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| L'Aquila, Piazza del Duomo (Piazza del Mercato): facciata del palazzo arcivescovile, a Pie' di Piazza; particolare (fonte immagine: Maps). |
A cura di MAURO ROSATI. Uno spazio dedicato soprattutto alla scoperta (o riscoperta) delle curiosità storiche e artistiche sulla città di L'AQUILA e dintorni! E poi le novità e gli appuntamenti offerti dalla nostra città! E - perchè no? - ogni tanto qualche riflessione sul quotidiano in generale!
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| L'Aquila, Piazza del Duomo (Piazza del Mercato): facciata del palazzo arcivescovile, a Pie' di Piazza; particolare (fonte immagine: Maps). |
《Fluctuat nec mergitur》 - La 《Flèche》!
Un gradito e inatteso omaggio giunto direttamente da Parigi!
Un semplice ma elegante segnalibro, finemente disegnato, che celebra la 《Flèche》, la grande guglia della Cattedrale di Notre-Dame di Parigi, ricostruita fedelmente tra il 2023 e il 2024 dopo il crollo provocato dal grave incendio del 15/04/2019, il quale distrusse gran parte della copertura dell'edificio e danneggiò alcune delle volte interne alla chiesa.
- 《Le coq》🐓
Sulla punta del segnalibro, non visibile in foto, si vede un volatile in bassorilievo: si tratta del gallo (《le coq》), uccello dai diversi simbolismi, che venne posto in punta alla 《Flèche》nel progetto ottocentesco della guglia poi crollata durante l'incendio del 2019. Il gallo è stato ritrovato tra le macerie della 《Flèche》 ottocentesca, poi riprodotto fedelmente e infine ricollocato in copia sulla 《Flèche》 ricostruita.
Il gallo precedente verrà invece musealizzato.
- L'apostolo Tommaso
Alla base del segnalibro si vede inoltre una figura che guarda verso l'alto: si tratta della statua dell'apostolo Tommaso che volge lo sguardo verso la guglia e, pare, somigliante all'architetto Eugène Viollet-le Duc, progettista della 《Flèche》ottocentesca. L'opera fa parte del gruppo di statue degli apostoli che si sono salvate dal crollo in quanto erano state rimosse durante il cantiere di restauro che era in corso quando scoppiò l'incendio del 15/04/2019.
- Un segnàcolo urbano ⛪
La grande guglia di Notre-Dame rappresenta uno dei principali punti di riferimento visivi nel profilo urbano di Parigi e, inoltre, conferisce un notevole slancio verticale a un grande edificio che si sviluppa ampiamente in orizzontale, bilanciando quindi le due componenti (orizzontalità e verticalità).
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Come da programma, la Cattedrale parigina di Notre-Dame è stata riaperta al pubblico verso la fine del 2024, restituendo a Parigi, alla Francia, all'Europa e al Mondo un monumento di grande spessore storico e architettonico che appartiene all'intera Umanità.
Tutta la mia costante riconoscenza ai Vigili del Fuoco, alle maestranze, ai progettisti, e a tutti gli altri attori che hanno prima salvato e poi ci hanno ridonato questa inestimabile opera architettonica.
Mauro Rosati
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👉 Qui di seguito un po' di storia delle tre guglie che si sono succedute dal Settecento ad oggi (URL consultato in data 18/12/2025): 🌐
https://www.paris.fr/pages/l-histoire-en-images-de-la-fleche-de-notre-dame-6716
(📰《Paris》, 28/11/2024)
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🎨 Artista francese 🇫🇷.
Un pittore che potremmo definire 《oggettista》(coniando un neologismo), ossia un 《vedutista di oggetti》.
Le sue 《nature morte》 sono di una vitalità affascinante, vere e proprie fotografie che sembrano anticipare l'《iperrealismo》 contemporaneo.
Il re di Francia Luigi XVIII ne acquistò alcune opere e lo qualificò 《Primo Pittore di Storia Naturale》 per le sue meravigliose raccolte pittoriche di uccelli, conchiglie, e altri oggetti dalla Natura, disposti sempre in modo ordinato e chiaro come in una vera scaffalatura.
Le sue molte composizioni denotano una propensione all'indagine scientifica (naturale e umanistica) e all'osservazione del dettaglio.
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📷 Nelle immagini allegate si vedono una stupenda, nitida, collezione di vasi greci ed etruschi e una meravigliosa, altrettanto nitida, selezione di conchiglie, proprio come in un Museo naturalistico.
📍 Personalmente, di primo acchito e per conoscenza diretta, mi vengono in mente le esposizioni del Museo di Scienze Naturali e Umane di San Giuliano a L'Aquila.
Senza dimenticare anche molti Musei di conchiglie (musei malacologici) d'Italia, tra cui quello di Cupra Marittima.
Mauro
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(Fonti immagini:
(Collezione di vasi)
(Collezione di conchiglie) )
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Le parole "dimenticate"
🟢 REMIGINO (pl. REMIGINI)
➡️ Così, in passato, si chiamavano i bimbi che iniziavano la Prima Elementare (oggi Primaria) e quindi il loro percorso scolastico.
❓ Perché?
📌 Il sostantivo deriva da San Remigio di Reims vescovo (Saint-Rémy) poiché fino ad alcuni decenni fa si iniziava la Scuola tutti il 1° ottobre, uno dei due giorni dell'anno in cui in Italia si celebra la memoria di San Remigio (il 13 gennaio, anniversario della sua morte, il 《dies natalis》 cristiano; e il 1° ottobre, in ricordo della traslazione delle sue spoglie nella basilica a egli dedicata, avvenuta il 1° ottobre 1049 su autorizzazione di papa Leone IX).
Da più di un trentennio, ormai, da 《remigini》 siamo diventati 《settembrini》! 😄
➡️ In ogni caso, per uso affermato nel tempo, volendo possiamo chiamare affettuosamente 《remigini》 anche i bimbi di Oggi che iniziano il primo anno di Scuola. 😊
E magari spiegare loro il perché.
Mauro
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🌐 Su San Remigio:
http://www.santiebeati.it/dettaglio/72600
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| Il 《Pont du Garigliano》 a Parigi (Fonte immagine: https://www.eutouring.com/pont_du_garigliano.html ) |
IL PONTE DEL GARIGLIANO...SULLA SENNA?!
Perché allora questo nome che richiama invece un noto fiume italiano?
Il 《Pont du Garigliano》 è un ponte in acciaio dall'aspetto molto moderno, sul fiume Senna; è di fatto il ponte più alto di Parigi, costruito negli Anni '60 sostituendo un precedente viadotto nella stessa posizione.
🠶 La storia!
In questo luogo c'era una volta un servizio di traghetti - tra il XV e il XVI arrondissement [circoscrizioni; n.d.R.] - che divenne però insufficiente con l'aumento del flusso di traffico, e così si decise che era necessario costruire un ponte.
Vi era anche la necessità di un collegamento ferroviario, e quindi intorno al 1860 fu realizzato un ponte in pietra per il traffico stradale, sormontato da un viadotto dove furono installati i binari ferroviari, che fu completato nel 1865.
Simile al 《Pont de Bercy》(sempre a Parigi) , questo nuovo ponte era chiamato 《Viaduc du Point-du-Jour》, anche se a volte veniva chiamato 《Viaduc d'Auteuil》 dal nome dell'area di Parigi in cui si estendeva questo ponte su due livelli [livello stradale, in basso, e livello ferroviario, in alto; n.d.R.].
Questo viadotto parigino aveva diversi archi che attraversavano la Senna i quali purtroppo - però - diventavano troppo bassi per il passaggio delle imbarcazioni quando il fiume si alzava molto in determinati periodi di piena.
Successivamente alla guerra, con l'aumento del traffico che attraversava la circonvallazione di Marechaux, intorno alla città, e con la dismissione della parte ferroviaria, alla fine degli Anni '50 si ritenne che vi erano troppi problemi associati al ponte 《Viaduc du Point-du-Jour》, e che dovesse essere demolito e interamente sostituito con un nuovo ponte ma nella stessa posizione.
🠶 E arriviamo così al 《Pont du Garigliano》!
Il nuovo ponte è stato progettato dall'architetto Davy e dall'ingegner Thenault: iniziato nel 1963 dopo la demolizione del viadotto nell'anno precedente, fu terminato nel 1966 e inaugurato il 1° settembre dello stesso anno con il nome di 《Pont du Garigliano》 .
🠶 Il perché del nome!
Il nuovo ponte sulla Senna è esclusivamente stradale, con una struttura di sei travi metalliche saldate che comprendono tre campate in totale, con la campata maggiore leggermente arcuata e lunga 93 metri; questa struttura portante in acciaio è rivestita da cemento armato.
Il ponte ha anche due campate laterali di 58 metri che scavalcano una strada su ciascuna delle due rive del fiume, e tutto il 《Pont du Garigliano》 è sostenuto da piloni in muratura molto alti, posti a ridosso delle sponde, per consentire al traffico fluviale di navigare agevolmente; per questo è ora il ponte più alto di Parigi.
Il 《Pont du Garigliano》 è largo 26 metri e ha un profilo moderno molto armonico con un piano stradale (impalcato) di colore verde.
🠶 L'installazione artistica!
Per alcuni anni vi è stata installata anche un'opera d'arte contemporanea dalla forma di un fiore dai colori vivaci, posizionata su un lato del ponte .
Lascio a voi la curiosità di approfondire! 😉😊
Mauro Rosati
(Immagini tratte dalle pagine e gruppi Facebook:
- Coordinamento per la tutela della natura e dell’ecosistema urbano-L’Aquila
- Alberi AMICI Firenze Q2 )
CHAPEAU!
Parigi, comune metropolitano di oltre 2 milioni di abitanti, all'interno di una regione metropolitana che conta oltre 12 milioni di abitanti.
Sicuramente anche la capitale francese ha i suoi problemi come tutte le grandi città metropolitane; tuttavia - anche se a distanza - ho osservato tanti interventi migliorativi nella gestione del verde urbano e nella cura delle strade.
Ieri, da spettatore, ho avuto modo di osservare diverse vie parigine, non solo quelle più centrali, durante la tradizionale tappa conclusiva del Tour de France.
Accanto alle alberature storiche ben tenute lungo i molti viali, ho osservato tanti alberi più giovani aggiunti lungo i lati delle carreggiate - alberi piantati già abbastanza grandicelli e tutti verdi -; e non solo sulle strade più centrali.
I binari di molti tram che attraversano la capitale francese correvano spesso su manti erbosi, e l'asfalto era limitato solo ai tratti in cui i binari incrociano le strade carrabili.
Molte isole spartitraffico che dividono le carreggiate dei grandi viali erano tenute a prato oppure coltivate a siepi basse; niente asfalto e niente betonella, tranne che per gli attraversamenti pedonali; diversi di questi interventi sembravano realizzati in anni recenti.
Lunghi filari di viali alberati.
Un sottopassaggio stradale passava sotto uno splendido e grandissimo giardino all'italiana e lungo la strada superiore c'erano soltanto pedoni che camminavano liberi dai pericoli e dai rumori delle auto.
Giardini all'italiana e giardini all'inglese;
parchi urbani con impatto antropico ridotto al minimo;
lampioni bassi che illuminavano strade e marciapiedi anziché gli alti e inutili lampioni da svincoli stradali che si vedono ancora troppo spesso nelle strade urbane residenziali.
Gli Champs-Elysées molto probabilmente verranno ridotti di due corsie per aumentare gli spazi pedonali a verde attrezzato, e riduzione del traffico, secondo quanto si desume dalla stampa già dall'anno scorso.
E non mi dilungo sul tantissimo verde che si è visto nelle tappe precedenti, in paesini e città della Francia: dalle villette, anche di nuova costruzione, ai centri storici; uno spettacolo piacevolissimo. Tanta ombra dalle calde giornate estive, tanto verde a colpo d'occhio che faceva risaltare ancora meglio piccoli e grandi monumenti, asfalto e cemento ridotti al minimo soprattutto nei viali privati, siepi di recinzione al posto di squallidi muretti in cemento armato, tante alberature nuove e aggiuntive piantate anche lungo le strade provinciali.
E poi, strade secondarie e di campagna lasciate in terra battuta ben tenuta.
Pianificazioni urbanistiche regolari, con le zone di espansione direttamente in continuità con i centri storici, senza case sparse in mezzo ai terreni agricoli, puliti e coltivati.
Insomma, uno spettacolo per gli occhi e tanti benefici per i residenti: aria più ossigenata, minore rischio di desertificazione del suolo, meno bolle di calore, migliore drenaggio dell'acqua piovana, più percorsi a misura di pedoni, ecc....
Chapeau: personalmente penso che abbiamo ancora molto da re-imparare, basterebbe recuperare quella cura del territorio che avevamo anche noi fino alla metà del XX secolo.
Mauro Rosati
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P.S.. Almeno mezza Italia è a rischio desertificazione: non sono chiacchiere; purtroppo sono dati di fatto confermati scientificamente dall'European Drought Observatory (Osservatorio Europeo sulla Siccità).
La situazione della prima decade di luglio:
https://edo.jrc.ec.europa.eu/edov2/php/index.php?id=1052
CHARLES BERTY - Ciclista della Resistenza
Anche la cronaca della tappa di ieri del Tour de France è stata arricchita da una delle tante interessanti pillole di letteratura e storia dello scrittore Fabio Genovesi.
Nel pieno della sua carriera ciclistica, il 16 novembre 1938 Charles Berty batté sei record del mondo su pista, presso il velodromo Vigorelli di Milano. (《Ce soir》 del 17/11/1938, pagina sportiva).
Iniziata la Seconda Guerra Mondiale, con la Francia occupata dalle truppe naziste, Berty aderì alla Resistenza.
La vicenda umana di Charles Berty ci ricorda quella di tanti sportivi che videro la loro carriera interrotta o spezzata a causa di quella guerra - e delle guerre in generale -.
Il nostro Gino Bartali, per esempio, oltre a perdere molti anni della sua carriera ciclistica, rischiò anch'egli la vita durante la Seconda Guerra Mondiale facendo la staffetta tra la Toscana, Roma e altre località per trasportare documenti necessari alla fuga di ebrei italiani che rischiavano la deportazione - nel periodo dell'occupazione nazista -. Nelle lunghe distanze percorse gli capitò spesso di imbattersi in posti di blocco delle truppe d'occupazione.
Sitografia di riferimento: