《All'origine dei Soprannomi di Paganica》 -
Una personale riflessione.
Una pubblicazione, quella dello studioso Fernando Rossi, che fa seguito alla precedente (2024) incentrata sui cognomi di San Gregorio (una delle storiche ville della Terra di Paganica) e di Paganica stessa, antica e importante realtà nel contesto del Contado Aquilano e in particolare del Quarto di Santa Maria.
Uno studio accuratamente documentato che, unendo le fonti archivistiche alle testimonianze dirette, riallaccia i fili della Storia e travàlica i confini di Paganica dal punto di vista della tematica generale.
I soprannomi - infatti - sono stati a lungo, e in parte lo sono ancora, qualcosa di più di un semplice fatto di 《folklore》, come potrebbe sembrare oggi.
Fino a un passato non troppo lontano, i soprannomi erano spesso una necessità, un fenomeno comune a tutte le realtà paesane ma, spesso, anche a quelle rionali delle città, come ricordano le generazioni dei nostri nonni: la frequenza di determinati cognomi, che caratterizzano soprattutto le piccole realtà locali, e l'uso diffuso di ricorrenti nomi di battesimo che si tramandavano di generazione in generazione, portavano frequentemente a omonimìe, al punto tale che soltanto il soprannome riusciva a 《sbrogliare la matassa》. E non solo nella parlata popolare bensì anche negli atti ufficiali, soprattutto quando ancora non erano in uso gli odierni《codici fiscali》 ad personam.
Cito un paio di riscontri diretti che risalgono a due-tre decenni fa, talora anche meno, e quindi a tempi storici relativamente recenti. Se un anziano chiedeva il tuo nome, o 《a chi fossi figlio》, difficilmente inquadrava la tua origine se si citavano soltanto il nome e il cognome: soltanto il soprannome scioglieva il dubbio e rendeva tutto 《chiaro》. Altro esempio sono i necrologi, nei quali ancora in tempi recenti capitava di leggere il nome e il cognome del defunto e, tra parentesi, il soprannome con cui era più noto nella comunità, sempre per il discorso delle omonimìe.
E tanti altri sarebbero gli esempi possibili.
La nuova pubblicazione di Fernando Rossi è quindi una lettura che si rivela utile e interessante anche per chi vive in tante altre realtà comunitarie dalle quali è costituito il nostro Paese, inclusi contesti urbani più grandi: penso ad esempio ai racconti diretti di anziani cresciuti in realtà urbane come Borgo Rivera a L'Aquila, un grazioso 《paese nella città》 che, soprattutto fino al secondo dopoguerra aveva i suoi ritmi di vita, i suoi usi e il suo tessuto sociale di piccola comunità inserita nella più ampia comunità cittadina.
Storicamente i soprannomi sembrano riproporre l'uso dei 《tria nomina》(i 《tre nomi》, due per le donne) dell'Antichità romana, con il 《praenomen》, che corrispondeva al nome personale, il 《nomen》 che corrispondeva all'odierno cognome e indicava la stirpe principale di origine, e poi il 《cognomen》 che era sostanzialmente un soprannome, basato su caratteristiche personali (fisiche, caratteriali, di origini, o altri elementi ancora), ma anche indicante i diversi rami familiari discendenti da una stessa stirpe (《gens》) come radice comune.
Gli stessi cognomi ufficiali che portiamo oggi derivano generalmente proprio da soprannomi, quando, con la graduale scomparsa dei 《tria nomina》, rimasero in uso prevalentemente i nomi personali e, con il passare del tempo, si resero necessarie soluzioni che distinguessero una persona dall'altra. Ed ecco quindi che ritornano i soprannomi: patronimici, caratteristiche fisiche, difetti, pregi, ma anche mestieri, comportamenti, luoghi di origine, e tanto altro; basti pensare come esempio generale ai cognomi Fabbri, Ferrari, Ferreri che sono già molto espliciti rispetto a uno specifico mestiere o a Esposito, Diotallevi e altri simili che venivano attribuiti ai bambini dati in affido o abbandonati. Soprannomi o cognomi non familiari che, nel corso del Basso Medioevo e anche successivamente, andarono gradualmente affermandosi fino ad essere ufficializzati negli atti anagrafici, notarili, ecc..
《All'origine dei Soprannomi di Paganica》 è quindi, a mio personale avviso, un'istruttiva lettura consigliata non solo alla comunità di Paganica, che certamente ne è interessata primariamente, ma anche a un pubblico geograficamente più ampio che, tra le pagine dell'accurata ricerca dello studioso Fernando Rossi, può ritrovare similitudini e spunti di riflessione, confrontando i soprannomi paganichesi con quelli in uso altrove e magari scoprire nuove chiavi di lettura, di interpretazione e di studio per la propria comunità, anche se geograficamente piu distante.
Mauro Rosati
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