lunedì 6 aprile 2026

IL 《DIARIO》

 

( 📖 G. PARISSE, La Storia di Onna,
volume I - Dalle origini al Settecento )


Onna (L'Aquila), 06 aprile 2026


Andare ad Onna il 06 aprile inevitabilmente non lascia indifferenti. 

Il 06/04/2009 Onna è stata la comunità che ha pagato al terremoto il prezzo umano più alto in rapporto alla sua popolazione: 40 vittime su circa 350 abitanti, oltre il 10%.


Oggi, diciassette anni dopo, mi sono trovato ad Onna per la presentazione di un importante lavoro storico pubblicato da Giustino Parisse, onnese, giornalista e studioso di storia locale. Si tratta del 1° volume di una 《trilogia》 che ripercorre la storia di Onna dagli albóri documentati fino ai nostri giorni.


E così, mentre ascoltavo gli interventi e guardavo quel volume, nella mia mente scorrevano alcuni pensieri e in particolar modo una sorta di metafora, di parallelismo.

La storia di Onna non è iniziata il 06/04/2009 bensì secoli e millenni più addietro. Non esistono comunità di 《serie A》 e comunità di 《serie B》, poiché ogni luogo ha la sua Storia e le sue storie da narrare, talora bisogna andarle a cercare o a riscoprire, però esistono. E Onna, piccola 《villa》 (villaggio) del nostro Contado storico, non fa eccezione, non ha meno dignità storica.

E proprio riflettendo su ciò, durante l'incontro nella mia mente si faceva strada una semplice constatazione, forse banale o forse no, non saprei: che si tratti di un paese, di una città, di un'intera nazione, ogni Comunità è sostanzialmente un 《diario》 in itinere, sul quale abbiamo due parti, 

da un lato le pagine già scritte dalla penna delle generazioni che ci hanno preceduto nel corso delle epoche,

dall'altro tante pagine bianche sulle quali siamo noi e i nostri pòsteri a dover scrivere.

Sfogliando questo ideale《diario》, fatto di case, di gente, di tradizioni, ogni tanto troviamo uno strappo su qualche pagina, uno strappo più o meno grande che interrompe la scrittura del racconto. Nel 《diario》 di Onna, soltanto in questi ultimi cento anni, troviamo almeno due grandi strappi:

- l'eccidio nazista dell'11/06/1944, con 17 vittime innocenti,

- il terremoto del 06/04/2009, con le sue 40 vittime soltanto ad Onna.

Queste pagine ferite dagli strappi vanno conservate nel diario e ne sono parte integrante, perché non si possono e non si devono dimenticare gli innocenti che, in ogni epoca, sono stati sottratti alle loro Vite.

Dopo le pagine strappate troviamo altre pagine, pagine bianche e integre ancora da scrivere. E qui, per noi contemporanei, inizia il nostro compito, il nostro dovere, ossìa riprendere e continuare la scrittura di quel 《diario》 impugnando la penna di coloro che ci hanno preceduto nelle epoche trascorse; proseguire il racconto di questo 《diario》 nel presente e nel futuro, lavorando sulle pagine bianche senza dimenticare o ignorare le pagine già scritte, comprese quelle strappate.

Ciò che vedo fare ad Onna, dalla sua Comunità, dalle sue realtà socio-culturali, mi sembra proprio ciò su cui riflettevo poco più sopra.

E questa breve riflessione, questa specie di metafora del 《diario》, che è partita da Onna, vale a mio avviso come incoraggiamento per qualsiasi Comunità che nel passato e nel presente abbia subito gli strappi della Storia, provocati talora da eventi naturali, altre volte da colpevoli eventi umani.

Senza enfasi retorica, personalmente mi sento di affermare che Onna è un esempio concreto su come custodire e proseguire il racconto di questo 《diario》 che si tramanda di mano in mano nel corso della Storia.


Nella sala di 《Casa Onna》 erano oggi esposti 36 scatti fotografici: 

18 immagini ritraggono Onna dopo il terremoto del 2009, 

altre 18 fotografie, dalle medesime inquadrature, ritraggono Onna di oggi nella sua ricostruzione che ha custodito il disegno delle strade, i toponimi, le tracce materiali del suo passato. Trovo particolarmente significativa l'essenza del titolo di questa esposizione fotografica, titolo che riassume sostanzialmente le mie stesse impressioni già esposte in passato:

Onna, il paese della Riconciliazione e della Rinascita; 

la Riconciliazione con i Tedeschi, gli occupanti di guerra di ottant'anni fa, gli amici di oggi nella ricostruzione,

e parallelamente la Rinascita materiale e sociale del paese grazie proprio all'apporto fondamentale della Germania di oggi.



Mauro Rosati

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