Visualizzazione post con etichetta Bibbia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bibbia. Mostra tutti i post

martedì 16 dicembre 2025

L'AQUILA: UN'IMMAGINE EVOCATIVA

 

Prima immagine.
(Per l'immagine, rielaborata con IA, si ringrazia Alessandro Serreli)


Seconda immagine.
Immagine originale dalla quale è tratta
la rielaborazione della foto precedente.
(Si ringraziano per l'immagine Sandro Zecca e Alessandro Serreli)



L'AQUILA: UN'IMMAGINE EVOCATIVA.

Commentando una stampa seicentesca rielaborata che sintetizza alcuni degli aspetti sacri e civici della Città dell'Aquila.


Ringrazio Alessandro Serreli per l'immagine allegata (la prima in alto), rielaborata con l'IA e ravvivata nei colori e nella leggibilità, con alcuni dettagli da osservare nella comparazione con l'originale (seconda immagine), segnalatami sempre dallo stesso Alessandro Serreli. 

L'originale della stampa rielaborata è tratto dal libro: 

📖《Vite de' SS. protettori della fedelissima città dell'Aquila raccolte da diversi autori, e nel volgare Italiano ridotte dal p. Vincenzo Mastareo》, 

opera del padre gesuita Vincenzo Mastareo aquilano, in collaborazione con Egidio Longo, Real Biblioteca, Gesuiti,

èdita in Napoli per Egidio Longo, anno MDCXXVIII (1628).

-----------------------------------------


Vediamo ora alcuni dettagli di questa interessante immagine, anche in relazione alla versione originale.


📍I santi patroni.


• In alto a sinistra, San Massimo d'Aveja, levita e martire, patrono dell'Aquila ed eponimo della Civita di San Massimo (《Civitas Sancti Maximi》), corrispondente all'odierna Civita di Bagno, l'antica 《Forcona》, dove sorgono i resti notevoli dell'antica Cattedrale forconese ad egli intitolata.

Le spoglie di San Massimo vennero traslate nel Duomo dell'Aquila a inizio Quattrocento e non se ne conoscono notizie sull'ubicazione dopo il crollo della Cattedrale cittadina durante il sisma del 02/02/1703, e successiva ricostruzione.

San Massimo d'Aveja è anche patrono del Quarto di San Giovanni e, insieme a San Giorgio, è titolare della nostra Cattedrale metropolitana.


• In basso a sinistra, San Bernardino da Siena raffigurato secondo un'iconografia meno nota ma ricca di significato.

In questo caso, infatti, l'immagine di San Bernardino è accompagnata da tre mitrie che volano via:

è un'allusione al fatto che Bernardino rifiutò per almeno 3 volte incarichi vescovili, oltre che il cardinalato, dopo l'assoluzione dal processo ecclesiastico subìto nel 1426-1427, durante il pontificato di Martino V (regnante 1417-1431).

In sostanza questa iconografia richiama lo stesso concetto del triregno (copricapo del papa) che viene spesso raffigurato ai piedi di Celestino V come allusione alla rinuncia da pontefice.

Nella stampa originale si osserva anche un libro nella mano destra del Santo, sul quale si legge integralmente il trigramma nella versione latina 《 IHS 》, crocettato e con i tre chiodi della crocifissione disposti a ventaglio in basso.

Nella versione rielaborata che vediamo, inoltre, il Santo si presenta con capelli e barba folti, rispetto all'iconografia consueta che lo ritrae calvo e senza barba.

San Bernardino da Siena è anche patrono del Quarto di Santa Maria.


• In alto a destra vediamo il già citato San Celestino V papa, recante una croce nella mano sinistra, con il triregno da papa appoggiato di lato, come allusione all'atto di rinuncia al pontificato nel dicembre del 1294.

Nella stampa originale la croce sorretta da Celestino V è una croce a tre traversi (tre bracci orizzontali), attributo tradizionale della croce papale.

San Celestino V è anche patrono del Quarto di San Giorgio.


• Infine, in basso a destra, Sant'Equizio abate, la cui raffigurazione in questo caso pone alcuni interrogativi iconografici.

A prima vista non è chiara con certezza quella torre che si vede nell'immagine rielaborata e, in modo più chiaro, in quella originale, in secondo piano, alle spalle di Sant'Equizio abate;

e incuriosisce anche quella corona(?) intorno al capo di Equizio stesso che però, nell'originale si rivela essere un segno più semplice, quasi come un riccio di capelli sul capo calvo.

Nella versione rielaborata la torre rammenta un po' le colonne degli stiliti, quei monaci asceti che si ritiravano a vivere in eremitaggio sulla sommità di una colonna appunto; nella versione originale del Sant'Equizio, invece, evidenziata da Sandro Zecca, si distingue nettamente una torre, che pone un ulteriore spunto di approfondimento rispetto all'iconografia di Sant'Equizio.

Sempre nella comparazione tra la rielaborazione e l'originale si osserva che, nell'originale, il Santo monaco e abate amiternino reca nella mano sinistra un bàculo pastorale con relativo riccio sulla punta, attributo di abate e quindi di《capo》e guida spirituale delle sue comunità monastiche.

Ogni osservazione riguardo alla torre può essere utile per una migliore lettura dell'iconografia in questione.

Sant'Equizio abate è anche patrono del Quarto di San Pietro.

-----------------------------------


📍Il cartiglio.

• Il cartiglio bìfido in alto, di cui è chiara l'esaltazione dell'aquila, uccello che pone i suoi nidi nei luoghi più elevati, riporta anche il riferimento biblico da cui è estratta e rielaborata la frase; 

di seguito l'originale dal Libro di Giobbe:

《 NVMQVID AD PRAECEPTVM TVVM ELEVABITVR AQVILA ET IN ARDVIS PONET NIDVM SVVM? 》(Liber Iob 39, 27)

=《 O al tuo comando l'aquila s'innalza e pone il suo nido sulle alture? 》(Giobbe 39, 27).

L'esaltazione del volatile è esaltazione dell'Aquila in quanto città posta in altura, esattamente come il nido di un'aquila, e quindi più vicina alle sfere celesti.

La città è raffigurata in basso con veduta 《a volo d'uccello》.

---------------------------


📍L'aquila civica centrale.

• Al centro della stampa vediamo la nostra bella aquila civica, con tanto di corona, in una delle sue diverse versioni storiche: in questo caso come un'aquila in maestà (posta frontalmente) e dal《volo alzato》, ossìa con le punte delle ali rivolte verso l'alto.

--------------------


📍Il trigramma bernardiniano.

• Come di consueto nelle raffigurazioni storiche, l'aquila civica è sormontata dal trigramma bernardiniano del Nome di Gesù, in questo caso nella versione latinizzata《 IHS 》, con l'《 H 》crocettata sostenente una croce latina 《patente》, ossìa con i bracci che si allargano verso l'esterno.

Il trigramma è accompagnato dai tre chiodi della crocifissione posti in basso, che nella versione originale spuntano da un cuore, e il tutto è contenuto all'interno di un sole raggiante.

Quella raffigurata in questa stampa è una forma del trigramma bernardiniano assimilabile a quella adottata da Sant'Ignazio di Loyola come stemma della Compagnia di Gesù (《Societas Iesu》), ossìa i Gesuiti, da egli fondata. Nel caso specifico, tra l'altro, l'originale dell'immagine che stiamo commentando è parte integrante di una pubblicazione curata proprio da un padre gesuita.

--------------------------------


✍ Una nota conclusiva a complemento.

- Al giorno d'oggi, quando parliamo di patroni e compatroni dell'Aquila, dobbiamo annoverare anche San Giorgio (già menzionato sopra come contitolare della Cattedrale metropolitana dell'Aquila) il quale potrebbe essere stato il primo patrono dell'Aquila, sulla base di evidenze storiche emerse da ricerche dello studioso Sandro Zecca 

e anche sulla base di un fatto significativo riportato da una cronaca cittadina: nel corso del Quattrocento, un vescovo dell'Aquila (segnalato come Amico Agnifili dal prof. Enrico Cavalli) si rifiutò di benedire un nuovo gonfalone civico-religioso destinato alla Cattedrale poiché chiedeva che venisse aggiunto San Giorgio in qualità di contitolare del Duomo.

- Un altro aspetto che richiede attenzione è il culto di Sant'Emidio, diffusosi nel corso del Settecento e molto sentito ancora nella prima metà del Novecento, con almeno un'immagine d'epoca che attesta una processione in suo onore. Non è un caso se nella Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio esiste un altare dedicato a Sant'Emidio vescovo, fatto realizzare per iniziativa delle istituzioni civiche aquilane, quindi da tutta la Comunità, e situato sul lato destro del transetto (lato Via Rojo).

- Infine, va doverosamente menzionato San Vittorino di Amiterno, vescovo e martire, che dal 1943 è stato elevato a compatrono dell'Aquila, a pari dignità, per iniziativa dell'allora arcivescovo (e futuro cardinale) Carlo Confalonieri.



Mauro Rosati

_____________________



venerdì 3 ottobre 2025

《COME L'AQUILA, SI RINNOVERÀ LA TUA GIOVINEZZA》

Università degli Studi dell'Aquila - Stemma
(fonte immagine: Wikipedia).


📜《...RENOVABITUR UT AQUILAE IUVENTUS TUA.》(Nova Vulgata; Liber Psalmorum 103,5);
📃《...si rinnoverà come l'aquila la tua giovinezza》.
📍 In questo passaggio del salmo 103, versetto 5, (uno dei Salmi di Davide) si ritrova l'origine del motto che campeggia nello stemma della nostra Università degli Studi dell'Aquila.
↪ Come ogni citazione letteraria, ovviamente, il senso della frase è da interpretare differentemente in base al contesto, come vedremo più avanti.

✍ Nota.
La 《Nova Vulgata》 è la versione della Bibbia in lingua latina oggi vigente. Il riferimento è all'antica 《Vulgata》, ossìa la prima traduzione della Bibbia in lingua latina, che le agiografie fanno risalire a San Girolamo, uno dei Dottori della Chiesa.
--------------


✍ Simbologia.
📍 Il riferimento biblico all'aquila riflette una diffusa e antica tradizione secondo la quale l'aquila, uccello maestoso che vola molto in alto, quando invecchia attraversa una fase di rigenerazione e infine torna di nuovo giovane: una chiave di lettura che si adatta a molti àmbiti culturali, allacciandosi a un contesto di morte e resurrezione, anche simboliche, e più ampiamente al concetto di rinnovamento.
↪ Un concetto che, seppur in modo differente, ci rammenta la fenìce, animale chimerico (=immaginario) che rinasce dalle sue stesse ceneri, e anche il pavone, il quale è metafora di eternità, di durevolezza, poiché secondo la tradizione leggendaria le sue carni non marciscono, e per questo lo si ritrova spesso in molti contesti iconografici, Araldica compresa (ad esempio nello stemma del casato Carli di Aquila).
↪ Quello dell'aquila "auto-rigenerante" è un simbolismo che si riscontra in molteplici Civiltà, fin dai tempi antichi, e in molte zone del mondo, trasversale quindi rispetto allo spazio e al tempo.
📖 Vale la pena riportare un passo del Physiologus, 《padre dei bestiari medievali》, citato dallo storico Franco Cardini in un suo articolo: l'aquila 《quando invecchia le si appesantiscono gli occhi e le ali, e la vista le si offusca. Che cosa fa allora? Cerca una fonte d'acqua pura, e vola su nel cielo del sole, e brucia le sue vecchie ali e la caligine dei suoi occhi, e scende nella fonte, e vi si immerge tre volte, e così si rinnova e ridiventa giovane.》(F. Cardini,  1987).

----------------


✍ Il contesto specifico.
📍 Veniamo ora al contesto specifico della nostra Università aquilana:
in questo caso il riferimento al ringiovanimento ciclico dell'aquila può essere letto come metafora laica di un'importante Istituzione (l'Università, appunto) che, rinnovandosi costantemente, mantiene il passo con i tempi.
📍È importante sottolineare che 《ringiovanire》, 《rigenerarsi》, non significa 《stravolgersi》 bensì essere capaci di saper cogliere e assimilare il nuovo senza però cambiare i propri connotati fondamentali.
↪ Un concetto, quest'ultimo, che possiamo estendere all'intera nostra Città dell'Aquila, la quale si rigenera e rinasce dagli 《schiaffi》 della sua storia senza però dover abbandonare e perdere le sue radici e le sue peculiarità storico-culturali, materiali e immateriali.
📍《Rigenerarsi》 non significa cambiare volto in modo travisato, bensì 《trarre nuova linfa》dal terreno mediante le proprie radici, come un albero nel suo ciclo stagionale.
---------------‐---


🛡 Lo stemma accademico.
📍Esaminiamo ora lo stemma del nostro Ateneo nello specifico delle sue caratteristiche iconografiche-araldiche; un'arme prestigiosa che troviamo in qualunque contesto collegato all'Università degli Studi dell'Aquila: gonfaloni, timbri, sigilli, carte intestate, frontespizi (incluso quello del sito internet di Ateneo), e così via dicendo.
📍L'arme accademica aquilana è già ben definita nelle sue caratteristiche contemporanee dall'atto che istituisce la 《Libera Università dell'Aquila》, ossìa il Decreto del Presidente della Repubblica n. 921 del 18/08/1964 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 257 del 19/10/1964).
↪ L'art. 90 del Decreto presidenziale è dedicato specificamente allo stemma e recita:
🛡《Lo stemma della Università libera aquilana è quello adottato ed
approvato per l'Istituto universitario di magistero:
un'aquila coronata nera, in campo d'oro, ad ali aperte,  poggiata su tre monti verdi, dai quali discendono tre ruscelli  d'argento, su cui è scritto
Jus, Litterae, Scientiae.
Un festone attraversa semicircolarmente il campo e porta la scritta
"Renovabitur ut Aquilae juventus tua".》.

📍L'arme accademica della nascente Università contemporanea acquisisce quindi quella già in uso per l'Istituto universitario di Magistero (nato nel 1952), ossìa un istituto di formazione che prevedeva corsi di laurea quadriennali in Materie letterarie e Pedagogia, nonché un corso triennale per il diploma di abilitazione alla vigilanza nelle scuole elementari (oggi denominate 《scuole primarie》); sostanzialmente l'antenato delle Facoltà di Lettere e Filosofia e di Scienze della Formazione.
↪ Con la nascita della Libera Università dell'Aquila, infatti, l'Istituto di Magistero diventa 《Facoltà di Magistero》che, nell'anno accademico 1992-1993 diverrà poi 《Facoltà di Lettere e Filosofia》, dal cui corso di Pedagogia nascerà a sua volta la 《Facoltà di Scienze della Formazione》nell'anno accademico 1996-1997.
↪ Dopo diverse riforme nazionali succedutesi negli anni, dal 2012 è stato istituito l'odierno 《Dipartimento di Scienze Umane (DSU)》 nel quale sono confluite le due Facoltà umanistiche ricostituendo di fatto sostanzialmente la struttura unitaria (letteraria e pedagogica) dell'originaria 《Facoltà di Magistero》.


✍ Nota.
↪ Per 《Libera Università》 s'intende un ateneo che non è statale ma è legalmente riconosciuto dallo Stato.
Per quanto riguarda L'Aquila, la Libera Università diventerà statale a partire dall'anno accademico 1982-1983, acquisendo la denominazione odierna di 《Università degli Studi dell'Aquila.》.
-----------------------


🛡 Lo stemma accademico Oggi.
📍L'odierno Statuto dell'Università degli Studi dell'Aquila, in vigore dal 09/03/2017, conferma il consolidato stemma già descritto nell'atto di Istituzione della Libera Università dell'Aquila, includendolo (cosa molto importante) nel "Titolo I - Princìpi Fondamentali".
↪ L'art. 13 dello Statuto oggi vigente recita: 《Lo stemma dell'UAQ raffigura un'aquila coronata nera, in campo d'oro, ad ali aperte, poggiata su tre monti verdi dai quali discendono tre ruscelli su cui è scritto: "Jus", "Litterae", "Scientiae". Un festone attraversa il campo con la scritta "Renovabitur ut Aquilae juventus tua".》.
---------------------------


🛡 La lettura araldica.
📍Osserviamo ora alcuni dettagli araldici più tecnici contenuti nello stemma.
↪ Lo scudo. La forma dello scudo è classificabile come 《appuntato》, con punta in basso e in alto (A. Cordero Lanza di Montezemolo - A. Pompili, 2016).
↪ L'aquila. L'aquila è una delle figure araldiche più antiche e più diffuse, soprattutto quella di colore nero, che nel corso del tempo si è stilizzata, assumendo un aspetto solenne ed essenziale. Nel caso della nostra Università, l'aquila di colore nero è posta 《in maestà》(ossìa frontalmente) con il 《volo alzato》 (o, anche, 《volo spiegato》) poiché la punta delle ali è orientata verso l'alto, e con la testa vòlta verso la destra dello scudo (la sinistra per noi che guardiamo).
↪ I monti. I tre monti verdi sui quali si appoggia l'aquila hanno un aspetto più "naturalistico", in particolare per il colore verde e per la forma delle cime, appuntita, che tende a una conformazione simile a una piramide: in tal caso la tipologia si può accostare a quella dei 《monti alla tedesca》, storicamente più diffusi in aree di cultura germanica, i quali differiscono dai 《monti all'italiana》che hanno invece una sommità a calotta di forma semisferica (un po' come un panettone).
↪ La legenda. La scritta 《RENOVABITUR UT AQUILAE JUVENTUS TUA》 è riportata su un cartiglio bìfido (estremità a due punte), un nastro che si estende a mo' di festone da un'estremità all'altra dello scudo. Quando un motto si trova all'interno dello scudo, come in questo caso, si definisce tecnicamente 《legenda》; se invece si trova all'esterno sotto lo scudo si chiama propriamente《motto》, mentre se si trova all'esterno al di sopra dello scudo si definisce 《divisa》.
↪ I tre ruscelli. Dai tre monti, come abbiamo visto, partono rispettivamente tre cartigli a mo' di ruscello (uno per ciascun monte), i quali riportano le scritte 《JUS》(=Diritto, Legge), 《LITTERAE》(=Lettere), 《SCIENTIAE》(=Scienze).
La descrizione del 1964 (vedi sopra) specifica che i tre ruscelli sono d'argento: ciò che nell'araldica a colori vediamo come bianco, in realtà è più propriamente argento; il bianco, infatti, non è un colore araldico e viene utlizzato nelle versioni degli stemmi in bianco e nero proprio per indicare l'argento.
-------------------------------


🔎 Una personale osservazione/comparazione integrativa.
📍I tre ruscelli che scendono dalle rispettive cime ricordano lontanamente e in parte l'impostazione di una versione dell'arme nobiliare del casato Rivera dove abbiamo tre cime (all'italiana o alla tedesca) nel 1° campo (in alto), e tre "ruscelli" d'argento nel 2° campo, stilizzati e definiti tecnicamente come 《sbarre ondate》.

↪ A titolo di esempio ecco la blasonatura (descrizione) di una versione dell'arme nobiliare Rivera:
🛡《Spaccato semipartito: nel 1° d’oro al monte di tre cime di verde poste in fascia ; nel 2° di verde a tre sbarre ondate d’argento; nel 3° d’oro a tre sbarre di rosso.》.
↪ In Araldica la 《sbarra》 è una pezza onorevole che si sviluppa da in alto a sinistra a in basso a destra rispetto allo scudo (il contrario per noi che guardiamo); quando la sbarra è 《ondata》 vuol dire che ha una forma curvilinea e sinuosa, anziché in linea retta.

❓ Spunto di riflessione. Questa lontana somiglianza d'impostazione con lo stemma Rivera potrebbe essere una pura similitudine oppure - domanda su cui riflettere - potrebbe interpretarsi come un omaggio magari casuale e/o indiretto al prof. Vincenzo Rivera che, con il suo operato, ha gettato le fondamenta dell'odierno Ateneo aquilano? 

Fin dal 1949, infatti, egli promosse a L'Aquila l'istituzione di corsi universitari estivi per gli studenti abruzzesi iscritti all'Università di Roma, con relativi docenti di fama come, ad esempio, Natalino Sapegno. Nel 1964, poi, Vincenzo Rivera divenne primo Rettore della neo-istituita Libera Università dell'Aquila.

✍ Nota onomastica.
📍A Vincenzo Rivera è oggi intitolata la piazza antistante alla Chiesa dell'Annunziata e a Palazzo Carli all'Annunziata, noto correntemente come Palazzo Carli, sede del Rettorato dell'Ateneo aquilano fino al sisma del 2009.
↪ Palazzo Carli è un fondamentale edificio di riferimento storico-urbanistico lungo l'incrocio tra la Via Romana, ossìa il 《decumano》(est-ovest),  e il 《cardo minore》(nord-sud) tracciato in quel punto da Via Cascina-Via Antonelli. Allo stesso tempo, come sottolinea il prof. Raffaele Colapietra, Palazzo Carli rappresenta un importante esempio di dimora signorile storica dalle rilevanti peculiarità architettoniche, planimetriche e funzionali. Per tali motivi esso richiede un'auspicata e doverosa ricostruzione dopo le devastazioni subite a seguito del terremoto del 2009. La dicitura storica 《Palazzo Carli all'Annunziata》 serve a distinguerlo dai non lontani Palazzo Carli-Porcinari in via Paganica e Palazzo Carli-Benedetti in via Mariangelo Accursio.
↪ Piazza Vincenzo Rivera era precedentemente denominata Piazza dell'Annunziata, anche popolarmente, proprio in virtù della presenza della chiesa dell'Annunziata che, con la sua facciata, definisce il lato sud del caratteristico spazio urbano triangolare dalla cui punta si diramano a bivio Via dell'Annunziata e Via Antonelli.
-----------------------


In conclusione.
📍Lo stemma dell'Università dell'Aquila, così come ogni stemma araldico, riassume in uno spazio definito e con pochi simboli, una lunga e prestigiosa storia e anche l'indirizzo di una missione, civica e sociale in questo caso.
📍La nostra Città dell'Aquila ha alle sue spalle una lunga storia di istituzioni formative, ancor prima del percorso novecentesco che ha condotto all'odierna Università degli Studi, un'istituzione che appartiene a tutti noi, studenti e semplici cittadini, ricoprendo un ruolo primario rispetto al progresso civico-culturale della nostra Città-Territorio.



Mauro Rosati
--------------------------------


Alcuni riferimenti biblio-sitografici
(URL consultati in data 03/10/2025):


📖 F. DI MONTAUTO, Manuale di Araldica, Firenze, Polistampa 2007.


📖 A. CORDERO LANZA DI MONTEZEMOLO - A. POMPILI, Manuale di Araldica ecclesiastica nella Chiesa cattolica, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana 2016.


🌐 《Nova Vulgata: Bibliorum Sacrorum Editio》
https://www.vatican.va/archive/bible/nova_vulgata/documents/nova-vulgata_index_lt.html


🌐 Università degli Studi dell'Aquila
《La nostra storia》
https://www.univaq.it/section.php?id=13


🌐 Università degli Studi dell'Aquila - DSU
《Storia del Dipartimento di Scienze Umane》
https://scienzeumane.univaq.it/index.php?id=1686


🌐 Simbologie dell'aquila in un articolo di F. CARDINI pubblicato sulla rivista 《Abstracta》 n° 13 (marzo 1987), pp. 38-43; consultabile in https://www.mondimedievali.net/immaginario/cardini/aquila.htm


🌐 Gallerie Estensi - L'aquila nella mitologia e nell'arte del mondo antico greco e romano
https://gallerie-estensi.beniculturali.it/storia-nei-particolari/aquila/


🌐 《Araldica Civica》, sigillo dell'Università degli Studi dell'Aquila, a cura di Massimo Ghirardi;
in araldicacivica.it


🌐 Blasonario Abruzzese, in
https://www.casadalena.it/


🌐 Decreto del Presidente della Repubblica 18 agosto 1964, n. 921 - Istituzione della libera Università degli Studi dell'Aquila. (GU Serie Generale n. 257 del 19-10-1964)
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1964/10/19/064U0921/sg


🌐 D.P.R. 18 agosto 1964, n. 921.
Istituzione della Libera Università degli Studi dell'Aquila.
https://www.edizionieuropee.it/law/html/31/zn57_11_052.html
__________________________________


 

venerdì 4 luglio 2025

《LA PICCOLA-GRANDE BELLEZZA》

 

L'Aquila,
basilica di San Bernardino da Siena:
Cappella della Madonna del Rosario; veduta d'insieme.

(Foto: Mauro Rosati, 2025)


L'Aquila,
basilica di San Bernardino da Siena:
Cappella della Madonna del Rosario;
veduta verso l'immagine
di San Luca l'Evangelista.

(Foto: Mauro Rosati, 2025)

L'Aquila,
basilica di San Bernardino da Siena:
Cappella della Madonna del Rosario;
veduta verso l'immagine
di San Giovanni l'Evangelista
e, sulla parete a sinistra,
l'arcangelo Gabriele annunciante.

(Foto: Mauro Rosati, 2025)



Bellezza non è soltanto《grandi firme》!
Bellezza è anche ammirare una piccola cappella dentro una grande Basilica, con bagliori di luce che ne esaltano le linee architettoniche, conchiglie dorate che risplendono su bianche nicchie, brani pittorici che ci parlano con parole scritte e dettagli iconografici!

La Bellezza è una visione d'insieme, un'armonica sintesi di molteplici aspetti!
La Bellezza è orchestra di singoli particolari!

Non esiste Bellezza senza cura dei dettagli,
non bastano i dettagli senza cura dell'insieme!
-------------------


🚩 L'Aquila, basilica di San Bernardino da Siena (Quarto di Santa Maria): cappella della Madonna del Rosario; particolari.

🖼 Veduta verso la volta ellittica e il suo tamburo con la finestra centrale che lascia trasparire la luce pomeridiana e si diffonde sulla calotta in alto.
📍 Al centro, sulla cimasa dell'altare, un Cristo benedicente dall'aspetto austero ma dallo sguardo pacato, benevolo, mostra un libro aperto dove si legge: 《EGO SUM / A ET Ω》(=《Io sono l'Alfa e l'Omega》, rispettivamente la prima e l'ultima lettera dell'alfabeto greco; vale a dire 《Io sono il principio e la fine di tutto》). 
Un Cristo autorevole ma non autoritario.

📍 Ai suoi lati, nei pennacchi agli angoli tra i muri e la cupoletta, lo affiancano due dei quattro Evangelisti, associati alle loro figure simboliche che li identificano immediatamente:
- ↪ a sinistra, San Giovanni (《SANCTVS IOANNES》, come leggiamo nella didascalìa) ritratto quasi frontalmente nell'atto di scrivere sopra una pergamena, accompagnato in basso dalla figura dell'aquila a lui associata; sta ancora scrivendo, forse perché è lui a dover redigere l'ultima Scrittura, l'ultimo atto dei Tempi, ossìa il Libro dell'Apocalisse, l'《omega》 sancita da Gesù che torna per il Giudizio finale;
- ↪ a destra, San Luca (《SANCTUS LUCAS》 nella didascalìa), raffigurato di profilo mentre legge un libro già completato, accompagnato in basso dal toro che lo identifica (in questo caso un toro alato); a lui spetta un altro onore, ossìa la possibilità di dipingere il primo e unico ritratto della Madonna manifestatasi in persona.

📍 Infine, ma non meno importante, un dipinto a metà sul lato sinistro della Cappella: un angelo da un lato e una parte mancante dall'altro; eppure la postura dell'angelo, genuflesso e con il dito destro sollevato, ci ricorda una scena molto nota, uno dei passaggi-chiave delle Sacre Scritture. 
《 AVE, GRATIA PLENA, DOMINUS TECUM 》 sta esclamando quasi certamente quella figura angelica (Luca 1, 28): è l'arcangelo Gabriele che si rivolge all'Annunziata, ossìa a Maria che riceve l'《Annunciazione》 di essere stata prescelta quale Madre di Dio che s'incarna come Uomo.
Dall'altro lato del dipinto, purtroppo mancante, possiamo quindi immaginare Maria che ascolta umilmente le parole dell'arcangelo Gabriele per poi rispondere:《 ECCE ANCILLA DOMINI; FIAT MIHI SECUNDUM VERBUM TUUM 》(Luca 1, 38).

↪ Ed ecco che l'intera scena si anima con chiarezza davanti a noi!
--------------------------------

Contempliamo le cose belle! 
Apprezziamole! 
Piccole o grandi che siano!


Mauro Rosati
_____________________________




sabato 31 dicembre 2022

LO "STILE DELLA CIRCONCISIONE" E L'"OTTAVA DEL NATALE"

 

Natività
(Foto: Mauro Rosati, 2022)


LO "STILE DELLA CIRCONCISIONE" E  L'"OTTAVA DEL NATALE"


✒《 Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre. 》(Luca 2, 21)


📌 Ogni Calendario di impronta cristiana si basa su uno 《stile》, ossia una ricorrenza particolarmente importante dell'anno cristiano o altra data simbolica (es. inizio di una stagione) che viene presa come riferimento per fissare l'inizio dell'anno.

📌 Nel Medioevo, e anche successivamente, almeno fino all'introduzione e all'adozione del Calendario gregoriano, esistevano molti Calendari, con diversi 《stili》 differenti da luogo a luogo. 
A titolo esemplificativo:
《Stile della Natività》 (inizio anno il 25 dicembre), in uso - ad esempio - anche nella nostra Aquila e nella Repubblica di Genova;
《Stile dell'Incarnazione》, l'Annunciazione (inizio anno il 25 marzo), in uso - ad esempio - a Firenze, Siena, Pisa.

E così via.
----------------------------------------------------

👉 Nota. Sugli 《stili》 del Calendario e sull'antico Capodanno aquilano, vedi:
----------------------------------------------------


📌 Il Calendario gregoriano oggi in uso si basa sullo 《Stile della Circoncisione》 poiché sceglie come inizio dell'anno il giorno della circoncisione di Gesù Bambino (1° gennaio), nell'ottavo giorno del Natale (contando anche il 25 dicembre), come riferito dal versetto del Vangelo di Luca riportato all'inizio di questo post.

Infatti, secondo la tradizione ebraica riportata dall'evangelista Luca, la circoncisione di un bambino avveniva a otto giorni dalla nascita.

➡️ Per questo, il Capodanno contemporaneo fondato sul Calendario gregoriano, basandosi su questo 《stile》,  ricorre il 1° gennaio, Ottava del Natale e quindi giorno della circoncisione di Gesù Bambino.


Mauro Rosati
___________________________________

Sugli argomenti 《calendari》 e 《stili》, leggi anche, a titolo di suggerimento:
(URL consultato in data 31/12/2022)
__________________________________