giovedì 19 ottobre 2017

L'Aquila, un Ufficio Postale per il centro città

L'Aquila, lo storico Palazzo delle Poste e dei Telegrafi in Piazza del Duomo


Condivido pienamente l'appello del cittadino Cesare Ianni sul ritorno delle Poste in centro città, appello lanciato su Facebook al seguente indirizzo:
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1327944910665865&set=a.113504458776589.10551.100003511067830&type=3&theater

Non è accettabile che nel centro cittadino non vi sia, ad oggi, un Ufficio Postale che abbia riaperto a servizio dei molti residenti e affittuari, tra cui studenti, che sono tornati a vivere nel cuore autentico della nostra città, a servizio dei molti cittadini e dei turisti che frequentano il cuore autentico della nostra città, a servizio dei commercianti, dei tanti operai e degli impiegati che lavorano nel cuore autentico della nostra città!
Ancor meno accettabile se si considera l'esistenza di un palazzo storicamente dedicato e appositamente costruito negli anni '20 del Novecento proprio per questa funzione! Un gioiellino architettonico, appena ricostruito, nella nostra Piazza del Duomo, la Piazza Maggiore, nel cuore autentico della nostra città!
L'Ufficio Postale è uno di quei servizi di prossimità che dovrebbero essere raggiungibili a piedi senza dover necessariamente prendere l'automobile!


Mauro Rosati

lunedì 2 ottobre 2017

Riflessioni 'calorose'


Numero di giorni annui con temperature massime sopra i 32 °C
(in base agli annali delle temperature nella città
di L'Aquila)
(Avvertenza: il grafico è una personale elaborazione di dati pubblicati e non ha scopi scientifici)



L'Equinozio d'Autunno del 22 settembre scorso, ha chiuso anche l'estate astronomica.
L'autunno meteorologico invece era già iniziato con puntualità con l'inizio di settembre, come dovrebbe essere di norma, chiudendo un'estate 'infernale'; peggiore di quella già 'pesante' del 2015, la peggiore degli ultimi 15-20 anni almeno per quanto ricordi io. 
Un'estate iniziata in anticipo, a fine maggio, è fatta di continue ondate di calore spezzate ogni tanto da qualche breve pausa temporalesca e 3-4 giorni al massimo di temperature sopportabili. 
Il mese di agosto, la prima settimana in particolare, è stato il momento peggiore di questa estate fastidiosa e siccitosa, con temperature costantemente sopra la media e pioggia quasi inesistente.
Anche in altri anni capitavano giornate estive con picchi particolarmente alti sopra la media, ma si trattava di eccezioni; l'aspetto più negativo di questa estate 'infernale' appena trascorsa è stato proprio la durata del caldo sopra la media, la continuità, l'insistenza, i giorni consecutivi eccessivamente sopra la media.
Nella nostra città si sono registrate ben due notti dette "tropicali" cioè con temperature minime sopra i 20℃ (per fortuna di pochi decimi sopra i 20 C°), quando invece normalmente le nostre temperature minime sono intorno ai 14-15℃ nei mesi più caldi. 
Fortunatamente, a parte l'afa portata dall'anticiclone africano, soprattutto quando capitavano le fastidiosissime giornate di scirocco o libeccio che intorbidivano l'aria! Per fortuna non c'era afa locale e quindi si trattava quasi sempre di caldo secco ma comunque molto sopra la media! La temperatura più alta registrata all'inizio di agosto, 39,5 ℃ è stata 10 gradi più alta delle massime normali nella nostra zona (29-30℃), rasentando il record di 40℃ del 1968.
Leggendo gli annali della stazione meteorologica locale si nota un'altra cosa: si sono contate ben 47 giorni con temperature massime sopra i 32 ℃, soglia oltre la quale il caldo crea particolare fastidio e si allontana dalla normalità dei 30℃.
E così mi sono preso 10 minuti per realizzare questo semplicissimo grafico. Nell'arco di 50 anni si nota come siano aumentate le giornate complessive con più di 32 °C; e si nota in particolare un netto peggioramento dal 2012 ad oggi. Oltre alla linea rossa si intuisce dalla linea di tendenza di colore nero.
Quindi la percezione che le estati di oggi siano più fastidiose e dannose (ondate di calore, siccità ecc.) non è soltanto un'impressione ma forse una tendenza di questo periodo.

Dallo stesso grafico invece si nota come l'estate 2016, invece, fosse stata grosso modo nella norma.

Mauro Rosati

sabato 23 settembre 2017

Aquila Descrizione ufficiale dell'arme e del Gonfalone comunale

Immagine da un'elaborazione grafica di Sandro Zecca

Aquila! Descrizione ufficiale dell'arme e del Gonfalone comunale!
Decreto di riconoscimento del Capo del Governo n. 4463 del 14 luglio 1937!
Arme della città:
"D'argento, all'aquila dal volo abbassato di nero, coronata, rostrata, linguata e armata d'oro; accostata dalla scritta P.H.S. in capo, e ai fianchi: Immota Manet. Ornamenti esteriori da Città"!
I - Arme del Quarto di San Giorgio:
"D'argento, alla croce di rosso"!
II - Arme del Quarto di Santa Maria:
"D'argento, alla testa di moro chiomata di nero, tenente in bocca una rosa al naturale"!
III - Arme del Quarto di San Pietro:
"D'azzurro, all'albero piantato su terreno erboso; il tutto al naturale sormontato da un uccello"!
IV - Arme del Quarto di San Giovanni:
"D'azzurro, a due bande d'oro accostate da due stelle d'oro"!
P.S.: i due Quarti "forconesi" (Vestini) presentano il fondo argento mentre i due Quarti "amiternini" (Sabini) presentano il fondo azzurro!
Il Gonfalone attualmente in uso però 'usa' indistintamente il campo argento per tutti e quattro i Quarti! Forse questo aspetto andrebbe un attimo riveduto!

Mauro Rosati

giovedì 14 settembre 2017

L'emozione di una cupola rinata

La cupola ottocentesca di Giuseppe Valadier, uno dei riferimenti caratteristici di Piazza del Duomo a L'Aquila! La nostra Piazza Maggiore!
La cupola della chiesa di Santa Maria del Suffragio, detta anche 'delle Anime Sante'!
Era caduta quasi del tutto sotto i colpi delle scosse del 6 e del 7 aprile 2009 (la seconda in diretta tv)! Dopo un complesso lavoro di progettazione, restauro e ricostruzione è rinata grazie alla collaborazione tra Italia e Francia che hanno investito sulla sua ricostruzione; al lavoro di progettisti, restauratori e di tante altre professionalità!


14 settembre 2017 - La cupola della chiesa di Santa Maria del Suffragio ricostruita (Foto: Mauro Rosati)

14 settembre 2017 - Particolare della cupola della chiesa di Santa Maria del Suffragio ricostruita (Foto: Mauro Rosati)

14 settembre 2017
E oggi eccola di nuovo! Buongiorno L'Aquila!
Che bello dopo 8 anni rientrare in Piazza Duomo e vedere di nuovo la cupola delle Anime Sante baciata dal sole delicato del mattino mentre emerge dalla fresca ombra delle vie intorno!

Mauro Rosati

martedì 12 settembre 2017

Una cupola per la Cattedrale aquilana! Perché no? Pensiamoci su!

Personalmente condivido l'idea proposta da Mons. Antonini sulla cupola del Duomo, risalente ad alcuni anni fa e pubblicata nuovamente in questi giorni sulla stampa .

Esiste un disegno/progetto pubblicato nel 1887 che prevedeva questa cupola, non realizzata; e la facciata è stata ideata in funzione di questa cupola. Potete consultare il mio articolo anche in questo blog sotto il 'tag' Cattedrale.
Secondo quanto dichiarato alla stampa dal Segretario Regionale ai Beni Culturali per l'Abruzzo, arch. Stefano Gizzi, non è stato possibile recuperare per intero la finta cupola dipinta di Venanzio Mascitelli, molto bella, e quindi ricollocandola al suo posto probabilmente non darebbe più a pieno lo stesso effetto realistico/illusionistico.
A questo punto perché, per esempio, non ricostruire fedelmente la zona absidale e poi realizzare una cupola vera che arricchirebbe sia la chiesa sia il profilo della città.
Oggi abbiamo materiali leggeri (legno, policarbonato, acciaio, ecc.) che ci permetterebbero di realizzarla leggera, snella, senza appesantire le murature e allo stesso tempo, volendo, secondo il disegno da progetto o doveraamente!
In fase progettuale si potrebbe poi discutere come farla stilisticamente e nelle dimensioni ma, di base, non vedo nulla di sbagliato nel completare una chiesa con più slancio verticale.
La proposta merita di essere studiata e adattata al caso, anche sulla base di altri esempi che abbiamo in Europa e adattandola alle caratteristiche architettoniche della nostra città.
Guardate, per esempio, il caso di questa chiesa di Lorca (Chiesa di Santiago), città spagnola colpita dal terremoto l'11 maggio 2011: questa è l'esperienza della ricostruzione della cupola della chiesa completamente crollata con il sisma ; notate nelle foto soprattutto i materiali leggeri e la forma fedele all'originale dell'opera finale. Perché non pensare a qualcosa di simile per il nostro Duomo? Intendo i materiali ovviamente.
Certo, a Lorca la cupola c'era ed era crollata, nel Duomo aquilano va invece costruita ex novo. Ma teniamo comunque conto che la facciata del nostro Duomo, che già esiste, è nata con l'idea della cupola; poi per motivi finanziari e per motivi strutturali dovuti ai pesanti materiali dell'epoca non è stata realizzata.
Oggi abbiamo l'occasione, trovando i fondi extra, magari con delle sponsorizzazioni, di rendere più slanciato il profilo di quella zona della nostra città.

Un particolare del disegno con la cupola pubblicato nel 1887
L'impatto da lontano ed entrando da piazza Duomo sarebbe diverso, in positivo.
La cosiddetta 'ricostruzione' sociale ha bisogno anche di simboli materiali che ridiano entusiasmo e fiducia ai nostri concittadini.
Non bocciamo subito l'idea, riflettiamoci su!

Mauro Rosati

mercoledì 6 settembre 2017

Rimboschimenti sì, rimboschimenti no - Forse la soluzione sta nel mezzo

A 3 km da Antrodoco: senso unico alternato per caduta massi.

04 settembre 2017 - I danni su Monte Giano

A 4 km da Antrodoco, verso Madonna delle Grotte: senso unico alternato per caduta massi.

E dopo gli incendi ecco le primissime conseguenze: nelle foto siaml lungo la strada delle gole di Antrodoco, a 3 e 4 km dalla via Salaria, si vede il senso unico alternato in due punti per pericolo caduta massi; e poi cominceranno a franare il suolo bruciato e i tronchi degli alberi. E questo vale per ogni bosco dove montagne particolarmente ripide sono andate a fuoco.
Limitandoci all' Abruzzo (in cui considero anche la confinante Antrodoco), ora si parla della questione rimboschimento, molti non lo vorrebbero e secondo gli organi di informazione una legge impedisce l'azione di rimboschimento nei primi 5 anni dall'incendio; qualcun altro invece è favorevole.
Quel che è evidente è che non si possono lasciare interi ettari di bosco bruciati abbandonati a se stessi solo perché eventuali rimboschimenti potrebbero dar luogo a speculazioni economiche; se il problema è questo si vigili rigorosamente.
In alcune zone, soprattutto sui versanti ripidi di alcuni monti, gli alberi sono una protezione necessaria da caduta massi, frane e valanghe (es. Fonte Vetica e Monte Siella, Monte Giano, Monte Morrone, ecc.). Quindi la rinascita dei boschi va aiutata e non può essere lasciata solo a se stessa.
Non sono un esperto in materia agro-silvo-pastorale ma penso che i rimboschimenti vadano fatti: non "a pioggia", dovunque, senza criterio, ma vadano fatti in quei punti dove i boschi da soli non potrebbero ricrescere naturalmente! Per evitare disastri idrogeologici a catena! Potrebbero essere effettuati rimboschimenti mirati che facciano da "pilota" per la rinascita dei nuovi boschi spontanei!
E poi intanto nei periodi buoni (autunno-inverno-primavera) lavoriamo anche sulla prevenzione lì dove i boschi sono ancora integri: ripulire i sottoboschi da sterpaglie e legno secco, prodotti molto richiesti nel campo delle biomasse, a fine primavera facciamo rispettare seriamente le ordinanze tagliando l'erba e fresando i terreni vicino ai boschi, facciamo taglio a sfoltimento delle piante secche, e creiamo linee tagliafuoco.
In questo modo gli incendi ci troveranno molto più preparati e faranno meno danni. È, ultima ossservazione, ma non
meno importante, individuiamo aeroporti d'emergenza in punti geografici centrali, interni agli Appennini e vicino ai grossi bacini d'acqua.

Mauro Rosati

martedì 29 agosto 2017

29 agosto 2017 - ore 14,51

29 agosto 2017 - ore 14,51




Una colonna bianca, simile a un vulcano, si innalza a circa 30 km di distanza verso la Valle Subequana!
All'inizio sembra un grosso cumulonembo, poi alla base si nota del fumo e le creste del Sirente spariscono in parte velate da quel fumo! Sembra proprio un incendio appena scoppiato ma così netto non può essere il fumo del Morrone, più distante!
Qualche decina di minuti dopo vengo a sapere che questa volta lo scempio si sta svolgendo a Secinaro!
Ma oltre alla rabbia mi viene in mente un'altra cosa: non possiamo rimanere passivi quasi tutti gli anni davanti a questi disastri. I fondi, gli uomini, i mezzi, i volontari impieghiamoli nei mesi buoni (autunno-inverno-primavera) per ripulire i sottoboschi da sterpaglie e legno secco, prodotti molto richiesti nel campo delle biomasse e a fine primavera facciamo rispettare seriamente le ordinanze tagliando l'erba e fresando i terreni vicino ai boschi! E poi facciamo taglio a sfoltimento delle piante secche, e creiamo linee tagliafuoco!
In questo modo gli incendi ci troveranno molto più preparati e faranno meno danni!

Mauro Rosati

venerdì 25 agosto 2017

Antrodoco: distrutta la 'land art' della pineta DVX

La pineta 'DVX' nel marzo del 2015
In quest'estate climaticamente disastrosa, mentre da giorni un incendio distrugge il bosco sacro del Morrone a Sulmona, il bosco dell'eremita Pietro Angelerio il 'nostro' futuro papa Celestino V, ecco che un altro scempio si sta perpetrando dal lato opposto della nostra provincia, ai confini con Rieti.
Ad Antrodoco, sul Monte Giano, un incendio ha attaccato la pineta 'DVX', distruggendola pressoché integralmente secondo quanto dichiarato questa mattina dal Sindaco di Antrodoco ( https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/la-nostra-identita-andata-fumo-sindaco-antrodoco-incendio-scritta-dvx-71617/ ).
Non sono né un nostalgico né sono un fan della parte opposta. Studiando la storia però ho semplicemente imparato, e continuo ad imparare, ad apprezzare il meglio di ciò che ogni periodo storico ci ha lasciato, dall'antichità ad oggi, compreso 'quel periodo storico' durato vent'anni e ancora tanto discusso da molti.
Semplicemente ammiravo quella scritta 'DVX' come opera di land art e in quanto tale, come capacità degli uomini di plasmare la natura in modo monumentale e costruttivo.
Così come, in modo diverso, nel Sud Dakota si possono ammirare il Monte Rushmore con le immagini dei quattro presidenti USA e il monte con il costruendo memoriale di Cavallo Pazzo (Crazy Horse Memorial)!
Percorrendo la ferrovia o la via Salaria da Rieti verso L'Aquila ho sempre guardato con piacere quella composizione botanica, realizzata nel 1939 con circa 20000 pini; guardavo quella composizione con piacere, senza preconcetti, per la sua bellezza in quanto tale. L'ho fotografata anche con la neve (foto).
La sciatteria e l'imprevidenza ora hanno fatto in modo che sia andata distrutta.
Spero che la comunità di Antrodoco, e non solo, faccia qualcosa per ripristinare quanto c'era, per ricreare quello che ormai era Patrimonio nazionale al di fuori di qualsiasi anacronistica lettura politica.

Mauro Rosati


P.s.: per giunta l'incendio boschivo ha aumentato anche il rischio idrogeologico per il paese di Antrodoco, considerata la ripidità del monte.

mercoledì 23 agosto 2017

Suffragio universale o suffragio ragionato?

«Secondo lui [Marsilio da Padova, XIII secolo], a comandare doveva essere solo il popolo e basta, o, per meglio dire, quella parte di popolo, da lui chiamata 'pars valentior', che in quanto a saggezza stava messa meglio della plebe incolta. Fosse vivo oggi, ci consiglierebbe di far votare solo quelli che hanno superato la scuola dell'obbligo. Ci direbbe: - Dal momento che attraverso la televisione è possibile plagiare gli animi dei più ignoranti, perché non fate votare solo i meno plagiabili, quelli cioè più istruiti e consapevoli? - E vagli a dare torto!» (cit., Luciano De Crescenzo)!
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Una breve riflessione partendo da questo simpatico e interessante passaggio dello scrittore Luciano De Crescenzo!

Il problema è che quanti, pur dotati di elevati titoli di studio sono ugualmente plagiabili. È facile distinguere per titolo di studio, più difficile distinguere per livello di plagiabilità anche a parità di livello di istruzione!
La difficoltà quindi è capire con quale criterio discernere i 'plagiabili' dagli aventi diritto al voto che non facciano danni, visto che quello dell'istruzione di suo non sembra un requisito sufficiente!

Certo è, che il suffragio universale avrà i suoi vantaggi ma anche di limiti ne ha parecchi! :-)

Mauro Rosati

sabato 19 agosto 2017

La cabina "Setta" in Viale della Croce Rossa











Viale della Croce Rossa n. 165, incrocio con via San Sisto.
La cabina «Setta» (cabina di derivazione elettrica), «in servizio ante settembre 1986»
È chiamata così probabilmente perché portava la corrente alla vicina fabbrica di sedie "Setta", già cotonificio Tobler, in via San Sisto!
Chi avesse notizie da aggiungere è ben accetto!

Mauro Rosati

Intanto vi consiglio la lettura del mio articolo sul Cotonificio Tobler di Aquila pubblicato lo scorso anno: http://news-town.it/cultura-e-societa/13672-vecchia-fornace-di-san-sisto-ai-primi-del-900,-era-un-cotonificio-all-avanguardia.html