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domenica 23 ottobre 2022

QUANDO SAN MASSIMO SI FESTEGGIAVA A OTTOBRE

 

QUANDO SAN MASSIMO SI FESTEGGIAVA A OTTOBRE


📖 Un testimone diretto dell'epoca, 《un certo》 Buccio di Ranallo, ci racconta che prima del 1362 la fiera e la festa di San Massimo ad Aquila si tenevano il giorno di San Luca l'evangelista, ossia il 18 ottobre.

In quello stesso giorno - però - si teneva fiera anche all'Isola (oggi Isola del Gran Sasso d'Italia), sicché se ne ricavava poco per via della concomitanza.


✒ Scrive Buccio:

《[...] Avevamo la feria, dico, lo Santo Luca;

Per la feria dell'Isola non valea palluca [...]》


➡️ San Massimo d'Aveja, patrono dell'Aquila e del Quarto di San Giovanni, è anche patrono di Isola del Gran Sasso e di altri centri come Opi di Fagnano e Penne.

Possiamo osservare, inoltre, che ottobre è un mese molto impegnativo per i lavori della campagna (ad es. semina, raccolta dello zafferano) prima della pausa invernale; per cui gli abitanti del Contado avevano probabilmente difficoltà a recarsi in città per partecipare alla fiera e ai festeggiamenti del Santo patrono.


📌 Così gli Aquilani pensarono di traslare la fiera da ottobre a maggio, insieme ai relativi festeggiamenti in onore del Santo, e ne fecero richiesta al Re e alla Regina di Napoli.

✒ Continua Buccio:

 《[...] Divisaro Aquilani che ad magio se conduca,

et sia fatta sì bella, como sole traluca.

Ad dece dì de magio se devìa commensare,

In festa de santo Maximo si sse degia affermare,

Et otto dì da poi essa degia durare,

Et tucte le Arti de Aquila in piacza degia stare. [...]》.

Il racconto di Buccio di Ranallo prosegue con la descrizione della fiera e dei festeggiamenti di San Massimo nel maggio del 1362, con la quale si conclude la sua bella Cronaca rimata.


📖 I versi citati in questo post sono tratti dall'edizione della Cronaca di Buccio curata da Vincenzo De Bartholomaeis (1907), pp. 299-300.


📜 - Il diploma di reale assenso del 1361: la fiera e la festa vengono traslate da ottobre a maggio.

Il De Bartholomaeis cita in nota (pp. 299-300) il diploma di reale assenso che autorizza la traslazione della fiera  da ottobre a maggio.

Il diploma di assenso, spedito ad Aquila in data 16/06/1361 dal re Luigi I d'Angiò di Napoli (Luigi di Taranto) e dalla regina Giovanna I di Napoli, ci fornisce i dettagli della fiera di ottobre e di quella di maggio:

per concessione del re Roberto d'Angiò (《ex concessione clare memorie domini regis Roberti》, la fiera di ottobre si teneva nel giorno di San Luca l'evangelista (《in festo Sancti Luce》, 18 ottobre) per una durata di dodici giorni (《per dies duodecim》); su richesta degli Aquilani si autorizzava lo spostamento della fiera all'ottavo giorno di maggio, due giorni prima della festa di San Massimo (10 maggio), per la durata di dieci giorni e includendo anche la festa di San Pietro confessore (ossia San Pietro Celestino, 19 maggio, compatrono dell'Aquila e patrono del Quarto di San Giorgio).


📜 - Il diploma di reale assenso del 1363: la fiera viene traslata da maggio a giugno.

Due anni dopo, nel 1363, sempre su richiesta degli Aquilani, un nuovo diploma di reale assenso autorizza lo spostamento della fiera al mese di giugno e, come ipotizza lo storico Anton Ludovico Antinori (XVIII secolo), anche la festa di San Massimo seguì la fiera e passò dal 10 maggio al 10 giugno.

Il De Bartholomaeis cita in nota questo nuovo diploma, dato il 25/04/1363 e concesso dalla regina Giovanna I di Napoli (il re Luigi I era morto nel maggio del 1362). Il diploma trasla la fiera (e la festa) dal mese di maggio al mese di giugno, con durata dall'ottavo giorno del mese fino al quindicesimo (《ab octavo usque ad quintum decimum diem dicti mensis iunii》).


✒ Lo storico Anton Ludovico Antinori, citato sempre dal De Bartholomaeis, riferisce che la fiera fu novamente trasferita a maggio nel 1456 《per privilegio di Alfonso d'Aragona》 e che restò confermata in tal modo anche dall'imperatore Carlo V nel 1520.


➡️ Possiamo ipotizzare che la festa religiosa non seguì nuovamente la fiera in questa nuova traslazione e pertanto la memoria di San Massimo rimase al 10 giugno: 

l'Antinori riferisce che al suo tempo (XVIII secolo) San Massimo si celebra 《a' 10 di giugno》, come lo celebriamo anche noi tutt'oggi.

La nuova fiera di San Massimo del giorno d'oggi si tiene nello stesso giorno della festività religiosa, ossia il 10 giugno.

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Il 10 giugno, tra l'altro, è l'anniversario di un importante evento storico, sempre legato al culto di San Massimo d'Aveja:

il 10 giugno dell'anno 956, l'imperatore Ottone I il Grande e papa Giovanni XII si recarono in visita alle spoglie di San Massimo presso 《Civita Sancti Maximi》 (Civita di San Massimo) che oggi conosciamo come Civita di Bagno, all'epoca sede della Diocesi di Forcona di cui abbiamo oggi testimonianza materiale nei resti dell'ex cattedrale di San Massimo presso Civita di Bagno.

Come sappiamo, nel 1257 la Diocesi di Forcona venne traslata ad Aquila dal vescovo Berardo da Padula, e con essa il titolo di San Massimo che venne unito al già esistente patrono San Giorgio nella Cattedrale aquilana (come da recenti studi e articoli di Sandro Zecca).

Cattedrale che da allora è intitolata ai Santi Massimo e Giorgio


Mauro

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📖 🌐 Riferimenti bibliografici e sitografici:

-《Cronaca Aquilana rimata di Buccio di Ranallo》, a cura di Vincenzo De Bartholomaeis, Forzani e C. Tipografi del Senato, Palazzo Madama - Roma 1907.

-《San Massimo d'Aveia martire》, scheda a cura di don Claudio Tracanna; in http://www.santiebeati.it/dettaglio/91218

(URL consultato in data 23/10/2022).



venerdì 23 aprile 2021

San Giorgio, Santo Patrono della città dell’Aquila

 

San Giorgio e il drago
(Fonte immagine: iconecristiane.it)

Oggi, nella ricorrenza di San Giorgio, ripropongo volentieri questo documentato articolo di Sandro Zecca (2018), già pubblicato in passato anche sulla stampa locale.

Un articolo che evidenzia l'importanza della figura di San Giorgio nelle origini della nostra Città! Un «sesto patrono» così come avevamo visto per il «quinto patrono» San Vittorino di Amiterno nel mio articolo del luglio 2018, oltre ai quattro Patroni più noti della nostra Città (San Massimo di Aveja, Sant'Equizio abate, San Celestino V papa, San Bernardino da Siena)!

E, allo stesso tempo: il «primo patrono» dell'Aquila in ordine di apparizione storica, subito dopo la fondazione sveva del 1254; il Santo contitolare della nostra Cattedrale insieme al più «anziano» San Massimo d'Aveja; e il Santo eponimo del Quarto di San Giorgio - appunto -, ossia il «Rione I» della nostra Città, come ci ricordano le numerazioni dei Rioni su molte targhe stradali (odonomastiche) delle nostre strade.

L'odierno stemma del Quarto di San Giorgio riporta tutt'ora il simbolo del Santo, ossia una croce rossa in campo bianco.

Buona lettura!  Mauro Rosati
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Di Sandro Zecca


«San Giorgio, Santo Patrono della città dell’Aquila.

Corrado IV dopo la fondazione della città ordina la costruzione di una chiesa.



Il Santo più venerato

Nel 1098, durante la prima crociata, l’esercito occidentale composto da cavalieri crociati e condottieri nordeuropei assediava vanamente la città di Antiochia.


Battaglia di Antiochia.
Guglielmo di Tiro, Historia.
Miniatura del XV secolo
(Fonte immagine: wikipedia.it)

L’arrivo dei Genovesi, al grido di battaglia "Genova e San Giorgio", rovesciò l’esito dell’assedio.

Secondo la leggenda, durante la battaglia San Giorgio sarebbe miracolosamente apparso ai combattenti cristiani, accompagnato da splendide e sfolgoranti creature celesti con numerose bandiere bianche sulle quali campeggiavano delle croci rosse.

Dopo questa crociata, San Giorgio divenne il santo più venerato del mondo cristiano. Il suo combattimento contro il drago fu scelto come simbolo della lotta del Bene contro il Male e rappresentato da mille artisti.


 

Il secondo diploma di Corrado IV per l’Aquila

Quando nel gennaio del 1254 Corrado IV, con un diploma, consentì agli aquilani di costruire la loro città, sapeva di essere scomunicato e che di certo Innocenzo IV non avrebbe ascoltato nessuna sua richiesta. Per dare una chiesa all’Aquila doveva muoversi in autonomia.

Così con un secondo diploma ordinò che fosse costruita una chiesa intitolata a San Giorgio “nella nostra città di Aquila” perché “abbia un esimio Santo come protettore” e vi pose un prevosto e sei canonici da “remunerare con la decima parte di ogni provento e reddito”.

San Giorgio fu il santo patrono della città per tre anni.

Il prevosto di Corrado IV è con ogni probabilità il Mastro Angelo che Papa Alessandro IV nomina nella bolla del 20 febbraio 1257, nella quale parla anche della “chiesa dei SS. Massimo e Giorgio dell’Aquila che state edificando […] e che decretiamo sia d’ora in poi Cattedrale”.

In realtà Alessandro IV, successore di Innocenzo IV, non poté che prendere atto di quanto stava accadendo: una città in forte crescita con una chiesa ed un prevosto non riconosciuti dalla chiesa di Roma. E così il 22 dicembre 1256 invitò con ‘littera gratiosa’ il vescovo di Forcona, Bernardo da Padula, a trasferire all’Aquila la sua diocesi insieme a quella Amiternina, richiesta accolta dal vescovo dopo aver rogato l’atto per la fusione delle due diocesi con gli arcipreti di S. Vittorino, Barete e Coppito il 21 gennaio 1257 e dopo la già menzionata ‘littera executoria’ del 20 febbraio conosciuta anche come “Bolla di traslazione”.

Solo a quel punto la chiesa di Roma entrò in città unendo il titolo della vecchia Cattedrale forconese a quello della chiesa di Corrado IV che diventò così dei “SS. Massimo e Giorgio” santi protettori della città. Poi la distruzione di Manfredi.

Nel 1267 con la ricostruzione angioina della città, Niccolò Sinizzo, secondo vescovo dell’Aquila, iniziò la fabbricazione della nuova cattedrale ai piedi del Mercato, chiesa che mantenne il vecchio titolo e in cui fu seppellito nel 1294.


Ma dove si trovava la chiesa di San Giorgio ?

Con ogni probabilità, è quella ricostruita dai bazzanesi dopo la distruzione operata da Manfredi e tuttora intitolata a Santa Giusta, capoquarto di San Giorgio.

Tra i primi studiosi a formulare questa teoria ci fu Luigi Rivera, che fu anche Balì Gran Croce di Giustizia del S.M.O. Costantiniano di San Giorgio.

Il duca fece notare subito che gli affreschi del XV secolo raffiguranti le gesta di San Giorgio intento a salvare la ‘Real donzella’, venuti alla luce nel 1926, andavano visti insieme alla rappresentazione dei protettori SS. Massimo e Giorgio intagliati ai lati del coro.

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Sempre di Sandro Zecca, per chi fosse curioso, consiglio anche la lettura di quest'altro contributo dedicato al Diploma di Fondazione della Città (2018):

https://pianetalaquila.blogspot.com/2018/12/sul-diploma-di-fondazione-della-citta.html?m=1



venerdì 7 dicembre 2018

San Giorgio, Santo Patrono della città dell’Aquila.

San Giorgio e il drago
(Fonte immagine: iconecristiane.it)
Facendo seguito all'articolo sul Diploma di Fondazione della Città, pubblico oggi questo secondo e documentato articolo di Sandro Zecca che evidenzia l'importanza della figura di San Giorgio nelle origini della nostra città! Un «sesto patrono» così come avevamo visto per il «quinto patrono» San Vittorino di Amiterno nel mio articolo dello scorso luglio, oltre ai quattro Patroni più noti della nostra Città (San Massimo di Aveja, Sant'Equizio abate, San Celestino V papa, San Bernardino da Siena)!
E anche questa volta: buona lettura! (Mauro Rosati)
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Di Sandro Zecca:

«San Giorgio, Santo Patrono della città dell’Aquila. 
Corrado IV dopo la fondazione della città ordina la costruzione di una chiesa.

Il Santo più venerato 
Nel 1098, durante la prima crociata, l’esercito occidentale composto da cavalieri 
crociati e condottieri nordeuropei assediava vanamente la città di Antiochia. 

Battaglia di Antiochia.
Guglielmo di Tiro, Historia
Miniatura del XV secolo.
(
Fonte immagine: wikipedia.it

L'arrivo dei Genovesi, al grido di battaglia "Genova e San Giorgio", rovesciò l’esito dell’assedio. 
Secondo la leggenda, durante la battaglia San Giorgio sarebbe miracolosamente apparso ai combattenti cristiani, accompagnato da splendide e sfolgoranti creature celesti con numerose bandiere bianche sulle quali campeggiavano delle croci rosse. 
Dopo questa crociata San Giorgio divenne il santo più venerato del mondo cristiano. 
Il suo combattimento contro il drago fu scelto come simbolo della lotta del bene contro il male e rappresentato da mille artisti.

Il secondo diploma di Corrado IV per L’Aquila 
Quando nel gennaio del 1254 Corrado IV, con un diploma, consentì agli aquilani di 
costruire la loro città, sapeva di essere scomunicato e che di certo Innocenzo IV non avrebbe ascoltato nessuna sua richiesta. Per dare una chiesa all’Aquila doveva muoversi in autonomia. 
Così con un secondo diploma ordinò che fosse costruita una chiesa intitolata a San Giorgio “nella nostra città di Aquila” perché “abbia un esimio Santo come protettore” e vi pose un prevosto e sei canonici da “remunerare con la decima parte di ogni provento e reddito”.

San Giorgio fu il santo patrono della città per tre anni. 
Il prevosto di Corrado IV è con ogni probabilità il Mastro Angelo che Papa Alessandro IV nomina nella bolla del 20 febbraio 1257, nella quale parla anche della “chiesa dei SS.Massimo e Giorgio dell’Aquila che state edificando … e che decretiamo sia d’ora in poi Cattedrale”. 
In realtà Alessandro IV, successore di Innocenzo IV, non poté che prendere atto di quanto stava accadendo: una città in forte crescita con una chiesa ed un prevosto non 
riconosciuti dalla chiesa di Roma. E così il 22 dicembre 1256 invitò con ‘littera gratiosa’ il vescovo di Forcona, Bernardo da Padula, a trasferire all’Aquila la sua diocesi insieme a quella Amiternina, richiesta accolta dal vescovo dopo aver rogato l’atto per la fusione delle due diocesi con gli arcipreti di S.Vittorino, Barete e Coppito il 21 gennaio 1257 e dopo la già menzionata ‘littera executoria’ del 20 febbraio conosciuta anche come “Bolla di traslazione”. 
Solo a quel punto la chiesa di Roma entrò in città unendo il titolo della vecchia Cattedrale forconese a quello della chiesa di Corrado IV che diventò così dei “SS. Massimo e Giorgio” santi protettori della città. Poi la distruzione di Manfredi. 
Nel 1267 con la ricostruzione angioina della città, Niccolò Sinizzo, secondo vescovo dell’Aquila, iniziò la fabbricazione della nuova cattedrale ai piedi del Mercato, chiesa che mantenne il vecchio titolo e in cui fu seppellito nel 1294.

Ma dove si trovava la chiesa di San Giorgio? 
Con ogni probabilità, è quella ricostruita dai bazzanesi dopo la distruzione operata da Manfredi e tuttora intitolata a Santa Giusta, capoquarto di San Giorgio. 
Tra i primi studiosi a formulare questa teoria ci fu Luigi Rivera, che fu anche Balì 
Gran Croce di Giustizia del S.M.O. Costantiniano di San Giorgio. 
Il duca fece notare subito che gli affreschi del XV secolo raffiguranti le gesta di San Giorgio intento a salvare la ‘Real donzella’, venuti alla luce nel 1926, andavano visti insieme alla rappresentazione dei protettori SS. Massimo e Giorgio intagliati ai lati del coro. 
Questa tesi è oggi condivisa da altri studiosi come Mons. Orlando Antonini, massimo esperto di architettura religiosa aquilana, lo storico Sandro Zenodocchio che tenne una conferenza sulla Chiesa di San Giorgio dopo la pubblicazione della scoperta degli archivi svevi su Deutsches Archiv n.62 del 2006 e l’arch. Maurizio D’Antonio autore di “Due documenti inediti di Corrado IV sulla fondazione dell’Aquila” pubblicato sul B.D.A.S.P. nel 2017.»