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| Immagine 1 - La città "antropomorfa": dal Trattato sull'architettura civile e militare di Francesco di Giorgio Martini, XV secolo (Fonte immagine: Wikipedia). |
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| Immagine 2 - L'Aquila, veduta di scorcio della facciata neoclassica della Cattedrale metropolitana dei Santi Massimo e Giorgio. (ph. Irene Iovannitti, 2026) |
L'Aquila: "testa", "pancia" e "cuore" di una città.
✍ ⛪《 Nella crisi dell’alto Medioevo le città si chiudono all’interno delle proprie mura e trovano nelle gerarchie ecclesiastiche il nuovo elemento unificante della società. La cattedrale diviene l’elemento centrale del paesaggio mentale degli abitanti. In essa i cittadini trovano risposte alle esigenze più diverse: spirituali, politiche, economiche e rappresentative. La cattedrale si espande insieme alla città e ne manifesta potenza e ideali agli occhi dei comuni cittadini, delle autorità e dei viaggiatori. 》
(📖 Tomas FIORINI, "La cattedrale, immagine della città",
in: "Storia della civiltà europea", a cura di Umberto ECO, Treccani online 2014 ).
📍 Oggi come ieri, nel panorama sociale di una città, la Cattedrale è qualcosa di talmente grande, simbolicamente e materialmente, che va oltre l'aspetto meramente religioso;
la Cattedrale è tempio religioso (strictu sensu) ma anche civico, punto di riferimento per i fedeli ma anche per i non credenti poiché in essa la comunità cittadina identifica un'imprescindibile presenza urbana, con la sua mole, la sua forma, il suo richiamo acustico che passa per le campane e scandisce da un lato le funzioni religiose e dall'altro il tempo civile, quello della quotidianità profana.
↪ La giornalista e scrittrice fiorentina Oriana Fallaci (1929-2006), dichiaratamente atea, affermava che quando tornava nei luoghi delle sue origini sentiva forte l'esigenza di ascoltare il suono delle campane della chiesa, poiché in quel suono ritrovava momenti significativi della sua infanzia, un suono di casa, a prescindere dal fatto puramente legato al culto.
📍 La Cattedrale è madre di tutte le chiese della Diocesi e allo stesso tempo è cuore civico nel luogo più raccolto, più centrale, più intimo di una città, piccola o grande che sia.
↪ Ce lo illustra in maniera molto efficace una significativa e nota illustrazione contenuta nel "Trattato di architettura civile e militare" dell'architetto Francesco di Giorgio Martini (1439-1501), che possiamo osservare nell'immagine n. 1, un'illustrazione che da sola è più chiara ed esplicita di un intero trattato.
🏠 🏡 🏢 La città viene immaginata antropomorfa, sotto le sembianze di un uomo, e ad ognuna delle parti principali del corpo corrisponde un'architettura ben precisa con una funzione ben precisa:
↪ sulla testa la fortezza-bastione principale, il ridotto difensivo, situato nel punto altimetricamente più in quota, così come la testa è il punto più alto del corpo;
↪ dalla fortezza si dirama la cinta muraria con i bastioni a torrione (com'erano ancora in uso a quel tempo) corrispondenti due alle sporgenze dei gomiti e gli altri due alle sporgenze dei piedi;
↪ in basso, davanti alla porta civica che si apre nella cinta muraria, è raffigurato un rivellino di protezione, ossia una struttura a punta che si realizzava davanti ai punti più deboli delle mura nei tratti rettilinei e anche a raddoppio di bastioni (la più moderna Fortezza aquilana possiede anch'essa i suoi rivellini esterni, la maggior parte dei quali sono tutt'oggi visibili lungo il perimetro esterno alla via ad anello che circonda il Castello (viale Benedetto Croce), uno di essi fu invece demolito negli anni '30 per l'apertura del Viale delle Medaglie d'Oro, lungo l'asse Fontana Luminosa-Bastione Ovest);
↪ entrati nella città "umanizzata" risaltano due elementi fondamentali dell'architettura e dell'urbanistica civile, ossìa il 《tempio》, che possiamo identificare con una chiesa madre e quindi anche con una Cattedrale, situato non a caso nel punto dov'è posto il cuore umano,
e poi la 《piazza》, in corrispondenza dell'addome, della pancia, ossìa il luogo che polarizza l'intero impianto urbanistico attirando a sé le funzioni 《di pancia》 commerciali, ludiche, giudiziarie, civiche ma anche quelle 《di cuore》 religiose.
📍 E ciò ci conduce concettualmente dritti dritti proprio alla nostra bella Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio, che intravediamo nello splendido scatto dell'immagine 2, oltre sette secoli di storia stratificati in un unico grande edificio a torto bistrattato e talora ritenuto sbrigativamente 《brutto》.
❓E dove troviamo la nostra Cattedrale metropolitana?
❗Proprio nel cuore della nostra città, davanti alla Piazza per antonomàsia, collocandosi a Pie' di Piazza: il primo tra gli edifici sacri per importanza, ricostruito nella rifondazione angioina dell'Aquila, va a collocarsi nel luogo di maggiore importanza, la Piazza del Mercato, unificando i titoli di San Massimo (dall'ex cattedrale di Forcona) e di San Giorgio, titolo di una prima edificazione antecedente alla distruzione provocata alla costruenda città meno di dieci anni prima da Manfredi di Svevia. Da quel momento anche per la nostra Aquila la Cattedrale, a poca distanza dal 《polo politico-amministrativo》 dell'odierna Piazza del Palazzo, assume la piena valenza religiosa e civica tanto che vi troviamo esempi illustri di cui cito a titolo di esempio l'altare civico fatto erigere a spese della città e intitolato a Sant'Emidio, sul lato nord del transetto (lato via Rojo), un altare sul quale campeggia significativamente l'aquila araldica dello stemma civico aquilano; un altare civico nel transetto, a pochi metri dal presbiterio, cuore liturgico dell'edificio, un'ubicazione che la dice lunga sulla molteplicità di valori incarnati da una Cattedrale.
📍 Anche nella Cattedrale aquilana, quindi, troviamo quell'unione e quella convivenza fra l'aspetto religioso-cultuale e quello civico-laico.
La nostra Cattedrale ha molto da raccontarci dall'alto dei suoi oltre sette secoli di storia, e soltanto imparando a conoscerla meglio impareremo ad amarla come merita, sia che siamo credenti, sia che non lo siamo.
Mauro Rosati
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