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| L'Aquila, Fortezza cinquecentesca; particolare del portale: arme nobiliare di Pedro di Toledo nella versione da coniugato con Maria de Pimentel y Osorio. (Fonte immagine: |
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| Lecce, Castello: versione cromatica con 《smalti》 dell'arme Toledo-Osorio. (Fonte immagine: https://www.castellocarlov.it/stemmi-raffigurati-in-pietra/ ) |
🚩 L'Aquila, Fortezza cinquecentesca; particolare del portale (vedi prima immagine):
🛡 arme di Pedro Alvarez de Toledo y Zuniga (Pedro di Toledo), consigliere dell'imperatore Carlo V e viceré di Napoli negli anni 1532-1553, periodo di fondazione del Forte aquilano.
↪ L'arme di Pedro di Toledo si trova alle due estremità del fregio del portale della Fortezza aquilana, ai lati del grande rilievo centrale riproducente l'arme dell'imperatore Carlo V.
📍 La composizione dello stemma è successiva al matrimonio di Pedro de Toledo con Maria de Pimentel y Osorio, dalla quale acquisì - maritali nomine - il titolo di 《marchese di Villafranca del Bierzo》, prima di diventare anche viceré di Napoli.
↪ Il campo dello scudo si presenta 《partito》, ossìa diviso a metà in verticale, e unisce l'arme Alvarez di Toledo situata nel 1° campo (metà sinistra per chi guarda) e caratterizzata da un motivo a scacchi argento e azzurro, con l'arme di Maria de Pimentel y Osorio situata nel 2° campo (metà destra per chi guarda), caratterizzata da due lupi/cani rossi posti in palo.
🎨 Per un'idea di massima degli 《smalti》dello stemma, vedi la seconda immagine (Castello di Lecce).
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Blasonature.
- 📍 L'arme del casato Alvarez di Toledo, aggregato al patriziato napoletano all'inizio del XVI secolo nel Sedile (Seggio) di Montagna, si caratterizza per la seguente blasonatura:
🛡《Scaccato partito di due e spaccato di quattro linee a sette scacchi d'argento e otto d'azzurro.》(blasonario nobiltà napoletana).
- 📍 L'arme Pimentel y Osorio, nobiltà originaria delle Isole Canarie (secondo l'《Heraldrys Institute of Rome》) si contraddistingue per la presenza di due lupi/cani posti in palo (ossìa in verticale) con la seguente blasonatura:
🛡《D'oro, ai due lupi passanti di rosso》
(traduzione dalla blasonatura in lingua spagnola riportata dall'《Heraldrys Institute of Rome》).
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📍 Nei secoli successivi ritroviamo ad Aquila il casato Osorio (divenuto Ossorio) imparentato con il casato Alfieri, da cui la famiglia Alfieri-Ossorio dalla quale prende nome il palazzo in Piazza Santa Giusta detto anche Bonomo-Ximenes.
📍 Sempre a L'Aquila, nella basilica di Santa Maria Assunta in Collemaggio troviamo lo stemma di un abate Alfieri-Ossorio sepolto nella Basilica stessa nel Settecento:
🛡 in questo caso lo scudo si presenta 《partito》 (ossìa diviso in due metà verticali), con l'ala trafitta Alfieri nel 1° campo (sinistra per chi guarda) e i due lupi/cani rossi Ossorio posti in palo nel 2° campo (a destra per chi guarda).
Mauro Rosati
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Alcuni riferimenti sitografici di base (URL consultati in data 06/07/2025):
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https://museonazionaledabruzzo.cultura.gov.it/il-castello/
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https://www.castellocarlov.it/stemmi-raffigurati-in-pietra/
(Castello di Lecce)
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https://www.heraldrysinstitute.com/cognomi/Ossorio/idc/619263/
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