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| Immagine n. 2 - L'Aquila, via Rocca di Corno in un dipinto di Teofilo Masulli. |
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| Immagine n. 1 - L'Aquila, via Rocca di Corno in una fotografia d'epoca. (Fonte immagine: Calendario 2025 《Zampilli di Storia》, a cura dell'associazione "Jemo 'nnanzi", Edizioni One Group). |
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| Immagine n. 3 - L'Aquila, via Rocca di Corno in una ceramica figurata. |
🚩 L'Aquila, tre vedute di Via Rocca di Corno (Quarto di San Giovanni) interpretate da tre differenti espressioni d'arte: la fotografia, la pittura, la ceramica.
📍 Via Rocco di Corno è una di quelle caratteristiche vie 《minori》 aquilane, di quelle che quando le attraversi trovi una diversa espressione della città: dalla città più alto-locata, fatta di splendidi palazzi signorili, alla città più popolare, fatta di altrettanto splendide casette attraverso le quali si ha l'impressione di trovarsi all'interno di un piccolo borgo, così come accade similmente tra le viuzze di Borgo Rivera e tra le Coste e gli sdruccioli che da Capopiazza scendono verso via Fortebraccio.
↪ Sono due anime della città solo apparentemente distanti, diverse, ma in realtà complementari: due anime senza stonature reciproche, che convivono e si amàlgamano armoniosamente in un contesto urbanistico storico sapientemente disegnato dalla perizia dei nostri antenati.
🏰 Siamo nel Quarto di San Giovanni, quello che guarda verso i castelli, le ville e le terre di sud-ovest nel Contado Aquilano. Via Rocca di Corno, nella sua denominazione, richiama quella parte di Contado che gravita intorno al diruto castello di Corno, aggregato al 《Comitatus》 aquilano già nel corso del Quattrocento, secondo quanto riporta Carlo Blasetti.
📍 Come le altre vie storiche dell'Aquila, che hanno saputo adattarsi efficacemente ai dislivelli altimetrici, ai saliscendi lungo il loro percorso, anche Via Rocca di Corno ha una veduta particolarmente suggestiva da offrirci:
da Via XX Settembre fermiamoci subito all'imbocco di Via Rocca di Corno; guardando verso l'alto scorgiamo i due campanili della Cattedrale metropolitana dei Santi Massimo e Giorgio, in particolare ne vediamo le porzioni più in alto con i rispettivi cupolini.
↪ Prima di addentrarci nella stradina facciamo qualche passo a destra e siamo subito all'ingresso di Via delle Bone Novelle (la storica《Valle di Rojo》di cui ci parla il prof. Colapietra): da qui un'altra veduta ci colpisce e ci affascina; guardiamo verso l'alto e vediamo la suggestiva cupola a tamburo, tipologia alla 《lombarda》, della chiesa di Santa Maria del Suffragio (le 《Anime Sante》), resa ancora più slanciata dalla sua posizione situata in maggiore altura rispetto a Via XX Settembre.
📍 Ora possiamo entrare in Via Rocca di Corno percorrendola in direzione del cuore della città, accompagnati da queste tre immagini allegate.
🖼 1- L'immagine n. 1 ci mostra l'inizio di Via Rocca di Corno in direzione nord, mediante una foto d'epoca (anni '30 del Novecento) che ne ritrae un momento di vita quotidiana attorno alla sua famosa fontanella con il palazzetto d'angolo smussato che possiamo vedere tutt'oggi sulla sinistra entrando da via XX Settembre
(la foto è tratta dal Calendario 2025 《Zampilli di Storia》, a cura dell'associazione "Jemo 'nnanzi", Edizioni One Group).
🖼 2 - L'immagine n. 2 è un dipinto di Teofilo Masulli, il cui linguaggio riesce a rendere con vivace verità le scene di genere popolate da personaggi di estrazioni sociali differenti, ben rese dal diverso abbigliamento nonché dalle differenti posture e atteggiamenti, scene normalmente ambientate in spazi più o meno noti della nostra Città ma sempre vivi grazie alla 《calda》 scelta di colori e alla vivacità dei personaggi che sembrano statuine viventi le quali animano la scena di tanti bei presepi artistici.
Nella scena rappresentata dal Masulli riconosciamo lo stesso palazzetto d'angolo che avevamo già intravisto sulla sinistra della foto nell'immagine n. 1.
Davanti a quel palazzetto possiamo prendere due direzioni:
- a destra proseguiamo lungo Via Rocco di Corno, salendo, fino a giungere a Piazza Rocca di Corno caratterizzata da una forma triangolare che la rende facilmente riconoscibile;
- a sinistra invece possiamo salire lungo una scalinata-cordonata dai bassi gradoni, che assecondano la pendenza, e raggiungiamo Via del Cardinale da dove poi possiamo proseguire in salita fino a Piazza del Cardinale (Amico Agnìfili) continuando quindi a camminare verso Piazza Santa Maria di Rojo, dove ritroviamo la città nobile con Palazzo Rivera, o verso Piazza San Marciano dove ritroviamo la città nobile con Palazzo Rustici.
🖼 3 - L'immagine n. 3 è invece una ceramica figurata fatta realizzare dalla storica compagnia teatrale 《Il Gruppo》 dell'Aquila nel settembre del 2009, in occasione del 30° anniversario dalla fondazione grazie alla passione e all'impegno dei coniugi Rossana Crisi e Franco Villani, che hanno cresciuto artisticamente generazioni di giovani studenti che si avvicinavano al teatro amatoriale dialettale. Proprio lì, in una delle casette di via Rocca di Corno, 《Il Gruppo》 aveva una sede di riferimento fino al sisma del 2009. Oggi, a 47 anni dalla fondazione, la compagnia teatrale prosegue la sua attività meritoria nella coltivazione del dialetto aquilano.
La ceramica figurata che vediamo nella terza immagine inquadra Via Rocco di Corno in visuale perfettamente frontale, con la vista in profondità che parte proprio accanto alla famosa fontanella.
❓Che altro dire?
❗Molto altro, teoricamente!
↪ Fermiamoci però qui e andiamo a percorrere e a contemplare le vedute prospettiche e l'atmosfera di questa stradina aquilana che, insieme a tante altre, impreziosisce la percezione d'insieme della nostra città.
Mauro Rosati
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P.S. Nel dipinto di Teofilo Masulli vediamo un caratteristico bel balcone-ballatoio in legno, uno 《jafu》(o 《glifo》) come in passato se ne trovavano tanti anche nel nostro territorio, con alcuni che sono stati meritevolmente recuperati; nel corso del tempo, forse già dal secolo scorso, il balcone in legno del dipinto è stato purtroppo sostituito da un più comune e anonimo balcone in cemento. Ciò nonostante la suggestione di quell'angolo di città rimane ugualmente viva grazie al suo disegno d'insieme rimasto fedele alla sua conformazione storico-urbanistica.
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