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domenica 14 settembre 2025

IMMAGINARIAMENTE... REALI!

 

L'Aquila, Quarto di San Giorgio:
facciata con porte-finestre dipinte.

(Foto: Mauro Rosati, 2025)


L'Aquila, Quarto di San Giorgio:
porte-finestre dipinte,
veduta d'insieme
del contesto architettonico
e paesaggistico.

(Foto: Mauro Rosati, 2025)


IMMAGINARIAMENTE... REALI!
(Un ossìmoro voluto).


🚩 L'Aquila, semplici e raffinati dettagli illusionistici nel Quarto di San Giorgio, ai confini con il Quarto di Santa Maria.

📍 A volte nascevano già così, fin dalla costruzione di un edificio, come quando si realizzava una facciata integrale per uniformare fabbricati diversi;
altre volte, invece, andavano a camuffare e a simulare un'apertura che veniva murata, tamponata:
in entrambi i casi parliamo delle finte finestre e porte-finestre dipinte sulle facciate di molte case e palazzi.
↪ Talvolta vengono disegnate anche spalancate oppure socchiuse, con una grata, con un'anta parzialmente aperta, quasi come se qualcuno stesse per affacciarsi, quindi anche con un pizzico di intenzione giocosa oltre che artistico-estetica.

📍 Porte e finestre dipinte: un uso in voga fino a tempi storicamente non troppo lontani (e talora anche al giorno d'oggi), quando il buon gusto e la funzionalità andavano di pari passo, e l'immaginazione diventava complemento della realtà.
Un po' come quelle pitture illusionistiche, molto realistiche grazie alla prospettiva, realizzate oggi da artisti autorizzati sulla superficie di alcune strade/piazze o su freddi muri in cemento da rendere più gradevoli alla vista.

📍 Siamo tornati quindi sul concetto di 《trompe-l'œil》(=inganna l'occhio) che abbiamo già analizzato una prima volta nei mesi scorsi.

📍 Lo scopo primario di queste porte e finestre dipinte era, ed è, sempre lo stesso:
conservare l'equilibrio estetico, la simmetria di una facciata, in modo che la visione d'insieme, la percezione ottica, sia sempre gradevole e armonica, già da lontano, per chi passa lungo una strada, Ieri come Oggi.

🔎 Camminando con sguardo attento tra le vie e le piazze della nostra città ne troviamo molte, soprattutto finestre o porte-finestre, come in queste immagini.
↪ Tra i molti esempi possiamo citarne altri due, giusto a titolo di spunto:
la bellissima facciata di Palazzo Zuzi lungo via delle Bone Novelle, 
e quella altrettanto mirabile di Palazzo Rivera in piazza Santa Maria di Rojo,
entrambe nel Quarto di San Giovanni.
↪ Ma ne troviamo anche su palazzetti e case più piccoli: basta prenderci un po' di tempo libero, quando ne abbiamo la possibilità, e passeggiare con 《lentezza》, intesa nell'accezione positiva di ritmi più tranquilli. E anche quando andiamo più spediti, per i nostri impegni, possiamo cogliere ugualmente questi particolari semplicemente alzando lo sguardo e spaziando da un lato all'altro di una strada o di una piazza.


Mauro Rosati
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martedì 29 luglio 2025

《TROMPE-L'ŒIL: UN PIACEVOLE INGANNO》

L'Aquila, palazzo Cipolloni-Cannella
(Quarto di San Giorgio):
cortile rinascimentale,
particolare pittorico con effetto
trompe-l'œil.

(Foto: Mauro Rosati, 2025)

 

📍 《TROMPE-L'ŒIL》, dal francese: letteralmente 《inganna l'occhio》; più semplicemente e più genericamente potremmo tradurlo come 《illusione ottica》.


🚩 L'Aquila, cortile rinascimentale di Palazzo Cipolloni-Cannella (Quarto di San Giorgio): particolare pittorico con effetto di apertura prospettica verso l'alto.


🖼 La calotta di una volta a botte si apre immaginariamente verso il cielo grazie all'effetto di prospettiva creato dalle architetture dipinte, in particolare archi e colonne immaginari che convergono verso un centro ideale (《fuoco》) offrendo alla nostra vista la percezione di uno spazio verticale dall'ampio respiro.

Non mancano altri esempi di questa tipologia  nella storia dell'arte della nostra città.


📍 Stilisticamente siamo nella piena maturazione delle esperienze pittorico-architettoniche del Rinascimento che già c'introducono all'affascinante illusionismo 《teatrale》 che caratterizzerà piacevolmente l'ampia esperienza del Barocco: esperienza ampia sia nello spazio, con le sue varianti geografiche, sia nel tempo, attraverso le varie eredità nei secoli successivi.

↪ Anche in questo caso pregevoli motivi 《a grottesca》 incorniciano questa immaginaria apertura verso il cielo, e la curvatura delle cornici contribuisce ad accentuare la percezione visiva di uno slancio verso l'alto.


🛡 Al centro dell'immaginario cielo nitido troneggia un'arme (《stemma》) come fosse 《in gloria》, in trionfo.

↪ Lo scudo dello stemma si presenta come una variante-evoluzione del più semplice e antico 《scudo torneario》(da torneo, anche detto《scudo a targa》), inquadrato entro una cornice più ampia dai caratteri già in parte baroccheggianti, come ad esempio l'arricciatura con effetto accartocciato in alto.

↪ Nel campo rosso dello scudo è caricata una torre murata《al naturale》 (ossìa di colore e forma realistici) , a due palchi (due piani), aperta e finestrata, merlata 《alla guelfa》 (merli dal profilo rettangolare). Dalla sommità del primo palco della torre si diramano due cornucopie (una per lato) anch'esse al naturale, riconoscibili dalla caratteristica forma a corno (cornu-copia, appunto), allegorìa di prosperità e abbondanza.

↪ Nel capo dello stemma un'ulteriore figura, non immediatamente distinguibile, ma a prima vista forse un drago, animale chimerico (ossìa immaginario) ricorrente tra le figure araldiche più tradizionali.


↪ All'esterno lo scudo presenta almeno tre tipologie di ornamenti: 

- 📍 due volti in capo e in punta, dei quali quello di un putto (fanciullo), in alto, e di un volto alato, in basso, dall'apparente aspetto meno fanciullesco;

- 📍 dei motivi a nastro chiari e semitrasparenti che svolazzano lungo tutto il perimetro dello scudo, richiamanti lo sviluppo di una più antica tipologia ornamentale già riscontrabile negli stemmi di primo Rinascimento;

- 📍 un cartiglio in alto con un motto, non del tutto leggibile con certezza, che recita 《ROBUR / ET [...]VB[ERTAS]》; le lettere tra parentesi quadra indicano un'ipotesi di lettura nella quale potremmo individuare 《ROBVR ET VBERTAS》, ossìa 《Forza e Abbondanza》, ipotesi d'interpretazione che potrebbe essere avvalorata dalla presenza della torre fortificata (la Forza) e delle cornucopie (l'Abbondanza). Tuttavìa bisogna tener conto di un piccolissimo non trascurabile dettaglio, ossìa di un minimo segno che s'intravede nel motto prima di 《...VBER[TAS]》, somigliante graficamente all'estremità di una lettera 《R》; inoltre, anche la lettura delle lettere finali è da approfondire e pertanto dobbiamo necessariamente mantenerci su una equilibrata linea di ipotesi logica indiretta.

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🖼 Dopo questa necessaria rassegna di dettagli e ipotesi, torniamo ad allargare il nostro sguardo e godiamoci intanto questa gran bella finestra immaginaria verso il limpido cielo di fondo.

Godiamoci questo piacevole 《inganno》.



Mauro Rosati

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lunedì 25 aprile 2022

QUEL MURALE A BARISCIANO: IL FILO CONTINUO DELLA STORIA

 

(Foto: Marta Vittorini, 2022)


QUEL MURALE A BARISCIANO: 

IL FILO CONTINUO DELLA STORIA


A Barisciano (L'Aquila), uno dei maggiori castelli del Contado aquilano fondatori della nostra Città, un capolavoro pittorico arricchisce la centrale Piazza del Mercato, in Via Vetulasio.

Si tratta di un murale opera dell'artista bariscianese Callisto Di Nardo, commissionato nel 2018 dalla locale associazione culturale 《Il Sito》.


Realizzato secondo la tecnica detta 《trompe-l’œil》 (=inganna l'occhio), consistente nella creazione di effetti tridimensionali, di profondità, quasi 《iperrealisti》 in certi casi.


Esprimo di seguito le mie personali impressioni ammirando questo splendido dipinto paesaggista e, a mio avviso, magnificamente 《iperrealista》.

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Barisciano (L'Aquila) -

🎨Che gradevole stupore osservare quel murale in Piazza del Mercato, nel cuore del borgo: 

è meravigliosamente inserito nel contesto.


🌤️ Una profondità ariosa che espande lo spazio fisico verso una spazialità pittorica notevole.

Stupendamente e armonicamente variegato nei colori, senza eccessi disturbanti nelle tonalità, né contrasti stridenti. 

Unisce tradizione e contemporaneità senza stacchi bruschi, esprimendo il concetto della Storia come filo continuo attraverso i tempi.


Le vedute tra le arcate si compenetrano, accomunate dallo sfondo unitario che sfuma verso una sorta di cenno metafisico nei volumi degli edifici accennati a sinistra. 


I personaggi stessi fanno da filo conduttore tra un'arcata e l'altra, e tra lo spazio dipinto e quello reale, in una narrazione continuativa: 

le signore che lavorano a maglia, le galline sul lastricato, il signore che suona l'organetto, il gatto placidamente adagiato sul muretto, il mandorlo fiorito, la cima del verde cipresso più in fondo, dietro alcuni edifici simbolo di Barisciano, tra i quali San Flaviano al centro con il robusto campanile.


Piccola curiosità. Un po' a sinistra del gatto si nota anche un piccolo 《inserto》 del muro reale, con la scritta 《ENEL》 che si camuffa bene tra il selciato dipinto dei gradoni della cordonata, integrando oggetto materiale e spazio figurato.


In primo piano la signora con la conca unisce la scena destra con quella centrale  aperta sull'ampia piazza con cordonata (una scalinata con gradoni bassi raccordati da un 《cordone》 in pietra). Il cane che si alza con le zampette sulla colonna collega fra loro l'arcata centrale, l'arcata sinistra e il selciato reale in porfido.


Poi lo sguardo avanza verso i campi  sulla sinistra, con il Corno Grande che campeggia  armonicamente sullo sfondo, immerso in un leggero sfumato atmosferico.


Un viaggio nel tempo e nel linguaggio figurativo, all'interno dello stesso spazio. 

La visione d'insieme è armonica e unitaria, con un'abile fusione di sfumature stilistiche che arrivano fino al bel 《naïf》dei campi, accanto al già citato 《metafisico》 delle case a sinistra, e al paesaggismo realista d'insieme.


Poi, sempre a sinistra, quel cenno quasi di 《street art》 metropolitana,  nel lembo sollevato che svela un muro a mattoni. Davanti ai mattoni, il cippo miliare della Claudia Nova che richiama l'antichità romano-italica del territorio e chiude questo circuito spazio-temporale, invitando lo sguardo a ripetere il giro.


Una spazialità così vera che viene voglia di passare tra quelle arcate, attraversando il muro fisico un po' come fosse l'ingresso al 《binario 9 ¾》 nella saga di Harry Potter. 🧙🏼‍♂️ 🧙🏻‍♀️

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Un'opera che mi entusiasma tanto! 👍🏻



Mauro

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Sulla personalità artistica di Callisto Di Nardo vedi, per esempio:

https://ilblogdeicinturelli.wordpress.com/2021/04/25/i-panorami-di-callisto-di-nardo-2/

(URL consultato in data 25/04/2022)