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| L'Aquila, Piazza del Duomo (Piazza del Mercato): facciata del palazzo arcivescovile, a Pie' di Piazza; particolare (fonte immagine: Maps). |
L'Aquila, 1796-2026 -《In tempi difficilissimi...》, 230 anni fa una visita particolare.
Sulla facciata del palazzo arcivescovile dell'Aquila, a pie' della Piazza del Duomo (Piazza del Mercato), si legge in alto un'epigrafe che ci racconta un periodo particolare della storia europea che, sia in positivo, sia in negativo, è stata anche storia della Città dell'Aquila.
L'epigrafe.
《 FERDINANDO • IIII • REGI • P(IO) • F(ELICI) • A(VGVSTO) /
PVBLICAE • SECVRITATE • CONSERVATORI /
QVOD • ANNO • M D CC LXXXXVI /
DIFFICILLIMIS • TEMPORIBVS • EXERCITV • IN • PELIGNOS • DVCTO /
AQVILAM • VRBEM • [ante diem] VII • KAL(ENDAS) • QVINCTIL(ES) • DIVERTENS /
EPISCOPALIBVS • AEDIBVS • SVCCESSERIT /
ET • CIVES • PRAESENTIA • SVA • SVI • QVE • ORIS • SERENITATE /
AD • BIDVVM • BEAVERIT /
FRANCISCVS • XAVERIVS • GVALTIERVS • AQVILANORVM • ANTISTES /
D(EVOTUS) N(VMINI) M(AIESTATI) Q(UE) E(IUS)**** /
LAPIDEM • TANTAE • DIGNATIONIS • TESTEM • PONENDVM • CURAVIT 》
Segue la traduzione non interamente letterale, per meglio rendere la comprensione del contenuto.
《 A re Ferdinando IIII [4°] pio, felice, augusto,
difensore dell'incolumità pubblica
che nell'anno 1796, in tempi difficilissimi, condotto l'esercito in Terra Peligna
deviando verso la Città dell'Aquila, nel settimo giorno prima delle calende di Quintile [25 giugno]*
entrò nel Palazzo Vescovile [il Vescovado]**
e con la sua presenza, unita alla serenità delle sue parole,
per due giorni avrebbe rincuorato i Cittadini.
Francesco Saverio Gualtieri***, vescovo degli Aquilani,
devoto alla sua autorità e alla sua maestà****,
fece apporre questa epigrafe a testimonianza di tanto riguardo 》
Nota 1.
*《Quintile》è la forma più antica utilizzata in epoca romana per indicare il quinto mese dell'anno, quando l'anno iniziava a marzo (calendario di re Numa Pompilio); successivamente, nel calendario giuliano (di Gaio Giulio Cesare), con l'inizio dell'anno a gennaio, divenne il settimo mese e venne intitolato a Giulio Cesare, 《Iulius》, da cui l'odierno 《Luglio》.
Nota 2.
** All'epoca L'Aquila era sede vescovile, pertanto nel 1796 si deve parlare di 《vescovado》, in riferimento al palazzo vescovile.
Successivamente, nel 1876, durante l'incarico vescovile del francescano mons. Luigi Filippi (O.F.M. Ref. - Ordine dei Frati Minori Riformati), L'Aquila venne elevata a sede metropolitana (capoluogo di provincia ecclesiastica) e il 《vescovado》 divenne 《arcivescovado》, con mons. Filippi che da vescovo divenne arcivescovo metropolita: ultimo vescovo e primo arcivescovo dell'Aquila.
Da qui l'odierna denominazione dell'adiacente Via dell'Arcivescovado, la quale collega Piazza del Duomo (Piazza del Mercato) con Piazza della Repubblica.
Nota 3.
*** Francesco Saverio Gualtieri (1740-1831), nativo di Lucoli, Quarto di San Giovanni, fu vescovo dell'Aquila dal 26/03/1792 fino al 1817, quando venne poi nominato vescovo di Caserta
( fonte: chiesadilaquila.it , cronotassi dei vescovi e arcivescovi dell'Aquila).
Nota 4.
****Nella traduzione di cui sopra, si scioglie e si traduce una delle possibili varianti dell'abbreviatura 《 D. N. M. Q. E. 》.
Un'altra possibile lettura di questa abbreviatura è D(OMINO) N(OSTRO) M(AIESTATI)-Q(UE) E(IUS), ossìa 《Al Signore Nostro e alla sua Maestà》.
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Il contesto storico - Brevi cenni.
I 《tempi difficilissimi》 di cui parla l'epigrafe di Piazza del Duomo sono gli anni della 《Prima Campagna d'Italia》dell'armata di Napoleone Bonaparte, 1796-1797.
Si forma di conseguenza la 《prima coalizione》 antinapoleonica, della quale faceva parte anche il Regno di Napoli, governato all'epoca dalla dinastia dei Borbone.
Quando passò per gli Abruzzi in quei giorni di giugno del 1796, Ferdinando IV re di Napoli stava quindi conducendo le sue truppe nell'ambito della campagna militare per fronteggiare l'avanzata napoleonica insieme agli alleati della coalizione.
La Prima Campagna d'Italia si concluse con la vittoria di Napoleone Bonaparte: cadde la Repubblica di Venezia, della quale egli depose l'ultimo doge e, con il Trattato di Campoformido (o Campoformio), i territori veneziani vennero concessi all'Impero Austriaco.
Seguì un periodo complesso nel quale s'inquadra l'eccidio del convento di San Bernardino del Sabato Santo 23/03/1799, con il relativo saccheggio e profanazione del corpo di San Bernardino da Siena, perpetrato dalle truppe napoleoniche entrate a L'Aquila da Porta Barete dopo la cattura dei soldati di un loro presidio. I saccheggi interessarono anche altri luoghi della nostra città, religiosi e civili, tra i quali le abitazioni nelle vicinanze del convento di San Bernardino.
Intanto in Italia nascevano le Repubbliche giacobine, tra le quali la Republica Partenopea, o Repubblica Napoletana (gennaio-giugno 1799), nella quale svolse un ruolo importante il giurista aquilano illustre concittadino Giacinto Dragonetti, già presidente della Gran Corte della Vicaria; la Repubblica Partenopea comportò il primo esilio di Ferdinando IV e una successiva sanguinosa repressione dei filo-francesi dopo il ritorno del re e la caduta della Repubblica nel giugno del 1799.
Nel 1800, la Seconda Campagna d'Italia decretò una nuova vittoria napoleonica.
Gli anni successivi furono caratterizzati dalla nascita dell'Impero Francese a seguito dell'incoronazione di Napoleone (1804) e le varie ex repubbliche giacobine divennnero regni.
Dal 1806 al 1815 seguì il 《decennio napoleonico》 che vide prima Giuseppe Bonaparte (Giuseppe I ) e poi Gioacchino Murat alla guida del Regno di Napoli: fu un periodo di riforme politico-amministrative, alcune delle quali conservate anche dopo la Restaurazione, ma anche epoca di una prima ondata di soppressioni degli ordini religiosi, con il conseguente incameramento demaniale dei beni ecclesiastici e la dispersione o ricollocazione di una parte del patrimonio storico di molti conventi e monasteri.
A L'Aquila le soppressioni degli ordini religiosi comportarono, ad esempio, la cacciata dei Frati Francescani Conventuali (O.F.M. Conv.) dallo storico convento di San Francesco a Palazzo, per origine tra i più antichi della città, e dalla relativa omonima chiesa demolita poi nel 1878.
I 《difficilissimi tempi》 di cui ci parla l'epigrafe sul palazzo arcivescovile nella nostra Piazza del Duomo (Piazza del Mercato) furono effettivamente tali e anche molto complessi, fatti di luci e di ombre: - da un lato - saccheggi, eccidi di civili laici e religiosi, repressioni antirivoluzionarie e - dall'altro - riforme che ammodernarono i territori interessati dalla presenza francese, nonché le esperienze di Repubbliche basate sulla sperimentazione di nuove forme di governo.
Difficile quindi poter dare un giudizio univoco sui decenni che videro la presenza napoleonica in Italia, suddivisa nei suoi vari Stati dell'epoca.
Intanto Ferdinando IV di Borbone di Napoli, che aveva anche il titolo di re Ferdinando III di Sicilia, tornò per la seconda volta sul trono di Napoli nel 1815 e l'anno successivo riunificò i regni di Sicilia e di Napoli nell'unico Regno delle Due Sicilie, divenendo Ferdinando I delle Due Sicilie.
Mauro Rosati
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