tempi difficilissimi, condotto l'esercito in Terra Peligna
deviando verso la Città dell'Aquila, nel settimo giorno prima delle calende di Quintile [25 giugno]*
entrò nel Palazzo Vescovile [il Vescovado]**
e con la sua presenza, unita alla serenità delle sue parole,
per due giorni avrebbe rincuorato i Cittadini.
Francesco Saverio Gualtieri***, vescovo degli Aquilani,
devoto alla sua autorità e alla sua maestà****,
fece apporre questa epigrafe a testimonianza di tanto riguardo 》 

Nota 1.
*《Quintile》è la forma più antica utilizzata in epoca romana per indicare il quinto mese dell'anno, quando l'anno iniziava a marzo (calendario di re Numa Pompilio); successivamente, nel calendario giuliano (di Gaio Giulio Cesare), con l'inizio dell'anno a gennaio, divenne il settimo mese e venne intitolato proprio a Giulio Cesare, 《Iulius》, da cui l'odierno 《Luglio》.

Nota 2.
** All'epoca L'Aquila era sede vescovile, pertanto nel 1796 si deve parlare di 《vescovado》, in riferimento al palazzo vescovile.
Successivamente, nel 1876, durante l'incarico vescovile del francescano mons. Luigi Filippi (O.F.M. Ref. - Ordine dei Frati Minori Riformati), L'Aquila venne elevata a sede metropolitana (capoluogo di provincia ecclesiastica) e il 《vescovado》 divenne 《arcivescovado》, con mons. Filippi che da vescovo divenne arcivescovo metropolita: ultimo vescovo e primo arcivescovo dell'Aquila.
Da qui l'odierna denominazione dell'adiacente Via dell'Arcivescovado, la quale collega Piazza del Duomo (Piazza del Mercato) con Piazza della Repubblica.

Nota 3.
*** Francesco Saverio Gualtieri (1740-1831), nativo di Lucoli, Quarto di San Giovanni, fu vescovo dell'Aquila dal 26/03/1792 fino al 1817, quando venne poi nominato vescovo di Caserta
( fonte: chiesadilaquila.it , cronotassi dei vescovi e arcivescovi dell'Aquila ).

Nota 4.
****Nella traduzione di cui sopra, si scioglie e si traduce una delle possibili varianti dell'abbreviatura 《 D. N. M. Q. E. 》. 
Un'altra possibile lettura di questa abbreviatura è D(OMINO) N(OSTRO) M(AIESTATI)-Q(UE) E(IUS), ossìa 《Al Signore Nostro e alla sua Maestà》.
-----------------------------

Il contesto storico - Brevi cenni.
I 《tempi difficilissimi》 di cui parla l'epigrafe di Piazza del Duomo sono gli anni della 《Prima Campagna d'Italia》dell'armata di Napoleone Bonaparte, 1796-1797. 
Si forma di conseguenza la 《prima coalizione》 antinapoleonica, della quale faceva parte anche il Regno di Napoli, governato all'epoca dalla dinastia dei Borbone.
Quando passò per gli Abruzzi in quei giorni di giugno del 1796, Ferdinando IV re di Napoli stava quindi conducendo le sue truppe nell'ambito della campagna militare per fronteggiare l'avanzata napoleonica insieme agli alleati della coalizione.
La Prima Campagna d'Italia si concluse con la vittoria di Napoleone Bonaparte: cadde la Repubblica di Venezia, della quale egli depose l'ultimo doge e, con il Trattato di Campoformido (o Campoformio), i territori veneziani vennero concessi all'Impero Austriaco.
Seguì un periodo complesso nel quale s'inquadra l'eccidio del convento di San Bernardino del Sabato Santo 23/03/1799, con il relativo saccheggio e profanazione del corpo di San Bernardino da Siena, perpetrato dalle truppe napoleoniche entrate a L'Aquila da Porta Barete dopo la cattura dei soldati di un loro presidio. I saccheggi interessarono anche altri luoghi della nostra città, religiosi e civili, tra i quali le abitazioni nelle vicinanze del convento di San Bernardino.
Intanto in Italia nascevano le Repubbliche giacobine, tra le quali la Republica Partenopea, o Repubblica Napoletana (gennaio-giugno 1799), nella quale svolse un ruolo importante il giurista aquilano illustre concittadino Giacinto Dragonetti, già presidente della Gran Corte della Vicaria; la Repubblica Partenopea comportò il primo esilio di Ferdinando IV e una successiva sanguinosa repressione dei filo-francesi dopo il ritorno del re e la caduta della Repubblica nel giugno del 1799.
Nel 1800, la Seconda Campagna d'Italia decretò una nuova vittoria napoleonica.
Gli anni successivi furono caratterizzati dalla nascita dell'Impero Francese a seguito dell'incoronazione di Napoleone (1804) e le varie ex repubbliche giacobine divennero regni.
Dal 1806 al 1815 seguì il 《decennio napoleonico》 che vide prima Giuseppe Bonaparte (Giuseppe I ) e poi Gioacchino Murat alla guida del Regno di Napoli: fu un periodo di riforme politico-amministrative, alcune delle quali conservate anche dopo la Restaurazione, ma anche epoca di una prima ondata di soppressioni degli ordini religiosi, con il conseguente incameramento demaniale dei beni ecclesiastici e la dispersione o ricollocazione di una parte del patrimonio storico di molti conventi e monasteri.
A L'Aquila le soppressioni degli ordini religiosi comportarono, ad esempio, la cacciata dei Frati Francescani Conventuali (O.F.M. Conv.) dallo storico convento di San Francesco a Palazzo, per origine tra i più antichi della città, e dalla relativa omonima chiesa demolita poi nel 1878.

I 《difficilissimi tempi》 di cui ci parla l'epigrafe sul palazzo arcivescovile nella nostra Piazza del Duomo (Piazza del Mercato) furono effettivamente tali e anche molto complessi, fatti di luci e di ombre: - da un lato - saccheggi, eccidi di civili laici e religiosi, repressioni antirivoluzionarie e - dall'altro - riforme che ammodernarono i territori interessati dalla presenza francese, nonché le esperienze di Repubbliche basate sulla sperimentazione di nuove forme di governo.
Difficile quindi poter dare un giudizio univoco sui decenni che videro la presenza napoleonica in Italia, suddivisa nei suoi vari Stati dell'epoca.

Intanto Ferdinando IV di Borbone di Napoli, che aveva anche il titolo di re Ferdinando III di Sicilia, tornò per la seconda volta sul trono di Napoli nel 1815 e l'anno successivo riunificò i regni di Sicilia e di Napoli nell'unico Regno delle Due Sicilie, divenendo Ferdinando I delle Due Sicilie.


Mauro Rosati
_____________________



giovedì 18 dicembre 2025

LA 《FLÈCHE》

 



《Fluctuat nec mergitur》 - La 《Flèche》!


Un gradito e inatteso omaggio giunto direttamente da Parigi!

Un semplice ma elegante segnalibro, finemente disegnato, che celebra la 《Flèche》, la grande guglia della Cattedrale di Notre-Dame di Parigi, ricostruita fedelmente tra il 2023 e il 2024 dopo il crollo provocato dal grave incendio del 15/04/2019, il quale distrusse gran parte della copertura dell'edificio e danneggiò alcune delle volte interne alla chiesa.


- 《Le coq》🐓 

Sulla punta del segnalibro, non visibile in foto, si vede un volatile in bassorilievo: si tratta del gallo (《le coq》), uccello dai diversi simbolismi, che venne posto in punta alla 《Flèche》nel progetto ottocentesco della guglia poi crollata durante l'incendio del 2019. Il gallo è stato ritrovato tra le macerie della 《Flèche》 ottocentesca, poi riprodotto fedelmente e infine ricollocato in copia sulla 《Flèche》 ricostruita.

Il gallo precedente verrà invece musealizzato.


- L'apostolo Tommaso

Alla base del segnalibro si vede inoltre una figura che guarda verso l'alto: si tratta della statua dell'apostolo Tommaso che volge lo sguardo verso la guglia e, pare, somigliante all'architetto Eugène Viollet-le Duc, progettista della 《Flèche》ottocentesca. L'opera fa parte del gruppo di statue degli apostoli che si sono salvate dal crollo in quanto erano state rimosse durante il cantiere di restauro che era in corso quando scoppiò l'incendio del 15/04/2019.


- Un segnàcolo urbano ⛪ 

La grande guglia di Notre-Dame rappresenta uno dei principali punti di riferimento visivi nel profilo urbano di Parigi e, inoltre, conferisce un notevole slancio verticale a un grande edificio che si sviluppa ampiamente in orizzontale, bilanciando quindi le due componenti (orizzontalità e verticalità).

-----------------------------------------


Come da programma, la Cattedrale parigina di Notre-Dame è stata riaperta al pubblico verso la fine del 2024, restituendo a Parigi, alla Francia, all'Europa e al Mondo un monumento di grande spessore storico e architettonico che appartiene all'intera Umanità.


Tutta la mia costante riconoscenza ai Vigili del Fuoco, alle maestranze, ai progettisti, e a tutti gli altri attori che hanno prima salvato e poi ci hanno ridonato questa inestimabile opera architettonica.



Mauro Rosati

-------------------------------


👉 Qui di seguito un po' di storia delle tre guglie che si sono succedute dal Settecento ad oggi (URL consultato in data 18/12/2025): 🌐

https://www.paris.fr/pages/l-histoire-en-images-de-la-fleche-de-notre-dame-6716

(📰《Paris》, 28/11/2024)

____________________________


lunedì 3 ottobre 2022

ALEXANDRE-ISIDORE LEROY DE BARDE

 






📌 🎨 ALEXANDRE-ISIDORE LEROY DE BARDE (1777-1828)


🎨 Artista francese 🇫🇷.

Un pittore che potremmo definire 《oggettista》(coniando un neologismo), ossia un 《vedutista di oggetti》. 

Le sue 《nature morte》 sono di una vitalità affascinante, vere e proprie fotografie che sembrano anticipare l'《iperrealismo》 contemporaneo.

Il re di Francia Luigi XVIII ne acquistò alcune opere e lo qualificò 《Primo Pittore di Storia Naturale》 per le sue meravigliose raccolte pittoriche di uccelli, conchiglie, e altri oggetti dalla Natura, disposti sempre in modo ordinato e chiaro come in una vera scaffalatura.

Le sue molte composizioni denotano una propensione all'indagine scientifica (naturale e umanistica) e all'osservazione del dettaglio.

-----------------------------------------------------


📷 Nelle immagini allegate si vedono una stupenda, nitida, collezione di vasi greci ed etruschi e una meravigliosa, altrettanto nitida, selezione di conchiglie, proprio come in un Museo naturalistico.


📍 Personalmente, di primo acchito e per conoscenza diretta, mi vengono in mente le esposizioni del Museo di Scienze Naturali e Umane di San Giuliano a L'Aquila.

Senza dimenticare anche molti Musei di conchiglie (musei malacologici) d'Italia, tra cui quello di Cupra Marittima.


Mauro

-----------------------------------------------------


(Fonti immagini:

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/aa/Leroy_De_Barde%2C_Alexandre-Isidore_%E2%80%94_Vases_grecs_et_%C3%A9trusques_Alexandre.jpg/1280px-Leroy_De_Barde%2C_Alexandre-Isidore_%E2%80%94_Vases_grecs_et_%C3%A9trusques_Alexandre.jpg 

(Collezione di vasi)


https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/ba/Alexandre-Isidore_Leroy_De_Barde_-_Selection_of_Shells_Arranged_on_Shelves_-_WGA12903.jpg 

(Collezione di conchiglie) )

_____________________________________


sabato 1 ottobre 2022

I 《REMIGINI》

Le parole "dimenticate"


🟢 REMIGINO (pl. REMIGINI)


➡️ Così, in passato, si chiamavano i bimbi che iniziavano la Prima Elementare (oggi Primaria) e quindi il loro percorso scolastico.


❓ Perché?


📌 Il sostantivo deriva da San Remigio di Reims vescovo (Saint-Rémy) poiché fino ad alcuni decenni fa si iniziava la Scuola tutti il 1° ottobre, uno dei due giorni dell'anno in cui in Italia si celebra la memoria di San Remigio (il 13 gennaio, anniversario della sua morte, il 《dies natalis》 cristiano; e il 1° ottobre, in ricordo della traslazione delle sue spoglie nella basilica a egli dedicata, avvenuta il 1° ottobre 1049 su autorizzazione di papa Leone IX).


Da più di un trentennio, ormai, da 《remigini》 siamo diventati 《settembrini》! 😄


➡️ In ogni caso, per uso affermato nel tempo, volendo possiamo chiamare affettuosamente 《remigini》 anche i bimbi di Oggi che iniziano il primo anno di Scuola. 😊

E magari spiegare loro il perché.



Mauro

___________________________________

🌐 Su San Remigio:

http://www.santiebeati.it/dettaglio/72600



mercoledì 18 agosto 2021

IL PONTE DEL GARIGLIANO...SULLA SENNA?!

Il 《Pont du Garigliano》 a Parigi
(Fonte immagine:
https://www.eutouring.com/pont_du_garigliano.html )

 

IL PONTE DEL GARIGLIANO...SULLA SENNA?!


Fu inaugurato 55 anni fa, il 1° settembre 1966, nello stesso anno del nostro Ponte del Belvedere (o Viadotto di Fontesecco).

Si chiama 《Pont du Garigliano》 (Ponte del Garigliano) ma si trova a Parigi e attraversa la Senna.

Perché allora questo nome che richiama invece un noto fiume italiano?


Scopriamolo insieme nelle righe che seguono, e che ho estratto, tradotto e adattato principalmente dall'indirizzo:
-----------------------------------------------------------------------------------


Il 《Pont du Garigliano》 è un ponte in acciaio dall'aspetto molto moderno, sul fiume Senna; è di fatto il ponte più alto di Parigi, costruito negli Anni '60 sostituendo un precedente viadotto nella stessa posizione.


🠶 La storia!


In questo luogo c'era una volta un servizio di traghetti - tra il XV e il XVI arrondissement [circoscrizioni; n.d.R.] - che divenne però insufficiente con l'aumento del flusso di traffico, e così si decise che era necessario costruire un ponte.

Vi era anche la necessità di un collegamento ferroviario, e quindi intorno al 1860 fu realizzato un ponte in pietra per il traffico stradale, sormontato da un viadotto dove furono installati i binari ferroviari, che fu completato nel 1865.


Simile al 《Pont de Bercy》(sempre a Parigi) , questo nuovo ponte era chiamato 《Viaduc du Point-du-Jour》, anche se a volte veniva chiamato 《Viaduc d'Auteuil》 dal nome dell'area di Parigi in cui si estendeva questo ponte su due livelli [livello stradale, in basso, e livello ferroviario, in alto; n.d.R.].


Questo viadotto parigino aveva diversi archi che attraversavano la Senna i quali purtroppo - però - diventavano troppo bassi per il passaggio delle imbarcazioni quando il fiume si alzava molto in determinati periodi di piena.


Il viadotto fu riparato in due diverse occasioni:
quando fu gravemente danneggiato durante l'assedio di Parigi del 1870 [guerra franco-prussiana; n.d.R.];
e poi, ancora nel 1943 quando fu bombardato durante la Seconda Guerra Mondiale.


Successivamente alla guerra, con l'aumento del traffico che attraversava la circonvallazione di Marechaux, intorno alla città, e con la dismissione della parte ferroviaria, alla fine degli Anni '50 si ritenne che vi erano troppi problemi associati al ponte 《Viaduc du Point-du-Jour》, e che dovesse essere demolito e interamente sostituito con un nuovo ponte ma nella stessa posizione.


🠶 E arriviamo così al 《Pont du Garigliano》!


Il nuovo ponte è stato progettato dall'architetto Davy e dall'ingegner Thenault: iniziato nel 1963 dopo la demolizione del viadotto nell'anno precedente, fu terminato nel 1966 e inaugurato il 1° settembre dello stesso anno con il nome di 《Pont du Garigliano》 .


 🠶 Il perché del nome!


Il nome di 《Pont du Garigliano》è stato scelto come omaggio al generale Juin e alla vittoria nella Battaglia del Garigliano, ottenuta in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. La Battaglia del Garigliano (dalle valli del Garigliano), è nota anche come Battaglia di Montecassino.

Nota 1. La durissima battaglia si svolse tra l'inverno e la primavera del 1944, si concluse con lo sfondamento della linea Gustav [linea difensiva nazista; n.d.R.] e fu segnata da un alto numero di vittime civili e militari, e dalla distruzione dell'abbazia di Montecassino a causa di un bombardamento alleato.
L'antica abbazia fu poi fedelmente e accuratamente ricostruita nel dopoguerra.

Nota 2. Il generale Alphonse-Pierre Juin è figura storica discussa, in particolare per la condotta delle truppe da lui comandate nei confronti delle popolazioni civili della Ciociarìa, proprio a seguito dell'espugnazione della linea Gustav. Alle sue truppe sono stati attribuiti gravi crimini di guerra, in particolar modo nei confronti delle donne.
Si veda ad esempio: 
https://www.treccani.it/magazine/webtv/videos/voci_res_stella.html )
Il dramma di quelle violenze venne denunciato da Alberto Moravia nel suo romanzo 《La Ciociara
》(1957), dal quale trasse spunto Vittorio De Sica per l'omonimo e celebre film (1960) con Sophia Loren.



🠶 Il ponte oggi!

Il nuovo ponte sulla Senna è esclusivamente stradale, con una struttura di sei travi metalliche saldate che comprendono tre campate in totale, con la campata maggiore leggermente arcuata e lunga 93 metri; questa struttura portante in acciaio è rivestita da cemento armato.

Il ponte ha anche due campate laterali di 58 metri che scavalcano una strada su ciascuna delle due rive del fiume, e tutto il 《Pont du Garigliano》 è sostenuto da piloni in muratura molto alti, posti a ridosso delle sponde, per consentire al traffico fluviale di navigare agevolmente; per questo è ora il ponte più alto di Parigi.

Il 《Pont du Garigliano》 è largo 26 metri e ha un profilo moderno molto armonico con un piano stradale (impalcato) di colore verde.


🠶 L'installazione artistica!

Per alcuni anni vi è stata installata anche un'opera d'arte contemporanea dalla forma di un fiore dai colori vivaci, posizionata su un lato del ponte .

Fu un'idea di Sophie Calle in collaborazione con Frank Gehry, e consisteva in un telefono a forma di fiore, ma non aveva una vera funzione, sebbene questa scultura monumentale fosse stata realizzata per celebrare la nuova linea di tram a Parigi.
La stessa artista poteva telefonare per vedere se qualche passante 《alzasse》 il ricevitore!

Trovate qui una galleria di immagini, tra le quali il ponte precedente e l'installazione artistica contemporanea :

-----------------------------------------------------------------------------------

Ecco tutto!

🠶 E giusto per concludere con un'altra curiosità vorrei citare un ponte più antico, quest'ultimo proprio sul fiume Garigliano, realizzato durante il Regno Borbonico.
Si chiama Ponte Real Ferdinando: è un ponte sospeso realizzato in muratura e metallo intorno al 1830; una struttura all'avanguardia per l'epoca e che attraversa tutt'ora il fiume Garigliano.
Oggi è accessibile a piedi e visitabile a gruppi.

Lascio a voi la curiosità di approfondire! 😉😊


Mauro Rosati




lunedì 19 luglio 2021

CHAPEAU!


 

(Immagini tratte dalle pagine e gruppi Facebook:
- Coordinamento per la tutela della natura e dell’ecosistema urbano-L’Aquila
- Alberi AMICI Firenze Q2  )


CHAPEAU!

Parigi, comune metropolitano di oltre 2 milioni di abitanti, all'interno di una regione metropolitana che conta oltre 12 milioni di abitanti.

Sicuramente anche la capitale francese ha i suoi problemi come tutte le grandi città metropolitane; tuttavia - anche se a distanza - ho osservato tanti interventi migliorativi nella gestione del verde urbano e nella cura delle strade.


Ieri, da spettatore, ho avuto modo di osservare diverse vie parigine, non solo quelle più centrali, durante la tradizionale tappa conclusiva del Tour de France.


Accanto alle alberature storiche ben tenute lungo i molti viali, ho osservato tanti alberi più giovani aggiunti lungo i lati delle carreggiate - alberi piantati già abbastanza grandicelli e tutti verdi -; e non solo sulle strade più centrali. 

I binari di molti tram che attraversano la capitale francese correvano spesso su manti erbosi, e l'asfalto era limitato solo ai tratti in cui i binari incrociano le strade carrabili. 

Molte isole spartitraffico che dividono le carreggiate dei grandi viali erano tenute a prato oppure coltivate a siepi basse; niente asfalto e niente betonella, tranne che per gli attraversamenti pedonali; diversi di questi interventi sembravano realizzati in anni recenti.

Lunghi filari di viali alberati.

Un sottopassaggio stradale passava sotto uno splendido e grandissimo giardino all'italiana e lungo la strada superiore c'erano soltanto pedoni che camminavano liberi dai pericoli e dai rumori delle auto. 

Giardini all'italiana e giardini all'inglese; 

parchi urbani con impatto antropico ridotto al minimo; 

lampioni bassi che illuminavano strade e marciapiedi anziché gli alti e inutili lampioni da svincoli stradali che si vedono ancora troppo spesso nelle strade urbane residenziali.

Gli Champs-Elysées molto probabilmente verranno ridotti di due corsie per aumentare gli spazi pedonali a verde attrezzato, e riduzione del traffico, secondo quanto si desume dalla stampa già dall'anno scorso.


E non mi dilungo sul tantissimo verde che si è visto nelle tappe precedenti, in paesini e città della Francia: dalle villette, anche di nuova costruzione, ai centri storici; uno spettacolo piacevolissimo. Tanta ombra dalle calde giornate estive, tanto verde a colpo d'occhio che faceva risaltare ancora meglio piccoli e grandi monumenti, asfalto e cemento ridotti al minimo soprattutto nei viali privati, siepi di recinzione al posto di squallidi muretti in cemento armato, tante alberature nuove e aggiuntive piantate anche lungo le strade provinciali. 

E poi, strade secondarie e di campagna lasciate in terra battuta ben tenuta.

Pianificazioni urbanistiche regolari, con le zone di espansione direttamente in continuità con i centri storici, senza case sparse in mezzo ai terreni agricoli, puliti e coltivati.

Insomma, uno spettacolo per gli occhi e tanti benefici per i residenti: aria più ossigenata, minore rischio di desertificazione del suolo, meno bolle di calore, migliore drenaggio dell'acqua piovana, più percorsi a misura di pedoni, ecc....


Chapeau: personalmente penso che abbiamo ancora molto da re-imparare, basterebbe recuperare quella cura del territorio che avevamo anche noi fino alla metà del XX secolo.


Mauro Rosati

-----------------------------------------------------------------------------------

P.S.. Almeno mezza Italia è a rischio desertificazione: non sono chiacchiere; purtroppo sono dati di fatto confermati scientificamente dall'European Drought Observatory (Osservatorio Europeo sulla Siccità).

La situazione della prima decade di luglio: 

https://edo.jrc.ec.europa.eu/edov2/php/index.php?id=1052




mercoledì 7 luglio 2021

CHARLES BERTY - Ciclista della Resistenza

CHARLES BERTY - Ciclista della Resistenza

Anche la cronaca della tappa di ieri del Tour de France è stata arricchita da una delle tante interessanti pillole di letteratura e storia dello scrittore Fabio Genovesi.

Una storia di sport e Resistenza che riporta agli anni bui della Seconda Guerra Mondiale.
-----------------------------------------------------


Charles Berty, classe 1911, era un ciclista francese nativo di Saint-Laurent-du-Pont, nel sud-est della Francia; Dipartimento dell'Isère, Regione di Auvergne-Rhône-Alpes (Alvernia-Rodano-Alpi).
Come suggerisce la parola 《Pont》, il borgo prende il nome da un bel ponte-acquedotto in muratura che attraversa il fiume locale.

Nel pieno della sua carriera ciclistica, il 16 novembre 1938 Charles Berty batté sei record del mondo su pista, presso il velodromo Vigorelli di Milano. (《Ce soir》 del 17/11/1938, pagina sportiva).


Iniziata la Seconda Guerra Mondiale, con la Francia occupata dalle truppe naziste, Berty aderì alla Resistenza. 

La sua attività ciclistica diventò una copertura a supporto delle attività di resistenza.
A Grenoble disponeva di un magazzino di biciclette nel quale nascondeva volantini clandestini.
Le sue uscite di allenamento non destavano sospetti e scalava le Prealpi della Chartreuse, quattro volte al giorno, per localizzare dall'alto gli obiettivi nazisti e per individuare le potenziali aree di paracadutaggio. Inoltre, forniva biciclette ai miliziani della Resistenza.
Denunciato ai nazisti da un vicino di casa - pare per motivi di gelosia - fu arrestato dalle S.S. e deportato nel campo di concentramento di Mauthausen, in Alta Austria. Nel campo fu assegnato ai lavori forzati finché il 18/04/1944, lamentando un dolore a un braccio infiammato a causa della fatica, fu ucciso da un kapò a colpi di calcio di fucile; all'età di 32 anni.


Nel 1948 gli fu intitolato il velodromo di Grenoble, poi demolito nel 2003 e sostituito dallo Stadio odierno. Nel 2010 è stata apposta una targa commemorativa all'ingresso sud del nuovo stadio.
Charles Berty è ricordato anche nel suo paese natale, Saint-Laurent-du-Pont, con una via a lui intitolata: Rue Charles Berty, traversa di Avenue Victor Hugo.
-----------------------------------------------------

La vicenda umana di Charles Berty ci ricorda quella di tanti sportivi che videro la loro carriera interrotta o spezzata a causa di quella guerra - e delle guerre in generale -.

Il nostro Gino Bartali, per esempio, oltre a perdere molti anni della sua carriera ciclistica, rischiò anch'egli la vita durante la Seconda Guerra Mondiale facendo la staffetta tra la Toscana, Roma e altre località per trasportare documenti necessari alla fuga di ebrei italiani che rischiavano la deportazione - nel periodo dell'occupazione nazista -. Nelle lunghe distanze percorse gli capitò spesso di imbattersi in posti di blocco delle truppe d'occupazione.


Una piccola galleria fotografica di Charles Berty è disponibile all'indirizzo:


Mauro Rosati
-----------------------------------------------------

Sitografia di riferimento:

(cenni biografici; indirizzo consultato il 07/07/2021)

(inaugurazione della targa allo Stadio di Grenoble; indirizzo consultato il 07/07/2021)

(indirizzo consultato in data 07/07/2021)

(Pagina sportiva di《Ce soir》del 17/11/1938; indirizzo consultato in data 07/07/2021)