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martedì 28 luglio 2026

《 MORBIDE VISIONI 》

 



✍ Morbide visioni


🚩 L'Aquila, Primavera 2026: sguardo dalla città verso le propaggini nord-occidentali del Sirente-Velino.


Nel cielo un batuffolo di cotone? Un cumulo di soffice lana appena tosata? Dello zucchero filato?

☁️ Di sicuro è una spessa nube cumuliforme modellata dalle correnti atmosferiche ed esaltata pittoricamente dalle sfumature d'oro del sole serale che si appresta a coricarsi dietro all'orizzonte. ☀️

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🌦 Le nuvole, uno tra i fenomeni più velocemente mutevoli ed effimeri che possiamo osservare nel cielo, eppure così ricche di fascino e così capaci di stimolare la nostra fantasia: spesso le guardiamo cercandovi figure, similitudini, e altri giochi visivi nelle loro numerose forme e nelle loro indirette sfumature di colore, altrettanto istantanee e mutevoli.


🎨 Forse proprio per questo, da secoli, le nuvole hanno ispirato e ispirano artisti che ne hanno fatto una vera e propria espressione iconografica, soprattutto leggendovi una forma di mediazione visiva fra la realtà terrena e la spiritualità celeste: visibili come le cose materiali, inafferrabili come quelle celesti.


E così le nuvole sono diventate protagoniste di dipinti, di sculture, di stupendi apparati iconografici barocchi e non solo: le vediamo ad esempio stuccate sul dosso di un altare, o scolpite ed estratte da una pietra, oppure dipinte sulle tele, sulle volte, sulle pareti di tanti edifici religiosi e civili mentre sorreggono personaggi sacri in sospensione, o talora creando delle cornici, dei diaframmi di vapore tra il mondo umano e il mondo divino, spesso anche come evoluzione delle più antiche mandorle mistiche che racchiudono i personaggi ultraterreni. 

Le vediamo quindi protagoniste nelle 《glorie》 trionfali di santi o di personaggi divini, così come le osserviamo a imitazione naturale nei cieli di quelle pitture illusionistiche 《trompe-l'œil》.


Con il colore, con la pietra, con gli stucchi, l'Arte è riuscita idealmente ad 《afferrare》e a rendere solide e tangibili queste manifestazioni atmosferiche così comuni e quotidiane eppure così sfuggevoli e 《inafferrabili》 nel loro continuo movimento. 


❓ Forse è proprio per questo loro carattere sfuggente e indefinito che tanto hanno stimolato l'immaginario umano al punto da essere associate a manifestazioni di mezzo tra il naturale e il soprannaturale?

❗Possibile! 

Quel che è certo è il loro fascino ancestrale ben vivo in tutti noi: tutt'oggi le nuvole ci attraggono e stuzzicano il nostro immaginario, spesso anche inconsapevolmente, così come probabilmente già accadeva per i nostri antenati primitivi.


Sicuramente non è l'unico caso, né il primo, in cui la Natura diventa nobile e fertile Musa ispiratrice per le Arti umane.



Mauro Rosati

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sabato 18 novembre 2023

LUMINOSE SUGGESTIONI D'AUTUNNO (...E D'INVERNO)

Suggestioni luminose del primo sole mattutino


《LUMINOSE SUGGESTIONI D'AUTUNNO (...E D'INVERNO)》


"Soleil levant" - Sole nascente


🗓 Personalmente trovo che i mesi da novembre a febbraio siano i più belli per quanto riguarda la luminosità in casa. Il Sole è più basso sull'orizzonte, per cui i suoi raggi entrano ben diretti dalle finestre e inondano le stanze di una luce sorprendentemente bella, con un bagliore diffuso e un colore giallo oro che caratterizza particolarmente questi quattro mesi dell'anno. ☀️

☀️ Raggi di sole dorati e discreti che infondono tepore al corpo e all'ambiente, senza 《bruciare》, nell'aria frizzante del primo mattino. ❄


🕗 In quell'arco orario che va dalle sette alle otto del mattino, l'orizzonte assume rapidamente i diversi colori dell'iride fino a quando i primi raggi 《del pianeta》 (il Sole; cit. dantesca) si diffondono sui crinali, sulle fronde colorate degli alberi d'autunno, sui tetti di case e palazzi, poi sui valloni, sulla brina che riveste un po' tutto come un sottile lenzuolo notturno; cristalli di ghiaccio che luccicano al primo sole e pian piano si sciolgono ed evaporano nel corso della mattinata. 🍁 ❄ 

❄ Se poi il paesaggio è innevato, lo spettacolo assume una magia ancor più particolare e rasserenante.


🌞 In questi mesi dell'anno è un piacere godere dell'albeggiare e poi della levata del Sole che si affaccia da sud-est, così come dei tramonti a sud-ovest. Per me che preferisco le albe, lo sguardo a sud-est va benissimo!

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🌄 La foto in alto, scattata su una parete appena accarezzata dal primo Sole, ha un valore suggestionale e non rende l'idea del bagliore luminoso che la circonda: quella che sembra ombra, intorno al riquadro lucente, in realtà è una marea di luce dorata, e proprio per questo l'obiettivo dello 《smartofono》(smartphone 😉) restringe il diaframma e non cattura la forte luminosità.

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Che dire? Da novembre a febbraio basta avere almeno una finestra sulla traiettoria del Sole per poter godere di tanta semplice e piacevole bellezza.

Certamente, potendo scegliere, apprezzo particolarmente lo spettacolo mattutino. 🍁❄☀️


Non si paga il biglietto, offre la Natura! 🎟 


Mauro

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giovedì 19 ottobre 2023

CARO, GENEROSO ALBICOCCO!

 

(Foto: Mauro Rosati)


CARO, GENEROSO ALBICOCCO!

Breve omaggio all'albicocco


🌳 Che bello l'albicocco!

È uno spettacolo della Natura dall'inizio alla fine del suo ciclo annuale.


🌳 L'albicocco: piccola-grande meraviglia, nella sua semplicità!

Albicocco: Prunus armeniaca per la botanica.


🌸 A fine Inverno dà spettacolo con la sua fioritura che sfuma tra il bianco e il rosa: come il ciliegio, il mandorlo, il pesco, suoi 《parenti》 stretti, famiglia delle Rosacee, genere Prunus.

I suoi rami sottili, ricurvi, a tratti contorti, si vestono di un vello fiorito che anticipa le foglie e annuncia l'avvicinarsi della Primavera.


🌿 Poi giunge la fogliazione, la chioma si fa frondosa e ampia, simile a un ombrello, con le belle foglie larghe e cuoriformi, dai contorni a seghetto, come il suo 《parente》 ciliegio.


🥭 Con l'Estate arrivano quindi i desiderati frutti, le albicocche, anch'esse annuncio del cambio di stagione, il secondo dell'anno. Frutti invitanti, che con il loro colore giallo-arancio, talora rosso tenue, sembrano voler richiamare la nostra attenzione, e già pregustiamo la loro polpa: densa, vellutata, dolce e a tratti aspra, a seconda della maturazione e della varietà.


🍃🍂 Infine ecco l'Autunno, terzo cambio di stagione. 

🎨 Stagione dei colori!

Con le prime vere giornate fredde, il generoso albicocco ci offre il terzo spettacolo dell'anno: la sua chioma si colora come un allegro ombrellone, le ampie foglie cuoriformi s'illuminano di arancio, di giallo, con sfumature equilibrate tra l'uno e l'altro. Sfumature che - forse - soltanto i più abili pittori riuscirebbero a rendere sulla loro tela. 

🎨 Colori che ricordano i succulenti frutti estivi e nel frattempo illuminano allegramente i cieli autunnali, risplendendo ancor più nelle giornate nuvolose, risaltando sulle tonalità più grigie dell'atmosfera.


🌬 E infine, concluso lo spettacolo della chioma cangiante, spogliatosi degli abiti di stagione, il generoso albicocco si va a coricare per il meritato sonno invernale, così come gli altri suoi 《parenti》.

❄ Quarto e ultimo cambio di stagione: l'Inverno, stagione della quiete naturale, che, solo apparentemente priva di vitalità, già porta in sé i semi del nuovo anno e di un nuovo ciclo.

Ultima stagione dell'anno naturale che si conclude, prima stagione di quello nuovo. 

Inverno, il《Giano bifronte》 del ciclico calendario stagionale.


Ogni stagione è figlia della precedente, e la Primavera è figlia dell'Inverno. 

E l'Inverno è madre e padre allo stesso tempo: padre fecondo, madre in gestazione, prima del nuovo parto annuale. 🌱


Mauro Rosati

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giovedì 29 giugno 2023

CHI SALVERÀ IL MONDO? - DI CERTO NON LA PRESUNZIONE

CHI SALVERÀ IL MONDO? - DI CERTO NON LA PRESUNZIONE


Breve riflessione traendo spunto da un post del prof. Silvio Di Giulio , sul tema della nota affermazione 《La Bellezza salverà il Mondo》.

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Di Bellezza, sotto vari aspetti, ve n'è tanta effettivamente, dalla Natura alle Arti umane. 

Ciò che scarseggia è forse la capacità di saper apprezzare la Bellezza. 

Peggio ancora, l'attitudine a fare scempio della Bellezza; attitudine purtroppo ancora diffusa tra molti 《esemplari》 umani.

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E allora, forse, più specificamente verrebbe da dire 《cogliere la Bellezza salverà il Mondo》.

E anche, come lessi una volta in un post, l'interrogativo:

《La Bellezza salverà il Mondo. Ma chi salverà la Bellezza?》.

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Ho provato a rispondermi in merito con un altro interrogativo: 

forse, la Conoscenza, in tutte le sue forme, salverà la Bellezza?

La 《Conoscenza》 ossia la 《Scienza》 intesa  nell'accezione ampia di Sapere (Scientia), che non è soltanto l'atto di 《immagazzinare》- sic et simpliciter - ma una costante propensione a coltivare (coltura>cultura) attivamente il ragionamento e la curiosità.

Quella curiosità che arricchisce quotidianamente le nostre chiavi di lettura del Mondo in cui viviamo - Patria universale, mosaico di innumerevoli e preziose culture locali, scrigno di meraviglie naturali -.

Ogni nuova chiave ci schiude una nuova finestra sul Mondo e sulla sua Bellezza, ampliando il nostro ideale 《campo visivo》.

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E allora, forse, senza voler essere esaustivi, si potrebbe anche affermare che 《la Curiosità salverà il Mondo》, ossia quella fame e quella sete di conoscenza che non devono mai venir meno, mai sazi e mai dissetati, affinché da semplici 《bruti》 ci eleviamo a esseri senzienti e sensibili, costantemente tesi verso le altezze degli ideali, cultori di Bellezza e costruttori di nuova ulteriore Bellezza.

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Alla base di tutto, però, dovrà essere costante il pungolo della consapevolezza del nostro 《non sapere》 di principio.

Solo tale consapevolezza potrà essere la spinta quotidiana all'apprendimento costante e permanente.


Un atto di Umiltà costruttiva. 

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Quindi, in fondo, 《l'Umiltà salverà il Mondo?》.

Probabile. 

Di certo non lo può salvare quella Presunzione arrogante che lo minaccia costantemente.


Mauro

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Link al post del prof. Silvio Di Giulio:

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid0dhgVgQCU2y7U3um5zgg6jKGEk6QqdcVigZf5Ch9qtQn6CyBt7tyvG7JDrNWVkg1xl&id=100031223974393

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lunedì 24 ottobre 2022

《BEL TEMPO》 O《MAL-TEMPO》?  QUESTIONE DI EQUILIBRI

 《BEL TEMPO》 O《MAL-TEMPO》? 

QUESTIONE DI EQUILIBRI


Personalmente non amo molto l'espressione 《mal-tempo》 riferita a una normale pioggia 🌧  o a una normale nevicata 🌨 , o semplicemente a una giornata fresca e nuvolosa.

Nell'equilibrio meteorologico è fondamentale una regolare alternanza tra le diverse condizioni atmosferiche. Poi, ciascuno di noi potrà preferire l'una piuttosto che l'altra.

È necessario il sole ☀️ così come sono necessari la pioggia🌧 , il vento 🌬 , la neve 🌨 , la brina ❄ , la rugiada 💧.


➡️ Il《Mal-tempo》, invece, è la rottura di questo equilibrio: 

si ha 《mal-tempo》 quando una di queste condizioni meteo diventa eccessiva e prevalente rispetto alle altre e rispetto alla normalità di un certo luogo e di una certa stagione.


🌧 Una buona pioggia diventa 《mal-tempo》 se eccede provocando allagamenti o inondazioni.

🌨 Una buona nevicata diventa 《mal-tempo》 se eccede in una 《bomba di neve》 che sfonda i tetti e seppellisce le strade.

💧 Una buona rugiada notturna rinfresca terra e aria, e dà respiro ad animali e piante.

❄ Una buona brinata cristallizza l'umidità a terra, de-umidificando l'aria e garantendo il necessario riposo alla terra e alle piante. 🌱 Diventa 《mal-tempo》 se eccede in ondata di gelo estremo.

🌬 Un normale vento di brezza ricambia l'aria, al mare 🌊 come in montagna ⛰ . Diventa 《mal-tempo》 se si trasforma in burrasca o in tromba d'aria 🌪.

☀️ Così anche il tempo soleggiato diventa 《mal-tempo》 quando si protrae per settimane o mesi interi provocando siccità, e/o quando le temperature salgono a lungo sopra la norma (ondate di calore). 🌡


➡️ In questa epoca di lunghe siccità alternate a brevi e violente 《bombe d'acqua》, in quest'epoca di terreni induriti e di inondazioni, è forse più evidente l'importanza di una equilibrata alternanza fra sole, pioggia, neve, e tutti gli altri fenomeni che caratterizzano normalmente il nostro clima.

📍Il concetto di 《cambiamento cimatico》 è tutto lì: 

mancanza di equilibrio, estremizzazione dei fenomeni atmosferici.


➡️ Di recente, anche diversi climatologi hanno iniziato ad affermare che un eccesso di 《bel tempo》 non è più 《bel tempo》 , ma diventa esso stesso 《mal-tempo》 per le conseguenze dannose che comporta agli ecosistemi (Uomo compreso).


Mauro



lunedì 12 settembre 2022

IL 《BACIO》 DELLA RUGIADA - SECONDA PRIMAVERA

 




IL 《BACIO》 DELLA RUGIADA - SECONDA PRIMAVERA


Il 《bacio》 della rugiada

Grazie alle temperature più moderate, soprattutto di notte, le piante stanno iniziando la loro seconda Primavera annuale: nuove fioriture, nuovi bocci, nuovi getti di foglie. 🌱 🌿

Le fresche nottate riportano quella delicata rugiada che bacia le piante e le risveglia dalla pausa estiva. 💧 💧

📸 Nelle foto in alto: un fiore e un bocciolo di due pelargoni zonali.


Mauro


lunedì 18 luglio 2022

PASSERI, GRILLI, GALLI...SUONI E 《STRUMENTI》 DELLA NATURA

PASSERI, GRILLI, GALLI...SUONI E 《STRUMENTI》 DELLA NATURA


Se i passeri 🐦 sono il mio orologio naturale - iniziano infatti a cinguettare con cadenza regolare circa 40-50 minuti prima dell'alba -,

e sono anche un po' il mio termometro 《a spanne》 - generalmente non 《twittano》 quando la temperatura massima si avvicina ai 30 °C o li supera -...

( https://pianetalaquila.blogspot.com/2021/03/gli-orologi-della-natura.html?m=1 )


...allo stesso modo, i grilli 🪳 sono il mio termometro🌡di precisione:

per la terza estate consecutiva sto osservando che iniziano a frinire quando la temperatura scende dai 25 °C in giù.

Per chi li studia di professione sarà quasi certamente una cosa scontata, ma per me è stata un'importante osservazione.

Nonostante fossi abituato ad ascoltarli fin dall'infanzia, in genere li associavo soltanto al calare della sera. Forse quando le estati erano meno calde di adesso.

Ora che le estati italiane sono diventate più calde e difficili, mi sono accorto che non iniziano allo stesso orario ogni sera, ma solo quando il calore si dissipa a sufficienza.

Per questo sono ancora più attratto dal loro frinire, perché è come se dicessero: 

- anche per oggi il caldo è passato, a quest'ora si sta bene! -.


Mauro

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P.S. Da una settimana circa, poi, un altro canto 🎶 si è aggiunto al bel repertorio del mondo animale: 

pressappoco a metà notte, un'ora circa prima del crepuscolo mattutino, un gallo 🐓 fa sentire la sua voce.

Nel silenzio notturno il suo canto si sente nitido, dai dintorni del mio quartiere.


P.P.S. A scandire il ritmo delle ore, invece, c'è il suono di quella bella campana 🔔 discreta e decisa, alla quale ho accennato altre volte.

È molto probabile che provenga da un monastero, perché alcuni segnali orari coincidono con la scansione monastica della giornata, dì e notte.

( https://pianetalaquila.blogspot.com/2022/06/tranquillita-della-sera.html?m=1 ).




giovedì 24 febbraio 2022

CARDO SELVATICO, CARDO 《SANTO》

 

(Foto: Paola Cinque, 2022)


CARDO SELVATICO, 

CARDO 《SANTO》


Una delle molte varietà di cardo.

Il cardo, nelle sue varianti, è diffuso in EurAsia particolarmente nell'area mediterranea e in Asia centrale.


In questo caso (foto in alto) si tratta di un cardo selvatico a fusto basso, a forma di stella, con infiorescenza centrale circondata dalle caratteristiche foglie a raggiera.

In alcune zone viene chiamano popolarmente il 《cardo santo》 perché la sua forma ricorda un'ostia (l'infiorescenza) all'interno, circondata dai raggi come in un ostensorio.


Secondo alcune ipotesi, questa tipologia di cardo potrebbe essere stata d'ispirazione alle maestranze medievali che lavorarono agli stupendi motivi fito-floreali a rosa che troviamo su molti tra gli amboni abruzzesi più belli.


Non essendo un botanico, non entro nei dettagli delle classificazioni scientifiche, particolarmente complesse e basate anche su piccole differenze.


L'esemplare nell'immagine in alto (foto di Paola Cinque) è stato fotografato pochi giorni fa sull'altopiano chiamato Piano di Fugno (quota circa 1400 metri di altitudine), lungo il versante sud-occidentale del Gran Sasso d'Italia, non lontano dal borgo di Filetto (L'Aquila) uno dei castelli fondatori della città dell'Aquila.


Mauro



mercoledì 15 dicembre 2021

MI PIACCIONO LE INNOVAZIONI…QUELLE VERE PERÒ

 

MI PIACCIONO LE INNOVAZIONI…QUELLE VERE PERÒ


«Innovazione», un vocabolo usato spesso a sproposito per «vendere» all’opinione pubblica progetti e iniziative varie, impattanti, di dubbio gusto, se non addirittura improponibili.

Chi - individualmente o in massa - contesta questi interventi discutibili viene strumentalmente tacciato come un «reazionario», un oppositore a qualsiasi innovazione.


Di seguito, poche brevi righe nelle quali esprimo, dal mio personale punto di vista, cosa significhi per me «innovazione», quella vera.

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Mi piacciono le Innovazioni, ma solo quelle Vere.


 

Le innovazioni che migliorano la qualità dell’Ambiente e del Paesaggio - urbani e rurali -.


Le innovazioni rispettose del Territorio, dell’Ambiente naturale e della Storia.


Le innovazioni che dialogano con i contesti.


 

Insomma…le innovazioni che arricchiscono e migliorano veramente la qualità della vita.


 

Respingo ai mittenti i «copia e incolla».


Respingo ai mittenti le innovazioni «farlocche».

 


 

Mauro




giovedì 9 dicembre 2021

IMPRESSIONI DICEMBRINE ...E SUGGESTIONI DELL'ALBA

Giuseppe Pelizza da Volpedo, 《Il sole》 (1904).
(Fonte immagine: 
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/80/Giuseppe_Pelizza_-_Il_Sole.jpg/596px-Giuseppe_Pelizza_-_Il_Sole.jpg )


IMPRESSIONI DICEMBRINE 

...E SUGGESTIONI DELL'ALBA


Non lo facevo da diversi anni. Forse a molti potrà sembrare una cosa scontata e banale. Non lo so, ma personalmente è qualcosa che mi affascina oggi così come da bambino e da adolescente.


Sto parlando dell'alba: più precisamente di assistere allo spettacolo dell'alba, e in particolare alla levata del Sole.

Da un po' ho riscoperto questa buona abitudine.


Senza nulla togliere ai tramonti, altrettanto stupendi e suggestivi, l'alba trasmette un fascino e una curiosità particolari. Forse perché, il tramonto avviene sempre in orari in cui siamo vigili, e quindi ci rimane più semplice e quotidiano 《beccarlo》; mentre l'alba, invece, va cercata. In Estate dobbiamo svegliarci presto o andare a dormire molto tardi se vogliamo assistervi, in Inverno ce l'abbiamo quasi su un piatto d'argento poiché coincide con l'ora del risveglio della maggior parte di noi.


Mi affascinano l'alba d'Estate e quella d'Inverno, quella che sorge dalle montagne o tra le montagne - i miei Appennini -, così come quella del 《sole gigante》 che spunta dal mare - il 《mio》 Adriatico -, con le sue sfumature che partono dal rosso-rosa fino all'arancio e al giallo del Sole ormai 《levatosi》 dall'orizzonte.

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Nella casa in cui vivevo da bambino ricordo l'alba delle giornate di giugno, con l'entusiasmo di poterle vedere con tranquillità, con la Scuola ormai finita e quindi senza la sveglia mattutina. Mi alzavo intorno alle 4 del mattino e mi sistemavo sul davanzale della finestra in cucina: posizione ideale, rivolta a nord-est, verso una gola tra due montagne; è proprio in quella direzione che sorge il sole di prima Estate.

Mi godevo tutta la fase del crepuscolo mattutino, con il cielo che si schiariva gradualmente e cominciava a delineare i profili dei monti. Dopo una lunga attesa, quando ormai il cielo era del tutto chiaro ecco alzarsi la nostra stella più vicina: i primi raggi inondavano le vette dei monti, poi i tetti delle case e le cime degli alberi più alti. 

E poi eccolo lì! Il Sole!

Tutto avveniva in poche decine di secondi: il primo raggio spuntava dalla gola tra i due monti e inondava la stanza. 

In questi momenti ci rendiamo conto di quanto ruoti velocemente la Terra: il tramonto e l'alba, infatti, ci danno dei punti di riferimento all'orizzonte, grazie ai quali osserviamo direttamente la velocità con cui si sposta (apparentemente) il Sole.


Una velocità, come sappiamo, che va da 0 km/h ai Poli a circa 1668 km/h all'Equatore.

Alla mia latitudine dell'Aquila (circa 42° 21' N al Municipio) la velocità di rotazione della Terra è di circa 1233 km/h.


Chiusa questa breve parentesi tecnica, mi viene in mente anche l'alba che ho avuto occasione fin da bambino di poter osservare sul Mare Adriatico, da diverse località: un'alba diversa, caratterizzata dal Sole più grande e più rosso perché l'orizzonte apparente corrisponde esattamente alla 《pianura》 del mare. 

In quel caso, insieme al chiarore, spesso si iniziano a intravedere i profili dei piccoli e medi pescherecci con i loro caratteristici 《bracci》 degli àrgani che, con un tocco di fantasia e visti da lontano, mi fanno sempre venire in mente un po' le drakkar (dreki) vichinghe con le loro polène.


E così, di alba in alba, arriviamo a questi giorni più recenti di inizio Inverno.

La casa dove vivo ora è esposta a est-sud-est, la posizione ideale per veder sorgere il Sole nella stagione invernale, e in particolare a dicembre, inizio dell'Inverno meteorologico (al principio del mese) e poi di quello astronomico (poco prima del Natale; o 《della Natale》 aquilanamente parlando).

A dicembre il Sole che sorge raggiunge il massimo del suo azimut a oriente, ossia l'angolo che parte dal nord, in senso orario, fino al punto in cui la nostra stella spunta dall'orizzonte.


In queste mattine dicembrine, quando il cielo è limpido ho l'occasione di gustarmi quei minuti che intercorrono tra quando si vedono le sagome delle case, dei palazzi e degli alberi ancora poco definite fino all'inizio graduale del chiarore, che comincia a definire i tetti e gli alberi esposti sulle parti più alte, nell'alternarsi di creste e valloni del mio quartiere. 

Poi, si inizia a vedere la luce riflessa dalle vetrate dei piani più alti.

A quel punto inizia lo 《sprint》 del Sole che sembra accelerare la sua levata: l'atmosfera nitida si colora di un giallo paglierino con una lieve sfumatura di arancio, sempre più diffuso con il passare dei minuti. Si iniziano a vedere distintamente gli alberi, le case, i palazzi, la distesa bianca della brina o della neve al suolo, sui tetti, sulle piante.

Poi, nell'arco di qualche decina di secondi, un bagliore luminoso inizia a traboccare dalle finestre fin dentro casa, finché vedo la nostra stella spuntare e alzarsi rapidamente nel cielo: le pareti e i mobili alle mie spalle si illuminano come avessi acceso una luce domestica; anzi …molto di più!

Lo spettacolo si compie e il nuovo giorno è ormai avviato: i bassi raggi del periodo invernale permettono di godere a lungo, durante la mattinata, del riverbero di luce che fa brillare ogni ambiente di casa.


E anche quando capita che le nebbie di primo mattino sembrano avvolgerci in un batuffolo d'aria ovattata che restringe il nostro orizzonte visivo, in una suggestiva atmosfera sospesa, ecco che i raggi del Sole pian piano iniziano a diradare questo sipario di vapore acqueo che lentamente si colora di un giallino sempre più oro, lo diffonde e, proprio come alla levata del Sole, ci svela gradualmente il paesaggio con le case, i palazzi, i prati, i terreni, i monti, gli alberi, e la brina o la neve che ricoprono i tetti, le piante e il suolo. Alla fine restiamo estasiati quando, discioltosi questa sorta di batuffolo di zucchero a velo, si apre ai nostri occhi quel cielo limpido tipico soprattutto delle mattinate più fredde che vanno dall'Autunno alle prime settimane di Primavera.


E che dire anche di quelle mattine quando nubi alte, sottili e «lucide», quasi lenticolari, fanno da corte d’accoglienza al Sole nascente? Ne diffondono il chiarore prima ancora che esso sorga e si aprono a sipario quando spunta dall’orizzonte. Altro suggestivo spettacolo mattutino!

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Insomma, quante impressioni ci regala l'alba così come il tramonto; e forse non per caso questi fenomeni sono spesso oggetto della fotografia artistica, e della fotografia in generale, così come di tanti pittori: ricordiamo ad esempio il celebre Impression, soleil levant di Claude Monet o il Sole rappresentato da Giuseppe Pelizza da Volpedo, giusto per citare due tra i molti esempi possibili.


Personalmente, come mi piace fare di tanto in tanto, ho cercato di 《dipingere a parole》, o almeno di tratteggiare, le impressioni-emozioni di questo momento della giornata.

Ho cercato di descrivere alcune delle sensazioni, forse ancestrali, che ci suscita questo fenomeno: un fenomeno quotidiano e sempre  accattivante.


Le parole non sono mai sufficienti per descrivere a tutto tondo queste gradevoli emozioni.


Sul mare come tra i monti, tra città e campagna: il mio suggerimento è quello di godere sempre a pieno, quando possibile, di questi tanti piccoli-grandi spettacoli che la Natura ci offre; il piacere di assaporare o ri-assaporare il gusto di queste emozioni quotidiane.

Ritrovare una maggiore sintonia con i ritmi naturali: normale per le generazioni passate, meno per la nostra epoca.

Una sintonia che possiamo ritrovare anche nei nostri ecosistemi urbani se sappiamo riconoscerla e apprezzarla. 


Mauro



sabato 20 novembre 2021

ODORI 《PRIMITIVI》



ODORI 《PRIMITIVI》

Per la prima volta dall'inizio del mese, ieri sera ho finalmente 《annusato》 nell'aria l'《odore》di novembre, o quantomeno dell'Autunno pieno, anche se solo per qualche istante. 

Un'aria dal 《profumo》 più leggero e limpido rispetto ai giorni e alle settimane scorse.


Ogni mese, ogni stagione, ogni clima, ogni fenomeno atmosferico, ogni luogo, emana degli 《odori》 caratteristici, talora in combinazione fra loro, che impariamo a 《fiutare》 e a riconoscere fin dall'Infanzia, più o meno consapevolmente.


Odori, essenze, che spesso non è facile descrivere in poche parole.

Forse perché appartengono alla parte più primitiva e più istintiva della nostra Mente, quella che ci avvicina di più agli altri animali.


Se poi questi odori possano suscitare sensazioni gradevoli o sgradevoli, ciò dipende da una sfera emotiva e sentimentale strettamente individuale, che ci distingue gli uni dagli altri.



Mauro



mercoledì 17 novembre 2021

SBOCCIAMENTI NOVEMBRINI - CONTEMPLAZIONE E RIFLESSIONE

 

Fioritura del pelargonio zonale.

Germogli di evonimo livornese.



17 novembre 2021
Sbocciamenti novembrini
Contemplazione e Riflessione

Delizia per gli occhi, spunti per la mente!

Due belle immagini dal mio 《giardinetto domestico》: 
la fioritura di un pelargonio zonale e una siepe di evonimo che germoglia.

Le piccoli-grandi soddisfazioni che ci regala la Natura attraverso le piante.
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Queste due immagini, nella loro bellezza, insieme alla contemplazione ci invitano però anche a una breve riflessione.
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Le piante, anche quelle in vaso sul balcone, sono, insieme agli animali, importanti indicatori degli stravolgimenti climatici in atto.

Siamo in montagna e tra le montagne, a circa 740 metri di quota.
Oggi, come già da un po' di settimane, si sentono nuovamente i fringuelli cantare, dopo una lunga pausa dovuta al caldo e alla siccità.
Allo stesso modo, le piante stanno facendo ora, a metà novembre, quello che normalmente farebbero tra settembre e inizio ottobre: il secondo ciclo vegetativo, ossia 《la seconda Primavera》 annuale; quella di fine Estate e inizio Autunno.

Dopo il trimestre 《horribilis》, giugno-luglio-agosto, le foglie delle siepi erano letteralmente cotte, pur essendo a mezz'ombra: non solo sotto il forte sole ma anche all'ombra, a causa del caldo anomalo.
Nello stesso periodo, i zonali avevano rallentato la loro germogliatura e le loro fioriture: a causa del caldo anomalo e anche di una piccola farfalla - apparentemente innocua - comparsa da un paio d'anni e proveniente da Paesi più caldi; una farfalla che scava i rami dei zonali trasformandoli nella sua 《casetta-incubatrice》.

Poi è giunto settembre che, dopo l'iniziale calo delle temperature nella prima decade del mese, ha dato il via a una 《seconda Estate》, più mite, durata fino ai primi giorni di ottobre: e così i germogli delle siepi appena aperti appassivano sotto il sole, e la farfalla esotica, che 《lavora》 sopra i 20 °C, continuava a smangiucchiare i pelargoni zonali.

A ottobre il passaggio brusco dall'Estate a un anticipo d'Inverno: e così, le piante hanno bloccato di nuovo il loro ciclo vegetativo.
Dalla seconda metà di ottobre, le temperature sono risalite nuovamente raggiungendo i valori di un mese prima, ossia quelli di settembre.

E così arriviamo ad oggi: da circa 30 giorni, con le temperature minime notturne quasi sempre tra i 5 e i 9 gradi sopra il normale, è iniziata la 《seconda Primavera》 con un mese e mezzo di ritardo. Adesso, con le temperature miti e il sole più basso e meno 《prepotente》, le piante hanno ripreso il ciclo vegetativo.
Le piogge più frequenti stanno certamente aiutando, soprattutto se si ripensa ai quasi 75 giorni di siccità del trimestre 《horribilis》 giugno-luglio-agosto; siccità interrotta solo da qualche breve scroscio.
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Tornando ora alle due immagini di oggi:
certamente è molto bello vedere nuovi germogli e nuove fioriture, e fa molto piacere contemplare la bellezza naturale 《catturata》 in queste immagini.
Allo stesso tempo, fa riflettere che tutto ciò stia avvenendo con 1½-2 mesi di ritardo: uno dei tanti indicatori dei cambiamenti climatici in atto da molti anni.


Mauro



venerdì 22 ottobre 2021

QUANDO L'AUTUNNO DIVENTA ARTE

 

Albero di noce


Albicocco 



22-23 ottobre 2021

Lì dove la Città e la Campagna si incontrano e si intessono reciprocamente: il giallo vivace di un noce e il rosso-arancio di un albicocco, in una giornata tipicamente autunnale diventano quasi delle fonti di luce propria, risaltando tra le abitazioni e i terreni di contrade un tempo coltivate da coloni. Oggi orti o giardini tra le case. 🌱🌱
Un tempo che arriva fin ancora a 50 anni fa.

La bellezza dell'Autunno: quando i colori delle piante sembrano brillare tanto più vivaci sulla tela dallo sfondo grigio di una normale nuvolosità di stagione. 🎨

Tramite l'Autunno la Natura si fa artista. 🍁🍁


Mauro



domenica 17 ottobre 2021

IL GRILLO…«RAMPICANTE»

Immagine 1

 
Immagine 2

Immagine 3


17 ottobre 2021

«'u riju» (Il grillo)!

 

Piccolo grillo «scalatore», ripreso in tre momenti consecutivi della sua arrampicata lungo un'imposta della zanzariera! Nella seconda immagine si vede la sua robusta zampa posteriore mentre si flette nella salita.

 

📌 In estate i grilli sono il mio termometro di riferimento: iniziano a frinire verso sera ma a orari variabili, quando la temperatura riscende nella normalità; e a quel punto so che posso iniziare le innaffiature delle piante.

 

Fotografare questo piccolo esemplare è stato impegnativo quasi come con un gatto. Poi a un certo punto ha emesso dei leggeri frinìi: e allora ho pensato che, stanco delle foto, mi stesse mandando garbatamente «a quel paese»! 😁

 

 

Mauro

 



mercoledì 22 settembre 2021

AUTUMNI AEQUINOCTIUM

Autumni Aequinoctium

 


Aequinoctium - Aequa Nox

12d - 12n / Iter: E>S>W

 


Oggi inizia l'Autunno astronomico.

 


Nel suo movimento apparente (eclittica), la traiettoria del Sole interseca l’equatore celeste - ossia la proiezione immaginaria dell’Equatore terrestre nel cielo -. Questo punto di intersezione viene chiamato anche Punto della Bilancia (punto òmega Ω), opposto al Punto di Ariete dell'equinozio primaverile (punto gamma γ).



La definizione di Punto della Bilancia deriva dal fatto che quando esso fu studiato (molti secoli fa), l’inizio dell'Autunno astronomico coincideva con l’«ingresso» del Sole nella costellazione della Bilancia.
Oggi, l’inizio dell'Autunno corrisponde invece all’«ingresso» del Sole nella costellazione della Vergine; questo spostamento è dovuto al fenomeno della Precessione degli Equinozi, un fenomeno lento ma costante a causa del quale – semplificando – ogni anno la Terra torna nello stesso punto dell'orbita con circa 50,4 secondi in anticipo rispetto all’anno precedente (quindi l'Equinozio «precede» quello dell’anno prima).

Il passaggio nel Punto della Bilancia segna anche il passaggio del Sole dall’emisfero celeste boreale (nord) all’emisfero celeste australe (sud) - sempre nel suo movimento apparente -.

L’Equinozio d'Autunno può essere considerato come la metà dell’«anno astronomico».



Sole allo "Zenith" sull'Equatore.

Il dì e la notte hanno la stessa durata mentre il Sole percorre un itinerario approssimativo da Est (dove sorge) ad Ovest (W; dove tramonta), passando ovviamente per il Sud (dove raggiunge il punto più alto della giornata).




Nella nostra città dell'Aquila, considerando come riferimento la latitudine approssimativa della Torre di Palazzo, il sole raggiunge oggi un'"altezza" massima di 47° 38' 46".

Nota 1. Sull'altezza del Sole agli Equinozi, nella nostra città, vedi anche:

https://pianetalaquila.blogspot.com/2018/09/bentornato-autunno.html?m=1 
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Estate trascorsa caratterizzata, nel trimestre da giugno ad agosto, da ricorrenti temperature sopra la norma e da circa 75 giorni di siccità intervallati soltanto da 2-3 brevi piovaschi
«di respiro».

Migliore la situazione meteorologica a partire dalla fine di agosto e per tutta la prima decade di settembre (25 agosto-12 settembre 2021), con temperature ritornate nella norma e finalmente un po' di piogge che, alternate a giornate stabili, hanno riportato un certo equilibrio atmosferico: le piante hanno iniziato a cacciare nuovi germogli («getti») e gli uccelli sono tornati a farsi sentire dopo lo stress da caldo dei mesi precedenti.

Meno bene, invece, la metà del mese di settembre, la settimana scorsa, con le temperature che sono salite di nuovo sopra la norma, soprattutto nei valori diurni delle massime, e aria calda fuori stagione con aria calda da Scirocco.

C'è da sperare in una nuova piovosità più costante che restituisca un po' di equilibrio generale, falde acquifere comprese.

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Per chi gradisse, concludo in musica con un breve estratto dell'"Autunno" di Antonio Vivaldi: 
https://youtu.be/WA8EJQOqbdo


Mauro Rosati