Visualizzazione post con etichetta Mare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mare. Mostra tutti i post

martedì 1 luglio 2025

VENIAMO TUTTI DAL MARE

(Foto: Mauro Rosati, 2025)

 


Veniamo tutti dal mare! 🌊

Fossili dal Quarto di San Giorgio fuori le Mura.

--------------------------------------------------


Piànola (L'Aquila): conchiglia fossile da Rocca di Cambio (L'Aquila), circa 1434 metri di altitudine, incastonata in una pietra calcarea dal tipico colore bianco con sfumature giallo paglierino caratteristiche di molti calcari del nostro territorio.


La pietra, proveniente da materiale di risulta di uno scavo edile, è stata reimpiegata alcuni anni fa nella costruzione di un bel muretto a secco.

Un viaggio durato forse milioni di anni, dai fondali di un antico mare fino alla quota del più alto Comune di tutto l'Appennino.



Mauro Rosati

______________________



giovedì 8 maggio 2025

《LA CONCHIGLIA FOSSILE》

(Foto: Mauro Rosati, 2025)


《LA CONCHIGLIA FOSSILE》


Non di rado si possono trovare conchiglie anche a decine di chilometri dal litorale!
🐚 😉

Camminando per le vie della città, infatti, ogni tanto vale la pena 《fossil-izzarsi》anche sui dettagli che si presentano davanti ai nostri piedi.

Come in questo caso (Quarto di Santa Maria): una conchiglia fossile del genere 《Pecten》 , molto comune nel nostro territorio.
È sempre affascinante trovare conchiglie, coralli e altri fossili marini a centinaia e a migliaia di metri di altitudine, a ricordarci che tutti noi, comprese le nostre montagne, veniamo dal mare! 🌊 

🔎 Appena vista, da lontano, mi ha dato fin da subito quell'impressione ma, nel dubbio, ho chiesto pareri:
ringrazio in particolare per l'interessamento Eleonora Gallo che, incuriosita dal dettaglio, ha chiesto conferma a un esperto in materia, il quale ha identificato la piccola conchiglia appunto come 《Pecten》.

Forse una conchiglia ricoperta in origine dalla sabbia, come ci capita spesso di vedere sulla battigia delle nostre spiagge.
Poi, nel corso di milioni di anni, quella sabbia è emersa dal mare, si è consolidata diventando pietra e ha inglobato questa conchiglietta.
----------------

E così, quasi automaticamente, la vista di questo fossile mi ha richiamato alla mente il bel poemetto ottocentesco 《Sopra una conchiglia fossile》, di Giacomo Zanella, consultabile all'indirizzo:
✒ Il componimento poetico fa parte della più ampia raccolta 《Versi》 dello stesso Giacomo Zanella.

Buona lettura! 😊 


Mauro
_______


giovedì 21 dicembre 2023

IL SOLE D'INVERNO (...in liberi versi)


Il Sole d'Inverno...elogio in liberi versi...
...senza pretese poetiche...

----------------------------------------

Il Sole d'Inverno...

...non brucia,

riscalda...

...non picchia,

accarezza...

...non urla,

sussurra...

...fa luce, 

non abbaglia...

...brilla,

non acceca...

...abbraccia,

ma con dolcezza...


Il Sole d'Inverno...

...è pioggia d'oro...

...è colore...

...è pennello...

...è pittore...

...è anelato tepore...


Il Sole d'Inverno 

è gentile...

Il Sole d'Inverno

è discreto...

Il Sole d'Inverno

è educato...

Il Sole d'Inverno 

è delicato...


Il Sole d'Inverno...

...rende le brine diamanti...

...rende oro il mare...

...rende la neve argento...


Il Sole d'Inverno

è magia reale...

Il Sole d'Inverno

è naturale incanto...


...Il Sole d'Inverno...



Mauro Rosati

________________



mercoledì 17 maggio 2023

ITALIA, PAESE 《MONSONICO》

 ITALIA, PAESE 《MONSONICO》


Molti osservano le piogge di queste settimane, ma pochi ricordano:

- la siccità di febbraio-marzo; 

- il caldo anomalo di marzo;

- l'Inverno breve;

- le premature grandinate già a fine inverno;

- le premature trombe marine (sintomo di mari già caldi); 

- le continue risalite d'aria caldo-umida subtropicale, che alimentano le precipitazioni più intense.

Si aggiunga poi lo scioglimento rapido della neve a causa delle temperature anomale.


Proprio il caldo - che molti spesso invocano - è la causa primaria di quanto sta accadendo.

Complice l'abbondante cementificazione-asfaltizzazione dell'Italia, che prosegue senza tregua.


L'Italia è divenuta un Paese dal clima 《monsonico》: 

siccità lunghe e caldo anomalo, alternati a piogge intense e concentrate.

Torrenti e fiumi che sembrano 《uadi》 del deserto, alvei secchi per lungo tempo che poi straripano impetuosi in poche ore;

costoni e pendii che si sciolgono come burro sotto l'impeto violento di piogge concentratissime;

《uragani》 mediterranei e tornado sempre più frequenti.


E chi più ne ha, più ne metta.


Mauro

-----------------


Tra le varie riflessioni sull'argomento 《clima》 vedi anche, ad esempio:

https://pianetalaquila.blogspot.com/2022/10/bel-tempo-omal-tempo-questione-di.html?m=1

_________________________

lunedì 24 ottobre 2022

《BEL TEMPO》 O《MAL-TEMPO》?  QUESTIONE DI EQUILIBRI

 《BEL TEMPO》 O《MAL-TEMPO》? 

QUESTIONE DI EQUILIBRI


Personalmente non amo molto l'espressione 《mal-tempo》 riferita a una normale pioggia 🌧  o a una normale nevicata 🌨 , o semplicemente a una giornata fresca e nuvolosa.

Nell'equilibrio meteorologico è fondamentale una regolare alternanza tra le diverse condizioni atmosferiche. Poi, ciascuno di noi potrà preferire l'una piuttosto che l'altra.

È necessario il sole ☀️ così come sono necessari la pioggia🌧 , il vento 🌬 , la neve 🌨 , la brina ❄ , la rugiada 💧.


➡️ Il《Mal-tempo》, invece, è la rottura di questo equilibrio: 

si ha 《mal-tempo》 quando una di queste condizioni meteo diventa eccessiva e prevalente rispetto alle altre e rispetto alla normalità di un certo luogo e di una certa stagione.


🌧 Una buona pioggia diventa 《mal-tempo》 se eccede provocando allagamenti o inondazioni.

🌨 Una buona nevicata diventa 《mal-tempo》 se eccede in una 《bomba di neve》 che sfonda i tetti e seppellisce le strade.

💧 Una buona rugiada notturna rinfresca terra e aria, e dà respiro ad animali e piante.

❄ Una buona brinata cristallizza l'umidità a terra, de-umidificando l'aria e garantendo il necessario riposo alla terra e alle piante. 🌱 Diventa 《mal-tempo》 se eccede in ondata di gelo estremo.

🌬 Un normale vento di brezza ricambia l'aria, al mare 🌊 come in montagna ⛰ . Diventa 《mal-tempo》 se si trasforma in burrasca o in tromba d'aria 🌪.

☀️ Così anche il tempo soleggiato diventa 《mal-tempo》 quando si protrae per settimane o mesi interi provocando siccità, e/o quando le temperature salgono a lungo sopra la norma (ondate di calore). 🌡


➡️ In questa epoca di lunghe siccità alternate a brevi e violente 《bombe d'acqua》, in quest'epoca di terreni induriti e di inondazioni, è forse più evidente l'importanza di una equilibrata alternanza fra sole, pioggia, neve, e tutti gli altri fenomeni che caratterizzano normalmente il nostro clima.

📍Il concetto di 《cambiamento cimatico》 è tutto lì: 

mancanza di equilibrio, estremizzazione dei fenomeni atmosferici.


➡️ Di recente, anche diversi climatologi hanno iniziato ad affermare che un eccesso di 《bel tempo》 non è più 《bel tempo》 , ma diventa esso stesso 《mal-tempo》 per le conseguenze dannose che comporta agli ecosistemi (Uomo compreso).


Mauro



domenica 21 marzo 2021

Gli «orologi della Natura»

 Gli «orologi della Natura»

Il mio orologio non ticchetta ma cinguetta

 


 

Sempre per rimanere in tema di «orologi», in questi giorni riflettevo su un altro tipo di «orologi», sui quali mi sono ri-sincronizzato - e particolarmente nei mesi recenti -.


 

Il mio condominio si trova in una zona residenziale nella prima periferia della città, a poche centinaia di metri dalle Mura, raggiungibili comodamente a piedi. E, in particolare, si trova in uno di quei quartieri dove città e campagna, e città e montagna, si intrecciano e convivono fra loro.


 

Per questo, fin da quando ci vivo, è sempre stato sede di una ricca fauna domestica e selvatica-«urbanizzata»; animali che vivono in simbiosi con l’animale più invadente e chiassoso che esista: l’Uomo.

E così, è normale vedere e sentire tanti uccelli: il più comune piccione - con le sue sfumature di piumaggio e il suo gorgheggio gutturale -, i passeri - che ogni tanto si affacciano zampettanti fino ai balconi -, il merlo, la ghiandaia, la gazza, la cornacchia. E poi, una stabile colonia felina di gatti semi-selvatici abituati a convivere con l’Uomo; e ancora: ricci, lucertole, gechi, fino a diverse varietà di insetti come l’ape, la mantide religiosa, il grillo, giusto per citarne alcuni.

Questa convivenza tra specie si può osservare un po’ in tutta la nostra città, dal centro alla periferia: ricordo fin dalla tarda infanzia, e tutt’oggi, scoiattoli nel Parco del Castello, ghiandaie sotto i Portici di San Bernardino; e, uscendo dalle mura, falchetti e mammiferi di vario tipo che – ogni tanto – attraversano la nostra città tra gli Appennini per spostarsi da una zona all’altra del nostro territorio.

-----------------------------------------------------------------------------------

 


Ma avviciniamoci al dunque degli «orologi»!



A poche decine di metri dal mio condominio c’è un albero che fin da quando vivo qui è stato sempre «condominio naturale» di passeri cinguettanti, che nelle sere d’Estate offrono dei veri e propri concerti canori senza dover pagare il biglietto: basta sedersi fuori al balcone, rilassati, e magari con un buon libro tra le mani.

Dall’Autunno scorso, però, ho cominciato a osservarli con più attenzione e ho notato una cosa «banale» che però mi è diventata molto utile. O meglio: ho riscoperto una cosa «banale».



Quando mi metto a studiare, a scrivere o a lavorare, spesso mi trattengo fino a notte inoltrata: le cosiddette «ore piccole», e c’è un motivo ben preciso. Soltanto la notte, soprattutto dalle 22:00 in poi, mi restituisce una pace dei sensi che mi rende più produttivo in qualsivoglia attività intellettuale: dalla semplice lettura a un lavoro ben preciso.

Il giorno lo utilizzo di più per le attività manuali; mi deconcentra, disperde la mia attenzione. Anche per questo prediligo l’Inverno all’Estate, oltre che per le temperature ovviamente!



La sera acquisto tranquillità e concentrazione: pian piano si placano i rumori del condominio; pian piano non si sente più il via-vai delle auto di chi esce e di chi entra; il telefono comincia a tacere dopo un’intera giornata in cui spesso è fonte di ansie, di nervosismo, di arrabbiature.

Insomma, si raggiunge uno stato di benessere psico-fisico che – per esperienza diretta – equivale a quello di una spiaggia tranquilla alle prime ore dell’alba o nei primi pomeriggi del mese di Settembre; oppure al piacere di sedersi a leggere o a scrivere sulla panchina di un parco o di un giardino della mia città, nelle prime ore pomeridiane.

Questo mi porta ad essere più attivo proprio nelle ore in cui il mondo sembra fermarsi e tacere. E, ogni tanto, mi capita che le ore passino senza che me ne accorga, fino a superare le ore piccole e a spingermi sino alle quattro del mattino. A quell’ora, ovviamente, raccolgo «baracche e burattini» e me ne vado a «nanna», più che altro per «convenzione civile».


 

E dallo scorso Autunno, appunto, ho iniziato a osservare che i passeri di quell’albero vicino casa, iniziano a cinguettare proprio verso quell’ora: dopo due o tre volte che ho notato la cosa, non ho più avuto bisogno di guardare l’orologio.

Ormai, da molti mesi, sono loro il mio orologio notturno-mattutino: se mi trovo ancora all’opera è come se quei cinguettii mi dicessero: «Sono le quattro del mattino! È quasi l’alba! Che ci fai ancora sveglio?».

Se invece vado a dormire a un orario più «normale», mi capita di svegliarmi almeno una volta a notte: però non ho più bisogno di guardare l’orologio sul comodino. Mi basta aprire gli occhi: se fuori è buio e non sento cinguettare, vuol dire che non sono ancora le 4:00; se - invece - sento cinguettare e fuori è buio, vuol dire che siamo tra le 4:00 e le 4:40. Se c’è un po’ di luce, significa ovviamente che è più tardi.

Ho scritto un orario ben preciso: questi passeri, infatti, iniziano a cinguettare poco dopo le 4:00 e continuano per mezz’ora, quaranta minuti al massimo. Sono precisi e calibrati come se fossero un orologio vero e proprio: chissà, forse avvertono qualcosa - nella luminosità, o nella temperatura - che fa loro percepire l’avvicinarsi dell’alba. Cinguettano e poi smettono fino a quando non arriva l’alba vera e propria, e iniziano anche i rumori dell’«animale Uomo».

Un po’ come le onde marine durante la notte, che non disturbano ma «cullano», così anche quel cinguettare di tarda nottata non mi disturba.

Così come le onde marine, è una gradevole melodia.

Una melodia per addormentarmi, se faccio tardi. Un segnale orario, se mi sveglio presto.

In quest’ultimo caso è come se quegli uccellini mi dicessero: - «Puoi dormire ancora, ma il Sole sta per sorgere!» -.



Fra qualche giorno, con il passaggio all’ora legale, ci sposteremo di fatto artificialmente sul fuso orario di Atene, Bucarest, Helsinki. Per i nostri amici cinguettanti - invece - non cambierà nulla: semplicemente, quando li sentirò cinguettare dovrò spostare il mio pensiero un’ora avanti.


 

Mauro