Visualizzazione post con etichetta Riflessione del giorno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Riflessione del giorno. Mostra tutti i post

lunedì 6 aprile 2026

IL 《DIARIO》

 

( 📖 G. PARISSE, La Storia di Onna,
volume I - Dalle origini al Settecento )


Onna (L'Aquila), 06 aprile 2026


Andare ad Onna il 06 aprile inevitabilmente non lascia indifferenti. 

Il 06/04/2009 Onna è stata la comunità che ha pagato al terremoto il prezzo umano più alto in rapporto alla sua popolazione: 40 vittime su circa 350 abitanti, oltre il 10%.


Oggi, diciassette anni dopo, mi sono trovato ad Onna per la presentazione di un importante lavoro storico pubblicato da Giustino Parisse, onnese, giornalista e studioso di storia locale. Si tratta del 1° volume di una 《trilogia》 che ripercorre la storia di Onna dagli albóri documentati fino ai nostri giorni.


E così, mentre ascoltavo gli interventi e guardavo quel volume, nella mia mente scorrevano alcuni pensieri e in particolar modo una sorta di metafora, di parallelismo.

La storia di Onna non è iniziata il 06/04/2009 bensì secoli e millenni più addietro. Non esistono comunità di 《serie A》 e comunità di 《serie B》, poiché ogni luogo ha la sua Storia e le sue storie da narrare, talora bisogna andarle a cercare o a riscoprire, però esistono. E Onna, piccola 《villa》 (villaggio) del nostro Contado storico, non fa eccezione, non ha meno dignità storica.

E proprio riflettendo su ciò, durante l'incontro nella mia mente si faceva strada una semplice constatazione, forse banale o forse no, non saprei: che si tratti di un paese, di una città, di un'intera nazione, ogni Comunità è sostanzialmente un 《diario》 in itinere, sul quale abbiamo due parti, 

da un lato le pagine già scritte dalla penna delle generazioni che ci hanno preceduto nel corso delle epoche,

dall'altro tante pagine bianche sulle quali siamo noi e i nostri pòsteri a dover scrivere.

Sfogliando questo ideale《diario》, fatto di case, di gente, di tradizioni, ogni tanto troviamo uno strappo su qualche pagina, uno strappo più o meno grande che interrompe la scrittura del racconto. Nel 《diario》 di Onna, soltanto in questi ultimi cento anni, troviamo almeno due grandi strappi:

- l'eccidio nazista dell'11/06/1944, con 17 vittime innocenti,

- il terremoto del 06/04/2009, con le sue 40 vittime soltanto ad Onna.

Queste pagine ferite dagli strappi vanno conservate nel diario e ne sono parte integrante, perché non si possono e non si devono dimenticare gli innocenti che, in ogni epoca, sono stati sottratti alle loro Vite.

Dopo le pagine strappate troviamo altre pagine, pagine bianche e integre ancora da scrivere. E qui, per noi contemporanei, inizia il nostro compito, il nostro dovere, ossìa riprendere e continuare la scrittura di quel 《diario》 impugnando la penna di coloro che ci hanno preceduto nelle epoche trascorse; proseguire il racconto di questo 《diario》 nel presente e nel futuro, lavorando sulle pagine bianche senza dimenticare o ignorare le pagine già scritte, comprese quelle strappate.

Ciò che vedo fare ad Onna, dalla sua Comunità, dalle sue realtà socio-culturali, mi sembra proprio ciò su cui riflettevo poco più sopra.

E questa breve riflessione, questa specie di metafora del 《diario》, che è partita da Onna, vale a mio avviso come incoraggiamento per qualsiasi Comunità che nel passato e nel presente abbia subito gli strappi della Storia, provocati talora da eventi naturali, altre volte da colpevoli eventi umani.

Senza enfasi retorica, personalmente mi sento di affermare che Onna è un esempio concreto su come custodire e proseguire il racconto di questo 《diario》 che si tramanda di mano in mano nel corso della Storia.


Nella sala di 《Casa Onna》 erano oggi esposti 36 scatti fotografici: 

18 immagini ritraggono Onna dopo il terremoto del 2009, 

altre 18 fotografie, dalle medesime inquadrature, ritraggono Onna di oggi nella sua ricostruzione che ha custodito il disegno delle strade, i toponimi, le tracce materiali del suo passato. Trovo particolarmente significativa l'essenza del titolo di questa esposizione fotografica, titolo che riassume sostanzialmente le mie stesse impressioni già esposte in passato:

Onna, il paese della Riconciliazione e della Rinascita; 

la Riconciliazione con i Tedeschi, gli occupanti di guerra di ottant'anni fa, gli amici di oggi nella ricostruzione,

e parallelamente la Rinascita materiale e sociale del paese grazie proprio all'apporto fondamentale della Germania di oggi.



Mauro Rosati

_________________



martedì 6 gennaio 2026

QUEL MURO GRIGIO... E SE INVECE...?

 

L'Aquila, piazza Battaglione Alpini L'Aquila
(Fontana Luminosa):
veduta verso Viale Nizza
con il muro grigio della palazzina
in prossimità dell'Hotel Castello.

(Fonte immagine: Google Maps.)


❓Avete presente il grande muro grigio del condominio che si vede subito dopo l'Hotel Castello?

👇

❓ E se il Comune dell'Aquila,

ovviamente previo consenso dei proprietari, 

indicesse un piccolo concorso di idee per un bel murale artistico di qualità, in collaborazione con Urban Center L'Aquila?

👇

- Magari coinvolgendo per esempio gli studenti del Liceo Artistico e/o dell'Accademia di Belle Arti?

👇

- E magari coinvolgendo poi la cittadinanza in un semplice sondaggio di opinione tra i bozzetti in gara?

❗Ovviamente sempre con i proprietari in primis.

👇

Con l'Hotel Castello appena rinnovato e con un murale ben fatto, non ne potrebbe uscire una bella vista per tutti? 🎨 

E magari con soddisfazione degli stessi proprietari e abitanti di quel condominio?

👇

In giro per l'Italia, da Nord a Sud e viceversa, nei paesi e nelle città, sono nate belle opere che hanno arricchito la qualità estetica sia dei palazzi direttamente interessati, sia della veduta esterna d'insieme. 🖼



Mauro Rosati

__________________________



mercoledì 17 settembre 2025

TEMPI CHE CAMBIANO - LIBERE RIFLESSIONI

 

✍ Tempi che cambiano - Libere riflessioni 📖

(riflessioni per chi non si appìsola prima di arrivare in fondo a questo post 😄)


📍 Quando andavo in vacanza da bambino e da ragazzino ricordo che nello spazio di meno di 1 km da dove alloggiavo c'erano almeno 2-3 librerie, nonostante si trattasse di località a prevalente vocazione turistica stagionale e quindi con relativa movida e relativi locali a tema: pub, discoteche, ristoranti, bar-gelaterie, sale giochi, giostre ecc.., legittimamente ovviamente, per carità; io tra l'altro preferivo (e preferisco) in particolare sale giochi e gelaterie! 😄

↪ In queste almeno 2-3 librerie (e/o bancarelle) si trovava un po' di tutto: 

da libri freschi di pubblicazione a libri usati spesso in ottime condizioni, e con soddisfacente varietà di scelta tematica (narrativa, saggi, letture per bimbi, giusto per citare qualche esempio).

↪ E così, la prima sera di vacanza la dedicavo al 《tour》 delle librerie più vicine, a curiosare fra gli scaffali, e non ne uscivo quasi mai a mani vuote: tante cosine interessanti a prezzi più che accessibili.

↪ Poi, dal secondo giorno, mi tuffavo anch'io nei divertimenti come tutti gli altri bimbi e ragazzini... e... tra una pausa e l'altra... anche in qualche lettura.

In spiaggia, negli alberghi, talora anche nei bar, notavo che la gente leggeva... magari anche cose leggere, per rilassarsi, ma comunque leggeva.

-------------


📍 Poi, a un certo punto, pressappoco intorno alla metà degli anni 2000, le cose sono iniziate a cambiare: ogni volta che tornavo in vacanza trovavo sempre meno librerie, e allora mi allontanavo sempre un po' di più a caccia di 《risorse cartacee》.

↪ Al posto delle librerie comparivano altri locali: da quelli della movida a quelli di souvenir commerciali, e anche negozi di abbigliamento a prezzi stracciati.


📍 E così, pian piano, sono arrivato ad anni relativamente più recenti a constatare l'《estinzione》 di massa delle librerie vere e proprie, quantomeno nelle località di villeggiatura, e non solo. 

↪ Un po' come quando ci troviamo davanti a un 《menu》 con sempre meno scelta.

Per compensare quell'appetito di curiosità cartacea mi addentro oggi nelle ultime 《oasi di carta》: carto-librerie, edicole un po' più fornite, qualche bancarella quando capita (anche nei mercati e nei mercatini le bancarelle librarie sono sempre più rare).

------------------------------------


Per concludere: 

❓come siamo arrivati a questo?

❗Non saprei, le opinioni e le ipotesi che leggo e che ascolto sono tante e differenti.


❓Forse, come sostengono alcuni, la diffusione degli e-book e degli audio-libri?

🤔 Non saprei! E non ne sono del tutto convinto! Personalmente credo soltanto in minima parte che sia questa la causa, perché ho notato che tutt'ora la gente che ama leggere, a prescindere dall'età, continua a prediligere in prevalenza il cartaceo (io stesso utilizzo sia e-book sia cartaceo, in base all'importanza e alla qualità di contenuto del libro che vado ad acquistare).


↪ Potremmo formulare molte altre ipotesi: i cambiamenti sociali sono sempre complessi, frutto di tante dinamiche concomitanti.


📍 Per quanto mi riguarda mi limito a riportare soltanto qualche mia impressione, ben lontano dal voler essere esaustivo.

↪ Negli ultimi due decenni circa, e soprattutto nei dieci anni più recenti, sono indubbiamente aumentate le 《distrazioni》 molto più allettanti e rapide: nuove tecnologie digitali, ampia scelta di canali TV, e tanto altro. 

↪ Ovviamente non intendo demonizzare i progressi e le nuove acquisizioni tecnologiche che sono entrate nella nostra quotidianità (e che io stesso utilizzo); leggere un libro però richiede un minimo di concentrazione e tempi più 《lenti》, che non reggono il confronto con i tempi ultra-rapidi a cui siamo ormai assuefatti e al calo della durata della soglia di attenzione.


📍 Già da alcuni decenni nel nostro Paese non si leggeva moltissimo... ora non si legge quasi più (in proporzione): 

quando da bambino mi guardavo intorno, in una spiaggia o in un'area pic-nic, vedevo qua e là persone con un libro tra le mani, o quantomeno con una rivista... 

...oggi, negli stessi luoghi mi giro intorno e vedo persone di tutte le età, dai bambini agli anziani, affondati nei loro smartphone in preda a una specie di《bulimìa》 di notizie, di gossip, di previsioni meteo (queste ultime divenute argomento e tormento quotidiano).

↪ E poi penso anche ad altro: mentre le librerie vanno decadendo, da almeno 25 anni nuovi format televisivi come i 《reality show》, non solo non vanno decadendo ma rimangono tra i programmi più seguiti in TV e sui social, senza perdere un colpo... 

...quasi quotidianamente i《reality show》 sono sempre ai primi posti tra le tendenze sui motori di ricerca!

-----------------


📍 Ho buttato giù giusto qualche spunto di riflessione dal mio personale punto di vista ma l'argomento è vasto e complesso: ciascuno ovviamente potrà avere le sue ipotesi, le sue personali opinioni sull'argomento, che non si può certo esaurire in un semplice post.


Ah...se siete arrivati fin qui vuol dire che forse avete ancora voglia di leggere! 😄



Mauro

_____________



venerdì 17 gennaio 2025

LA CONOSCENZA COME "INTERSEZIONE DI SAPERI"

 

LA CONOSCENZA COME "INTERSEZIONE DI SAPERI"


Una decina di giorni fa leggevo un estratto dagli atti di un Forum dal titolo 《Il progetto di architettura come "intersezione di saperi"》(Atti dell'VIII Forum ProArch; Napoli, 21-23 novembre 2019).


Quell'《intersezione di saperi》, espressione evidenziata cromaticamente nel titolo del Forum, mi ha rammentato una consapevolezza acquisita nel corso delle mie esperienze di studio, lavorative e associative.

La consapevolezza che i tanti Saperi umani (manuali e intellettuali) non sono compartimenti stagni, separati e isolati, bensì un patrimonio di discipline che - appunto - funzionano se si "intersecano" e dialogano fra loro.


Una consapevolezza che - forse - per molti è anche scontata, quasi banale, ma che è bene sempre tener presente.


La Conoscenza è una conquista quotidiana che si arricchisce costantemente proprio grazie all'interazione di tanti "Saperi", differenti ma complementari, talora anche apparentemente molto distanti.

I migliori risultati, in ogni campo, si ottengono dalla cooperazione tra professionalità diverse che si completano a vicenda.


Personalmente credo sia difficile, se non addirittura impossibile, trovare un'abilità, un'esperienza, una disciplina che non abbia bisogno di altre abilità, esperienze, discipline.

Le tante forme del Sapere umano - le Scienze (=conoscenze) in senso ampio - rischierebbero probabilmente di arenarsi se non si intrecciassero in maniera armonica, come una tessitura in costante divenire.


Mauro

__________




martedì 13 dicembre 2022

TRA SANT'ANDREA E...SANTA LUCIA, "IL GIORNO PIÙ CORTO CHE CI SIA"


TRA SANT'ANDREA E...SANTA LUCIA, "IL GIORNO PIÙ CORTO CHE CI SIA"

La percezione del buio invernale nella cultura popolare.

----------------------------------------------------


 ❓ 《SANTA LUCIA, IL GIORNO PIÙ CORTO CHE CI SIA》 - Ma perché oggi e non il 21-22 dicembre? 👇


🔎 Un paio di settimane fa, nel gruppo Facebook 《LA CAMPAGNA APPENA IERI》, leggendo un interessantissimo post sui 《bùr ad Sant'Andrè》(i bui di Sant'Andrea) mi è tornata in mente un'altra espressione, un detto, quello di oggi (13 dicembre):

《Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia》.


👉 I 《BÙR AD SANT'ANDRÈ》 (le notti buie di Sant'Andrea; 28-29-30 novembre) è un'espressione popolare della Romagna che identifica gli ultimi tre giorni di novembre come i più bui dell'anno (Sant'Andrea l'Apostolo, 30 novembre).

🌐 Vedi post in: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid02kmmBThGmEHQe1mx41PWkCgcZanUZ1yA2QXdguVKQh8MkbJnAWXcegb16a52RLMFMl&id=100064845336426

----------------------------------------------------


⁉️ Entrambi i detti pongono la "questione" della percezione del buio "in anticipo"  rispetto al Solstizio d'Inverno.


👉 Così come per 《i bùr ad Sant'Andrè》, anche per 《Santa Lucia》 fin dai tempi della Scuola ho pensato come prima spiegazione proprio alla riforma del calendario di papa Gregorio XIII.

Quindi, poiché Santa Lucia si commemora il 13 dicembre ecco che siamo tra 8 e 10 giorni circa prima del Solstizio d'Inverno; per cui, prima della riforma gregoriana del calendario, il Solstizio era "scivolato" indietro dal 21-22 dicembre fino all'11-13 dicembre, o giù di lì.


👉 Poi, in anni più recenti ho appreso un'ulteriore possibile spiegazione che ho potuto verificare consultando le effemèridi della mia città; e credo ciascuno possa effettuare il medesimo riscontro con le effemèridi della propria località.

📌 Nei giorni intorno al 13 dicembre il tramonto del Sole raggiunge il suo minimo, dopodiché, dalla metà del mese, il Sole inizia a tramontare più tardi, giorno dopo giorno.

Le giornate però continuano ad accorciarsi perché, in compenso, il Sole sorge più tardi al mattino, fino al Solstizio invernale.


👉 Ma, per ovvi motivi dovuti alle attività umane, siamo più portati a percepire il ritardo del tramonto che non quello dell'alba. Ciò può dare l'impressione che le giornate inizino ad allungarsi di nuovo già dal 14-15 dicembre.

Forse noi contemporanei avvertiamo di meno queste piccole variazioni perché siamo abituati all'illuminazione artificiale, ma è molto probabile che i nostri nonni e bisnonni fossero più sensibili a questi piccoli ritardi del tramonto, poiché per necessità erano più avvezzi a regolare i loro ritmi con la luce naturale.

----------------------------------------------------


📌 In conclusione, quindi, il giorno più corto è il 21 o 22 dicembre ma - apparentemente - sembra il 13 dicembre. E forse per questo i nostri avi percepivano come il periodo più buio proprio le settimane tra fine novembre (Sant'Andrea) e metà dicembre (intorno a Santa Lucia, appunto).


Mauro


lunedì 18 luglio 2022

PASSERI, GRILLI, GALLI...SUONI E 《STRUMENTI》 DELLA NATURA

PASSERI, GRILLI, GALLI...SUONI E 《STRUMENTI》 DELLA NATURA


Se i passeri 🐦 sono il mio orologio naturale - iniziano infatti a cinguettare con cadenza regolare circa 40-50 minuti prima dell'alba -,

e sono anche un po' il mio termometro 《a spanne》 - generalmente non 《twittano》 quando la temperatura massima si avvicina ai 30 °C o li supera -...

( https://pianetalaquila.blogspot.com/2021/03/gli-orologi-della-natura.html?m=1 )


...allo stesso modo, i grilli 🪳 sono il mio termometro🌡di precisione:

per la terza estate consecutiva sto osservando che iniziano a frinire quando la temperatura scende dai 25 °C in giù.

Per chi li studia di professione sarà quasi certamente una cosa scontata, ma per me è stata un'importante osservazione.

Nonostante fossi abituato ad ascoltarli fin dall'infanzia, in genere li associavo soltanto al calare della sera. Forse quando le estati erano meno calde di adesso.

Ora che le estati italiane sono diventate più calde e difficili, mi sono accorto che non iniziano allo stesso orario ogni sera, ma solo quando il calore si dissipa a sufficienza.

Per questo sono ancora più attratto dal loro frinire, perché è come se dicessero: 

- anche per oggi il caldo è passato, a quest'ora si sta bene! -.


Mauro

___________________________________

P.S. Da una settimana circa, poi, un altro canto 🎶 si è aggiunto al bel repertorio del mondo animale: 

pressappoco a metà notte, un'ora circa prima del crepuscolo mattutino, un gallo 🐓 fa sentire la sua voce.

Nel silenzio notturno il suo canto si sente nitido, dai dintorni del mio quartiere.


P.P.S. A scandire il ritmo delle ore, invece, c'è il suono di quella bella campana 🔔 discreta e decisa, alla quale ho accennato altre volte.

È molto probabile che provenga da un monastero, perché alcuni segnali orari coincidono con la scansione monastica della giornata, dì e notte.

( https://pianetalaquila.blogspot.com/2022/06/tranquillita-della-sera.html?m=1 ).




mercoledì 13 luglio 2022

PLENILUNIO - L'INCANTO DI SELENE

 



PLENILUNIO - 

L'INCANTO DI SELENE



L'Aquila, 13 luglio 2022


Questa sera è 🌕 SELENE a dare spettacolo, in tutto il suo splendore! 


Un plenilunio da capolavoro...

un disco chiaro, dai contorni nitidi, che si staglia in un cielo notturno limpido come acqua sorgiva, cristallino come il fresco piacevole della tenue brezza serale!

L'incantevole luce argentina che inonda la stanza!


🎨 Anche oggi il cielo ci offre un dipinto vivente:

《NYX》 - la notte - ha disteso la tela scura del fondo;

《SELENE》 - la luna - è il soggetto; a lei il centro della scena, con le sue sfumature di luce chiara, marezzate dal grigio tenue delle sue 《valli》 e dei suoi 《oceani》.

《EOS》 - l'alba - riavvolgerà la tela quando sua sorella SELENE andrà a coricarsi.


Mauro Rosati



martedì 12 luglio 2022

LO SPETTACOLO DI IRIS - TRAMONTO MULTICOLORE




LO SPETTACOLO DI IRIS - TRAMONTO MULTICOLORE


L'Aquila, 12 luglio 2022

Ore 20:10 - 20:13


🌈《IRIS》 dà spettacolo, ☀️《HÈLIOS》 fa il resto!


Doppio arco-baleno 《a tutto sesto》! 🌈

Da un capo all'altro!


🌦 Un quadro vivente: 

le nubi danno il fondo alla《tela》;

soggetto protagonista è 《IRIS》 - messaggera degli dei, personificazione dell'arcobaleno, figlia di Elettra e Taumante (secondo Esìodo) -; 

《HÈLIOS》- il sole - si riflette sul fondo con le sue pennellate, delicate lumeggiature gialline, prima di coricarsi dietro l'orizzonte.


Mauro Rosati




martedì 1 febbraio 2022

CAMOMILLA DI GENNAIO

CAMOMILLA DI GENNAIO

Si sono conclusi i tre 《giorni della merla》 (29-30-31 gennaio).


La merla è rimasta bianca (al massimo un po' grigia). 

Di freddo (quello vero) neanche l'ombra.


E gennaio è rimasto (quasi) a secco: 

solo 1 giorno di neve e 3 giorni di pioggia stentata.

Complessivamente è piovuto e nevicato l'87% in meno rispetto al normale.


Ancora una volta, un gennaio 《alla camomilla》 con pochissime giornate veramente invernali; 

temperatura media pari a 1 grado sopra il normale (come se la nostra temperatura corporea fosse di 37,5 °C).


E oggi raffiche di vento > causa: 

il contrasto tra le normali correnti d'aria fredda e quelle troppo calde rispetto alla stagione.


Mauro



martedì 7 dicembre 2021

«POLITICAMENTE CORRETTO» o «IPOCRITAMENTE CORRETTO»?

 

«POLITICAMENTE CORRETTO»

 o «IPOCRITAMENTE CORRETTO»?

 

 

Con la ricorrenza di San Nicola vescovo, ieri, siamo entrati nel mese pienamente natalizio.

 


Su un noto motore di ricerca da alcuni giorni è comparso un doodle ovviamente a carattere natalizio.

Se si scorre sopra il doodle con il cursore, però, compare un generico e quasi burocratico «Festività stagionali 2021», come se si volesse evitare l'aggettivo «natalizie», neanche fosse una bestemmia.

 

È un dato di fatto che da molti decenni esistono «due Natale»: quello religioso e quello commerciale, una sorta di Natale «laico» che convive con quello spirituale; come d'altra parte accade da tempo anche nella maggior parte delle feste patronali, e non solo, di tanti paesi è città.

Ciò nonostante, rimangono pur sempre festività confessionali che nascono da un fattore religioso imprescindibile, a meno che non si voglia cadere nel «non-senso».

 

Quale «non-senso»?

 

Il «non-senso» di festeggiare il Natale ma senza nominarlo, di festeggiare la Pasqua ma guai a pronunciare l'aggettivo «Santa» e/o il complemento «di Resurrezione».

In sintesi: Buon Natale purché non si usi il «blasfemo» aggettivo «Santo», né si facciano riferimenti a Gesù Bambino; per carità!

In sintesi: Buona Pasqua ma purché non sia «Santa» né si accenni alla Resurrezione di Cristo.

 

Insomma, un po' come celebrare un matrimonio ma senza sposi - religioso o civile che sia -.

E magari anziché «matrimonio» meglio dire «ratifica dell'unione coniugale».

-----------------------------------------------------------------------------------


Sinceramente non capisco la necessità di questo «pudore» - esasperazione del «politicamente corretto» - che sfocia in un paradosso che potremmo definire «ipocritamente corretto».

 

Un po' comodo sfruttare l'atmosfera delle Festività natalizie perché muovono un bel po' di flusso commerciale però - allo stesso tempo - ignorare o censurare il fulcro intorno al quale ruotano queste Festività.

 

Due piedi in due scarpe diverse.

-----------------------------------------------------------------------------------



Ognuno è libero di vivere questo periodo dell'anno come meglio crede e nessuno è obbligato a celebrare il Natale o la Pasqua se lo ritiene opportuno e/o non li sente propri.

 


Tra l'altro, poi, il periodo natalizio si stratifica su festività più antiche ma sempre a carattere religioso.


Vogliamo celebrare i Saturnali? Facciamo pure, ma per coerenza non dobbiamo mettere addobbi natalizi.


Vogliamo celebrare la festa del Sole Invitto? Facciamo pure, ma dovremo ricorrere ad altri ornamenti.

 


Tutte le Culture, dal villaggio più recondito tra gli Oceani alle megalopoli mondiali, tramandano e celebrano tradizioni di tipo religioso legate a periodi particolari e significativi dell'anno: perché dovremmo negarle?

 


Per cui, usiamo tranquillamente l'aggettivo «natalizio»; non è un reato penale.

Per cui, quando ci scambiamo gli Auguri sentiamoci liberi di farlo:

chi dirà «Buon Natale», chi dirà «Auguri per un Santo Natale», ma non dimentichiamo perché pronunciamo la parola «Natale».

Così come liberamente nessuno dovrà sentirsi obbligato a farlo se non lo sente.

 

Penso che quasi nessuno direbbe «Buona Festa di stagione».

-----------------------------------------------------------------------------------

 


Personalmente preferirei quindi leggere un onesto «Festività natalizie», altrimenti penso sia più coerente togliere del tutto quel doodle.

 

 

Mauro Rosati


P.S.. Se poi esistono altre Festività di stagione che ignoro, sono pronto a imparare, purché mi venga insegnato.

Ma il Natale rimane un dato di fatto oggettivo.




domenica 5 dicembre 2021

SULLA STORIA: QUALCHE RIFLESSIONE

 

(Foto: Mauro Rosati, 2018)


Sulla Storia: qualche punto di vista strettamente soggettivo.


A mio personale parere, lo studio della Storia, e discipline affini, non è un esercizio fine a se stesso.


Oltre che per passione e/o professione, si studia la Storia per pianificare al meglio il Presente e, quindi, anche il Futuro.

Si studia la Storia per selezionare la parte migliore del Passato e scartarne gli errori. (Una sorta di 《trebbiatura》 metaforica.)

Si studia la Storia per difendere, arricchire e tramandare l'eredità intellettuale e materiale che ci hanno consegnato i nostri Antenati.

Si studia la Storia per unire il meglio di Ieri con il meglio di Oggi.

Studiare il Passato per capire e provare a risolvere i problemi del Presente.


Solo in quest'ottica, credo, hanno senso compiuto le mostre, i convegni, le pubblicazioni e quant'altro sia utile alla divulgazione.


Per questo, amareggia e rattrista l'《ignoranza》 di quelle persone che della Storia fanno scempio. Scempio morale e materiale.

Persone la cui 《ignoranza》 è spesso pari alla presunzione: e quando parlo di 《ignoranza》 non mi riferisco al titolo di studio ma al livello di arroganza.


E l'amarezza è tanto più profonda quando queste persone si arrogano il diritto di pensare, decidere e agire a nome e per conto di tutti.

Persone che si auto-promuovono a portatrici della Verità e del Giusto assoluti.

-----------------------------------------------------


La Storia è altra cosa. Chiunque - con metodo - vi si può avvicinare: il professionista e l'appassionato amatore. 

In ogni caso - però - la Storia è ricerca, lettura, studio, ascolto, confronto, ipotesi, scambio, e tanto altro ancora.

Non certo improvvisazione.

-----------------------------------------------------


Ripeto: quantomeno, questo è il mio personale punto di vista.


Mauro



sabato 20 novembre 2021

ODORI 《PRIMITIVI》



ODORI 《PRIMITIVI》

Per la prima volta dall'inizio del mese, ieri sera ho finalmente 《annusato》 nell'aria l'《odore》di novembre, o quantomeno dell'Autunno pieno, anche se solo per qualche istante. 

Un'aria dal 《profumo》 più leggero e limpido rispetto ai giorni e alle settimane scorse.


Ogni mese, ogni stagione, ogni clima, ogni fenomeno atmosferico, ogni luogo, emana degli 《odori》 caratteristici, talora in combinazione fra loro, che impariamo a 《fiutare》 e a riconoscere fin dall'Infanzia, più o meno consapevolmente.


Odori, essenze, che spesso non è facile descrivere in poche parole.

Forse perché appartengono alla parte più primitiva e più istintiva della nostra Mente, quella che ci avvicina di più agli altri animali.


Se poi questi odori possano suscitare sensazioni gradevoli o sgradevoli, ciò dipende da una sfera emotiva e sentimentale strettamente individuale, che ci distingue gli uni dagli altri.



Mauro



mercoledì 17 novembre 2021

SBOCCIAMENTI NOVEMBRINI - CONTEMPLAZIONE E RIFLESSIONE

 

Fioritura del pelargonio zonale.

Germogli di evonimo livornese.



17 novembre 2021
Sbocciamenti novembrini
Contemplazione e Riflessione

Delizia per gli occhi, spunti per la mente!

Due belle immagini dal mio 《giardinetto domestico》: 
la fioritura di un pelargonio zonale e una siepe di evonimo che germoglia.

Le piccoli-grandi soddisfazioni che ci regala la Natura attraverso le piante.
-----------------------------------------------------------------------------------

Queste due immagini, nella loro bellezza, insieme alla contemplazione ci invitano però anche a una breve riflessione.
-----------------------------------------------------------------------------------

Le piante, anche quelle in vaso sul balcone, sono, insieme agli animali, importanti indicatori degli stravolgimenti climatici in atto.

Siamo in montagna e tra le montagne, a circa 740 metri di quota.
Oggi, come già da un po' di settimane, si sentono nuovamente i fringuelli cantare, dopo una lunga pausa dovuta al caldo e alla siccità.
Allo stesso modo, le piante stanno facendo ora, a metà novembre, quello che normalmente farebbero tra settembre e inizio ottobre: il secondo ciclo vegetativo, ossia 《la seconda Primavera》 annuale; quella di fine Estate e inizio Autunno.

Dopo il trimestre 《horribilis》, giugno-luglio-agosto, le foglie delle siepi erano letteralmente cotte, pur essendo a mezz'ombra: non solo sotto il forte sole ma anche all'ombra, a causa del caldo anomalo.
Nello stesso periodo, i zonali avevano rallentato la loro germogliatura e le loro fioriture: a causa del caldo anomalo e anche di una piccola farfalla - apparentemente innocua - comparsa da un paio d'anni e proveniente da Paesi più caldi; una farfalla che scava i rami dei zonali trasformandoli nella sua 《casetta-incubatrice》.

Poi è giunto settembre che, dopo l'iniziale calo delle temperature nella prima decade del mese, ha dato il via a una 《seconda Estate》, più mite, durata fino ai primi giorni di ottobre: e così i germogli delle siepi appena aperti appassivano sotto il sole, e la farfalla esotica, che 《lavora》 sopra i 20 °C, continuava a smangiucchiare i pelargoni zonali.

A ottobre il passaggio brusco dall'Estate a un anticipo d'Inverno: e così, le piante hanno bloccato di nuovo il loro ciclo vegetativo.
Dalla seconda metà di ottobre, le temperature sono risalite nuovamente raggiungendo i valori di un mese prima, ossia quelli di settembre.

E così arriviamo ad oggi: da circa 30 giorni, con le temperature minime notturne quasi sempre tra i 5 e i 9 gradi sopra il normale, è iniziata la 《seconda Primavera》 con un mese e mezzo di ritardo. Adesso, con le temperature miti e il sole più basso e meno 《prepotente》, le piante hanno ripreso il ciclo vegetativo.
Le piogge più frequenti stanno certamente aiutando, soprattutto se si ripensa ai quasi 75 giorni di siccità del trimestre 《horribilis》 giugno-luglio-agosto; siccità interrotta solo da qualche breve scroscio.
-----------------------------------------------------------------------------------

Tornando ora alle due immagini di oggi:
certamente è molto bello vedere nuovi germogli e nuove fioriture, e fa molto piacere contemplare la bellezza naturale 《catturata》 in queste immagini.
Allo stesso tempo, fa riflettere che tutto ciò stia avvenendo con 1½-2 mesi di ritardo: uno dei tanti indicatori dei cambiamenti climatici in atto da molti anni.


Mauro



venerdì 22 ottobre 2021

QUANDO L'AUTUNNO DIVENTA ARTE

 

Albero di noce


Albicocco 



22-23 ottobre 2021

Lì dove la Città e la Campagna si incontrano e si intessono reciprocamente: il giallo vivace di un noce e il rosso-arancio di un albicocco, in una giornata tipicamente autunnale diventano quasi delle fonti di luce propria, risaltando tra le abitazioni e i terreni di contrade un tempo coltivate da coloni. Oggi orti o giardini tra le case. 🌱🌱
Un tempo che arriva fin ancora a 50 anni fa.

La bellezza dell'Autunno: quando i colori delle piante sembrano brillare tanto più vivaci sulla tela dallo sfondo grigio di una normale nuvolosità di stagione. 🎨

Tramite l'Autunno la Natura si fa artista. 🍁🍁


Mauro



domenica 3 ottobre 2021

CONTIGLIANO - 85° Anniversario del disastro ferroviario

La targa commemorativa 
( Fonte immagine:
 https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/bc/Targa_incidente_3_ottobre_1936.jpg )


 
La delegazione aquilana e le autorità contiglianesi 
(Foto: Antonella Marrocchi, 2016)


03/10/1936 - La tragedia ferroviaria di Contigliano (85° anniversario).


Tra le vittime anche Attilio Buratti, allenatore della compagine calcistica A.S. L'Aquila, diretta a Verona per una trasferta.
Numerosi anche i feriti, inclusi molti calciatori che riportarono invalidità permanente.

Il 03/10/2016, in occasione dell'80° anniversario della tragedia, su iniziativa del Supporters' Trust 《L'Aquila me'》, in collaborazione con il Comune di Contigliano e con la società L'Aquila Calcio, è stata inaugurata una targa commemorativa presso la stazione ferroviaria di Contigliano (linea ferroviaria Sulmona-L'Aquila-Rieti-Terni).
Presenti all'inaugurazione una delegazione del Supporters' Trust 《L'Aquila me'》 giunta in treno da L'Aquila, le autorità del Comune di Contigliano, una rappresentanza della società L'Aquila Calcio e gli studenti della locale Scuola Secondaria di Primo Grado.

Un articolo di RietiLife in occasione dell'inaugurazione della targa nel 2016: https://www.rietilife.com/2016/10/03/quindici-morti-69-feriti-contiglianesi-tifosi-de-laquila-ricordano-disastro-ferroviario-contigliano-foto/



Mauro Rosati



venerdì 1 ottobre 2021

SANTA KLAUS...IN ANTICIPO


 

SANTA KLAUS...IN ANTICIPO


01 ottobre 2021

Accipicchia! Nonostante le giornate ancora 《estive》, questa volta 《Babbo Natale》 si è anticipato di ben tre mesi...anzi...considerato il giorno in cui è passato (29-09-2021), direi che San Michele ha anticipato Santa Klaus...l'Arcangelo ha anticipato il Vescovo! 

Anche questa volta devo ringraziare due 《Soliti Noti》 benefattori della Cultura 😉🤗 per questo nuovo e inatteso omaggio.

Ho iniziato a sfogliarlo aprendo le pagine casualmente perché...come scrive l'autore stesso...《non è un libro》. Aggiungo io: è un prezioso campionario di cultura popolare aquilana e...come prima impressione...mi pare che ben meriti la fama che lo ha sempre circondato qui ad Aquila.

È uno 《zibaldone》, appunto, qualcosa che un po' riflette il mio modo di lavorare nelle ricerche - e non solo -: tanti appunti...tanto materiale...un po' di qua, un po' di là...che poi con pazienza inizio ad amalgamare e a cucire individuando un filo logico.


Mauro Rosati


P.s.: non sono ancora un 《-anta》però sono abbastanza grande per sapere a quale Cinema si riferisca l'insegna al centro della copertina. Un Cinema che ha chiuso i battenti all'alba di questo secolo, circa 20 anni fa, quando andavo ancora a scuola.



IERI E OGGI - Cosa è migliorato. Cosa si potrebbe migliorare.

IERI E OGGI - Cosa è migliorato. Cosa si potrebbe migliorare.

Parto da un post con immagine - all'indirizzo che segue - pubblicato sulla pagina Facebook «LA CAMPAGNA APPENA IERI», per una breve riflessione personale sulle differenze nella Società e negli stili di vita tra Ieri e Oggi:

https://www.facebook.com/293715641813/photos/a.389755411813/10158560882376814
-----------------------------------------------------------------------------------


 

➤ Una società sicuramente più dura, più stentata, più sacrificata, quella di una volta, e non solo nelle campagne.

Allo stesso tempo, però, una società che sapeva rasserenarsi nell'animo con l'essenziale, apprezzando anche il più piccolo momento di «svago» della giornata: una chiacchierata davanti a un camino, un libro, una giornata appena «fuori porta» per chi poteva.


 

➤ La nostra società contemporanea, invece, - seppur ancora tra moltissime disparità - gode complessivamente di un benessere materiale forse senza precedenti: e questo di per sé non sarebbe un danno, anzi.


Il problema è che questo benessere materiale ci ha trascinato verso una specie di contagiosa «dipendenza dal superfluo» che ci trascina verso un'insoddisfazione e una frenesia sempre più diffuse. Tutto deve essere programmato e calendarizzato, persino i momenti di svago: abbiamo perso il piacere di godere dell'attimo, dell'improvvisazione dello svago stesso.


Sotto la logica esclusiva del PIL e della crescita economica permanente, misuriamo il nostro benessere solo in termini di beni materiali: così facendo abbiamo trascurato il benessere dell'animo e persino lo svago è diventato un «lavoro».


Normalmente «si lavora per vivere» - questa era la logica prevalente nelle vecchie società -; oggi «si vive per lavorare», nella continua rincorsa al superfluo della pura logica commerciale.

 



➤ Se con il benessere materiale di oggi riuscissimo a riappropriarci anche della serenità dell'essenziale, forse potremmo vivere davvero nella quasi migliore delle Società.

 

 


Mauro Rosati

-----------------------------------------------------------------------------------


 

P.s.: tanto per fare un esempio; già da un paio di settimane ho cominciato a imbattermi in promozioni per gli acquisti di Natale. 

E con questo...non credo ci sia da aggiungere altro.