lunedì 29 dicembre 2025

《POKER D'ASSI... AQUILANI》

 

Immagine 1 - La Fontana della Rivera, popolarmente nota come la Fontana delle 《99 Cannelle》.
Disegno su piastrella realizzato
dall'artigiano Gabriele Di Natale (2010).



Immagine 2 - La 《Fontana Luminosa》, in Piazza
Battaglione Alpini L'Aquila.
Disegno su piastrella realizzato
dall'artigiano Gabriele Di Natale (2010).



Immagine 3 - La Basilica di Santa Maria Assunta in Collemaggio, ricca di storia e di
significati religiosi e civici.
Disegno su piastrella realizzato
dall'artigiano Gabriele Di Natale (2010).



Immagine 4 - La Fortezza cinquecentesca, particolare con un primo piano del Bastione Sud da dove osserviamo il ponte e il portale d'ingresso (a destra),
e il Bastione Ovest (a sinistra).
Disegno su piastrella realizzato
dall'artigiano Gabriele Di Natale (2010).





Poker d'assi...aquilani》!

Con la riapertura al pubblico della Fortezza si è completato il cerchio simbolico di queste quattro piastrelle figurate, inserite a decorazione di un rivestimento maiolicato richiamante idealmente i 《cubetti》calcarei dei selciati e degli apparecchi murari aquilani. 

Poste in opera verso la fine del 2010, decorate in stile pastello dall'artigiano Gabriele Di Natale (a cui queste immagini vanno come stima e come omaggio alla Memoria), queste piastrelle decorative ritraggono quattro monumenti scelti tra i molti rappresentativi della Città dell'Aquila, e patrimonio di chiunque al Mondo sappia apprezzare il valore della Bellezza e della Storia.

Per quindici anni le ho contemplate tutti i giorni, facendo visivamente il punto del recupero dei rispettivi monumenti: 
questo sì》, 《questo in corso》, 《questo ancora no》, finché pochi giorni fa sono diventati tutti e quattro 《》!


In ordine cronologico:
• Immagine 1 - La Fontana della Rivera (Quarto di San Giovanni);
alla fine del 2010 era stato completato il restauro della Fontana della Rivera, le 《99 Cannelle》, grazie al FAI (Fondo Ambiente Italiano), primo importante monumento ricostruito dentro le mura della città.
• Immagine 2 - La 《Fontana Luminosa》(Quarto di Santa Maria), 
funzionante ma bisognosa di un importante lavoro di manutenzione e riparazione del monumento e degli impianti, realizzato grazie all'Associazione Nazionale Alpini e concluso nel dicembre del 2016 con l'inaugurazione della Fontana rinnovata.
• Immagine 3 - La Basilica di Santa Maria Assunta in Collemaggio (Quarto di San Giorgio fuori le Mura), 
riaperta temporaneamente tra la fine del 2009 e il 2013, poi chiusa, ricostruita in due anni con il contributo dell'ENI e riaperta alla fine del 2017.
• Immagine 4 - E il 19 dicembre 2025 il Castello (Quarto di Santa Maria),
la Fortezza cinquecentesca simbolo di oppressione per quattro secoli e oggi, invece, orgoglio della città dopo la sua conversione a cittadella culturale a partire dalla metà del Novecento.


E così, adesso, guardo finalmente quelle piastrelle con il sollievo di un sentimento di compiutezza.


Mauro Rosati
_______________________



domenica 28 dicembre 2025

LA SACRA FAMIGLIA IN LETTERE

 

Fig. 1 - Stemma originale della
Congregazione delle Sorelle
della Sacra Famiglia
,
con il motto 《DIO SOLO》
su cartiglio. 

(Fonte immagine: 《Araldica Civica》).




Fig. 2 - Stemma ridisegnato
con accentuazione
degli smalti araldici,
in particolar modo
dello smalto metallo oro. 

(Fonte immagine: 《Araldica Civica》,
disegno di Massimo Ghirardi).





《Sacra Famiglia》, c'è anche quando non si vede:

il riferimento è agli stemmi (originale e ridisegnato) della Congregazione delle Sorelle della Sacra Famiglia (figg. 1, 2).

---------------------------------


L'immagine

La Sacra Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe è un'immagine che abbiamo ben presente quando osserviamo ad esempio una Natività nelle sue molteplici rappresentazioni figurative: il Bambino al centro con Maria e Giuseppe ai suoi lati.


La ricorrenza.

Alla Sacra Famiglia è dedicata una ricorrenza annuale: 

si tratta di una celebrazione 《mobile》(variabile) poiché per la Chiesa cattolica di Rito Latino (Chiesa Romana) essa cade nella domenica fra il Natale e il Capodanno civile (Ottava del Natale), 

come ad esempio quest'anno, oggi, domenica 28 dicembre 2025.

Quando invece il Natale è di domenica e non c'è quindi nessun'altra domenica fino al 31 dicembre compreso, allora la Sacra Famiglia si celebra il 30 dicembre.

--------------------------------


La Sacra Famiglia nei 《compendî》 araldici.

I due stemmi nelle immagini rappresentano la Sacra Famiglia in modo differente: non tramite raffigurazione diretta, bensì mediante tre fiammelle che ardono su una lampada a tre fuochi (lampada trilìcne) e soprattutto mediante i tre 《compendî》 (sintesi, abbreviature) che vediamo in alto negli stemmi.

I tre compendî:

- al centro riconosciamo facilmente il trigramma bernardiniano del Nome di Gesù nella versione latinizzata《IHS》, e quindi Gesù stesso;

- alla nostra sinistra vediamo il monogramma mariano con le lettere 《A, M》 sovrapposte, e quindi Maria;

- infine, meno noto e per questo particolarmente interessante, vediamo sulla nostra destra il trigramma di Giuseppe (IPH=IosePH), e quindi Giuseppe stesso.

Ecco quindi la Sacra Famiglia raffigurata in lettere. 

----------------


Gli stemmi.

Le due immagini sono rispettivamente la versione originale (fig. 1) e quella rielaborata (fig. 2) dello stemma della Congregazione delle Sorelle della Sacra Famiglia, che viene così blasonato:

- 《 D’oro, alla lampada a tre fiammelle sospese a tre catene, che si congiungono in alto in un unico anello; al capo d’azzurro caricato dai monogrammi AM, IHS e IPH in lettere d’oro 》.



Mauro Rosati

---------------------------------


Fonti essenziali di riferimento:

-《Araldica Civica》(per gli stemmi), a cura di Bruno Fracasso e Massimo Ghirardi;

- 🌐 https://www.santiebeati.it/dettaglio/22175

(per la ricorrenza);

- 🌐 https://www.sorellesacrafamiglia.it/ 

(pagina ufficiale della Congregazione delle Sorelle della Sacra Famiglia).

____________________



venerdì 26 dicembre 2025

ICONOGRAFIE - SANTO STEFANO PROTOMARTIRE

 

Immagine n. 1 - San Benedetto in Perillis (L'Aquila);
chiesa di San Benedetto, particolare:
martirio di Santo Stefano.

(Foto: Mauro Rosati, 2025)


Immagine n. 2 - Assergi (L'Aquila);
chiesa parrocchiale di
Santa Maria Assunta, particolare:
affresco raffigurante Santo Stefano.

(Foto: Mauro Rosati, 2025)


Iconografie

26 dicembre - Santo Stefano protomartire (=《primo martire》); 

primo martire cristiano dopo il sacrificio del Cristo stesso, da cui l'attributo del ramo di palma a caratterizzare l'iconografia dei màrtiri cristiani.

---------------------------------------


Vediamo ora due raffigurazioni comparate di Santo Stefano, con due immagini dal Contado Aquilano, da due castelli-borghi nel Quarto di Santa Maria fuori le Mura.


• Immagine 1

🚩  San Benedetto in Perillis (L'Aquila), chiesa monastica di San Benedetto:

affresco raffigurante il martirio di Santo Stefano, per lapidazione.


Immagine 2

🚩 Assergi (L'Aquila), chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta:

sotto l'arco tra la navata destra e il presbiterio, un brano di affresco dove intravediamo Santo Stefano, identificato anche dalla scritta in alto, raffigurato secondo l'iconografia più tradizionale.

Santo Stefano viene infatti rappresentato con l'attributo iconografico di un sasso sul capo, allusione al suo martirio per lapidazione:

nell'immagine di Assergi intravediamo proprio la pietra sul capo, seguendo con lo sguardo la linea dell'aureola.



Mauro Rosati

______________________



venerdì 19 dicembre 2025

2ª parte - LE BANDIERE COME FORMA DI EDUCAZIONE CIVICA QUOTIDIANA







Di nuovo sulla problematica delle bandiere esposte in modo indecoroso, facendo seguito a precedenti post a tema:

🌐

https://pianetalaquila.blogspot.com/2025/10/le-bandiere-come-forma-di-educazione.html?m=1

(16 ottobre 2025)

🌐

https://pianetalaquila.blogspot.com/2025/06/siamo-fatti-anche-di-simboli.html?m=1

(08 giugno 2025)


Un'altra scuola della nostra città, stessa situazione dei post sopracitati (vedi immagini):

bandiere esposte ridotte a 《cenci》, forse anche peggio delle pezze con cui si fanno le pulizie.


Senza ripetere quanto già esposto nei post precedenti (che potete consultare dai link più in alto), giova semplicemente ribadire il concetto che la dignitosa esposizione delle bandiere è una forma di educazione civica, ancor più importante quando parliamo di luoghi di formazione come scuole, università, e non solo.


Quei semplici《drappi colorati》rappresentano il senso di condivisa appartenenza a una Comunità:

locale, nazionale, sovranazionale.

Comunità nelle quali ci riconosciamo, per origini e/o per libera scelta.

Non qualcosa che ci divide, bensì qualcosa che ci unisce: a partire dalle nostre realtà locali.

Sempre con l'auspicio che anche la nostra bandiera civica locale possa essere esposta negli edifici pubblici del territorio comunale.


Una casa ben tenuta si vede già da fuori all'ingresso.



Mauro Rosati

--------------------------------


Chi ha sensibilità riguardo alla tematica, può condividere.

____________________________



giovedì 18 dicembre 2025

LA 《FLÈCHE》

 



Fluctuat nec mergitur》 - La 《Flèche》!


Un gradito e inatteso omaggio giunto direttamente da Parigi!

Un semplice ma elegante segnalibro, finemente disegnato, che celebra la 《Flèche》, la grande guglia della Cattedrale di Notre-Dame di Parigi, ricostruita fedelmente tra il 2023 e il 2024 dopo il crollo provocato dal grave incendio del 15/04/2019, il quale distrusse gran parte della copertura dell'edificio e danneggiò alcune delle volte interne alla chiesa.


- 《Le coq》🐓 

Sulla punta del segnalibro, non visibile in foto, si vede un volatile in bassorilievo: si tratta del gallo (《le coq》), uccello dai diversi simbolismi, che venne posto in punta alla 《Flèche》nel progetto ottocentesco della guglia poi crollata durante l'incendio del 2019. Il gallo è stato ritrovato tra le macerie della 《Flèche》 ottocentesca, poi riprodotto fedelmente e infine ricollocato in copia sulla 《Flèche》 ricostruita.

Il gallo precedente verrà invece musealizzato.


- L'apostolo Tommaso

Alla base del segnalibro si vede inoltre una figura che guarda verso l'alto: si tratta della statua dell'apostolo Tommaso che volge lo sguardo verso la guglia e, pare, somigliante all'architetto Eugène Viollet-le Duc, progettista della 《Flèche》ottocentesca. L'opera fa parte del gruppo di statue degli apostoli che si sono salvate dal crollo in quanto erano state rimosse durante il cantiere di restauro che era in corso quando scoppiò l'incendio del 15/04/2019.


- Un segnàcolo urbano ⛪ 

La grande guglia di Notre-Dame rappresenta uno dei principali punti di riferimento visivi nel profilo urbano di Parigi e, inoltre, conferisce un notevole slancio verticale a un grande edificio che si sviluppa ampiamente in orizzontale, bilanciando quindi le due componenti (orizzontalità e verticalità).

-----------------------------------------


Come da programma, la Cattedrale parigina di Notre-Dame è stata riaperta al pubblico verso la fine del 2024, restituendo a Parigi, alla Francia, all'Europa e al Mondo un monumento di grande spessore storico e architettonico che appartiene all'intera Umanità.


Tutta la mia costante riconoscenza ai Vigili del Fuoco, alle maestranze, ai progettisti, e a tutti gli altri attori che hanno prima salvato e poi ci hanno ridonato questa inestimabile opera architettonica.



Mauro Rosati

-------------------------------


👉 Qui di seguito un po' di storia delle tre guglie che si sono succedute dal Settecento ad oggi (URL consultato in data 18/12/2025): 🌐

https://www.paris.fr/pages/l-histoire-en-images-de-la-fleche-de-notre-dame-6716

(📰《Paris》, 28/11/2024)

____________________________


martedì 16 dicembre 2025

L'AQUILA: UN'IMMAGINE EVOCATIVA

 

Prima immagine.
(Per l'immagine, rielaborata con IA, si ringrazia Alessandro Serreli)


Seconda immagine.
Immagine originale dalla quale è tratta
la rielaborazione della foto precedente.
(Si ringraziano per l'immagine Sandro Zecca e Alessandro Serreli)



L'AQUILA: UN'IMMAGINE EVOCATIVA.

Commentando una stampa seicentesca rielaborata che sintetizza alcuni degli aspetti sacri e civici della Città dell'Aquila.


Ringrazio Alessandro Serreli per l'immagine allegata (la prima in alto), rielaborata con l'IA e ravvivata nei colori e nella leggibilità, con alcuni dettagli da osservare nella comparazione con l'originale (seconda immagine), segnalatami sempre dallo stesso Alessandro Serreli. 

L'originale della stampa rielaborata è tratto dal libro: 

📖《Vite de' SS. protettori della fedelissima città dell'Aquila raccolte da diversi autori, e nel volgare Italiano ridotte dal p. Vincenzo Mastareo》, 

opera del padre gesuita Vincenzo Mastareo aquilano, in collaborazione con Egidio Longo, Real Biblioteca, Gesuiti,

èdita in Napoli per Egidio Longo, anno MDCXXVIII (1628).

-----------------------------------------


Vediamo ora alcuni dettagli di questa interessante immagine, anche in relazione alla versione originale.


📍I santi patroni.


• In alto a sinistra, San Massimo d'Aveja, levita e martire, patrono dell'Aquila ed eponimo della Civita di San Massimo (《Civitas Sancti Maximi》), corrispondente all'odierna Civita di Bagno, l'antica 《Forcona》, dove sorgono i resti notevoli dell'antica Cattedrale forconese ad egli intitolata.

Le spoglie di San Massimo vennero traslate nel Duomo dell'Aquila a inizio Quattrocento e non se ne conoscono notizie sull'ubicazione dopo il crollo della Cattedrale cittadina durante il sisma del 02/02/1703, e successiva ricostruzione.

San Massimo d'Aveja è anche patrono del Quarto di San Giovanni e, insieme a San Giorgio, è titolare della nostra Cattedrale metropolitana.


• In basso a sinistra, San Bernardino da Siena raffigurato secondo un'iconografia meno nota ma ricca di significato.

In questo caso, infatti, l'immagine di San Bernardino è accompagnata da tre mitrie che volano via:

è un'allusione al fatto che Bernardino rifiutò per almeno 3 volte incarichi vescovili, oltre che il cardinalato, dopo l'assoluzione dal processo ecclesiastico subìto nel 1426-1427, durante il pontificato di Martino V (regnante 1417-1431).

In sostanza questa iconografia richiama lo stesso concetto del triregno (copricapo del papa) che viene spesso raffigurato ai piedi di Celestino V come allusione alla rinuncia da pontefice.

Nella stampa originale si osserva anche un libro nella mano destra del Santo, sul quale si legge integralmente il trigramma nella versione latina 《 IHS 》, crocettato e con i tre chiodi della crocifissione disposti a ventaglio in basso.

Nella versione rielaborata che vediamo, inoltre, il Santo si presenta con capelli e barba folti, rispetto all'iconografia consueta che lo ritrae calvo e senza barba.

San Bernardino da Siena è anche patrono del Quarto di Santa Maria.


• In alto a destra vediamo il già citato San Celestino V papa, recante una croce nella mano sinistra, con il triregno da papa appoggiato di lato, come allusione all'atto di rinuncia al pontificato nel dicembre del 1294.

Nella stampa originale la croce sorretta da Celestino V è una croce a tre traversi (tre bracci orizzontali), attributo tradizionale della croce papale.

San Celestino V è anche patrono del Quarto di San Giorgio.


• Infine, in basso a destra, Sant'Equizio abate, la cui raffigurazione in questo caso pone alcuni interrogativi iconografici.

A prima vista non è chiara con certezza quella torre che si vede nell'immagine rielaborata e, in modo più chiaro, in quella originale, in secondo piano, alle spalle di Sant'Equizio abate;

e incuriosisce anche quella corona(?) intorno al capo di Equizio stesso che però, nell'originale si rivela essere un segno più semplice, quasi come un riccio di capelli sul capo calvo.

Nella versione rielaborata la torre rammenta un po' le colonne degli stiliti, quei monaci asceti che si ritiravano a vivere in eremitaggio sulla sommità di una colonna appunto; nella versione originale del Sant'Equizio, invece, evidenziata da Sandro Zecca, si distingue nettamente una torre, che pone un ulteriore spunto di approfondimento rispetto all'iconografia di Sant'Equizio.

Sempre nella comparazione tra la rielaborazione e l'originale si osserva che, nell'originale, il Santo monaco e abate amiternino reca nella mano sinistra un bàculo pastorale con relativo riccio sulla punta, attributo di abate e quindi di《capo》e guida spirituale delle sue comunità monastiche.

Ogni osservazione riguardo alla torre può essere utile per una migliore lettura dell'iconografia in questione.

Sant'Equizio abate è anche patrono del Quarto di San Pietro.

-----------------------------------


📍Il cartiglio.

• Il cartiglio bìfido in alto, di cui è chiara l'esaltazione dell'aquila, uccello che pone i suoi nidi nei luoghi più elevati, riporta anche il riferimento biblico da cui è estratta e rielaborata la frase; 

di seguito l'originale dal Libro di Giobbe:

NVMQVID AD PRAECEPTVM TVVM ELEVABITVR AQVILA ET IN ARDVIS PONET NIDVM SVVM? 》(Liber Iob 39, 27)

=《 O al tuo comando l'aquila s'innalza e pone il suo nido sulle alture? 》(Giobbe 39, 27).

L'esaltazione del volatile è esaltazione dell'Aquila in quanto città posta in altura, esattamente come il nido di un'aquila, e quindi più vicina alle sfere celesti.

La città è raffigurata in basso con veduta 《a volo d'uccello》.

---------------------------


📍L'aquila civica centrale.

• Al centro della stampa vediamo la nostra bella aquila civica, con tanto di corona, in una delle sue diverse versioni storiche: in questo caso come un'aquila in maestà (posta frontalmente) e dal《volo alzato》, ossìa con le punte delle ali rivolte verso l'alto.

--------------------


📍Il trigramma bernardiniano.

• Come di consueto nelle raffigurazioni storiche, l'aquila civica è sormontata dal trigramma bernardiniano del Nome di Gesù, in questo caso nella versione latinizzata《 IHS 》, con l'《 H 》crocettata sostenente una croce latina 《patente》, ossìa con i bracci che si allargano verso l'esterno.

Il trigramma è accompagnato dai tre chiodi della crocifissione posti in basso, che nella versione originale spuntano da un cuore, e il tutto è contenuto all'interno di un sole raggiante.

Quella raffigurata in questa stampa è una forma del trigramma bernardiniano assimilabile a quella adottata da Sant'Ignazio di Loyola come stemma della Compagnia di Gesù (《Societas Iesu》), ossìa i Gesuiti, da egli fondata. Nel caso specifico, tra l'altro, l'originale dell'immagine che stiamo commentando è parte integrante di una pubblicazione curata proprio da un padre gesuita.

--------------------------------


Una nota conclusiva a complemento.

- Al giorno d'oggi, quando parliamo di patroni e compatroni dell'Aquila, dobbiamo annoverare anche San Giorgio (già menzionato sopra come contitolare della Cattedrale metropolitana dell'Aquila) il quale potrebbe essere stato il primo patrono dell'Aquila, sulla base di evidenze storiche emerse da ricerche dello studioso Sandro Zecca 

e anche sulla base di un fatto significativo riportato da una cronaca cittadina: nel corso del Quattrocento, un vescovo dell'Aquila (segnalato come Amico Agnifili dal prof. Enrico Cavalli) si rifiutò di benedire un nuovo gonfalone civico-religioso destinato alla Cattedrale poiché chiedeva che venisse aggiunto San Giorgio in qualità di contitolare del Duomo.

- Un altro aspetto che richiede attenzione è il culto di Sant'Emidio, diffusosi nel corso del Settecento e molto sentito ancora nella prima metà del Novecento, con almeno un'immagine d'epoca che attesta una processione in suo onore. Non è un caso se nella Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio esiste un altare dedicato a Sant'Emidio vescovo, fatto realizzare per iniziativa delle istituzioni civiche aquilane, quindi da tutta la Comunità, e situato sul lato destro del transetto (lato Via Rojo).

- Infine, va doverosamente menzionato San Vittorino di Amiterno, vescovo e martire, che dal 1943 è stato elevato a compatrono dell'Aquila, a pari dignità, per iniziativa dell'allora arcivescovo (e futuro cardinale) Carlo Confalonieri.



Mauro Rosati

_____________________



sabato 13 dicembre 2025

SANTA LUCÌA, TRA CULTO E ASTRONOMIA

 

Collepietro (L'Aquila),
chiesa parrocchiale di
San Giovanni il Battista:
dipinto raffigurante Santa Lucìa.
• In alto, fuori dal campo della foto, è menzionato l'autore del dipinto, Domenico di Beffi,
ai piedi dell'immagine di una Madonna con Bambino:
《 DOMINICVS • DE • BEFFIO • PINXIT • HOC 》.
• In basso, l'iscrizione dedicatoria del committente del dipinto, Antonio Re[...]i di Acciano, datata 23 novembre 1537:
《 HOC • OPVS • FIERI • FECIT • ANTONIVS /
RE[...]I DE ACCIANO ABITANTE IN COLLE /
PETRO PRO SVA DEVOTIONE AN(N)O D(OMI)NI /
• 1537 • DIE VERO 23 MENSIS 9BRIS [novembre] 》.
-------------------------

Si ringrazia la Pro Loco di Collepietro.
(Foto: Mauro Rosati, 2025)



Villagrande di Tornimparte (L'Aquila),
chiesa parrocchiale
(già collegiata) di San Pànfilo:
dipinto raffigurante Santa Lucìa.

------------------------------------------------------
Si ringrazia la Pro Loco di Tornimparte.
(Foto: Mauro Rosati, 2025)


Collepietro (L'Aquila),
chiesa parrocchiale di
San Giovanni il Battista:
dipinto raffigurante Santa Lucìa.

------------------------------------------------------
Si ringrazia la Pro Loco di Collepietro.
(Foto: Mauro Rosati, 2025)



13 Dicembre - 

La tradizione di Santa Lucìa,

tra culto e astronomia.


📍Dal punto di vista devozionale e iconografico Santa Lucia è sicuramente tra le sante e i santi più popolari e più immediatamente riconoscibili nelle loro raffigurazioni. 

↪ La figura di Santa Lucia è infatti caratterizzata generalmente da un 《piatto》, o da un calice, sul quale reca due occhi, riferimento iconografico al suo martirio; calice e piatto che sembrano richiamare figurativamente il calice e la patena eucaristici, quasi come a voler legare visivamente il supplizio della Santa con il sacrificio di Gesù stesso.

E, per 《contrappasso》 in positivo, proprio il suo supplizio ha reso Santa Lucia la santa della vista e, per collegamento concettuale, la santa della luce: 

non c'è luce senza vista, 

non c'è vista senza luce.

↪ E Lucìa suona proprio come un nome 《parlante》la cui etimologia è legata appunto alla luce.

--------------


📍Il legame tra Santa Lucia e la luce appare evidente anche dal periodo dell'anno in cui cade la sua ricorrenza, caratterizzato dalle giornate con meno ore di luce in assoluto, nonché dai detti popolari.

↪ Tra questi ne citiamo uno:

《 Santa Lucia, 

il giorno più corto che ci sia 》.


❓ E qui sorge spontanea una domanda:

perché 《il giorno più corto》 se il Solstizio d'Inverno cade invece il 21-22 dicembre?


❗Perché nei giorni compresi tra il 13 dicembre (Santa Lucia) e il 21-22 dicembre (Solstizio d'Inverno), si verifica uno specifico fenomeno astronomico:

a partire dai giorni intorno a Santa Lucia, il sole inizia a tramontare più tardi, ma le giornate continuano ad accorciarsi fino ai giorni intorno al Solstizio d'Inverno.


❓Com'è possibile questo apparente paradosso?


❗Consultando le effemèridi, con gli orari dell'alba e del tramonto, ci accorgiamo che dal 13 dicembre il sole tramonta più tardi il pomeriggio ma in compenso sorge più tardi al mattino, per cui le ore totali di luce continuano a diminuire.

↪ Tuttavia, poiché la maggior parte delle attività umane si svolge durante la giornata, siamo più portati a notare il sole pomeridiano che tramonta più tardi, piuttosto che il sole mattutino, il quale sorge a sua volta più tardi compensando l'allungamento del pomeriggio.

Tra l'altro il sorgere del sole continua a ritardare fino a tutta la prima dècade di gennaio.


📍Si tratta di differenze sull'ordine dei minuti, che magari noi contemporanei percepiamo poco o nulla per via dell'illuminazione artificiale, mentre i nostri nonni e bisnonni, che molto più di noi, per necessità, regolavano le loro attività in funzione della luce naturale, erano più portati a percepire queste piccole differenze di luminosità giorno dopo giorno.



Mauro Rosati

_____________________


Sul tema vedi anche: 🌐

https://pianetalaquila.blogspot.com/2022/12/tra-santandrea-esanta-lucia-il-giorno.html?m=1

_____________________


giovedì 11 dicembre 2025

«CITTÀ DELL'AQUILA» (2ª parte) - Riferimenti normativi


Gonfalone municipale della Città dell'Aquila:
non sono presenti né la dicitura 《Città dell'Aquila》,
né la corona di città, in alto al di sopra dello scudo,
né gli altri ornamenti esteriori da città.

(Fonte immagine: Facebook,
associazione 《Quarto di San Pietro》).

 


Il presente post segue e integra il precedente ( qui consultabile ), esponendo i principali riferimenti normativi ( https://pianetalaquila.blogspot.com/2025/10/citta-dellaquila.html ).


Come già esposto nel primo post sul tema, il nostro gonfalone municipale avrebbe necessità di qualche «aggiornamento», così come – contestualmente – lo stemma che identifica la nostra Città dell’Aquila richiederebbe l’aggiunta degli ornamenti esteriori da città.

Per «aggiornamento» s’intende ovviamente la realizzazione di una nuova versione del gonfalone, con relativa rispettosa musealizzazione di quello oggi in uso.


Vediamo ora alcuni riferimenti normativi.

-----------------


1 - Il titolo di «Città» e gli ornamenti esteriori dello stemma civico

Sebbene L'Aquila sia Città («Civitas») fin dalla sua fondazione, e nonostante venga citata come tale nella gran parte delle mappe storiche, soltanto nel 2001 ha ricevuto il titolo onorifico di «Città» anche da parte della Repubblica Italiana, concesso per decreto dal Presidente della Repubblica in data 18/10/2001 (Fonte: copia del citato decreto di riconoscimento è pubblicata nell’edizione a stampa, anno 2002, dello Statuto del Comune dell’Aquila, e consultabile anche tra le immagini del post precedente ).

Ciò nonostante, a distanza di ventiquattro anni, si osserva come sia sul sito istituzionale del nostro Comune sia sul gonfalone municipale, nonché su locandine di eventi patrocinati dal Comune stesso e altre opere realizzate a cura del medesimo Ente, non compare il predicato «Città dell'Aquila», titolo di prestigio di cui si fregiano molti altri Comuni in Italia; e non compare neanche la corona turrita d'oro, attributo araldico del rango di «Città», così descritta nella pagina ufficiale della Presidenza del Consiglio - Ufficio del cerimoniale di Stato e per le Onorificenze:

«I Comuni insigniti del titolo di città utilizzano una corona turrita, formata da un cerchio d'oro aperto da otto pusterle (cinque visibili) con due cordonate a muro sui margini, sostenente otto torri (cinque visibili), riunite da cortine di muro, il tutto d'oro e murato di nero.»  ( https://presidenza.governo.it/onorificenze_araldica/araldica/caratteristiche_tecniche.html ; URL consultato in data 29/11/2025 ).

Il medesimo Ufficio per le Onorificenze e la relativa normativa di riferimento (D.P.C.M. 28 gennaio 2011 - art. 5) specificano che, nel gonfalone, lo stemma dell'ente «Città» deve essere sormontato dalla corona già descritta e dall'iscrizione centrata (convessa verso l'alto) dell'ente medesimo (nel nostro caso «Città dell'Aquila»). Inoltre, le parti metalliche, così come i ricami, i cordoni, l'iscrizione e le bullette a spirale del gonfalone devono essere d'oro per gli stemmi del Comune insignito del titolo di «Città».

Contestualmente, sempre nell’àmbito degli ornamenti esteriori, anche al confronto con altri Comuni e Città, non si riscontra la presenza dei rami d’alloro e di quercia posti all’esterno a partire dalla punta dello scudo civico, con le estremità inferiori poste in croce di Sant’Andrea (《in decusse》) e legate da una «cravatta» tricolore italiana.

In merito ai rami d’alloro e di quercia (le «fronde»), si specifica che essi non sono formalmente menzionati nel D.P.C.M. del 28/01/2011 il quale – tuttavia – all’art. 8 («Disposizione di salvaguardia») precisa che: «Per quanto non espressamente previsto dal presente decreto e annesso allegato A, continuano ad applicarsi le regole della tradizione e prassi araldica».

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, inoltre, nella pagina «FAQ, domande frequenti» del sito istituzionale, alla domanda n. 7 riporta quanto segue:

«[…] Le fronde che ornano lo scudo che ruolo hanno?
Arricchiscono lo scudo ed effigiano l’alloro e la quercia, con le foglie di verde e con le drupe e le bacche d’oro; tali fronde si pongono legate in basso con un nastro tricolorato con i colori nazionali […]»
https://presidenza.governo.it/onorificenze_araldica/araldica/faq.html ; URL consultato in data 29/11/2025 ).

Si cita infine, per maggiore completezza, un estratto dal «Notiziario Araldico», che riassume il tutto riguardo alle fronde d’alloro e di quercia:

«[…] Non sono invece formalmente menzionate le fronde che accompagnano lo scudo ai lati per poi unirsi al di sotto della sua punta, ma il rinvio alla normativa preesistente per quanto non normato dal decreto in questione, oltre alla loro costante presenza nei bozzetti esemplificativi e nelle faq presenti sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri legittimano la comune interpretazione che esse siano previste, e lo siano con le caratteristiche indicate nelle suddette faq: 7) Le fronde che ornano lo scudo che ruolo hanno? Arricchiscono lo scudo ed effigiano l’alloro e la quercia, con le foglie di verde e con le drupe e le bacche d’oro; tali fronde si pongono legate in basso con un nastro tricolorato con i colori nazionali […]»

(Fonte: «Stemmi di città: forme e funzioni dell’araldica civica», in: «Notiziario Araldico», 12/12/2022; https://www.notiziarioaraldico.info/2022121219224/stemmi-di-citta-forme-e-funzioni-dellaraldica-civica/ , URL consultato in data 29/11/2025).

----------------


2 - Gli stemmi dei Quarti

Il nostro gonfalone attuale riporta anche gli stemmi dei Quarti ma, anche sotto questo aspetto, si riscontrano almeno un paio di dettagli che richiedono una revisione correttiva.

Gli stemmi dei Quarti di Santa Maria e di San Pietro (situati agli angoli in alto del gonfalone) sono differenti da quelli indicati nel Decreto di riconoscimento del Capo del Governo n. 4463 del 14 luglio 1937:

- «D'argento, alla testa di moro chiomata di nero, tenente in bocca una rosa al naturale» per il Quarto di Santa Maria; la carnagione del moro, però, nel gonfalone appare più chiara;

- nello stemma del Quarto di San Pietro, invece, si riscontra la mancanza del fondo azzurro descritto nel suddetto Decreto del 1937 («D’azzurro, all’albero piantato su terreno erboso…»).

Il numero del riferimento normativo del 1937 è riportato così come citato in apertura di una pubblicazione in materia, della quale si indicano di seguito i riferimenti bibliografici:

C. BLASETTI, Le arme del Contado Aquilano (Castelli - Ville - Terre), Tipografia Regionale - Roma, stampa 1984; p. 11.

Nella pubblicazione in questione la descrizione dei suddetti stemmi è riportata in ordine diverso rispetto ai nomi, tuttavia sono ben riconoscibili i riferimenti alle arme araldiche dei Quarti di Santa Maria e di San Pietro, oltre a quelle di San Giorgio (indicato come Santa Giusta) e di San Giovanni (indicato come San Marciano).

--------------------


Come cittadini aquilani auspichiamo che il Comune «Città dell'Aquila», con le sue professionalità, voglia affrontare questa importante questione di prestigio per l'immagine istituzionale della nostra Città-Territorio, a maggior ragione ora che ci apprestiamo ad essere «Capitale Italiana della Cultura 2026».



Mauro Rosati

______________________



martedì 9 dicembre 2025

L'AQUILA - LA 《PORTA DEL SOCCORSO》

 




Prospettive!


🚩 L'Aquila, Via Castello (Quarto di Santa Maria); v. immagine.

📍Il nostro sguardo, guidato dall'infilata dei palazzetti (a destra) e delle alberature (a sinistra), giunge fino a Porta del Castello, la più alta in quota tra le porte civiche aquilane: 

risalente all'epoca della costruzione della Fortezza, la vediamo oggi nella versione del 1769, a poca distanza rispetto alla posizione originaria, come osservato dallo studioso Sandro Zecca.

↪ L'assetto estetico odierno di Via Castello (storicamente anche 《Via di/e Porta Castello》) inizia a prendere forma nei primi decenni del Novecento con la piantumazione delle alberature laterali attestate da foto d'epoca. 


Nell'urbanistica.

📍Per la sua posizione perfettamente allineata con l'asse Via Castello-Via Garibaldi, 

in alcuni periodi dell'anno Porta Castello diventa un 《occhiello》 che, come la cruna di un ago, lascia passare i 《fili》 dei primi raggi del sole mattutino, i quali inondano di tonalità dorate la strada, fin verso Via Garibaldi.


La Porta mariana.

📍Prima di uscire dalla Porta, guardando in alto al di sopra dell'arco, vediamo dipinte le inconfondibili lettere sovrapposte《A, M》 , che formano il monogramma mariano.

📍Non è raro trovare questo monogramma su una porta civica, soprattutto sul lato esterno, con l'intento di affidare una città alla protezione della Madonna.

↪ In questo caso, però, le lettere che leggiamo uscendo dalla Porta hanno un significato ancora più specifico:

📍Porta Castello è l'uscita più diretta per chi si reca verso la chiesa della Madonna del Soccorso; da quella posizione vediamo infatti, non a caso, una parte del Cimitero cittadino che è situato nell'ex orto dei Padri Benedettini Olivetani (O.S.B. Oliv. = Ordo Sancti Benedicti Olivetani), l'ordine che fondò il monastero e la chiesa del Soccorso su donazione di Jacopo di Notar Nanni da Civitaretenga, abbiente mercante aquilano del Quattro-Cinquecento che in quella chiesa è sepolto.

↪ Il piazzale antistante alla chiesa e all'ingresso principale del Cimitero aquilano si chiama 《Piazza degli Olivetani》, proprio a memoria dell'ordine che fondò il complesso chiesa-monastero.


Il culto.

📍Il culto della Madonna del Soccorso iniziò a diffondersi nel corso del Quattrocento, secondo le cronache, e per tale motivo venne inizialmente riaperta Porta Leoni (Porta Castello non c'era ancora) la quale era stata chiusa dopo l'interramento delle macerie del terremoto del 1349.

↪ Con la realizzazione di Porta del Castello nel XVI secolo, e con le sue ricostruzioni, l'odierna Via Pescara divenne la 《Via del Soccorso》, come ricordano ancora oggi molti nostri concittadini.


In epoca contemporanea.

Fino al 1967, accanto a Porta Castello sorgeva la casa del dazio della quale rimane una porzione oggi visibile a pochi metri dalla Porta, dal lato del Parco del Castello.

Fino al sisma del 2009 Porta Castello veniva quotidianamente attraversata dal traffico automobilistico canalizzato, con problemi per la conservazione e la fruizione del monumento. A seguito del restauro post-sisma la Porta è stata interdetta al traffico e pedonalizzata, così come la osserviamo oggi: e sarebbe molto bello se la porzione pedonalizzata venisse selciata alla maniera aquilana, valorizzando ancor di più il monumento.


La 《Porta del Soccorso》.

📍Insomma, Porta del Castello, che dalla vicina Fortezza trae il nome, è definibile anche come la Porta del Soccorso, rivestendo nella sua storia una doppia funzione, civica e religiosa.



Mauro Rosati

______________________



domenica 7 dicembre 2025

UN SANT'AMBROGIO "AQUILANO"

 

Villagrande di Tornimparte (L'Aquila),
chiesa parrocchiale di San Panfilo:
particolare con l'affresco raffigurante Sant'Ambrogio,
il cui nome in lingua latina è riportato sulla cornice in capo al riquadro.

(Foto: Mauro Rosati, 2025)


6-7-8 Dicembre: le giornate che ci introducono al cuore delle Festività Natalizie.

Ieri San Nicola, domani l'Immacolata, e oggi Sant'Ambrogio che qui (vedi immagine) vediamo rappresentato nel ciclo di Saturnino Gatti presso la chiesa di San Panfilo in Villagrande di Tornimparte (L'Aquila).


Dottore della Chiesa, raffigurato in abiti vescovili, in questo caso con tanto di guanti finemente dipinti; spesso l'iconografia di Sant'Ambrogio è accompagnata da un favo d'api:

un dettaglio legato a un evento prodigioso quando era ancora in fasce, narrato dalla tradizione agiografica,

e legato metaforicamente anche al suo parlare e al suo scrivere persuasivi che venivano definiti 《dolci come il miele》.


Per la sua forte presenza nella cultura storica milanese, l'aggettivo 《ambrosiano》 è diventato sinonimo di 《milanese》 e di tutto ciò che è legato a Milano... anche nel nome originario di una ben nota squadra di calcio 《ambrosiana》. 😉😊


E storicamente molto importante è stata la presenza delle comunità milanesi e lombarde nella Città dell'Aquila, i 《magistri lommardi》noti per la loro particolare perizia come mastri muratori, nonché in campi affini come quello degli stuccatori.



Mauro Rosati

______________________