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mercoledì 4 marzo 2026

2ª parte - 《...CHE NE SAI DELLA NOSTRA FERROVIA, CHE NE SAI?》

 

2ª parte

《...Che ne sai della nostra ferrovia, che ne sai?》 

(L. Battisti, 《Pensieri e parole》)

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Immagine 1 - Basamento gru ex ferrovia
Aquila-Capitignano (2026).


🏗 A prima vista sembra un'enorme ruota, quasi come quella di un mulino. Il diametro e lo spessore del ferro sono impressionanti (immagine 1).


🔤 Accanto c'è un pannello informativo con una foto d'epoca (immagine 2): 

in pratica è la grande base di una gru di servizio in prossimità dell'ex stazione di partenza da L'Aquila per Capitignano.

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Immagine 2 - Pannello informativo: foto d'epoca (ottobre 1921) del piazzale della stazione dell'ex ferrovia Aquila-Capitignano (in servizio anni 1920/1922 - 1933/1935).


🔤 Nel pannello informativo c'è una foto d'epoca (immagine 2) dove si riconoscono l'ex stazione, più in fondo, il piazzale con i binari in primo piano, e un magazzino con dei capannoni non più esistenti.

🏗 La gru sembra una giraffa di metallo.

↪ Sulla sinistra si vede anche un grosso serbatoio di quelli che rifornivano d'acqua le caldaie delle locomotive a vapore.


↪ Allineati con il magazzino della foto, forse demolito in passato, e con i binari, ci sono dal lato opposto (fuori dalla foto) gli altri magazzini ferroviari tutt'oggi esistenti, in pratica quelli che adesso ospitano attività ristorative e locali in generale.

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Immagine 3 - Ex piazzale della stazione Aquila-Capitignano.
Foto comparativa (2026) pressappoco dalla medesima posizione della foto d'epoca precedente (v. immagine 2).


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Da questa visuale (immagine 3), confrontando con l'immagine d'epoca, si osserva che:

• il magazzino non più esistente (situato più avanti) si trovava quasi allineato alla bella ex stazione, che vediamo a destra anche nella foto contemporanea (immagine 3), più o meno a ridosso del parcheggio odierno, già piazzale della stazione e poi ex mercato ortofrutticolo;

• la gru-giraffa, il serbatoio d'acqua e alcuni capannoni di servizio (immagine 2), erano invece situati a sinistra, dove adesso c'è l'edificio contemporaneo semicircolare;

• i binari passavano in primo piano sulla destra (cfr. immagine 2 con immagine 3), ovviamente in linea con la stazione.



Mauro Rosati

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Sulla ferrovia Aquila-Capitignano vedi anche la 1ª parte: 🌐

https://pianetalaquila.blogspot.com/2025/10/che-ne-sai-della-nostra-ferrovia-che-ne.html?m=1

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mercoledì 10 settembre 2025

UNA "SEMPLICE" FONTANA... TANTE CURIOSITÀ

 

L'Aquila, Piazza del Duomo (Piazza del Mercato):
fontana di Pie' di Piazza in una foto del 1900.

(Fonte immagine: Calendario 《Zampilli di Storia》,
a cura del Gruppo Aquilano di Azione Civica "Jemo 'nnanzi",
One Group Edizioni - settembre 2025).



🚩 L'Aquila, Piazza del Duomo (Piazza del Mercato): la storica Fontana di Pie' di Piazza in una foto datata al 1900. 

📍Sullo sfondo, partendo dalla destra, riconosciamo il Palazzo dell'Arcivescovado (da cui il nome della vicina "Via dell'Arcivescovado"), sede dell'Arcidiocesi Metropolitana dell'Aquila e quindi dell'Arcivescovo Metropolita. 

↪ Più a valle, a sinistra della foto, intravediamo un laro del complesso di Palazzo de Nardis, che risvolta poi su Via San Marciano.


Nota complementare.

La Diocesi dell'Aquila nasce ufficialmente nel 1257 (regnante  papa Alessandro IV) per traslazione della Diocesi di Forcona dentro le Mura della Città, al tempo di Berardo da Padula, ultimo vescovo di Forcona e primo vescovo dell'Aquila. Nel 1876 (regnante papa Pio IX) la Diocesi aquilana viene elevata ad Arcidiocesi, al tempo del vescovo, poi arcivescovo, mons. Luigi Filippi, francescano.

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Torniamo alla foto.

📍 Un'immagine d'epoca ricca di spunti di osservazione.

Iniziamo dal basso.


📍 La pavimentazione.

↪ A terra, in primo piano, riconosciamo il caratteristico selciato aquilano "a cubetti" (《trovanti》) in pietra calcarea, caratterizzante ampiamente la pavimentazione storica della nostra Città dell'Aquila, insieme ai grandi lastroni (sempre in calcare) che pavimentavano le principali strade carrabili e che tutt'oggi possiamo ancora osservare in diversi spazi del centro cittadino.


📍 La fontana.

↪ La storica fontana si presenta già in gran parte nella veste che conosciamo oggi ma con due importanti differenze:

- alla base della fontana non c'è ancora la grande vasca circolare che vediamo ora poiché la vasca superiore aveva varie funzioni tra le quali l'abbeveramento degli animali, come vediamo in questa foto storica, per cui, se vi fosse stato l'odierno vascone basso, le persone e il bestiame non avrebbero potuto avvicinarsi alla vasca principale situata ad altezza piu comoda;

- alla sommità della fontana vediamo la vasca minore dalla quale zampilla l'acqua; su quella stessa vasca oggi è posizionata la statua bronzea opera di Nicola D'Antino la quale fa coppia con quella della fontana di Capopiazza, raffiguranti insieme i Diòscuri, ossìa i mitologici gemelli Càstore e Pollùce, e che sarebbero state installate soltanto a partire dagli anni '20 del Novecento.


📍 Le Cancelle.

↪ Spostiamo ora il nostro sguardo sulla sinistra, dove intravediamo il tetto di un basso fabbricato:

si tratta dell'aggregato che comprendeva le ben note e storiche botteghe dette 《le Cancelle》; dopo la Prima Guerra Mondiale al posto di quell'aggregato sarebbe stato costruito il Palazzo delle Poste e Telegrafi, l'edificio classicheggiante che vediamo oggi da quella stessa posizione, ad angolo tra Piazza del Duomo e Via dell'Arcivescovado. 

Il prospetto delle 《Cancelle》 venne quindi smontato e ricollocato nella retrostante via Simeonibus, dove oggi tutti noi identifichiamo la posizione delle 《Cancelle》.


Nota integrativa.

📍 Infine una breve nota su ciò che non vediamo in questa fotografia: sulla destra, fuori dal campo dell'immagine, c'è la facciata della nostra Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio, che però riconosceremmo solo in parte. All'epoca di questo scatto, infatti, la facciata odierna del Duomo era incompleta poiché mancavano la parte alta e i due campanili, i quali sarebbero stati completati soltanto nel 1928 sulla base del progetto ottocentesco che presenta, nell'impostazione, stringenti somiglianze con il prospetto della chiesa di Trinità dei Monti in Roma. La data di completamento della facciata della nostra Cattedrale Metropolitana è riportata in numeri romani sulla sommità, lungo la balaustra tra i due campanili: A(NNO) D(OMINI) MCMXXVIII .

Come attestano altre foto d'epoca, ai tempi di questa immagine avremmo quindi visto solo la parte inferiore del prospetto della Cattedrale e un piccolo campanile provvisorio sul lato destro.



Mauro Rosati

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domenica 21 agosto 2022

LA 《CORSA DEI BÀRBERI》

LA 《CORSA DEI BÀRBERI》


Uno spunto di storia romana da una bella foto condivisa da Walter Cavalieri nel gruppo Facebook《Foto Inedite e Rare (2)》, dal gruppo 《Memorie di Roma》.

https://www.facebook.com/groups/142434417351616/permalink/476345137293874/


L'immagine riporta in didascalia: 《Piazza del Popolo, 1870 (Digital Public Library)》.


La celebre Piazza romana è ritratta in una foto scattata dal lato del Pincio, con la visuale rivolta verso l'asse di Via Cola di Rienzo, che conduce oltre il Tevere.

In fondo si vede infatti la Cupola della Basilica di San Pietro Apostolo in Vaticano.

In primo piano si vede una delle due colonne 《rostrate》 ossia con ròstri lungo il fusto, àncore sempre lungo il fusto, e - in cima - una panòplia, ossia un assortimento di armi e corazze disposte a trofeo. La tipologia richiama le colonne rostrate trionfali dell'Antica Roma.


L'inquadratura della foto è stretta sulla piazza, per cui non si vede Porta del Popolo (o Porta Flaminia).

La Porta civica è infatti situata sulla destra, però fuori dal campo dell'immagine.

A sinistra c'è invece via del Corso, sempre fuori dal campo visivo dello scatto.

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Nella foto d'epoca appena descritta, si nota un'arena installata alla sinistra dell'obelisco, sul lato di Via del Corso.


Tra i commenti al post del gruppo 《Memorie di Roma》 si legge che l'arena veniva installata per la 《Corsa dei cavalli bèrberi (o bàrberi)》.


Da articoli/racconti postati in diversi siti a tema, si apprende che questa corsa di cavalli era una tradizione del Carnevale romano, la quale risaliva ai tempi della Roma pontificia, e che si svolse - pare - fino al 1883 quando venne abolita dalle autorità pubbliche.


I cavalli in gara partivano da Piazza del Popolo, come in un palio, percorrevano la Via Lata (oggi Via del Corso, prolungamento urbano della Via Flaminia), e giungevano infine in Piazza San Marco (oggi Piazza Venezia). 

A differenza di altri palii, i cavalli bèrberi - ornati di piumaggi - non erano guidati da un fantino ma venivano pungolati mediante il cosiddetto 《espediente della prescia》, e incitati lungo il percorso attraverso la folla di spettatori che assistevano.

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In un dipinto si vede la partenza da Piazza del Popolo, in un'arena molto simile a quella della foto del 1870.

( Fonte immagine dipinto:

https://www.visitareroma.eu/wp-content/uploads/2018/01/BERBERI.PIAZZADELPOPOLO.jpg )


La prospettiva di questo dipinto è situata a un angolo di circa 90° rispetto alla prospettiva della foto del 1870.

Il dipinto ritrae la partenza della corsa dal lato di Via del Corso, guardando verso l'obelisco e, più in fondo, verso Porta del Popolo (Porta Flaminia); quest'ultima con alcune differenze rispetto all'aspetto odierno.

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Ringrazio Walter Cavalieri per la foto di spunto.


Mauro

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Di seguito, un po' di sitografia di riferimento:


https://www.laziogourmand.com/il-carnevale-romano-e-la-corsa-dei-cavalli-berberi/


https://www.museodiroma.it/it/opera/la-corsa-dei-barberi


https://www.raccontidalvicinato.it/il-carnevale-romano-e-la-corsa-dei-cavalli-barberi/


https://www.visitareroma.eu/la-via-del-corso-la-sua-storia-legata-al-carnevale/


https://www.visitareroma.eu/non-mette-la-prescia-al-culo/


 

giovedì 30 dicembre 2021

UN VIAGGIO...IN CARTOLINA - L'AQUILA, MONTECATINI E...UNA VALLE NELLA CARNIA

 

UN VIAGGIO...IN CARTOLINA - 

L'AQUILA, MONTECATINI E...UNA VALLE NELLA CARNIA


Una cartolina spedita da L'Aquila nel 1928 《ci accompagna》 in una valle della Carnia...passando per Montecatini Terme!
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L'altro ieri, in una conversazione di gruppo, il sig. Sandro Zecca, studioso di Storia e di Storie, ha segnalato un'interessante cartolina che ha attratto la mia curiosità.
Per quelle affascinanti tessiture della conoscenza umana, che collegano fra loro luoghi ed epoche apparentemente distanti, mi sono accorto che questa cartolina ci conduce in tre luoghi distinti e contiene molte notizie di interesse storico; notizie che vanno però 《estratte》 come un distillato.

La cartolina - in vendita su una piattaforma online - risulta inviata dalla mia L'Aquila, mittente il sig. Francesco Signorini Corsi, e indirizzata a Bagni di Montecatini, destinataria la sig.ra Celidea De Vecchis, in data 24/08/1928.

Bagni di Montecatini si chiama oggi Montecatini Terme, denominazione adottata nel 1934; così come la mia città all'epoca si chiamava Aquila degli Abruzzi (anche semplicemente Aquila), per poi adottare ufficialmente il nome L'Aquila (《la città  con l'apostrofo》) dal 1939.

Quindi, abbiamo già due notizie di toponomastica storica!

Geograficamente, poi, la cartolina viaggia dall'Appennino Centrale alla Valdinievole (o Val di Nievole), alle propaggini dell'Appennino tosco-emiliano, in quel settore detto 《Montagna (o Appennino) pistoiese》.

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Guardando però l'altra metà della cartolina, compare 《silenzioso》 un terzo luogo: una foto d'epoca che ci porta in un altro posto ancora.

La foto ritrae una valle:
- a sinistra, la facciata di una chiesa con un crocifisso obliquo nel timpano e una dedica nella trabeazione subito sotto, una intitolazione che recita in latino 《SANCTVARIVM•SS•CRVCIFIXI》 (Santuario del Santissimo Crocifisso);
- al centro della foto, in primo piano, un piccolo gruppo di bovini seguito da due uomini subito dietro, che percorre una strada sterrata e delimitata ai lati da quelli che sembrano due muri a secco;
- sullo sfondo una valle che si incunea tra i monti, particolarmente alti e ripidi sulla destra.

Sotto la foto - però - non è riportata la località, per cui ci si mette alla ricerca.
Indirizzo la mia ricerca sull'Italia alpina, considerata la tipologia della facciata della chiesa, la valle profondamente incassata e gli alti e ripidi monti sulla destra.


Nel frattempo il sig. Sandro Zecca individua la località: Timau.

A quel punto lo ringrazio e decido di prendermi un'oretta per approfondire un po'.
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Timau: borgo friulano della Carnia, frazione di Paluzza, comune al confine con l'Austria, appartenente amministrativamente all'EDR di Udine (EDR = Ente di Decentramento Regionale; suddivisione amministrativa introdotta nel 2019 dalla Regione Friuli-Venezia Giulia e coincidente con i territori delle omonime Province storiche).


Ho quindi cercato notizie su siti di associazioni e istituzioni locali: quella che si vede nella foto della cartolina, è una chiesa dalla storia molto travagliata.


Nel 1729 fu colpita da una grave alluvione che distrusse l'abitato di Timau, di cui rimase soltanto questa chiesa.
L'edificio sacro fu successivamente restaurato e prese il nome di Santuario del SS. Crocifisso poiché all'interno vi era custodito un Crocifisso ligneo del 1527.

Nel 1917 la chiesa fu incendiata dai soldati italiani in ritirata poiché era stata adibita ad alloggio e magazzino militare. Nell'incendio andò purtroppo distrutto anche il Crocifisso ligneo.

Il Santuario fu ricostruito nel 1921.

Il 27/03/1928 la chiesa fu danneggiata da un pesante terremoto che colpì la Carnia. Le ricostruzioni e le ristrutturazioni seguite a questo terremoto, fecero in modo che i paesi di quella zona subissero meno danni durante il forte terremoto friulano del 1976.

Infine, nel 1937 il santuario fu radicalmente trasformato nell'aspetto odierno per essere convertito in Tempio Ossario per i Caduti della Prima Guerra Mondiale.
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Queste brevi ricerche hanno portato la mia attenzione anche su un'altra vicenda storica, che si lega al borgo di Timau e a tutta quell'area dell'Italia nord-orientale. Una storia di donne in tempo di guerra, la Prima Guerra Mondiale: la storia coraggiosa delle 《portatrici carniche》.
Lascio a voi la curiosità di approfondire questo ulteriore spunto: ne vale la pena.


Mauro


P.S.: la cartolina risulta spedita circa cinque mesi dopo il terremoto della Carnia.

P.P.S.. Per pura e curiosa coincidenza l'indirizzo della cartolina richiama indirettamente un'altra città, non troppo lontana da Timau: Pensione Ristorante 《Gorizia》.

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Fonti (URL consultati in data 28/12/2021):

https://www.turismofvg.it/ossario-di-timau


https://www.museograndeguerratimau.com/il_tempio_ossario.html


http://www.donneincarnia.it/ieri/freikofel.htm


https://www.isolelinguistiche.it/it/timau-tischlbong.html


https://www.meteoweb.eu/2016/03/27-marzo-1928-forte-scossa-magnitudo-5-8-a-udine/658439/


https://www.scoprifvg.it/site/monumento-alle-portatrici-carniche/


Fonte immagine cartolina (URL consultato in data 28/12/2021):