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venerdì 19 dicembre 2025

2ª parte - LE BANDIERE COME FORMA DI EDUCAZIONE CIVICA QUOTIDIANA







Di nuovo sulla problematica delle bandiere esposte in modo indecoroso, facendo seguito a precedenti post a tema:

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https://pianetalaquila.blogspot.com/2025/10/le-bandiere-come-forma-di-educazione.html?m=1

(16 ottobre 2025)

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https://pianetalaquila.blogspot.com/2025/06/siamo-fatti-anche-di-simboli.html?m=1

(08 giugno 2025)


Un'altra scuola della nostra città, stessa situazione dei post sopracitati (vedi immagini):

bandiere esposte ridotte a 《cenci》, forse anche peggio delle pezze con cui si fanno le pulizie.


Senza ripetere quanto già esposto nei post precedenti (che potete consultare dai link più in alto), giova semplicemente ribadire il concetto che la dignitosa esposizione delle bandiere è una forma di educazione civica, ancor più importante quando parliamo di luoghi di formazione come scuole, università, e non solo.


Quei semplici《drappi colorati》rappresentano il senso di condivisa appartenenza a una Comunità:

locale, nazionale, sovranazionale.

Comunità nelle quali ci riconosciamo, per origini e/o per libera scelta.

Non qualcosa che ci divide, bensì qualcosa che ci unisce: a partire dalle nostre realtà locali.

Sempre con l'auspicio che anche la nostra bandiera civica locale possa essere esposta negli edifici pubblici del territorio comunale.


Una casa ben tenuta si vede già da fuori all'ingresso.



Mauro Rosati

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Chi ha sensibilità riguardo alla tematica, può condividere.

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giovedì 16 ottobre 2025

LE BANDIERE COME FORMA DI EDUCAZIONE CIVICA QUOTIDIANA

 

Fig. 1 - L'Aquila: bandiera civica con colori
e stemma della città.
(Foto: Mauro Rosati, 2021)


Fig. 2 - Nella foto, a destra,
bandiera italiana
consumata e lacera.


Riflettendo - Le bandiere come forma di educazione civica quotidiana


L'art. 292 del Codice Penale italiano contempla il reato di 《vilipendio o danneggiamento alla bandiera o ad altro emblema dello Stato》:
in parole semplici s'intende un'offesa verbale e/o materiale ai simboli della Repubblica Italiana.
L'art. 299 del Codice Penale, invece, illustra il reato di vilipendio verbale nei confronti di bandiere o emblemi di Stati esteri, secondo specifiche prescrizioni.

Ci si riferisce quindi a ingiurie e/o a danneggiamenti volontari.
Tuttavia sorge spontanea una domanda, a puro titolo di riflessione:
in un certo senso, anche se in maniera involontaria, non è 《vilipendio》 anche esporre bandiere e simboli civili in condizioni di vistoso degrado?


Capita purtroppo spesso di vedere bandiere sbiadite, sfilacciate, strappate, esposte davanti alle scuole (fig. 2), agli uffici, e non solo:
https://pianetalaquila.blogspot.com/2025/06/siamo-fatti-anche-di-simboli.html?m=1

In questo caso non sarebbe più dignitoso non esporle per nulla?
Oppure meglio, invece, prestare maggiore attenzione e cura nei confronti di questi simboli che fanno parte della nostra educazione civica quotidiana?
Tra l'altro le bandiere rovinate non vanno buttate come fossero rifiuti indifferenziati bensì dovrebbero essere previste delle procedure specifiche.


E poi, in conclusione di questa breve riflessione, viene in mente anche il nostro simbolo civico, la nostra bandiera cittadina (fig. 1).
Sarebbe educativo e significativo che un vessillo con lo stemma della nostra città-territorio venisse issato davanti a sedi di uffici pubblici e scuole, e in corrispondenza di spazi pubblici (piazze, vie, monumenti) particolarmente rappresentativi.
Viene da pensare, ad esempio,
a Piazza del Duomo (la Piazza Maggiore),
a Viale delle Medaglie d'Oro (il principale viale di accesso alla Fortezza cinquecentesca, in prossimità di un punto particolarmente elevato dell'altura su cui sorge la nostra città),
a Piazzale Caduti del Soccorso, nella Villa Comunale, dove si trova il Monumento ai Caduti.
Ovviamente insieme alle bandiere d'Italia e dell'Unione Europea.

È un uso già in essere da molti anni in tanti Comuni, sia nei nostri Abruzzi, sia in altre Regioni.

Non si tratta né di 《nazionalismo》 né di 《campanilismo》, bensì di semplice dignità collettiva di Comunità nonché di decoro civico.



Mauro Rosati
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domenica 8 giugno 2025

《SIAMO FATTI ANCHE DI SIMBOLI》


 

(Foto: Mauro Rosati)


Siamo fatti anche di simboli.

🇮🇹 🇪🇺 Quelle nella prima foto sono due delle bandiere esposte davanti alle nostre scuole cittadine.
In questo caso la bandiera dell'Unione Europea è ancora in condizioni discrete mentre la bandiera della Repubblica Italiana, come si può osservare, è purtroppo in condizioni di degrado, con il tessuto ampiamente logoro e sfilacciato.
Si tratta di una situazione che purtroppo si riscontra di frequente, e non solo davanti alle scuole. L'auspicio è che si possa porre maggiore attenzione alla cura ordinaria di questi simbolici drappi e alla loro sostituzione quando non sono più in condizione di essere esposti.


🦅 Ci tengo poi, da cittadino aquilano, ad aggiungere una proposta.

📍 Penso che sarebbe bello, auspicabile e formativo per gli studenti e per tutti noi cittadini in generale che in tutti gli edifici pubblici del territorio comunale, scuole incluse, venisse esposta anche la bandiera civica con i colori e lo stemma della nostra Città dell'Aquila (Città-Territorio), insieme a quelle della Repubblica e dell'Unione. Personalmente ritengo che sarebbe una forma di educazione civica quotidiana al fine di suscitare nella cittadinanza, e tra i giovanissimi scolari in particolare, curiosità, consapevolezza, senso di appartenenza rispetto alla propria Comunità locale. Senso di appartenenza che si traduce nel tempo in senso di responsabilità e di rispetto nei confronti dei luoghi in cui viviamo tutti i giorni.


🗓 La quotidianità è fatta certamente di tante necessità materiali ma anche i simboli hanno la loro importanza, sia nella nostra formazione, sia nel rafforzamento del nostro sentimento civile.



Mauro Rosati
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lunedì 24 marzo 2025

ASSERGI, QUELL'EDICOLA ALLA MEMORIA IN PIAZZA SAN FRANCO

Assergi (L'Aquila):
edicola commemorativa dei Caduti
della Prima Guerra Mondiale.

(Foto: Mauro Rosati, 2025)

 

《Monumento》: dal latino 《monere》, ossìa ricordare, anche nell'accezione di ammonire.

Assergi (L'Aquila) la storia, e le foto d'epoca, del monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale: https://www.assergi.it/2021/04/un-monumento-da-riscoprire-e.html?m=1
(di Ivana Fiordigigli, 15/04/2021).
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Lo vediamo sulla sinistra, di fronte alla chiesa parrocchiale, entrando in piazza San Franco dopo una breve ma importante salita verso il borgo-fortezza.
È un'edicola dalle forme classiche che, mediante pochi efficaci simboli, ci comunica tutto il senso dell'opera: in alto l'arme civica di Assergi (nella versione con sei monti, tre su tre, e la spiga di grano al naturale) affiancata da due foglie di palma (Sacrificio); in basso due rami (quercia e ulivo, Forza e Pace) che s'incrociano all'altezza di un trìpode con lampada votiva, il tutto sorretto simbolicamente da due zampe di uccello rapace (probabilmente un'aquila). Al centro, però, nessuna epigrafe, nessun nome, bensì una croce in ferro.

Perché?

Il monumento, sobrio ma efficacemente comunicativo, venne realizzato nel 1922 per onorare la Memoria dei soldati caduti nel corso della Prima Guerra Mondiale (all'epoca semplicemente 《la Grande Guerra》), e al centro fu appósta la targa commemorativa.
Poi, meno di vent'anni dopo, arrivò una nuova guerra, ancor peggiore della prima: la Seconda Guerra Mondiale, con altri Caduti.
Nel 1975 fu così realizzato un secondo monumento ai Caduti, la targa commemorativa del primo monumento (quello del 1922) venne rimossa mentre i nomi dei Caduti furono portati nel luogo del secondo: i nomi della Prima Guerra Mondiale andarono ad affiancare quelli della Seconda.

In un solo borgo ben due 《monumenti》, quindi ben due 《ammonizioni》.


Il primo monumento, quello in Piazza San Franco, va rivalutato, affinché non se ne perda il valore di Memoria e di Cultura che esso rappresenta.

L'edicola commemorativa in Piazza San Franco è infatti testimonianza di una cultura raffinata che sapeva ben comunicare anche con i simboli.


Mauro Rosati

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Vedi anche il monumento ai Caduti di  Fontecchio (L'Aquila): 🌐 https://pianetalaquila.blogspot.com/2025/05/torneremo-navigare-il-vasto-mare.html?m=1

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