A cura di MAURO ROSATI. Uno spazio dedicato soprattutto alla scoperta (o riscoperta) delle curiosità storiche e artistiche sulla città di L'AQUILA e dintorni! E poi le novità e gli appuntamenti offerti dalla nostra città! E - perchè no? - ogni tanto qualche riflessione sul quotidiano in generale!
mercoledì 1 febbraio 2023
PURIFICAZIONE E PRESENTAZIONE: LA CANDELORA, FESTA DI METÀ INVERNO
mercoledì 19 gennaio 2022
L'EPIFANÌA, SANT'ANTONIO E... «JU CAIONE»
L'EPIFANÌA,
SANT'ANTONIO E... «JU CAIONE»
«PASQUA BIFANÌA, TUTTE LE FESTI LE
PORTA VIA,
PO' VE' SANT'ANTONIU, E
NE REPORTA 'NU CAIONE»
(Pasqua Epifanìa, tutte le feste
porta via; poi arriva Sant'Antonio e ne riporta un «caione» [una sorta di
cestone])
L'Epifanìa, secondo tradizione, è la
prima Pasqua, la Pasqua piccola (o Pasquetta, o Pasqua «de jennaru»), che
anticipa la Pasqua grande di Primavera.
Non a caso, durante la Santa Messa
dell'Epifania, il sacerdote proclama l'annuncio del giorno di Pasqua e di tutte
le ricorrenze liturgiche ad essa legate.
In Campania, ad esempio, è d'uso
consumare la prima pastiera dell'anno proprio nel giorno dell'Epifanìa: la
pastiera è un caratteristico dolce tipico della Pasqua nella tradizione napoletana.
Sempre nel giorno dell'Epifanìa, almeno fino
a circa mezzo secolo fa, si usava girare per le case - soprattutto i ragazzini
- cantando le popolari «Pasquarelle» e chiedendo qualcosa da mangiare (in
particolare la salsiccia dal maiale appena macellato, e/o eventuali altri
prodotti alimentari di stagione che si potevano trovare presso le case di una
volta).
Il «CAIONE» (non traducibile con
esattezza in italiano) era invece un grande cesto realizzato generalmente
intrecciando giovani rami di vimini (dai sàlici) o di avellano (dal nocciòlo).
A differenza dei cesti normali però,
era aperto sui lati: si trovava nelle stalle dove venivano ricondotte al chiuso
le pecore, si posizionava un po' in alto e si riempiva di foraggio.
Mentre la tradizionale mangiatoia con greppia, per altri animali, si trovava in basso, il «caione» era una sorta
di distributore di porzioni: quando la pecora ne aveva bisogno, si alzava verso
di esso e ne tirava giù una manciata di foraggio.
Si trattava di un cesto particolare
molto capiente.
Da qui il significato del proverbio:
l'Epifanìa porta via le festività ma poi Sant'Antonio abate (17 gennaio) ne
riporta altre in grande quantità (Carnevale, Candelora, San Biagio e così via
fino alla Pasqua).
Nota. Per il Carnevale fa eccezione L’Aquila,
dove i festeggiamenti iniziano non prima del 2 febbraio (compreso) anziché il 17 gennaio (o altre date), a
memoria del grave terremoto del 1703, verificatosi nel giorno della Candelora e nel
pieno del periodo carnascialesco. Per tale motivo, quello aquilano viene
considerato il Carnevale più corto del mondo, soprattutto quando la Pasqua cade molto «bassa» (ossia più vicina al giorno dell'Equinozio di Primavera, il quale - al limite - può verificarsi anche il 20 marzo; in ogni caso però, per il calcolo della Pasqua viene adottato convenzionalmente sempre il 21 marzo come giorno dell'Equinozio). Quindi quando la Pasqua cade il 22 marzo di un anno non bisestile, le Ceneri cadono il 4 febbraio, e in quel caso il Carnevale aquilano si festeggia solo il 3 febbraio.
Il «caione», molto capiente,
metaforicamente indica appunto una gran quantità.
(Area dialettale: Alto Cicolano,
Appennino centrale reatino-aquilano)
Mauro
giovedì 5 agosto 2021
Sant'Emidio vescovo (Santu Middiu)
![]() |
| Sant'Emidio nell'Annunciazione del veneziano Carlo Crivelli. Il Santo vescovo è visibile a sinistra, accanto all'arcangelo Gabriele. ( Fonte immagine: http://www.santiebeati.it/immagini/?mode=view&album=65250&pic=65250B.JPG ) |
Articolo inviato alle redazioni locali in data 03/08/2021 e pubblicato sulla stampa locale.
Sant'Emidio (Santu Middiu), o Sant'Emigdio (Emygdius), originario di Trèviri (Trier, odierna Germania - Land di Renania-Palatinato), è considerato il primo Vescovo di Ascoli Piceno, città in cui gode di particolare venerazione ancor di più dopo che il capoluogo piceno uscì sostanzialmente indenne dalla forte sequenza sismica che sconvolse Umbria, Marche e Abruzzi tra il 1702 e il 1703.
Sant'Emidio è contitolare della Cattedrale di Ascoli Piceno, intitolata a Maria "Madre di Dio" .
Patrono di Ascoli e della sua Diocesi, compatrono di Napoli, patrono di Città di Castello e di tante altre località, in un Paese, come l'Italia, che è in gran parte sismico.
Soltanto negli Abruzzi, il culto di Sant'Emidio è attestato in almeno 161 tra città e borghi ( Fonte: «Sant'Emidio nel mondo» ).
Mauro Rosati
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Una biografia del Santo:
http://www.santiebeati.it/Detailed/65250.html
Stampa locale, collegamenti alle pubblicazioni:
https://www.ilcapoluogo.it/2021/08/05/santemidio-il-santo-vescovo-protettore-contro-i-terremoti/amp/
