martedì 3 febbraio 2026

C'ERA UNA VOLTA UN RE...

 

(Foto: Mauro Rosati, 2018)



✍ Favoletta della buonanotte (e del buongiorno), per grandi e piccini.

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📖 C'era una volta...


👑 C'era una volta un Re

che si chiamava Ladislao,

poco più di seicento anni fa.


🏰 Un bel giorno re Ladislao decise di costruire un fortino in una città del suo Reame che si chiama Aquila (per gli amici 《L'Aquila》).

🦅 Aquila, città fiera e intraprendente, 

costruita nel cuore degli Appennini per volere del popolo, 

sorge su un'altura, protetta dall'abbraccio dei suoi monti ammantati di neve.


🎪 Nel cuore dell'Aquila c'era una grande Piazza dove si svolgevano il Mercato, le Fiere, le Feste, le Processioni, e tante altre cose di tutti i giorni:

gli Aquilani la chiamavano Piazza Maggiore, o Piazza del Mercato,

 o più semplicemente anche 《la Piazza》, 

come si usa ancor adesso.

Gli Aquilani di oggi la chiamano anche Piazza del Duomo.


👑 👉 Un bel giorno re Ladislao ordinò di costruire la Castellina, un piccolo fortino, proprio su questa grande Piazza.

Ai tempi di re Ladislao non c'era ancora la Fortezza spagnola, che fu invece costruita più di un secolo dopo.


🦅 Gli Aquilani erano autonomi, operosi e intraprendenti,

orgogliosi della loro Libertà.

👀 Per questo re Ladislao voleva tenerli d'occhio, forse un po' timoroso del loro carattere fiero e indipendente.

🏰 E così la Castellina di re Ladislao fu costruita a Capopiazza, la parte più alta della grande Piazza Maggiore;

il Re mandò alcuni dei suoi soldati a presidiare questo nuovo fortino.


🤨😠 Gli Aquilani, però, non apprezzarono molto e la Castellina non durò a lungo:

🖐 un giorno gli Aquilani cacciarono via i soldati del Re e poi smantellarono la Castellina, che aveva occupato un pezzo della loro grande e amata Piazza, fatta di tante botteghe e di tanta vita quotidiana.


🦅 E così Capopiazza, e la Piazza, tornarono ad essere libere, il cuore pulsante dell'Aquila.


📖 Accadeva poco più di seicento anni fa.


...c'era una volta una Piazza...

...c'era una volta Capopiazza...


❓ E oggi?

🤔 Oggi da Pie' di Piazza (la parte più bassa) non si vede più Capopiazza,

🤔 e da Capopiazza (la parte più alta) non si vede più Pie' di Piazza;

❗😮 semplicemente non si vede più la Piazza, 

anche se esiste ancora.


❗Oggi le due statue delle Fontane di Piazza, 

i due Diòscuri, si sentono smarrite:

- la statua più in basso guarda verso la Cattedrale per non guardare Capopiazza;

- la statua più in alto guarda invece verso Capopiazza, però non vede più nulla, perché un gigantesco sipario le copre la vista... .



Mauro Rosati

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giovedì 29 gennaio 2026

UN POMERIGGIO A PALAZZO DE NARDIS


Fig. 1 - L'Aquila, Palazzo de Nardis:
《Sala Rossa》, il trofeo di strumenti musicali
al centro della volta.


Fig. 2 - L'Aquila, Palazzo de Nardis:
《Sala Rossa》, veduta della volta.


Fig. 3 - L'Aquila, Palazzo de Nardis:
《Sala Rossa》, particolare del pavimento con
raffigurazione di una lira.





L'Aquila, 25 gennaio 2026

📖 Una bella domenica pomeriggio ascoltando il racconto e le novità sull'archeologia italica del nostro territorio, tra Sabini e Vestini, nella pregevole cornice della 《Sala Rossa》di Palazzo de Nardis in via San Marciano (Quarto di San Giovanni).


📍L'accogliente ambiente è stato a suo tempo concepito come sala da ballo del palazzo, una destinazione 《musicale》 che s'intuisce già entrando. Poiché gli apparati figurativi non sono mai casuali, avendo normalmente una stretta attinenza con la destinazione degli ambienti, entrando nella sala risaltano alcuni significativi dettagli iconografici:

• 🎶 🎻 un 《trofeo》 di strumenti musicali dipinto al centro della volta della stanza, una specie di 《panòplia musicale》; questo trofeo di strumenti è l'elemento figurativo dominante della sala, caratterizzata da un elegante accostamento di motivi fito-floreali (foglie e fiori), intervallati da piccoli canestri fruttiferi, ed eleganti specchiature ornate da motivi damascati che caratterizzano anche le pareti della sala;

• sul pavimento, altrettanto pregevole, si osservano raffigurate almeno quattro lire 《apollinee》, secondo una diffusa e gradevole rievocazione e reinterpretazione di elementi figurativi di gusto classico, molto in voga tra l'Ottocento e il primo Novecento; le lire sul pavimento sono disposte circolarmente al centro della stanza, in corrispondenza del 《trofeo》 di strumenti musicali.

Tra l'altro la fattura del pavimento della Sala Rossa richiama a prima vista quella del pavimento nella sala maggiore al piano nobile di Palazzo Benedetti-Mancinelli, datato 1856, quando il palazzo era passato già alla proprietà Mancinelli; pavimento che è stato possibile ammirare lo scorso mese di ottobre 2025 in occasione dell'apertura curata dalla Delegazione FAI - L'Aquila.


L'arredamento stesso della Sala Rossa è stato appositamente concepito per occupare minor superficie possibile, considerata la destinazione da ballo.

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Si ringraziano:

- la famiglia de Nardis per l'ospitalità, in particolar modo Carlo Ferdinando de Nardis (《Associazione Dimore Storiche Italiane - Sezione Abruzzo》 e 《Associazione Angelo de Nardis di Prata》);

- la relatrice dott.ssa Alberta Martellone, archeologa (Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di L'Aquila e Teramo);

- la Sede Archeoclub L'Aquila per il programma di conferenze sulla Storia della nostra Città-Territorio che si terranno a cadenza mensile nel corso dell'anno

( 🌐 il programma delle conferenze

https://archeoclublaquila.it/archeoclub-laquila-per-laquila-capitale-italiana-della-cultura-si-parte/

🌐 una veduta d'insieme della sala

https://www.facebook.com/100064901762202/posts/pfbid029poy2JzLZKM6QxXdyVwbRWG5gihh4LaaLto7PbyDJWp8SuA4g8c2r5L5CZwb2vudl/ ).




Mauro Rosati

🌱 🖼《OMNIA PULCRA SITIO

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mercoledì 28 gennaio 2026

《 OMNIA PULCRA SITIO 》

 




OMNIA PULCRA SITIO》!

Camminando per il Corso Alto, ossìa il tratto compreso tra la Fontana Luminosa e i Quattro Cantoni, a un certo punto incontriamo questo motto: non è su un vero e proprio stemma, e gli eleganti caratteri non sono molto grandi poiché è scritto su un cartiglio che accompagna una piccola graziosa composizione figurativa (XX secolo).

Possiamo notarlo soltanto se camminiamo con occhi 《assetati》 di Bellezza.


Il cartiglio è posto in alto rispetto all'immagine, nella posizione araldica del 《cri de guerre》, il 《grido di guerra》(o 《grido di battaglia》), ma in questo caso la guerra non c'entra, anzi, parliamo proprio dell'esatto contrario, parliamo di tutte le cose, anche le più piccole, che allietano l'animo con la loro armonia.

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Ma quindi cosa significa questa breve e sostanziosa espressione?

Traducendo alla lettera suona pressappoco così: 《Ho sete [sitio] di tutte le cose [omnia] graziose, belle [pulcra]》; una sete metaforica, intesa come desiderio, come anelito.


Poiché ogni lingua ha la sua metrica, andiamo adesso oltre la traduzione letterale.

In maniera più scorrevole potremmo quindi sintetizzare più efficacemente con:

《Ho sete di Bellezza》, 

oppure《Desidero Bellezza》 .


Quale Bellezza?

La Bellezza di quelle creazioni piccole o grandi che con la loro grazia, con la loro armonia estetica, ci allietano l'animo.

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OMNIA PULCRA SITIO》:

facciamone il nostro motto quotidiano, facciamone un 《grido》 di auto-esortazione, facciamone uno scopo di vita collettivo, 

e le cose che creiamo ci renderanno più lieti e più appagati, con grande beneficio anche per il mondo in cui viviamo.



Mauro Rosati

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mercoledì 21 gennaio 2026

LA 《CULTURA》: UNO STILE DI VITA

 

《Fiori di Zafferano》
(Crocus sativus), ricchezza storica
della nostra Città-Territorio
e una delle nostre immagini iconiche.
🖌🎨 Dipinto di Mirella Liberatore; anno 2024.



La 《Cultura》 non è soltanto un Sapere fine a se stesso, bensì uno stile di vita che traduce quel Sapere in concretezza e amore per la propria terra.


📍 Il riconoscimento di Capitale Italiana della Cultura 2026 è un'onorificenza prestigiosa per la nostra Città-Territorio, e proprio per questo comporta responsabilità ancor più grandi e importanti per tutti noi, privati cittadini e amministratori pubblici.


↪ Per essere pienamente Città di Cultura, infatti, non bastano soltanto conferenze, mostre, concerti, pubblicazioni, spettacoli e altri specifici eventi, che certamente sono importanti.

📍Per essere pienamente Città di Cultura e per continuare ad esserlo, dobbiamo prenderci seriamente cura anche del nostro Paesaggio: 

🖼 il Paesaggio, infatti, esprime le qualità e il livello culturali delle popolazioni che vivono in un certo territorio.


📍 Il Paesaggio è Cultura esso stesso.


↪ Per questo, accanto ai singoli, lodevoli e numerosi eventi da programma, dobbiamo ragionare anche in termini di tutela tutti i giorni:

↪ - tutela del decoro urbano e territoriale 

(pulizia, ordine pubblico, rispetto delle regole civili, dignità delle bandiere esposte davanti a scuole e uffici, cura e rispetto dei simboli civici);

↪ - manutenzione programmata e costante del patrimonio artistico, architettonico e culturale in generale, soprattutto di quello meno conosciuto;

↪ - manutenzione e pulizia di parchi e giardini (《pulizia》 significa anche 《non sporcare》), incremento del verde pubblico;

↪ - contrasto agli abusi edilizi, superando la logica dei 《condoni》;

↪ - urbanistica a 《volume zero》, frenando l'espansione edilizia non necessaria, sostituendo o riutilizzando le costruzioni già esistenti, senza consumare nuovi terreni (l'edilizia lavora ugualmente senza ulteriore consumo di suolo);

↪ - risanamento paesaggistico, curando le sbavature e le ferite causate nel tempo dagli interventi urbanistici più impattanti;

↪ - tutela del paesaggio agrario, salvaguardia dei terreni coltivabili e recupero delle architetture rurali (case coloniche, casali, e simili).


E così via discorrendo!


📍Insomma, ben vengano gli eventi culturali se accompagnati da una Cultura quotidiana e concreta del Paesaggio: una bella 《cornice》 valorizza un bel dipinto, un bel Paesaggio valorizza un territorio intero!

Facciamo in modo che la Cultura diventi uno stile di vita quotidiano, al di là dei singoli eventi!


Auguri Città nostra! 🦅 👏

Non solo per questo riconoscimento così importante, bensì per ogni giorno:

che ciascuno di noi possa rispettarti come meriti e renderti più bella, 

a partire dai piccoli gesti e dal modo di ragionare!

🌱 Che la Cultura diventi il nostro stile di vita quotidiano e collettivo!

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Nella foto in alto: 

《Fiori di Zafferano》

(Crocus sativus), ricchezza storica della nostra Città-Territorio e una tra le nostre immagini più iconiche.

🖌🎨 Il dipinto è opera di Mirella Liberatore; anno 2024.



Mauro Rosati

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venerdì 16 gennaio 2026

AURORA

 

《Teofilo Patini - L'Aurora》secondo la didascalìa
che accompagna il dipinto;
《attribuzione》 al Patini
secondo altre versioni.



La dea Aurora per i Romani antichi, la dea Eos per gli antichi Greci: 

divinità femminile che destandosi dal sonno solleva il velo del buio notturno e precede il carro del dio Helios, il Sole; 

con le sue lacrime bagna di rugiada la terra e le piante, lacrime per Memnone, uno dei suoi figli, caduto nella guerra di Troia.

Quel tenue velo che la dea solleva sembra un delicato, leggero sipario che si apre alla luce, così come una tenda sollevata da una finestra.


Un soggetto classico mitologico, quello di Aurora/Eos, dalle molteplici versioni iconografiche.

Eppure in questo caso non vediamo la bellezza idealizzata, sovrumana, perfetta, di una divinità. Vediamo invece una bellezza reale, 《vera》, umana, con le sue piccole imperfezioni e secondo i canoni estetici che esprimono quelli di un'epoca (in questo caso la fine dell'Ottocento).

Nel viso dell'Aurora qui raffigurata, in particolare, non percepiamo una distanza tra noi e il dipinto, tra il mondo terreno (imperfetto) e il mondo celeste (perfetto); vediamo invece il volto di una donna di tutti i giorni, un viso 《vero》 che potremmo tranquillamente incontrare camminando per strada, oggi come ieri.


Stesso discorso per i due putti (o 《amorini》) che la accompagnano, con uno dei due che quasi la spinge verso l'alto, come a voler dare il via decisivo al nuovo giorno; anche in questi due piccoli protagonisti potremmo vedere dei normali e reali bimbi in tenerissima età, con soltanto le ali di uno dei due a ricordarcene la natura sovrumana.


E così, come ogni mattina, la bella Aurora dai lunghi capelli si libra verso l'alto salutando la notte e aprendo la strada al nuovo giorno.

La delicatezza e il chiarore delle tinte comunicano con immediatezza quella percezione luminosa particolare, quella suggestione di tempo quasi sospeso, che avvertiamo in quel frangente quotidiano che dissolve gradualmente il buio notturno e precede la levata del sole.



Mauro Rosati

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giovedì 8 gennaio 2026

ARTI DIALOGANTI: LA MOSTRA BOSCHETTI-TONESI

 

Piero Boschetti.
La Natività può idealmente manifestarsi in tanti modi e in tanti luoghi, anche nella lanterna di un lampione.
(Foto: Mauro Rosati, 2026)


Gianna Tonesi.
Miao》 - Primo piano di un gatto che con il suo attento e vigile sguardo felino ci osserva quasi come se fosse pronto a balzare fuori dalla cornice.
(Foto: Mauro Rosati, 2026)


Gianna Tonesi.
Neve a Praga》 - Veduta invernale del fiume Moldava (《Vltava》, in lingua ceca), all'altezza del famoso Ponte Carlo a Praga. Opera realizzata partendo dalla base figurativa di una foto-cartolina.
(Foto: Mauro Rosati, 2026)


Gianna Tesoni.
Natura morta》 - In una giornata d'Inverno il calore dei frutti che la natura ci offre a partire dall'Autunno; frutti appena raccolti che ci sembra di poter afferrare e gustare: un chicco d'uva, i succosi granelli di una melagrana, le castagne, delle quali una ancora circondata dal riccio.
(Foto: Mauro Rosati, 2026)


Piero Boschetti.
La prima equitazione》 - La pittura si fa rappresentazione presepiale. Omaggio a Teofilo Patini, che molto ha dato alla nostra Città dell'Aquila.
(Foto: Mauro Rosati, 2026)


Piero Boschetti.
L'erede》 - La pittura si fa rappresentazione presepiale. Una Natività 《profana》 che si manifesta nella miseria di una povera casa, non diversamente dall'umiltà della mangiatoia dove viene al mondo
il Bambino Gesù.
Omaggio a Teofilo Patini, che molto ha dato
alla nostra Città dell'Aquila.
(Foto: Mauro Rosati, 2026)



《 Ars Gratia Artis 》!

Un amàlgama armonico ben riuscito quello della mostra natalizia da poco conclusa che ha visto la condivisione del medesimo spazio espositivo fra la pittrice Gianna Tonesi e il maestro di presepi Piero Boschetti.

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🚩 L'Aquila, Palazzo ex INAIL, Corso Federico II (Quarto di San Giorgio).


📍Fin dall'ingresso, la sensazione è stata quella di un'unica esposizione, grazie anche alla selezione delle opere esposte, dialoganti fra loro, con l'una e l'altra arte che si omaggiavano a vicenda:

↪ da un lato - ad esempio - due presepi di Piero Boschetti dedicati rispettivamente a due note opere pittoriche di Teofilo Patini, 

dall'altro i soggetti pittorici selezionati da Gianna Tonesi, che maggiormente richiamavano le atmosfere dell'Inverno e delle scene di vita quotidiana che ritroviamo a loro volta nei presepi del maestro Boschetti.


🖼 Nelle opere pittoriche dell'artista Gianna Tonesi si ravvisa un approccio poliedrico nei soggetti e nello stile. Una produzione nella quale troviamo soggetti classici come vedute paesaggistiche, scene di genere che fissano momenti di vita reale del passato e del presente, nature morte di vario tipo (anche nella resa cromatica) e contemporaneamente rappresentazioni che abbracciano soggetti e stili pittorici del Novecento come - ad esempio - un ritratto di donna che ricorda il linguaggio figurativo di Tamara de Lempicka, fino alla ritrattistica di personaggi tratti dal repertorio cinematografico contemporaneo.

📍Contestualmente i presepi del maestro Piero Boschetti, mai scontati, mai ripetitivi, che vedono ogni volta l'artista 《giocare》 e cimentarsi con materiali di diverso tipo, dal legno alla pietra, dal sughero a oggetti del quotidiano reinventati nella loro funzione (una lanterna, il contenitore di un vecchio televisore, e tanto altro). Opere che mai nascono per caso, ciascuna portatrice di un messaggio più profondo che va oltre il primo impatto visivo, ciascuna espressione poetica oltre che figurativa.

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↪ Ci sarebbe molto altro da scrivere per descrivere le esperienze emozionali di questa esposizione e, più in generale, ciò che questi nostri artisti e artigiani sanno regalarci con le loro creazioni, le quali nascono da stati d'animo del momento, da riflessioni su tematiche di vario genere, e da quella passione creativa che non può prescindere da qualsiasi opera di arte-artigianato.


📍Gli artisti-artigiani della nostra città-territorio non mancano d'inventiva e di abilità creativa, e per questo meriterebbero tutti degli spazi-laboratorio adeguati, anche in condivisione, dove poter operare e insegnare le loro arti, nonché spazi espositivi garantiti nel cuore della nostra città, dove poter esporre al pubblico e custodire i ricchi e pregiati frutti delle loro creazioni artistiche.


📍Un grazie di riconoscenza, innanzitutto per la gentilezza e per la disponibilità, a Gianna Tonesi e a Piero Boschetti per gli interessanti e proficui scambi di osservazioni e riflessioni, scaturiti spontaneamente dalla contemplazione 《attiva》 delle opere esposte, e un grazie più ampio a tutti gli artigiani-artisti che danno lustro al nostro territorio operando spesso in spazi rimediati e con grandi sacrifici logistici ed economici.

↪ Con l'auspicio che le istituzioni locali possano dedicare a tutti loro un maggiore supporto e l'attenzione che meritano, considerato quanto ci donano materialmente ed emotivamente, come singoli individui e come Comunità, ciascuno nella sua specifica arte.



Mauro Rosati

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martedì 6 gennaio 2026

QUEL MURO GRIGIO... E SE INVECE...?

 

L'Aquila, piazza Battaglione Alpini L'Aquila
(Fontana Luminosa):
veduta verso Viale Nizza
con il muro grigio della palazzina
in prossimità dell'Hotel Castello.

(Fonte immagine: Google Maps.)


❓Avete presente il grande muro grigio del condominio che si vede subito dopo l'Hotel Castello?

👇

❓ E se il Comune dell'Aquila,

ovviamente previo consenso dei proprietari, 

indicesse un piccolo concorso di idee per un bel murale artistico di qualità, in collaborazione con Urban Center L'Aquila?

👇

- Magari coinvolgendo per esempio gli studenti del Liceo Artistico e/o dell'Accademia di Belle Arti?

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- E magari coinvolgendo poi la cittadinanza in un semplice sondaggio di opinione tra i bozzetti in gara?

❗Ovviamente sempre con i proprietari in primis.

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Con l'Hotel Castello appena rinnovato e con un murale ben fatto, non ne potrebbe uscire una bella vista per tutti? 🎨 

E magari con soddisfazione degli stessi proprietari e abitanti di quel condominio?

👇

In giro per l'Italia, da Nord a Sud e viceversa, nei paesi e nelle città, sono nate belle opere che hanno arricchito la qualità estetica sia dei palazzi direttamente interessati, sia della veduta esterna d'insieme. 🖼



Mauro Rosati

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domenica 4 gennaio 2026

LE 《PRO-CATTEDRALI》 DELL'AQUILA

 

❓Cos'è una 《Pro-Cattedrale》?
E in che modo questo sostantivo ci interessa da vicino?

❗La 《pro-cattedrale》,
da non confondere con la《concattedrale》,
è una chiesa che funge da Cattedrale temporanea (o di supporto) quando la Cattedrale è indisponibile.
Semplificando, è sostanzialmente una 《Cattedrale supplente》.


La Cattedrale, come sappiamo, è la sede della 《Cattedra》 vescovile/arcivescovile di una Diocesi/Arcidiocesi;
è la chiesa-madre di una Diocesi, la più importante gerarchicamente.

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Dopo il terremoto del 2009,
a seguito del crollo parziale e dell'inagibilità della Cattedrale metropolitana dei Santi Massimo e Giorgio,
tra l'altro già chiusa per restauri al momento del sisma del 2009,
una serie di chiese aquilane ha svolto la funzione di pro-cattedrale, in una staffetta che correva parallelamente alla loro ricostruzione.

Non avendo un elenco specifico alla mano, vado a memoria citando di seguito le chiese che, anche soltanto 《de facto》, hanno svolto la funzione di pro-cattedrale a L'Aquila:

1 - chiesa parrocchiale di San Mario alla Torretta, prima pro-cattedrale subito dopo il sisma del 2009;

2 - basilica di Santa Maria Assunta in Collemaggio, temporaneamente riaperta alla fine del 2009 e poi chiusa alcuni anni dopo (2013) per la sua ricostruzione (2015-2017);

3 - basilica di San Giuseppe Artigiano (San Biagio di Amiterno) in via Sassa, prima importante chiesa riaperta stabilmente nel centro cittadino (luglio 2012);

4 - chiesa di Santa Maria del Suffragio (《Anime Sante》), riaperta stabilmente nel dicembre del 2018, svolge attualmente la funzione di pro-cattedrale, come si evince anche dalle due insegne esposte al suo ingresso:
- lo stemma del Capitolo* Metropolitano Aquilano, a sinistra,
- e lo stemma arcivescovile a destra (al momento è esposto quello cardinalizio dell'arcivescovo emerito card. Giuseppe Petrocchi, al quale è subentrato l'arcivescovo metropolita mons. Antonio D'Angelo, in data 01/08/2024).


Nota - Il 《capitolo》.

*《Can. 503 - Il capitolo dei canonici, sia cattedrale sia collegiale, è il collegio di sacerdoti al quale spetta assolvere alle funzioni liturgiche più solenni nella chiesa cattedrale o collegiale; spetta inoltre al capitolo cattedrale adempiere i cómpiti che gli vengono affidati dal diritto o dal Vescovo diocesano.》

(Fonte: Codex Iuris Canonicis=Codice di Diritto Canonico, cànone 503).
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Mauro Rosati
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giovedì 1 gennaio 2026

SAN BERNARDINO - IL PRESEPE IN CARTAPESTA

 

Fig. 1 - L'Aquila, basilica di
San Bernardino da Siena:
il nuovo presepe nella
《Cappella Gotica》.

(Foto: Mauro Rosati, 2026)


Fig. 2 - L'Aquila, basilica di
San Bernardino da Siena:
il nuovo presepe nel contesto
della 《Cappella Gotica》.

(Foto: Mauro Rosati, 2026)


Fig. 3 - Pannello descrittivo.



1° gennaio - Ottava del Natale

(In Octava Nativitatis Domini)

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L'Aquila, basilica di San Bernardino da Siena (Quarto di Santa Maria): la《Cappella Gotica》.

Nuovo allestimento presepiale.

Questa volta la Natività, con il suo apparato iconografico, arriva dal Salento, la storica Provincia di Terra d'Otranto, e più specificamente da Lecce.

L'opera, creazione del maestro Francesco Invidia, nasce dall'antica tradizione dei cartapestai leccesi (dettagli sull'opera sono disponibili nel pannello in fig. 3).



Mauro Rosati

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lunedì 29 dicembre 2025

《POKER D'ASSI... AQUILANI》

 

Immagine 1 - La Fontana della Rivera, popolarmente nota come la Fontana delle 《99 Cannelle》.
Disegno su piastrella realizzato
dall'artigiano Gabriele Di Natale (2010).



Immagine 2 - La 《Fontana Luminosa》, in Piazza
Battaglione Alpini L'Aquila.
Disegno su piastrella realizzato
dall'artigiano Gabriele Di Natale (2010).



Immagine 3 - La Basilica di Santa Maria Assunta in Collemaggio, ricca di storia e di
significati religiosi e civici.
Disegno su piastrella realizzato
dall'artigiano Gabriele Di Natale (2010).



Immagine 4 - La Fortezza cinquecentesca, particolare con un primo piano del Bastione Sud da dove osserviamo il ponte e il portale d'ingresso (a destra),
e il Bastione Ovest (a sinistra).
Disegno su piastrella realizzato
dall'artigiano Gabriele Di Natale (2010).





Poker d'assi...aquilani》!

Con la riapertura al pubblico della Fortezza si è completato il cerchio simbolico di queste quattro piastrelle figurate, inserite a decorazione di un rivestimento maiolicato richiamante idealmente i 《cubetti》calcarei dei selciati e degli apparecchi murari aquilani. 

Poste in opera verso la fine del 2010, decorate in stile pastello dall'artigiano Gabriele Di Natale (a cui queste immagini vanno come stima e come omaggio alla Memoria), queste piastrelle decorative ritraggono quattro monumenti scelti tra i molti rappresentativi della Città dell'Aquila, e patrimonio di chiunque al Mondo sappia apprezzare il valore della Bellezza e della Storia.

Per quindici anni le ho contemplate tutti i giorni, facendo visivamente il punto del recupero dei rispettivi monumenti: 
questo sì》, 《questo in corso》, 《questo ancora no》, finché pochi giorni fa sono diventati tutti e quattro 《》!


In ordine cronologico:
• Immagine 1 - La Fontana della Rivera (Quarto di San Giovanni);
alla fine del 2010 era stato completato il restauro della Fontana della Rivera, le 《99 Cannelle》, grazie al FAI (Fondo Ambiente Italiano), primo importante monumento ricostruito dentro le mura della città.
• Immagine 2 - La 《Fontana Luminosa》(Quarto di Santa Maria), 
funzionante ma bisognosa di un importante lavoro di manutenzione e riparazione del monumento e degli impianti, realizzato grazie all'Associazione Nazionale Alpini e concluso nel dicembre del 2016 con l'inaugurazione della Fontana rinnovata.
• Immagine 3 - La Basilica di Santa Maria Assunta in Collemaggio (Quarto di San Giorgio fuori le Mura), 
riaperta temporaneamente tra la fine del 2009 e il 2013, poi chiusa, ricostruita in due anni con il contributo dell'ENI e riaperta alla fine del 2017.
• Immagine 4 - E il 19 dicembre 2025 il Castello (Quarto di Santa Maria),
la Fortezza cinquecentesca simbolo di oppressione per quattro secoli e oggi, invece, orgoglio della città dopo la sua conversione a cittadella culturale a partire dalla metà del Novecento.


E così, adesso, guardo finalmente quelle piastrelle con il sollievo di un sentimento di compiutezza.


Mauro Rosati
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