giovedì 6 ottobre 2022

LE 《SALÈRE》 / LE SALIERE - I NOSTRI TOPONIMI AGRO-PASTORALI

 

📌 Il toponimo 《le Saliere》(=《'e salère / le salère》nei dialetti di area reatino-aquilana) fa riferimento a luoghi dove si metteva il sale a beneficio dei capi di bestiame al pascolo.
Le saliere potevano essere delle semplici pietre, oppure delle canalette, o simili, e talora anche opere più strutturate.
Le saliere erano situate nei pascoli sia a quote alte (in estate) sia a quote medio-basse (aprile-maggio e settembre-ottobre, circa) e anche agli ingressi delle stalle.
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📣 Grazie alle testimonianze social di cittadini di L'Aquila e dintorni, nel raggio di 25-30 km, sono emerse diverse attestazioni di questo importante toponimo che racconta un aspetto rilevante della nostra cultura storica agro-pastorale.

📌 In taluni casi, il toponimo 《saliere/salère》 e oggi presente anche ufficializzato come odònimo (=nome di strada).


- Scoppito

➡️《A Scoppito la parte alta del paese si chiama le Salere》
(Romina).

➡️ Sempre a Scoppito il toponimo 《Salère》 è anche odònimo con Via delle Salere.


- Poggio di Rojo (L'Aquila)

➡️《A Roio Poggio c'è una fontana chiamata le salere.

Nel cuore del paese vecchio.》
(Maria Iolanda)


- Colle di Rojo (L'Aquila)

➡️《A Colle di Roio c'è una zona chiamata le salere》
(Sabrina)


- Filetto (L'Aquila)

➡️《A Filetto esiste via delle Salere, alla sua sommità rocce, che i nostri antenati adoperavano x dare il sale agli armenti !!》
(Giampiero)


- Campotosto

➡️《A Campotosto sopra le schiazze, sassi grandi piatti》
(Antonietta)


- Antrodoco

➡️《Il portone di casa di mio nonno, mercante armentizio d'origine, ha ancora oggi conservate due saliere poste ai lati. E nei pascoli in quota (ad esempio nell'altopiano di Piscignola) vi erano diversi sassi calcarei con questa funzione e ancora ben visibili essendo logorati e consumati.》
(Cesare)

➡️《'a salera era anche il contenitore del sale pestato (ne 'u pistasale') e usato nella cucina.》
(Nicola)


- Paganica (L'Aquila)

➡️ A Paganica, lo studioso Fernando Rossi cita due attestazioni di 《salère》 nel Catasto onciario di Paganica-San Gregorio del 1748.

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📍 Tutelare e conservare l'uso di questo come di altri toponimi legati ai territori, significa tramandare uno dei molti importanti aspetti che costituiscono la nostra Storia e la nostra cultura orale e materiale.


Mauro



lunedì 3 ottobre 2022

ALEXANDRE-ISIDORE LEROY DE BARDE

 






📌 🎨 ALEXANDRE-ISIDORE LEROY DE BARDE (1777-1828)


🎨 Artista francese 🇫🇷.

Un pittore che potremmo definire 《oggettista》(coniando un neologismo), ossia un 《vedutista di oggetti》. 

Le sue 《nature morte》 sono di una vitalità affascinante, vere e proprie fotografie che sembrano anticipare l'《iperrealismo》 contemporaneo.

Il re di Francia Luigi XVIII ne acquistò alcune opere e lo qualificò 《Primo Pittore di Storia Naturale》 per le sue meravigliose raccolte pittoriche di uccelli, conchiglie, e altri oggetti dalla Natura, disposti sempre in modo ordinato e chiaro come in una vera scaffalatura.

Le sue molte composizioni denotano una propensione all'indagine scientifica (naturale e umanistica) e all'osservazione del dettaglio.

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📷 Nelle immagini allegate si vedono una stupenda, nitida, collezione di vasi greci ed etruschi e una meravigliosa, altrettanto nitida, selezione di conchiglie, proprio come in un Museo naturalistico.


📍 Personalmente, di primo acchito e per conoscenza diretta, mi vengono in mente le esposizioni del Museo di Scienze Naturali e Umane di San Giuliano a L'Aquila.

Senza dimenticare anche molti Musei di conchiglie (musei malacologici) d'Italia, tra cui quello di Cupra Marittima.


Mauro

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(Fonti immagini:

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/aa/Leroy_De_Barde%2C_Alexandre-Isidore_%E2%80%94_Vases_grecs_et_%C3%A9trusques_Alexandre.jpg/1280px-Leroy_De_Barde%2C_Alexandre-Isidore_%E2%80%94_Vases_grecs_et_%C3%A9trusques_Alexandre.jpg 

(Collezione di vasi)


https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/ba/Alexandre-Isidore_Leroy_De_Barde_-_Selection_of_Shells_Arranged_on_Shelves_-_WGA12903.jpg 

(Collezione di conchiglie) )

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sabato 1 ottobre 2022

I 《REMIGINI》

Le parole "dimenticate"


🟢 REMIGINO (pl. REMIGINI)


➡️ Così, in passato, si chiamavano i bimbi che iniziavano la Prima Elementare (oggi Primaria) e quindi il loro percorso scolastico.


❓ Perché?


📌 Il sostantivo deriva da San Remigio di Reims vescovo (Saint-Rémy) poiché fino ad alcuni decenni fa si iniziava la Scuola tutti il 1° ottobre, uno dei due giorni dell'anno in cui in Italia si celebra la memoria di San Remigio (il 13 gennaio, anniversario della sua morte, il 《dies natalis》 cristiano; e il 1° ottobre, in ricordo della traslazione delle sue spoglie nella basilica a egli dedicata, avvenuta il 1° ottobre 1049 su autorizzazione di papa Leone IX).


Da più di un trentennio, ormai, da 《remigini》 siamo diventati 《settembrini》! 😄


➡️ In ogni caso, per uso affermato nel tempo, volendo possiamo chiamare affettuosamente 《remigini》 anche i bimbi di Oggi che iniziano il primo anno di Scuola. 😊

E magari spiegare loro il perché.



Mauro

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🌐 Su San Remigio:

http://www.santiebeati.it/dettaglio/72600



lunedì 12 settembre 2022

IL 《BACIO》 DELLA RUGIADA - SECONDA PRIMAVERA

 




IL 《BACIO》 DELLA RUGIADA - SECONDA PRIMAVERA


Il 《bacio》 della rugiada

Grazie alle temperature più moderate, soprattutto di notte, le piante stanno iniziando la loro seconda Primavera annuale: nuove fioriture, nuovi bocci, nuovi getti di foglie. 🌱 🌿

Le fresche nottate riportano quella delicata rugiada che bacia le piante e le risveglia dalla pausa estiva. 💧 💧

📸 Nelle foto in alto: un fiore e un bocciolo di due pelargoni zonali.


Mauro


sabato 10 settembre 2022

LE GUALCHIÈRE - TOPONIMI INDUSTRIALI



Il lemma del verbo 《GUALCARE》
nel Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana, in:
https://www.etimo.it/?cmd=id&id=8301&md=846a40ca4b79fdf407f0c878ba50a4cb




Toponimi industriali (...e non solo)


🟢 《LE GUALCHIÈRE》 (anche VALCHIÈRE);

...ma anche GUIDO e GUALTIERO.

La resa italiana del germanico 《W》.


📌 Il toponimo 《gualchièra/valchièra》, molto diffuso in Italia, richiama la presenza di strutture, e magari anche di macchinari (=folloni), per la follatura della lana o di altri materiali (tipo cuoio, o carta); in altri casi, talora, anche per la follatura delle vinacce, nel caso di vasche per la bollitura del mosto.


📌 Il sostantivo 《follone》 deriva dal latino 《fullare》 con significato di lavare, trattare, in riferimento al latino 《fullo》 (=lavandaio), da cui anche la《fullonica》 di età romana antica (una sorta di lavanderia per il lavaggio e il trattamento dei tessuti).


📌 Il sostantivo GUALCHIÈRA (da 《gualcare》) è invece di origine germanica ed ha radice comune con l'odierno《walk/walken》. 

Gualcare vale come torcere, girare, volgere, riferito al lavaggio e alla pigiatura della lana o di altri materiali. 

Da 《gualcare》 , quindi, anche 《gualcire》.


📌 Nella lingua italiana il germanico 《W》 viene spesso reso con 《GU》 nella grafìa e nella pronuncia.


Ne abbiamo esempi anche in alcuni nomi propri di persona:

- il germanico《WALTER》 diventa il "latinizzato" 《GUALTIERO》;

- il "latinizzato"《GUIDO》 ha radice germanica (《Widu/Wido》 ) comune con 《Wood》, ossia 《legno》 ma, per estensione, anche《bosco》.

➡️ Pertanto potremmo considerare il nome proprio 《Guido》 come la versione germanica del latino 《Silvio/Silvia》, ossia bosco, uomo del bosco. 

Nota. Altre ipotesi danno il significato Guido come 《uomo istruito》.

Nel caso di 《Silvio/Silvia》 l'etimologia è - appunto - latina e deriva da 《silva》 (=selva, bosco).

Da cui anche l'aggettivo 《silvano》 e quindi i nomi propri 《Silvano/Silvana》.

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➡️ Nell'immagine in alto, il verbo 《GUALCARE》 nel Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana, in:

https://www.etimo.it/?cmd=id&id=8301&md=846a40ca4b79fdf407f0c878ba50a4cb

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Mauro



venerdì 2 settembre 2022

LA PERDONANZA IN UN DIARIO DI VIAGGIO DEL 1914

 

D. GRILLI-M. LUSI-V. BONANNO, 《Attraverso gli Appennini》di Estella Canziani, De Feo editore, Roma 1978;
p. 134.



D. GRILLI-M. LUSI-V. BONANNO, 《Attraverso gli Appennini》di Estella Canziani, De Feo editore, Roma 1978;
pag. 135.


D. GRILLI-M. LUSI-V. BONANNO, 《Attraverso gli Appennini》di Estella Canziani, De Feo editore, Roma 1978;
pag. 136.


D. GRILLI-M. LUSI-V. BONANNO, 《Attraverso gli Appennini》di Estella Canziani, De Feo editore, Roma 1978;
pag. 137.


D. GRILLI-M. LUSI-V. BONANNO, 《Attraverso gli Appennini》di Estella Canziani, De Feo editore, Roma 1978;
pag. 138.


LA PERDONANZA IN UN DIARIO DI VIAGGIO DEL 1914


🎨 Le scene di alcuni dipinti nella bella carrellata sulla Perdonanza del pittore TEOFILO MASULLI, condivisa da Sonia Masulli sul gruppo Facebook 《L'Aquila: la Storia》, mi hanno richiamato alla mente le atmosfere descritte in questi passi del diario di viaggio 《Through the Appennines and the Lands of the Abruzzi, landscapes and peasant life》 (immagini in alto).

(I dipinti di Teofilo Masulli sulla Perdonanza sono visibili all'indirizzo https://m.facebook.com/groups/292871157446948/permalink/5422834334450579/ )


📌 ✒ L'autrice ESTELLA CANZIANI, scrittrice, pittrice, viaggiatrice britannica, narra in questo diario il suo viaggio del 1914 nell'Abruzzo appenninico. 

In queste pagine, in particolare, descrive l'atmosfera di Collemaggio durante la 《Festa del Perdono》 e la benedizione delle reliquie, con riferimenti anche ai pazienti del vicino ospedale psichiatrico, all'epoca da poco aperto, che da dietro le cancellate reclamavano la loro libertà.


📌 Interessante anche il passaggio in cui si parla del tappeto porpora e oro davanti al campanile e del drappo rosso appeso sulla balaustra dello stesso: dovrebbe trattarsi di quell'antico uso, ancora in essere nel Novecento, per cui le chiese venivano vestite di drappeggi colorati secondo la Solennità in corso, come ancora vediamo oggi sugli abiti dei sacerdoti celebranti.

Molte chiese conservano ancora oggi i ganci lungo i pilastri delle navate, finalizzati proprio a tale uso.


✒ Le pagine che potete leggere nelle immagini in alto sono estratte dalla traduzione italiana del diario, a cura di DIEGO GRILLI, MARIA LUSI, VINCENZO BONANNO: 《Attraverso gli Appennini》di Estella Canziani, De Feo editore, Roma 1978.


Mauro



martedì 30 agosto 2022

TAMERICI, PINI, OLEANDRI - PASSEGGIANDO SUI LITORALI

 

Spazio a verde lungo un tratto del Lido di Tortoreto:
tamerìci, oleandri, pini e palme
(Foto: Mauro Rosati, 2019)


TAMERICI, PINI, OLEANDRI - 

PASSEGGIANDO SUI LITORALI


🚶‍♂️Quando mi trovo a camminare su un litorale, lungo una passeggiata lungomare - e non solo -, c'è una pianta in particolare che attrae istintivamente il mio sguardo: 

la tamerìce.


🌿 Semplice, non appariscente, resiliente (impiegando un aggettivo in voga) per la sua capacità di adattarsi a quel particolare ecosistema: 

ha poche esigenze d'acqua, cresce nella terra salmastra, le sue foglie - se viste da vicino - sembrano tenui aghetti affusolati, eppure sa offrirci splendide chiome "cotonate" e piacevoli ombre. 

🟢 È proprio per questa sua delicata semplicità, per questo suo non voler apparire, per questa sua bellezza discreta, che mi attrae molto: 

una bellezza "acqua e sapone", spontanea, selvatica, naturale.


🌊 I nostri litorali mediterranei ne sono ricchi, eppure una visione urbanistica quasi da scenografie 《tropical-hollywoodiane》 spinge da anni molte amministrazioni locali a ridisegnare pesantemente i paesaggi di tanti viali e passeggiate marittime, con tagli di alberature non necessari e lunghe piantumazioni di palme 《ornamentali》, talora dalla dubbia bellezza e prive di efficacia pratica (quantomeno dal mio personale punto di vista):

non fanno ombra quando sono basse e - in genere - non ne fanno granché neppure quando sono alte, a meno che non siano fittamente assiepate.


🌴 Il problema non è tanto la palma in sé quanto il senso di tagliare alberature sane già esistenti per sostituirle con le palme ornamentali.

⁉️ E la domanda che mi pongo è più o meno sempre la stessa:

perché sacrificare le belle e riservate tamerici, gli stupendi pini marittimi che ombreggiano tanti viali litoranei, i frondosi e fioriti oleandri che rallegrano la vista?


🌳 Personalmente nessuna palma è ancora riuscita a suggestionarmi, né a rinfrescarmi, come le lunghe infilate prospettiche di pini "a ombrello"; 

🌺 nessuna palma è ancora riuscita a incantarmi come la vivida bellezza mediterranea dei rigogliosi oleandri; 

🌳 nessuna palma è ancora riuscita ad affascinarmi come le selvatiche e discrete tamerici.


🌴 - Sempre opinione personale - discorso diverso si potrebbe fare per alcuni esemplari di palma coltivati negli orti botanici - ben curati - e per le utili palme "da frutto" che però, per differenti motivi pratici, non potremmo piantumare sulle vie litoranee.


Mauro

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(Nella foto in alto: spazio a verde lungo un tratto del Lido di Tortoreto - agosto 2019;

l'inquadratura - "al volo" - raccoglie le essenze in questione: 

tamerice, pini, oleandro e...palme 😄)

sabato 27 agosto 2022

JENS ERIK CARL RASMUSSEN - PAESAGGISTA E NON SOLO

 



JENS ERIK CARL RASMUSSEN - 

PAESAGGISTA E NON SOLO


📌 🎨 JENS ERIK CARL RASMUSSEN (1841-1893), danese, pittore paesaggista e non solo.


📌 Nella sua ricca produzione troviamo vedute della vasta terra di Groenlandia 🇬🇱, della sua popolazione Inuit, e anche altro: 

scene di genere e in particolare scene marittime, con qualche sguardo anche al Mediterraneo italiano (ad es. la costiera di Sorrento); paesaggi estivi e paesaggi invernali; ritrattistica.  


🎨 Una selezione di opere d'arte di Carl Rasmussen è disponibile in: 

https://g.co/kgs/jbtpQb


🎨 Una più ampia galleria è invece consultabile all'indirizzo:

http://www.artnet.com/artists/carl-jens-erik-c-rasmussen/past-auction-results

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➡️ Nell'immagine in alto: il sole di mezzanotte dalla costa groenlandese

 (《Midnatsstemning ved den grønlandske kyst = Atmosfera di Mezzanotte sulla costa di Groenlandia》, 1872)


( Fonte immagine: 

https://da.m.wikipedia.org/wiki/Fil:Carl_Rasmussen_-_Midnatsstemning_ved_den_gr%C3%B8nlandske_kyst_-_KMS993_-_Statens_Museum_for_Kunst.jpg )

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domenica 21 agosto 2022

LA 《CORSA DEI BÀRBERI》

LA 《CORSA DEI BÀRBERI》


Uno spunto di storia romana da una bella foto condivisa da Walter Cavalieri nel gruppo Facebook《Foto Inedite e Rare (2)》, dal gruppo 《Memorie di Roma》.

https://www.facebook.com/groups/142434417351616/permalink/476345137293874/


L'immagine riporta in didascalia: 《Piazza del Popolo, 1870 (Digital Public Library)》.


La celebre Piazza romana è ritratta in una foto scattata dal lato del Pincio, con la visuale rivolta verso l'asse di Via Cola di Rienzo, che conduce oltre il Tevere.

In fondo si vede infatti la Cupola della Basilica di San Pietro Apostolo in Vaticano.

In primo piano si vede una delle due colonne 《rostrate》 ossia con ròstri lungo il fusto, àncore sempre lungo il fusto, e - in cima - una panòplia, ossia un assortimento di armi e corazze disposte a trofeo. La tipologia richiama le colonne rostrate trionfali dell'Antica Roma.


L'inquadratura della foto è stretta sulla piazza, per cui non si vede Porta del Popolo (o Porta Flaminia).

La Porta civica è infatti situata sulla destra, però fuori dal campo dell'immagine.

A sinistra c'è invece via del Corso, sempre fuori dal campo visivo dello scatto.

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Nella foto d'epoca appena descritta, si nota un'arena installata alla sinistra dell'obelisco, sul lato di Via del Corso.


Tra i commenti al post del gruppo 《Memorie di Roma》 si legge che l'arena veniva installata per la 《Corsa dei cavalli bèrberi (o bàrberi)》.


Da articoli/racconti postati in diversi siti a tema, si apprende che questa corsa di cavalli era una tradizione del Carnevale romano, la quale risaliva ai tempi della Roma pontificia, e che si svolse - pare - fino al 1883 quando venne abolita dalle autorità pubbliche.


I cavalli in gara partivano da Piazza del Popolo, come in un palio, percorrevano la Via Lata (oggi Via del Corso, prolungamento urbano della Via Flaminia), e giungevano infine in Piazza San Marco (oggi Piazza Venezia). 

A differenza di altri palii, i cavalli bèrberi - ornati di piumaggi - non erano guidati da un fantino ma venivano pungolati mediante il cosiddetto 《espediente della prescia》, e incitati lungo il percorso attraverso la folla di spettatori che assistevano.

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In un dipinto si vede la partenza da Piazza del Popolo, in un'arena molto simile a quella della foto del 1870.

( Fonte immagine dipinto:

https://www.visitareroma.eu/wp-content/uploads/2018/01/BERBERI.PIAZZADELPOPOLO.jpg )


La prospettiva di questo dipinto è situata a un angolo di circa 90° rispetto alla prospettiva della foto del 1870.

Il dipinto ritrae la partenza della corsa dal lato di Via del Corso, guardando verso l'obelisco e, più in fondo, verso Porta del Popolo (Porta Flaminia); quest'ultima con alcune differenze rispetto all'aspetto odierno.

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Ringrazio Walter Cavalieri per la foto di spunto.


Mauro

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Di seguito, un po' di sitografia di riferimento:


https://www.laziogourmand.com/il-carnevale-romano-e-la-corsa-dei-cavalli-berberi/


https://www.museodiroma.it/it/opera/la-corsa-dei-barberi


https://www.raccontidalvicinato.it/il-carnevale-romano-e-la-corsa-dei-cavalli-barberi/


https://www.visitareroma.eu/la-via-del-corso-la-sua-storia-legata-al-carnevale/


https://www.visitareroma.eu/non-mette-la-prescia-al-culo/


 

martedì 16 agosto 2022

IL PENNERONE - Vocaboli e toponimi agrari

La nostra storia agraria, vocaboli e toponimi - Il PENNERONE


🟢 Il PENNERONE / Il PINNERONE / Ju PINNERO'


📌 Si tratta di una pietra cilindrica, più o meno grande, che serviva per la spremitura (torcitura) dell'uva/vinacce o delle olive, a seconda dei casi e delle zone.
Al centro di questa pietra veniva fissato un asse verticale, spesso in legno, dotato di 《manici》 sporgenti che servivano per far ruotare il palo insieme al pinnerone.
La rotazione poteva essere a trazione umana o animale (ad esempio un asino).


➡️ Talora, per estensione, questo vocabolo può essere anche topònimo indicante il luogo/località in cui si trovava il 《pennerone》.
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📌 Una nuova parola, quindi, dalla nostra storia agraria, sempre da un post pubblicato nel gruppo Facebook 《Paganica de 'na vote》:


Nel post è citato un passo estratto da un documento d'archivio del 1807: 

《[...] dove posa la pietra del torcitore, o sia il pennerone [...]》.
Nello stesso post è presente anche una foto, del signor Francesco de Paulis, che ritrae un pennerone ancorato all'asse verticale di legno, sito a Paganica nelle campagne del Contado a est di L'Aquila.


📌 Un'altra attestazione del 《pennerone》, è testimoniata dalla signora Antonella Pezzopane che racconta del 《PINNERONE》 di Onna, a poca distanza da Paganica, sempre nella campagna aquilana:
《A Onna  c'era il pinnerone!   Era il posto di ritrovo per  fare due chiacchiere. Sempre pieno di  giovani  la sera.》.

📌 《Ju PINNERO'》 di Onna, di cui parla anche la signora Marzia Masiello in questo post del 2020 su "Radio L'Aquila 1":

Nel caso di Onna sarebbe bello e importante ricollocarne un esemplare nel luogo in cui si trovava, per coltivarne attivamente il significato sociale negli usi e nella memoria storica del paese.
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📌 Un'altra testimonianza dei 《pinneroni》 si ritrova, ad esempio, anche nella Bassa Valle dell'Aterno, come ad Acciano (L'Aquila):
《[...] Acciano è famosa per le sue cantine scavate nella roccia calcarea, dove, non in tutte, si trova una grossa pietra cilindrica chiamata “pinnerone” che serviva a spremere le vinacce [...]》
(Da:
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📌 Il pinnerone per la spremitura delle olive è invece narrato in questo post del 2005:

Il meccanismo descritto è sostanzialmente sempre lo stesso, come abbiamo visto, a prescindere che si tratti di uva/vinacce o di olive:
《[...] Quanta fatica per farlo,per trasportarlo al "montano"dove veniva appeso ad un asse come pressa e dove un asino paziente e rassegnato iniziava,come un rito,a girare intorno al palo,muovendo le grosse pietre circolari [...]》.
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Un ringraziamento, per gli spunti, alla signora Antonella Pezzopane per la sua testimonianza diretta del 《pinnerone》 di Onna e al signor Fernando Rossi, studioso e amministratore del gruppo Facebook 《Paganica de 'na vote》, autore dell'interessante post.


Mauro