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venerdì 27 agosto 2021

ALBICOCCA...UN "LUNGO MORSO" DI STORIA E GEOGRAFIA

(Fonte immagine: 
https://unaparolaalgiorno.it/amp/significato/albicocca )

 

ALBICOCCA...UN "LUNGO MORSO" DI STORIA E GEOGRAFIA


ALBICOCCA. Ripercorrere l'itinerario di questa parola è un lungo viaggio nella Geografia e nella Storia, con ben tre stratificazioni linguistiche fino all'italiano ufficiale e ai nostri dialetti locali.


📌 Secondo le versioni più diffuse, l'albicocca sarebbe originaria del Lontano Oriente (Cina e/o Giappone).


❓Allora perché il suo nome scientifico è 《Prunus Armeniaca》? Perché l'Armenia?


📌 Perché pare che, prima Alessandro Magno durante le sue conquiste verso Oriente, e poi i Romani antichi, avessero visto questo albero in Armenia pensando che fosse originario di quelle terre.
E questo spiegherebbe il nome scientifico di 《Prunus Armeniaca》.


❓ E allora che c'entra la parola《albicocca》? Andiamo per passi.


1️⃣ I Romani chiamarono il suo albero 《praecoquus》, inteso come "precoce" perché è uno dei primissimi alberi da frutto a fiorire.
2️⃣ I Greci antichi trasformarono《praecoquus》 in 《praikókion》, adattandolo alla loro lingua.
3️⃣ Terzo passaggio: quando nell'Alto Medioevo gli Arabi conquistarono diverse terre del Mediterraneo, diffusero ulteriormente la coltivazione dell'albicocco e adattarono 《praecoquus/praikókion》in 《al-barquq》 (dove 《al》 è articolo determinativo nelle lingue arabe).


📌 Nei secoli successivi le nostre lingue e dialetti d'Italia adattarono 《al-barquq》 al latino volgare, ossia il latino parlato dal popolo (il "vulgus").
A quel punto l'articolo 《al》 si fuse con 《barquq》, dando origine alla pronuncia 《ALBICOCCA》.


📌 Intanto, però, c'era anche già la versione più antica《praecoquus》 e per questo oggi troviamo anche la parola PERCOCA, che vedremo poco più avanti.

Da alcune versioni etimologiche risulta poi che, in lingua araba, 《al-barquq》 indica la 《susina》, quella che comunemente chiamiamo 《prugna》, probabilmente proprio per la somiglianza di forma e dimensioni tra le albicocche e alcune varietà di susine.


📌 Infine, vediamo appunto PERCOCA: in diversi dialetti e lingue d'Italia indica oggi una particolare varietà di PÈSCA tipica dell'Italia (《'a percòca》in napoletano; pronuncia 《a' pərcòcə》).
Ma, d'altra parte, la PÈSCA è parente dell'ALBICOCCA, e anch'essa ci è arrivata in origine dall'Oriente mediante il "ponte" euro-asiatico della Persia e del Caucaso.
Il nome scientifico del pesco è infatti 《Prunus Persica》.
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🥭 Insomma, quando siamo a tavola e stiamo per addentare una gustosa ALBICOCCA, ricordiamoci che in pochi secondi stiamo anche "assaporando" secoli di Storia e migliaia di kilometri di Geografia.

➡️ E per rimanere in tema gastronomico consiglio anche le albicocche essiccate, altra prelibatezza oggi facilmente reperibile.
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Questa era solo una "sintesi" molto semplificativa.
Se volete approfondire nei dettagli vi suggerisco qualche collegamento tra i molti disponibili:

http://www.fruttanellescuole.gov.it/alunni/frutta-e-verdura-dalla-a-alla-z/albicocca

https://www.treccani.it/vocabolario/albicocco/


E COME SI CHIAMA L'ALBICOCCA NEL VOSTRO DIALETTO?
Se vi va di dire la vostra, rispondete sotto il post dedicato, qui:




sabato 25 novembre 2017

Le "sorba"

Le "sorba" appena raccolte su un letto di foglie
(Foto: Mauro Rosati (2015)


W l'autunno e i frutti dell'autunno!
Le "sorba"!

Ripropongo una mia breve riflessione tra il 'gastronomico' e il letterario su uno dei frutti più caratteristici e, forse, oggi meno noti dell'autunno: "le sorba"!
La loro forma ricorda un po' quella di una pera ma sono molto piccole, circa 3 cm, ed hanno un caratteristico sapore acidulo, "aspretto"! Crescono a grappoli sui rami di alberi alti anche diversi metri e maturano proprio in questo periodo colorando i rami con sfumature di giallo e rosso!
Anche Dante Alighieri cita le sorbe, metaforicamente, nella sua "Commedia" nelle parole di Brunetto Latini: 《Ed è ragion; ché tra li lazzi sorbi / Si disconvien fruttare al dolce fico》(Inferno, XV, 65-66)!
Un frutto oggi forse poco noto! In questa foto sono presentate appena colte in un letto di foglie del loro albero!


Mauro Rosati