mercoledì 25 febbraio 2026

PAGANICA: IL RIONE PIETRALATA 《CHIAMA》 IL RIONE COLLE

 

Paganica (L'Aquila), Via del Salvatore nel Rione Pietralata:
veduta pomeridiana verso il Rione Colle, con Palazzo de Rubeis e la chiesa di Santa Maria del Presepe.

(Foto: Mauro Rosati, 2026)


📍 Sulla riva destra del torrente Raiale, sorge il Rione Pietralata, antica villa (villaggio) della Terra di Paganica, inglobato dall'espansione del centro abitato paganichese nel secondo Novecento.

Il Rione Pietralata è attraversato dalla Via del Salvatore, dal nome della storica ex chiesa meritevolmente recuperata e rifunzionalizzata dal Gruppo Alpini di Paganica, che ne ha fatto un polo di aggregazione socio-culturale, anziché costruire nuove superflue e dispersive strutture periferiche.


🚶🏼‍♂️🚶🏼‍♀️Camminando in Via del Salvatore, a poca distanza dalla grande aia selciata, c'è un tratto preciso della strada che inquadra perfettamente due significativi edifici storici del Rione Colle, il nucleo del borgo-castello di Paganica, arroccato su un colle, appunto, in posizione dominante e difensiva.

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📍 1 - Palazzo de Rubeis.

Da quel tratto di Via del Salvatore, si vede distintamente il grande e storico Palazzo de Rubeis, legato al prelato Giuseppe de Rubeis, vescovo di Aquila dal 1599 al 1605, prima che venisse poi nominato arcivescovo di Acerenza e Matera; la storica residenza è rinata dopo la ristrutturazione post-sisma 2009.

↪ Il cognome 《de Rubeis》 si trova anche volgarizzato in 《de Rossi》, con quest'ultimo che ha dato origine a 《Rossi》, a seguito della caduta del 《de》 negli atti anagrafici; pertanto oggi abbiamo attestazione di tutte e tre le versioni del cognome: de Rubeis, de Rossi, Rossi.

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Torniamo alla nostra veduta. 

📍 2 - Santa Maria del Presepe.

Poco più dietro rispetto a Palazzo de Rubeis, e ancora più in alto, domina la panoramica la chiesa di Santa Maria del Presepe, o Chiesa del Castello (San Giovanni al Castello), della quale possiamo apprezzare la facciata, il fianco sinistro e il campanile a vela: questa storica chiesa, la cui posizione doveva coincidere con il sito di una rocca difensiva, necèssita di un attento recupero, considerata la sua vetustà e la sua caratteristica posizione che la rende visibile anche a distanza.

❓Ma perché la chiesa del Castello ha questa doppia denominazione di Santa Maria e San Giovanni?

❗Ce lo spiega lo storico Fernando Rossi che ringrazio per la spontanea condivisione delle sue conoscenze di studi sul territorio.

La chiesa del Castello originariamente aveva soltanto il titolo di Santa Maria. A valle del Rione Colle, fuori dall'abitato, c'era invece la chiesa di San Giovanni il Battista, la quale aveva funzione di 《ospitale》, struttura di ospitalità situata fuori dal borgo per viandanti, mercanti e chiunque altro si trovasse a Paganica provenendo da fuori. Nella seconda metà del Settecento, la Confraternita della Concezione, la quale aveva sede nella cadente chiesa di Santa Croce nella vicina Villa della Fara, chiese all'Università di Paganica (il Comune) di potersi trasferire nella chiesa di San Giovanni il Battista, ottenendo la concessione a patto che conservasse la sua funzione di 《ospitale》. E così il titolo di San Giovanni il Battista venne trasferito e unito alla chiesa di Santa Maria del Presepe sul Rione Colle, la quale divenne chiesa di Santa Maria e San Giovanni al Castello; la chiesa-ospitale a valle, invece, prese dalla Confraternita il titolo di Chiesa della Concezione, denominazione con cui la conosciamo tutt'oggi.

Successivamente la Villa della Fara e la chiesa di Santa Croce scomparvero a causa di sventramenti attuati in parte minore già dai duchi di Costanzo (o de Costanzo) e poi effettuati su ampia scala negli anni '30 del Novecento, provocando la cancellazione di una delle numerose Ville storiche di Paganica. Intanto il titolo della diruta Santa Croce venne unito alla chiesa-madre di Santa Maria Assunta, che oggi è quindi chiesa di Santa Maria Assunta e Santa Croce.

❓E il Castello sul Rione Colle?

❗Il Castello di Paganica venne distrutto dalle milizie di Braccio da Montone che imperversavano nel Contado Aquilano durante il lungo assedio di Aquila, iniziato nel maggio del 1423 e concluso dalla vittoria aquilana con la coalizione di vari Stati italiani nella Battaglia di Bazzano (Battaglia dell'Aquila) del 02/06/1424.

La chiesa del Castello sorge quindi dove si trovava prima la fortificazione, e per questo la vediamo in posizione dominante insieme al vicino Palazzo de Rubeis.

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🖼 Suggerimento.

La panoramica del Rione Colle da Via del Salvatore nel Rione Pietralata, si presenta particolarmente suggestiva nel tardo pomeriggio, quando il sole basso illumina da ovest le facciate del palazzo e della chiesa con una calda tonalità cromatica che vira verso un delicato e suggestivo giallo paglierino.



Mauro Rosati

🌱 🖼  《OMNIA PULCRA SITIO

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lunedì 23 febbraio 2026

《 CROCE D'AVELLANA 》

 

Fig. 1 - Croce d'avellana
(Foto: Mauro Rosati, 2026)


Fig. 2 - Brattèe delle nocciòle/avellane.
(Fonte immagine: 《Wikipedia》)


📍 È amplissima la varietà tipologica di croci che caratterizzano l'iconografia araldica, sia in ambito civile sia in ambito ecclesiastico. 

Per questo, spesso, distinguerle richiede talora un dettagliato confronto fra differenze a volte minime.


📍Tra queste molteplici croci ve n'è una che troviamo sovente in ambito ecclesiale, raffigurata in particolare sui paliotti degli altari, su pareti o pilastri in corrispondenza delle stazioni della 《Via Crucis》 all'interno delle chiese:

nei repertori araldici viene indicata come 《croce d'avellana》.


↪ Le croci d'avellana sono a loro volta caratterizzate da differenze esecutive, a seconda delle tecniche materiali, delle epoche e delle aree geografiche, nonché dalla formazione artistica degli artigiani.


📍 Tuttavia, seppur con varianti, la 《croce d'avellana》 è caratterizzata da alcuni punti fermi comuni:

• quattro bracci di eguale lunghezza;

• la forma panciuta dei singoli bracci che dal centro tendono poi a stringersi formando un collo e aprendosi alle estremità;

• la presenza di raggi che si diramano diagonalmente dal cuore della croce verso l'esterno, negli spazi tra un braccio e l'altro.


📍I bracci panciuti delle croci d'avellana riproducono in maniera più o meno stilizzata le 《brattèe》 delle nocciòle, ossìa quegli involucri verdi, aperti in alto, che proteggono le nocciòle stesse fino a maturazione.

↪ Le nocciòle sono dette anche 《avellane》e l'albero, il nocciòlo, è denominato scientificamente《Corylus avellana》e semplicemente 《avellano》 in lingua italiana;

avellana》 è anche la nocciòla in lingua spagnola, ovviamente con la doppia 《L》 pronunciata come 《-gl-》.


🔎 Sono numerosi i repertori araldici e, in generale, iconografici, che riportano le croci d'avellana in diverse tipologie grafiche, tutte però caratterizzate dai punti fermi che abbiamo visto più sopra.

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Mauro Rosati

🌱 🎨 《OMNIA PULCRA SITIO

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venerdì 20 febbraio 2026

CESARE ZOCCHI: chi era Costui?

 

(Foto: Mauro Rosati, 2018; particolare)


📌 CESARE ZOCCHI:

❓chi era costui?

❓E perché interessa la nostra Città dell'Aquila?


❗Cesare Mariano Paolo Zocchi (1851-1922), scultore nativo di Firenze: figlio del marmista Francesco, iniziò la sua formazione nel laboratorio del cugino Emilio Zocchi.

Cesare lavorò in molte città d'Italia, acquisendo particolare fama con la realizzazione del monumento a Dante Alighieri di Trento.

↪ Il suo linguaggio spazia da un classicismo d'impronta più accademica a tratti più accentuatamente veristi.


📍Tra le molte città d'Italia, pose la sua firma anche qui ad Aquila:

fu infatti egli a realizzare la statua di Gaio Sallustio Crispo che dal 1903 campeggia al centro di Piazza del Palazzo (Quarto di Santa Maria); statua popolarmente 《canonizzata》 in 《Sanlustio/Sanlustiu me'》, con tono di simpatia.

↪ Un'opera realizzata grazie al contributo delle donazioni dei cittadini aquilani, in particolar modo quelli più facoltosi, come si evince da giornali-periodici dell'epoca.

↪ Cittadini aquilani mecenati, un esempio da seguire per noi cittadini aquilani contemporanei, ciascuno secondo le proprie possibilità.


L'Aquila, Piazza del Palazzo
(Quarto di Santa Maria):
monumento a
Gaio Sallustio Crispo.
(Foto: Mauro Rosati, 2018)


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📍Ora, per chi desidera, conosciamo meglio Cesare Zocchi scorrendo due lemmi 《Treccani》 a lui dedicati:

- 🌐 https://www.treccani.it/enciclopedia/cesare-zocchi_(Dizionario-Biografico)/

( 📖 lemma a cura di Claudio TONGIORGI, in:《Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 100》, Treccani, 2020);

- 🌐 https://www.treccani.it/enciclopedia/cesare-zocchi_(Enciclopedia-Dantesca)/

(📖 lemma a cura di Camillo SEMENZATO, in: 《Enciclopedia Dantesca》, Treccani, 1970).

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🏅 Nel 1888, ancor prima della sua commissione aquilana, all'età di 37 anni Cesare Zocchi risultava già insignito di numerosi incarichi e onorificenze:

- 1879, professore di scultura nella Scuola professionale di Napoli;

- 1881, professore onorario nella Reale Accademia di Belle Arti di Firenze;

- 1883, professore corrispondente della Reale Accademia Raffaello di Urbino;

- Cavaliere della Corona d'Italia;

- 1884, professore corrispondente dell'Accademia di Ravenna;

- 1888, croce di Cavaliere Mauriziano (Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro).


(📖 Angelo DE GUBERNATIS, 《Dizionario degli artisti italiani viventi》, Firenze, coi tipi dei successori Le Monnier 1889)

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Mauro Rosati 

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lunedì 9 febbraio 2026

《CASTA DIVA》

 

(Foto: Irene Iovannitti, 2025)



🌕 Selene per i Greci antichi...

🎼 la 《Casta Diva》* della celeberrima cavatina nella 《Norma》 di Vicenzo Bellini...

la Luna per i Romani antichi e per noi contemporanei...

...in qualsivoglia modo desideriamo chiamarla non cambia il suo fascino ancestrale. 


🖼 Nella foto una suggestiva 《alba lunare》 ripresa dall'altopiano di Campo Imperatore (L'Aquila).


🎨 A prima vista parrebbe la levata del sole...

...poi, muovendo lo sguardo verso l'alto e osservando quel viraggio di colore verso il blu, con la punteggiatura delle stelle che si fa più netta, 

l'insieme suggerisce qualcosa tra quei toni intensi di un notturno di Van Gogh e un più contemporaneo puzzle di quelli fluorescenti, 

soprattutto per via delle tenui nuvole rischiarate dalla luce lunare come fossero delicate lumeggiature di bianco. 🌕 🌟 


E poi c'è quel riflesso brillante sui prati che rammenta l'effetto di una fresca e delicata rugiada di primo mattino.💧

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*《 Casta Diva, che inargenti

Queste sacre antiche piante,

A noi volgi il bel sembiante

Senza nube e senza vel.

[...] Spargi in terra quella pace

Che regnar tu fai nel ciel.

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Mauro Rosati

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martedì 3 febbraio 2026

C'ERA UNA VOLTA UN RE...

 

(Foto: Mauro Rosati, 2018)



✍ Favoletta della buonanotte (e del buongiorno), per grandi e piccini.

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📖 C'era una volta...


👑 C'era una volta un Re

che si chiamava Ladislao,

poco più di seicento anni fa.


🏰 Un bel giorno re Ladislao decise di costruire un fortino in una città del suo Reame che si chiama Aquila (per gli amici 《L'Aquila》).

🦅 Aquila, città fiera e intraprendente, 

costruita nel cuore degli Appennini per volere del popolo, 

sorge su un'altura, protetta dall'abbraccio dei suoi monti ammantati di neve.


🎪 Nel cuore dell'Aquila c'era una grande Piazza dove si svolgevano il Mercato, le Fiere, le Feste, le Processioni, e tante altre cose di tutti i giorni:

gli Aquilani la chiamavano Piazza Maggiore, o Piazza del Mercato,

 o più semplicemente anche 《la Piazza》, 

come si usa ancor adesso.

Gli Aquilani di oggi la chiamano anche Piazza del Duomo.


👑 👉 Un bel giorno re Ladislao ordinò di costruire la Castellina, un piccolo fortino, proprio su questa grande Piazza.

Ai tempi di re Ladislao non c'era ancora la Fortezza spagnola, che fu invece costruita più di un secolo dopo.


🦅 Gli Aquilani erano autonomi, operosi e intraprendenti,

orgogliosi della loro Libertà.

👀 Per questo re Ladislao voleva tenerli d'occhio, forse un po' timoroso del loro carattere fiero e indipendente.

🏰 E così la Castellina di re Ladislao fu costruita a Capopiazza, la parte più alta della grande Piazza Maggiore;

il Re mandò alcuni dei suoi soldati a presidiare questo nuovo fortino.


🤨😠 Gli Aquilani, però, non apprezzarono molto e la Castellina non durò a lungo:

🖐 un giorno gli Aquilani cacciarono via i soldati del Re e poi smantellarono la Castellina, che aveva occupato un pezzo della loro grande e amata Piazza, fatta di tante botteghe e di tanta vita quotidiana.


🦅 E così Capopiazza, e la Piazza, tornarono ad essere libere, il cuore pulsante dell'Aquila.


📖 Accadeva poco più di seicento anni fa.


...c'era una volta una Piazza...

...c'era una volta Capopiazza...


❓ E oggi?

🤔 Oggi da Pie' di Piazza (la parte più bassa) non si vede più Capopiazza,

🤔 e da Capopiazza (la parte più alta) non si vede più Pie' di Piazza;

❗😮 semplicemente non si vede più la Piazza, 

anche se esiste ancora.


❗Oggi le due statue delle Fontane di Piazza, 

i due Diòscuri, si sentono smarrite:

- la statua più in basso guarda verso la Cattedrale per non guardare Capopiazza;

- la statua più in alto guarda invece verso Capopiazza, però non vede più nulla, perché un gigantesco sipario le copre la vista... .



Mauro Rosati

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